Die Neuapostolische Kirche Schweiz

1 Le rivelazioni divine

1 Qual è l'origine della fede in Dio?

L'origine della fede è Dio stesso. Lui si manifesta all'uomo: Lui si «rivela».

Perciò è Dio stesso che ha donato all'uomo la consapevolezza che Dio c'è. Lui non si nasconde, bensì è riconoscibile, in modo che gli esseri umani siano in grado di parlare di Dio e di credere in Lui.

"Quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro [negli uomini], avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue" (Romani 1, 19-20).

2 Come si rivela Dio?

Dio si rivela in diversi modi, nella natura e nella storia.

3 Come si manifesta Dio nella natura?

Nella natura Dio si manifesta quale Creatore: nell'esistenza dell'universo, degli uomini, degli animali e delle piante.

"Egli annaffia i monti dall'alto delle sue stanze; la terra è saziata con il frutto delle tue opere. Egli fa germogliare l'erba per il bestiame, le piante per il servizio dell'uomo; fa uscire dalla terra il nutrimento" (Salmi 104, 13-14).

4 Come si manifesta Dio nella storia?

Dio si manifesta nella storia del genere umano. Così, per esempio, condusse il popolo d'Israele fuori dalla prigionia in Egitto e gli diede i Dieci Comandamenti. La più grande rivelazione di Dio nella storia è stata farsi uomo in Gesù Cristo e operare sulla terra. Gesù Cristo visse duemila anni fa. In Gesù Cristo Dio si rivelò quale Redentore.

↗ Redentore: vedi le domande 66, 108-109

"Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio" (Galati 4, 4).

5 In quale modo Dio si fa riconoscere?

Dio è un Essere spirituale. Si fa riconoscere quale Dio,

  • il Padre, colui che ha creato e che preserva la creazione (cfr. Genesi 1; Genesi 8, 21-22);
  • il Figlio, il Redentore che porta la salvezza (cfr. I Giovanni 5, 20);
  • lo Spirito Santo, il Consolatore che guida in ogni verità (cfr. Giovanni 16, 13).

6 Dove sono descritte le rivelazioni di Dio?

Molte rivelazioni di Dio ci sono tramandate dalla Sacra Scrittura.

Le rivelazioni di Dio sono da intendersi sotto diversi aspetti:

  • Dio si fa riconoscere. Lui ci dà chiarezza sulla sua essenza (‘rivelazione propria’ di Dio).
  • Dio comunica all'uomo la sua volontà.
  • Dio viene incontro all'uomo con il suo amore, segnatamente nella sua parola e nei sacramenti.

7 Dio dà anche rivelazioni che riguardano il futuro?

Sì, Dio dà rivelazioni che riguardano il futuro: ha promesso che Gesù Cristo ritornerà (cfr. Giovanni 14, 3). Dio si manifesterà in modo perfetto a quelli che saranno trasmutati e prelevati al suo ritorno (cfr. I Tessalonicesi 4, 13-18); in quel momento loro lo vedranno come Egli è (cfr. I Giovanni 3, 1-2).

"Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è" (I Giovanni 3, 1-2).

8 Vi sono altre conoscenze riguardo all’operare divino?

Sì, nell'operare dello Spirito Santo tramite l'apostolato ci sono offerte conoscenze sull'agire di Dio per la salvezza dell'umanità. La Bibbia vi accenna e tramite lo Spirito Santo sono rivelate ulteriormente.

9 Quale deve essere l'atteggiamento dell'uomo nei confronti delle rivelazioni divine?

L'uomo deve credere in Dio e nelle sue rivelazioni. Soltanto per mezzo della fede l'uomo può afferrare le rivelazioni divine. Se crede, le cose divine diventano per lui preziose e decisive per la sua vita.

Per qualcuno che non crede in Dio quale Creatore, l'universo, per esempio, non è un'opera di Dio nella quale si riconosce il Creatore, bensì il risultato di processi casuali della natura.

10 Che cosa intendiamo con la fede quale risposta alle rivelazioni di Dio?

La fede è indispensabile per arrivare vicino a Dio. Ma, in fondo, la fede non è qualcosa che l'uomo compie da sé. La fede è una dimostrazione di grazia da parte di Dio, è un regalo. L'uomo deve desiderare questo regalo e deve accettarlo. La fede permette che l'uomo riconosca Dio, che abbia fiducia in Lui e che conduca la sua vita secondo la volontà di Dio.

