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La gioventù neo-apostolica del Ticino incontra la gioventù di Barcellona
24.04.2010 / Ticino
Per i giovani neo-apostolici del Ticino un eccezionale fine settimana di fine aprile in Spagna, accolti calorosamente da fratelli e sorelle coetanei a Barcellona.
Un giovane partecipante racconta: “Tra sbadigli, si parte sabato 24 aprile 2010 in direzione dell’aeroporto della Malpensa. Gli occhi sono ancora socchiusi, a parte quelli dei nostri cinque autisti che erano già andati a fare jogging prima di partire per essere in forma per questo viaggio. Arrivati al parcheggio, siamo stati trasportati verso l’aeroporto. Varchiamo la soglia e seguiamo come pecore (gli occhi sono ancora socchiusi) il nostro caro evangelista di distretto che è l’unico a sapere la direzione esatta. Ci conduce in una lunghissima fila, che neanche il casello di Mestre in agosto potrebbe invidiarla. Passata mezz’ora in coda ci fanno togliere tutto il metallo che abbiamo addosso ed alcuni, al fatidico bibibibip, hanno la fortuna di svegliarsi ma si ritrovano subito controllati da due addetti alla sicurezza. Da qui continuiamo il nostro cammino e finalmente anche il resto della truppa ha la possibilità di svegliarsi sentendo il soave odore di brioche provenire da un baretto vicino all’imbarco. Ed è da qui che la gioventù del Ticino parte per questa sua avventura: Barcellona, Spagna!
Dopo un viaggio aereo tranquillo condito da un’altra piacevole colazione, arriviamo a Barcellona, dove siamo accolti con il più classico saluto mediterraneo carico di calore e affetto. Subito ci fanno salire su un bus per vedere ciò che hanno preparato per noi. Un rapido giro turistico, con due fermate di un’oretta l’una alla Sagrada Familia e l’altra sul lungomare: ci vogliono far innamorare di Barcellona. In molti casi ci sono anche riusciti. Solo un piccolo particolare non ci faceva amare completamente questa meravigliosa città: l’ora di pranzo! Essendo svegli da cosí tanto tempo, il nostro stomaco ha cominciato a reclamare cibo verso le 11:00. Ma solo quando l’orologio segnava le 13:00 si è alzata una voce che annunciava in spagnolo questa splendida frase che, tradotta, diceva: “Si va a mangiare!”
Così ci troviamo in un simpatico ristorantino di periferia riservato tutto per noi. In questo modo cominciamo a conoscere la gioventù locale con la pancia che pian piano si riempie… Il programma diceva che, nel pomeriggio, avremmo visitato la nostra chiesa prima di andare all’ostello. Quindi, ci rechiamo presso la casa del Signore, dove il pastore Ballester e l’anziano Macías ce la presentano in tutti i suoi particolari, raccontandoci qualche annedoto sulla storia della comunità. È la chiesa di Lugano fatta al contrario, poiché la saletta è in alto appena entrati, mentre la sala grande è due piani più sotto.
Ed ecco che purtroppo la giornata a Barcellona è terminata e quindi ci rechiamo all’ostello che doveva essere in passato un convento. Lí abbiamo qualche oretta libera e così tutti si preparano per passarle come meglio si crede: chi per fare due vasche in piscina, chi ad affrontare a calcio gli spagnoli sapendo già di perdere (per fortuna alla fine ci si è mischiati), chi a prendere semplicemente il sole caldo di questa terra e chi a chiudere gli occhi per un’oretta. Dopo aver fatto una bella doccia ci siamo di nuovo nutriti e verso le 22:00, come da programma, c’era la serata della gioventù. È venuto pure l’apostolo della Spagna Erhard Suter a salutarci ed è stato lí un po’ con noi. Qui ci è stata data la possibilità di presentarci uno ad uno per conoscerci meglio. Una volta conclusa la serata, si era liberi di fare ciò che si voleva, ma tra mezzanotte e l’una eravamo tutti a letto poiché si è cominciata a sentire la stanchezza della giornata.
Domenica mattina, fatta con calma la colazione, ci si è preparati per il servizio divino che è iniziato alle 11:00 ed è stato celebrato dall’anziano Macías. Egli chiama a conservire un po’ tutti i servi e soprattutto tutti i diaconi… Alla fine del servizio divino ci si sentiva come una vera comunità, anche se ci conosciavamo da poco. Inoltre si è potuto costatare che, anche se viviamo in posti diversi e abbiamo due culture differenti, abbiamo la stessa meta e gli stessi interessi per il Padre Celeste.
Nel primo pomeriggio siamo andati a mangiare e in seguito eravamo liberi di fare qualsiasi attività.
Purtroppo però verso le 17:00 abbiamo dovuto prendere il bus che ci riportava all’aeroporto e ciò significava la fine della nostra mini-vacanza in quel di Barcellona. Alcuni spagnoli sono scesi prima, mentre altri ci hanno accompagnati fino all’aeroporto e lì ci siamo salutati con la promessa tacita che ci sarà una prossima volta. Prendiamo l’aereo dopo i soliti controlli, uno spuntino magnifico all’insegna di un panino al pomodoro con, al suo interno, un buonissimo burro di pere e già arriviamo a Milano. Lì prendiamo il solito bus di ultima generazione che ci porta a prendere le macchine e così inizia il viaggio verso casa. Alla prossima!"












