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Giornate 2011 della gioventù neo-apostolica in Italia
16.10.2011 / Sportilia (Forlì)
Un incontro di due giorni per i giovani dell'Italia e del Ticino a Sportilia, col motto “Esperienze di fede”.
15 - 16 ottobre 2011. Anche quest’anno la nostra gioventù dell’Italia e del Ticino ha potuto vivere due giornate intense di gioia e comunione fraterna presso la struttura polisportiva “Sportilia” (Forlì) situata a 800 metri sul livello del mare nel cuore dell’appennino tosco romagnolo. Gli oltre 150 partecipanti provenienti dai distretti d’Italia e Ticino hanno potuto condividere una calorosa comunione, anche se all’esterno c’erano solo 6°... Il ritrovo per tutti, giovani, guide e ministri accompagnatori, è stata la grande sala da pranzo, dove un’ottima cucina ha subito rifocillato tutti dopo un lungo viaggio.
Nell’arco del pomeriggio di sabato sono state svolte varie attività; attività ludiche, sportive e ricreative, che hanno coinvolto pure i ministri presenti. Nel tardo pomeriggio è stata proiettata la presentazione delle Giornate della gioventù 2012 a Berna (Svizzera) aventi per motto “Jesus is Life”. Avranno luogo dal 14 al 16 settembre 2012 con invito alla gioventù dell’area di attività del nostro apostolo di distretto. All’entrata della sala era esposta anche stavolta una grande bucalettere: ognuno poteva deporvi i propri pensieri, desideri e preoccupazioni. La sera, i giovani sono stati i protagonisti delle rappresentazioni ispirate al tema “Esperienze di fede”. In un susseguirsi di scenette, canti e testimonianze, i giovani dei vari distretti hanno potuto trasmettere e ricevere impulsi positivi della fede.
Con una simpatica intervista fatta all’apostolo, è terminata la serata. Dopo cena, una parte dei giovani si sono riuniti vicino al grande camino, improvvisando anche un robusto coro che ha dato la buona in musica notte a tutti gli abitanti della struttura.
Culmine delle due giornate è stato il servizio divino officiato dall’apostolo Orando Mutti, accompagnato dai ministri distrettuali dell’Italia e del Ticino. Mancava l’anziano Piero Giangrande di Palermo, impedito da una malattia. Alla base del servizio divino era la parola in 2 Timoteo 3, 14: ” Tu, invece, persevera nelle cose che hai imparate e di cui hai acquistato la certezza”. Nella vita terrena noi impariamo ciò che è necessario per vivere. Al servizio divino impariamo ciò che riguarda lo spirito e la vita eterna. L'apostolo ha posto l'accento su cinque punti:
- La preghiera: pregare con tutto il cuore. Gesù pregava profondamente prima di ogni evento. Quando scelse i dodici apostoli pregò tutta la notte. Portiamo fervide preghiere a Dio, avendo anche l'ardore della preghiera. Pregare con pazienza e fiducia.
- Il servizio divino: qui riceviamo insegnamento, guida e forze. Gesù dodicenne cercava il Padre nella sua casa. Vogliamo riconoscere che è Dio che parla. Samuele non capiva chi l’ha chiamato per due volte, ma alla terza rispose "Parla Signore, il tuo servo ascolta".
- La volontà di Dio: veniamo formati quali futuri re e sacerdoti e vogliamo agire secondo la Sua volontà. Gesù riprese l'apostolo Pietro che si era opposto al futuro patimento di Gesù. Persino gli fu rivelato che avrebbe rinnegato Gesù per ben tre volte.
- Amore verso il prossimo
- Servire il Signore: ognuno abbia il desiderio di servire, secondo i doni che ha.
Come si impara? Mettendo in pratica, così si impara velocemente. E' più facile imparare le funzioni di un cellulare utilizzandolo, che leggere 100 pagine di un manuale. A conclusione del servizio divino, i giovani hanno fatto una sorpresa all'apostolo e ai presenti tutti cantando due inni africani “Ameni” e “Mashiti Amen”.
Dopo il pranzo in comune, i partecipanti hanno preso le vie del ritorno, chi all'estremo Nord in Ticino e chi all'estremo Sud dell’Italia, in Sicilia e Sardegna, conservando nel cuore esperienze e benedizioni nell'unione.





