↗ Fede: vedi le domande 239 ss

"Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono" (Ebrei 11, 1).

"Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano" (Ebrei 11, 6).

11 In che modo l'uomo giunge alla fede?

La fede è un dono dello Spirito Santo e viene da Lui rafforzata. Questo avviene, tra l'altro, per mezzo della predicazione del Vangelo in base alla Sacra Scrittura.

"Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo" (Romani 10, 17).

12 Che cos'è la Sacra Scrittura?

La Sacra Scrittura, la Bibbia, è una raccolta di scritti che parlano dell'operare di Dio, delle sue promesse e dei suoi comandamenti. È formata dall'Antico Testamento e dal Nuovo Testamento. La Sacra Scrittura testimonia delle rivelazioni di Dio, ma non è un racconto completo e ininterrotto di tutto ciò che Dio ha fatto. Dio ha avuto cura che rimanesse conservato ciò che occorre per la salvezza degli uomini.

"Bibbia" deriva dalla parola latina biblia e significa "libri, rotoli di pergamene".

13 Chi è il promotore della Sacra Scrittura?

Il promotore della Sacra Scrittura è Dio. Persone ispirate dallo Spirito Santo hanno scritto ciò che Dio manifestava. Nella loro forma e nel modo di esprimersi, i libri biblici sono caratterizzati dai rispettivi autori, dalle loro idee e dai concetti delle loro epoche.

"Ispirazione" significa: "suggerimento, avvertimento". L'ispirazione divina significa che lo Spirito Santo induce un uomo a qualcosa, rispettivamente che gli trasmette qualcosa.

14 I testi dei libri biblici sono stati tramandati in modo affidabile?

Sì, Dio ha avuto cura affinché i testi dei libri biblici fossero rimasti conservati senza alterazione attraverso i secoli.

15 Com'è nata la raccolta dei libri biblici?

La raccolta dei libri biblici è avvenuta durante diversi secoli. La sua realizzazione non è soltanto il frutto di considerazioni umane, ma soprattutto della volontà divina.

Il canone cristiano dell'Antico Testamento è basato sul canone ebraico, i cui scritti furono redatti probabilmente in un periodo di mille anni.

Il canone del Nuovo Testamento è formato dai Vangeli, dagli Atti degli apostoli, da Lettere e da un Libro profetico, l'Apocalisse di Giovanni. Nella Chiesa primordiale erano inizialmente tenute in grande considerazione le lettere dell'apostolo Paolo. Più tardi furono aggiunti i Vangeli, di cui quello di Marco è il più antico, e gli altri scritti. I testi del Nuovo Testamento nacquero nell'arco di circa 70 anni.

Per conservare e trasmettere queste testimonianze originali della fede cristiana, esse furono riunite in una raccolta, la quale fu poi confermata come canone in diversi sinodi.

"Canone" è il termine usato per la raccolta di scritti che sono importanti per la dottrina di una religione. Per la fede cristiana sono gli scritti dell'Antico e del Nuovo Testamento.

Il termine "sinodo" deriva dal vocabolo greco synodos e significa "adunanza". Con sinodo s'intende la riunione di una commissione ecclesiastica autorizzata a deliberare decisioni vincolanti.

16 Quale struttura e quali contenuti ha la Sacra Scrittura?

La Sacra Scrittura è strutturata in due parti principali: l'Antico Testamento che concerne il tempo prima della nascita di Cristo, e il Nuovo Testamento che inizia con il tempo della nascita di Cristo.

17 Che cosa contiene l'Antico Testamento?

L'Antico Testamento contiene racconti metaforici sulla creazione e sui primi uomini, e testi riguardanti le origini e la storia del popolo d'Israele. Inoltre, nell'Antico Testamento si trovano anche canti di lode a Dio, ammonimenti e promesse rivolte all'essere umano.

18 Che cosa contiene il Nuovo Testamento?

Nei quattro Vangeli e negli Atti degli apostoli, il Nuovo Testamento testimonia di Gesù Cristo, dei suoi apostoli e delle prime comunità cristiane. Contiene anche lettere degli apostoli, indirizzate a comunità o a singole persone. L'Apocalisse di Giovanni, il libro profetico del Nuovo Testamento, parla del ritorno di Gesù Cristo e di altri eventi futuri.

19 Quali sono la suddivisione, il numero e la successione dei libri dell'Antico Testamento?

L'Antico Testamento contiene 17 libri storici, 5 libri didattici e 17 libri profetici.

I 17 libri storici sono:

  • i cinque libri di Mosè (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio)
  • il libro di Giosuè
  • il libro dei Giudici
  • il libro di Rut
  • i due libri di Samuele
  • i due libri dei Re
  • i due libri della Cronaca
  • il libro di Esdra
  • il libro di Neemia
  • il libro di Ester

I 5 libri didattici sono:

  • il libro di Giobbe
  • i Salmi
  • i Proverbi di Salomone
  • l'Ecclesiaste di Salomone
  • il Cantico dei cantici di Salomone

I 17 libri profetici sono:

  • Isaia
  • Geremia
  • le Lamentazioni di Geremia
  • Ezechiele
  • Daniele
  • Osea
  • Gioele
  • Amos
  • Abdia
  • Giona
  • Michea
  • Naum
  • Abacuc
  • Sofonia
  • Aggeo
  • Zaccaria
  • Malachia

20 Quali libri biblici sono considerati deuterocanonici?

I testi deuterocanonici sono:

  • il libro di Tobia
  • il libro di Giuditta
  • aggiunte al libro di Ester
  • la Sapienza di Salomone
  • il libro del Siracide
  • il libro di Baruc
  • aggiunte al libro di Daniele

il cantico di Azaria

il cantico dei tre giovanetti nella fornace

la storia di Susanna e Daniele

del Bel di Babilonia

del dragone di Babilonia

  • i due libri dei Maccabei
  • il cantico di Manasse [non presente nei libri deuterocanonici italiani]

Il termine "deuterocanonico" significa "appartenente al secondo canone". I libri deuterocanonici sono libri che non fanno parte di tutte le edizioni bibliche. Rappresentano un elemento di congiunzione tra l'Antico e il Nuovo Testamento e contengono affermazioni riguardanti la fede che sono di una certa importanza per la comprensione del Nuovo Testamento.

21 Come valuta la Chiesa Neo-Apostolica i libri deuterocanonici?

Nella Chiesa Neo-Apostolica i libri deuterocanonici sono valutati allo stesso livello degli altri scritti dell'Antico Testamento.

22 Quali sono la suddivisione, il numero e la successione dei libri del Nuovo Testamento?

Il Nuovo Testamento conta 5 libri storici, 21 libri didattici e un libro profetico.

I 5 libri storici sono:

  • il Vangelo secondo Matteo
  • il Vangelo secondo Marco
  • il Vangelo secondo Luca
  • il Vangelo secondo Giovanni
  • gli Atti degli apostoli di Luca

I 21 libri didattici sono:

  • la Lettera di Paolo ai Romani
  • le due Lettere di Paolo ai Corinzi
  • la Lettera di Paolo ai Galati
  • la Lettera di Paolo agli Efesini
  • la Lettera di Paolo ai Filippesi
  • la Lettera di Paolo ai Colossesi
  • le due Lettere di Paolo ai Tessalonicesi
  • le due Lettere di Paolo a Timoteo
  • la Lettera di Paolo a Tito
  • la Lettera di Paolo a Filemone
  • la Lettera agli Ebrei
  • la Lettera di Giacomo
  • le due Lettere di Pietro
  • le tre Lettere di Giovanni
  • la Lettera di Giuda

Il libro profetico è:

  • l'Apocalisse di Giovanni

23 Quale importanza ha la Sacra Scrittura per la Chiesa Neo-Apostolica?

La Sacra Scrittura è il fondamento della dottrina della Chiesa Neo-Apostolica. Versetti tratti dalla Sacra Scrittura sono anche il punto di partenza per la predica nei servizi divini.

24 Chi è competente a interpretare la Sacra Scrittura?

La corretta comprensione della Sacra Scrittura si ottiene in tutta la sua profondità soltanto mediante l'operare dello Spirito Santo. Dell'incarico degli apostoli di Gesù fa parte il compito di interpretare la Sacra Scrittura per quanto concerne la dottrina e la vita di fede.

"Così, ognuno ci consideri servitori di Cristo e amministratori dei misteri di Dio" (I Corinzi 4, 1).

25 Che cosa s'intende con «Gesù Cristo sta al centro della Scrittura»?

Gesù Cristo è il punto centrale della Sacra Scrittura, come lo esprimono le parole: «Gesù Cristo sta al centro della Scrittura.» Perciò anche l'Antico Testamento deve essere interpretato partendo da Gesù Cristo. Nell'Antico Testamento si annuncia e si prepara la venuta del Messia. Il Nuovo Testamento riferisce dell'operare di Gesù, nel suo tempo e nel futuro.

↗ Messia: vedi la domanda 112

26 Quale importanza ha la Sacra Scrittura per il credente?

La Sacra Scrittura ha una grande importanza nella vita del credente: essa consola, edifica, dà indicazioni per il cammino, esorta e può promuovere le conoscenze e la fede.

27 Che cosa è utile al rafforzamento della fede quando ci si dedica alla Bibbia?

Timor di Dio e sincere preghiere per la giusta comprensione della Sacra Scrittura sono le basi perché il dedicarsi alla Bibbia possa portare a un rafforzamento della fede.

28 Quali sono il fondamento e il contenuto della fede cristiana?

I cristiani credono in un solo Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo. La fede nella Trinità di Dio è stata resa accessibile agli uomini tramite Gesù Cristo.

Il Figlio, Gesù Cristo, parlava del suo Padre celeste, al quale gli uomini devono credere. Più volte Dio, il Padre, ha attestato che Gesù Cristo è suo Figlio (cfr. Luca 3, 22; 9, 35).

Infine Gesù Cristo promise che lo Spirito Santo si sarebbe manifestato quale Consolatore e sostegno.

"… battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (Matteo 28, 19).

"Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto" (Giovanni 14, 26).

↗ Per le basi della fede cristiana vedi anche le domande 34 e 35

2 La professione di fede

29 Che cos'è una professione di fede?

Una professione di fede, il cosiddetto Credo, è un riassunto dei contenuti essenziali di una dottrina di fede. Nella professione di fede si esprime ciò che professano i membri di una Comunità religiosa.

Mediante la sua professione di fede, una Comunità religiosa si distingue da altre.

30 Si trovano professioni di fede anche nella Bibbia?

Sì, già nell'Antico Testamento si trovano testi che esprimono una comune convinzione di fede. In uno di questi si legge: «Il Signore, il nostro Dio, è l'unico Signore» (Deuteronomio 6, 4). Gli Israeliti pronunciavano insieme questa professione di fede che sta sotto il titolo «Ascolta, Israele». Con questo attestavano la loro fede nel Dio unico, in un'epoca nella quale i popoli attorno a loro veneravano molte divinità diverse.

Nel Nuovo Testamento si trovano testi che esprimono in sintesi che Dio offre la salvezza tramite Gesù Cristo.

Esempi di professioni di fede nel Nuovo Testamento sono:

  • «Gesù è il Signore» (cfr. Romani 10, 9);
  • «Marana tha», che significa «Il nostro Signore viene!» (I Corinzi 16, 22)
  • «Il Signore è veramente risorto» (Luca 24, 34).

"Perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati" (Romani 10, 9-10).

31 Come sono nate le prime professioni di fede cristiane?

Le prime professioni di fede cristiane sono chiamate «professioni di fede della Chiesa primordiale». Nacquero tra il secondo e il quarto secolo dopo Cristo. In quel tempo furono definite le dottrine della Trinità di Dio e della vera natura di Cristo.

Questo fu necessario perché erano sorte delle controversie su certi contenuti della fede. Per esempio alcuni erano dell'opinione che Gesù Cristo non fosse veramente morto sulla croce e risorto. Per mezzo delle professioni di fede ci si distanziava da queste eresie.

32 Quali affermazioni furono inserite nelle professioni di fede cristiane?

Determinante per far sì che un'affermazione sulla natura e l'operare di Dio fosse accolta nelle professioni di fede, era la sua conformità con l'insegnamento di Cristo e dei suoi apostoli.

33 Quali sono le più importanti professioni di fede della Chiesa primordiale?

Le due più importanti professioni di fede della Chiesa primordiale sono l'Apostolicum e la professione di fede di Nicea-Costantinopoli.

Nei suoi elementi basilari l'Apostolicum fu redatto nel secondo secolo e leggermente ampliato nel quarto secolo. La professione di Nicea-Costantinopoli è il risultato dei concili di Nicea (nell'anno 325 d.C.) e di Costantinopoli (nell'anno 381 d.C.). In questo Credo si dà risalto soprattutto alla professione della Trinità di Dio.

Un concilio è un'assemblea di alti dignitari ecclesiastici, i quali si riuniscono per deliberare su importanti questioni della fede.

34 Qual è il testo dell'Apostolicum?

«Credo in Dio Padre onnipotente, il Creatore del cielo e della terra e in Gesù Cristo suo unigenito Figlio, nostro Signore, che è stato concepito dallo Spirito Santo, nato dalla vergine Maria, che ha sofferto sotto Ponzio Pilato, è stato crocifisso, morto e sepolto, che scese nel regno della morte, risuscitò dai morti il terzo giorno e salì al cielo, dove siede alla destra di Dio, e da dove ritornerà per giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, nella santa Chiesa universale [cattolica], nella comunione dei santi, nel perdono dei peccati, nella risurrezione dei morti e nella vita eterna. Amen.»

35 Che cosa afferma la professione di fede di Nicea-Costantinopoli?

«Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore di ogni cosa, del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. E in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre [e dal Figlio], e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo nella Chiesa una, santa, [cattolica] e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.»

Il termine "cattolico" deriva dalla parola greca katholikós e significa "universale, generale". Nelle due professioni di fede della Chiesa primordiale, con il termine "cattolico" non s'intende una Chiesa nel senso di un'istituzione, bensì la Chiesa di Cristo nella sua universalità.

36 Quale importanza hanno le professioni di fede della Chiesa primordiale per la Chiesa Neo-Apostolica?

La dottrina della Chiesa Neo-Apostolica è basata sulla Sacra Scrittura. Le professioni di fede della Chiesa primordiale riassumono contenuti essenziali di cui testimonia la Sacra Scrittura.

La Chiesa Neo-Apostolica professa la fede formulata nelle due professioni della Chiesa primordiale, ossia: nella Trinità di Dio, in Gesù Cristo quale vero Dio e vero uomo, nella nascita di Gesù dalla vergine Maria, nell'invio dello Spirito Santo, nella Chiesa, nei sacramenti, nell'attesa del ritorno di Cristo e nella risurrezione dei morti.

Nonostante le diversità tra le singole confessioni, queste professioni rappresentano un elemento in comune tra i cristiani.

"Confessione" significa anche "professarsi per una fede, appartenere a una Chiesa". Il termine "confessioni" è usato per le diverse Comunità religiose cristiane.

37 Qual è la professione di fede neo-apostolica, il Credo neo-apostolico?

«Credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra.

Credo in Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nostro Signore, concepito dallo Spirito Santo, che nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto, discese nel regno dei morti, il terzo giorno risuscitò dai morti, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente, donde ritornerà.

Credo nello Spirito Santo, nella Chiesa una, santa, universale e apostolica, nella comunione dei santi, nella remissione dei peccati, nella risurrezione dei morti, nella vita eterna.

Credo che il Signore Gesù governa la sua Chiesa e che a tale scopo ha mandato e manda ancora, fino al suo ritorno, gli apostoli con la missione di insegnare e di rimettere i peccati nel suo nome e di battezzare con acqua e Spirito Santo.

Credo che coloro che Dio ha scelto per esercitare un ministero, ricevono l’investitura unicamente dagli apostoli e che dall’apostolato procedono il potere, la benedizione e la santificazione necessari all’esercizio del loro ministero.

Credo che il Santo Battesimo d’acqua è il primo passo per il rinnovo dell’essere umano nello Spirito Santo. Con il Battesimo, il battezzando è accolto nella comunione di coloro che credono in Gesù Cristo e lo professano come loro Signore.

Credo che la Santa Cena è stata istituita dal Signore stesso, in memoria del suo sacrificio unico, pienamente valido, delle sue amare sofferenze e della sua morte. La degna partecipazione alla Santa Cena ci garantisce la comunione vitale con Gesù Cristo, nostro Signore. La Santa Cena si celebra con pane azzimo e vino; queste sostanze devono essere consacrate e distribuite da un ministro incaricato dall’apostolo.

Credo che, per ottenere la figliolanza divina e soddisfare la condizione necessaria a essere primizie, i battezzati con acqua devono ricevere il dono dello Spirito Santo per mezzo di un apostolo.

Credo che il Signore Gesù tornerà così certamente come Egli è salito al cielo e che Egli trasmuterà e prenderà con sé le primizie dei morti e dei viventi, che hanno sperato nella sua venuta e si sono preparate, che dopo le nozze in cielo Egli tornerà con loro sulla terra per erigere il regno della pace e che i suoi regneranno con lui come real sacerdozio. Quando sarà terminato il regno della pace, Egli presiederà al Giudizio Finale. Infine, Dio creerà un nuovo cielo e una nuova terra e dimorerà con il suo popolo.

Credo di dover obbedienza alle autorità temporali, nella misura in cui ciò non sia in contrasto con le leggi divine.»

38 Com'è sorta la professione di fede neo-apostolica?

La professione di fede neo-apostolica è il risultato dell'interpretazione della Sacra Scrittura e delle professioni della Chiesa primordiale da parte degli apostoli.

Nei contenuti e nell'aspetto linguistico, è sorta in rispondenza agli sviluppi della dottrina di fede e all'approfondimento delle conoscenze.

Nel redigere questi contenuti ci si rendeva ben conto che l'amore di Dio, la sua grazia e onnipotenza non si possono descrivere esaurientemente, sono sempre più grandi ancora di ciò che gli uomini potrebbero dire al riguardo. Perciò la professione di fede non traccia un limite che negherebbe la salvezza ad altri cristiani.

↗ Salvezza: vedi le domande 243 ss

39 Quale importanza ha la professione di fede neo-apostolica?

In dieci articoli, la professione di fede neo-apostolica esprime la dottrina di fede della Chiesa Neo-Apostolica in modo vincolante. Essa serve anche a dare un'impronta all'atteggiamento di fede dei cristiani neo-apostolici.

Inoltre la professione di fede ha pure lo scopo di dare ad altre persone una visione su contenuti essenziali della fede neo-apostolica.

40 Com'è strutturata la professione di fede neo-apostolica?

I primi tre articoli di fede corrispondono essenzialmente all'Apostolicum; parlano della Trinità di Dio. In seguito, gli articoli 4 e 5 descrivono l'attività degli apostoli, l'articolo 5, poi, l'operare degli altri ministri. Gli articoli 6, 7 e 8 illustrano i tre sacramenti. L'articolo 9 tematizza la nostra speranza in riguardo al futuro (escatologia). L'articolo 10 tratta del nostro rapporto con l'autorità statale.

Con il termine "escatologia" si intende la "dottrina del destino finale". Questo può essere riferito sia al futuro della singola persona (escatologia individuale) sia anche al compimento della storia di salvezza (escatologia universale).

41 Qual è l'argomento del primo articolo di fede?

Il primo articolo di fede tratta della natura di Dio, del Padre, quale Creatore.

↗ Dio, il Padre: vedi le domande 37 e 67 ss

42 Qual è l'argomento del secondo articolo di fede?

Il secondo articolo di fede parla di Gesù Cristo, il fondamento e contenuto intrinseco della fede cristiana.

↗ Gesù Cristo: vedi le domande 37 e 93 ss

43 Qual è l'argomento del terzo articolo di fede?

Il terzo articolo di fede attesta la fede nello Spirito Santo, la terza Persona della Divinità, come pure la fede nella Chiesa e in ulteriore salvezza.

↗ Spirito Santo: vedi le domande 37 e 197 ss

44 Qual è l'argomento del quarto articolo di fede?

Il quarto articolo di fede afferma che Gesù Cristo regna nella sua Chiesa e che questo suo regno si esprime nella missione degli apostoli.

↗ Apostoli: vedi le domande 37 e 421, 453 ss

45 Qual è l'argomento del quinto articolo di fede?

Nel quinto articolo di fede si parla del ministero spirituale.

↗ Ministero: vedi le domande 37 e 411 ss

46 Qual è l'argomento del sesto articolo di fede?

Il sesto articolo di fede è dedicato al Santo Battesimo con acqua.

↗ Battesimo con acqua: vedi le domande 37 e 481 ss

47 Qual è l'argomento del settimo articolo di fede?

Il settimo articolo di fede ha per argomento la Santa Cena.

↗ Santa Cena: vedi le domande 37 e 494 ss

48 Qual è l'argomento dell'ottavo articolo di fede?

Il tema dell'ottavo articolo di fede è il Santo Suggello.

↗ Santo Suggello: vedi le domande 37 e 515 ss

49 Qual è l'argomento del nono articolo di fede?

Il nono articolo di fede parla del ritorno di Cristo e degli avvenimenti successivi.

↗ Dottrina del futuro, ritorno di Cristo: vedi le domande 37 e 549 ss

50 Qual è l'argomento del decimo articolo di fede?

Il decimo articolo di fede ha per tema il rapporto del cristiano con lo Stato.

↗ La Chiesa Neo-Apostolica quale parte integrante della società: vedi le domande 37 e 745 ss

3 La Trinità di Dio

51 Chi è Dio, la Trinità?

Dio è un Essere spirituale, perfetto e assolutamente indipendente. È eterno, senza inizio e senza fine. Il Dio unico è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Se si parla del «Padre, Figlio e Spirito Santo», non s'intendono tre divinità, bensì tre Persone che sono un unico Dio.

↗ Trinità di Dio: vedi le domande 61 ss, 198

52 Quali caratteristiche di Dio conosciamo?

Esseri umani non possono descrivere Dio esaurientemente. Ma conosciamo tratti caratteristici di Dio: Lui è uno solo (unico), il Santo, l'Onnipotente, l'Eterno, è l'Amore, la Grazia, la Giustizia e l'Essere perfetto.

53 Che cosa significa «Dio è l'Unico»?

Esiste un solo Dio. La fede in un unico Dio è un'affermazione fondamentale dell'Antico e del Nuovo Testamento e perciò anche fondamentale per la fede cristiana.

L'insegnamento dell'esistenza di un solo Dio è chiamato "monoteismo". Religioni monoteistiche sono per es. il Cristianesimo, il Giudaismo, l'Islam.

"Così parla il Signore, re d'Israele e suo redentore, il Signore degli eserciti: Io sono il primo e sono l'ultimo, e fuori di me non c'è Dio" (Isaia 44, 6).

"Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore …" (Marco 12, 29).

54 Che cosa significa «Dio è il Santo»?

Santità è la caratteristica della natura di Dio, della sua essenza e del suo operare. Santità comprende maestà, intoccabilità, l'essere distaccato dal quotidiano. Anche la parola di Dio e la sua volontà sono sante.

La santità di Dio santifica il luogo in cui Egli si manifesta.

"Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!" (Isaia 6, 3).

55 Che cosa significa «Dio è l'Onnipotente»?

Dio può ogni cosa, nulla è per Lui impossibile. Nessuno può intralciare la volontà e l'agire di Dio.

La creazione dimostra chiaramente che Dio è onnipotente. Soltanto per mezzo della sua Parola è stata creata ogni cosa. Dal nulla Lui ha creato tutto ciò che noi uomini vediamo e anche quello che non possiamo vedere. Dalla sua onnipotenza farà nascere anche la nuova creazione.

Dell'onnipotenza di Dio fanno parte anche la sua onniscienza e onnipresenza.

↗ Nuova creazione: vedi la domanda 581

"Egli rispose: Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio" (Luca 18, 27).

"Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti" (Ebrei 11, 3).

56 Che cosa significa «Dio è l'Eterno»?

Dio è senza inizio e senza fine. Per Lui non esistono limitazioni temporali. Dio è il creatore e signore del tempo.

"Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l'universo, anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio" (Salmi 90, 2).

57 Che cosa significa «Dio è l'Amore»?

Già nell'Antico Patto Dio dimostrò di essere Colui che ama, avendo eletto il popolo d'Israele e liberandolo dalla prigionia in Egitto. A tutta l'umanità manifestò il suo amore, inviando suo Figlio per la salvezza di tutti gli esseri umani.

L'apostolo Giovanni scrisse: «Noi abbiamo conosciuto l'amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (I Giovanni 4, 16).

"Io ti amo di un amore eterno; perciò ti prolungo la mia bontà" (Geremia 31, 3).

"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3, 16).

58 Che cosa significa «Dio è la Grazia»?

Dio si china verso l'uomo con misericordia, grazia, clemenza e bontà (Salmi 103, 8). Che Dio offra grazia si dimostra soprattutto nel fatto che Lui si prenda cura dell'uomo vincolato dal peccato, e nel fatto che lo perdoni. A questo è connesso che Dio si è fatto uomo in Gesù Cristo.

Nessuno può meritarsi la grazia di Dio, essa è concessa come regalo.

59 Che cosa significa «Dio è la Giustizia»?

Tutto ciò che Dio fa, è giusto; Lui non commette errori. «È un Dio fedele e senza iniquità. Egli è giusto e retto» (Deuteronomio 32, 4). Nella giustizia di Dio e nella sua affidabilità si può avere fiducia: «Fedele è colui che vi chiama, ed egli farà anche questo» (I Tessalonicesi 5, 24).

La giustizia di Dio si manifesta anche nelle leggi di causa ed effetto, come, per esempio, che l'uomo miete ciò che ha seminato (cfr. Galati 6, 7) e che il peccato ha per conseguenza la morte (cfr. Romani 6, 23).

Ma sopra ogni cosa sta la grazia di Dio. Anch'essa è parte della sua giustizia. Per mezzo di Gesù Cristo, il peccatore che meriterebbe la punizione può ottenere grazia: allora Dio non gli imputa più i suoi peccati e le sue trasgressioni.

"Il fondamento della tua parola è verità; tutti i tuoi giusti giudizi durano in eterno" (Salmi 119, 160).

"Signore, Dio onnipotente, veritieri e giusti sono i tuoi giudizi" (Apocalisse 16, 7).

"Sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù" (Romani 3, 24).

60 Che cosa significa «Dio è l'Essere perfetto»?

Le opere di Dio sono buone, le sue vie sono giuste. Lui non agisce spinto da necessità o costrizioni qualsiasi, ma unicamente in base alla sua volontà perfetta. Dio è perfettamente libero nelle sue decisioni.

Della perfezione di Dio fa parte anche la verità. Presso Dio non c'è menzogna, nessun inganno, nessuna incertezza e nessuna differenza tra il volere e il fare.

L'uomo può percepire la perfezione di Dio in Gesù Cristo, perché Gesù Cristo è stato l'unico sulla terra ad aver vissuto senza peccato nel suo parlare e agire, senza errori. Lui era perfetto.

"La via di Dio è perfetta; la parola del Signore è purificata con il fuoco; egli è lo scudo di tutti quelli che sperano in lui" (Salmi 18, 30).

61 Che cosa significa «Dio è uno e trino»?

La «Trinità di Dio» significa che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un unico Dio. Perciò non sono tre divinità, bensì un solo Dio che si rivela in tre Persone.

62 Perché i cristiani credono che Dio sia uno e trino?

Ci sono accenni riguardo alla Trinità di Dio nell'Antico e nel Nuovo Testamento. In base a queste testimonianze bibliche i cristiani credono nel Dio uno e trino.

63 Quali accenni alla Trinità di Dio ci sono nell'Antico Testamento?

Un primo accenno alla Trinità di Dio si trova in Genesi 1, 26: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza.» La forma del plurale «facciamo» indica l'agire del solo Dio sotto forma di più Persone.

A Mamre Dio apparve ad Abramo nelle sembianze di tre uomini (cfr. Genesi 18). Si vede in questo un accenno alla Trinità di Dio.

Lo stesso vale per la triplice benedizione («formula della benedizione sacerdotale») che Aaronne pronunciò sul popolo d'Israele (Numeri 6, 24-26).

"Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!" (Numeri 6, 24-26).

64 Quali accenni alla Trinità di Dio si trovano nel Nuovo Testamento?

Quando Gesù, il Figlio di Dio, fu battezzato presso il Giordano, il cielo si aprì e lo Spirito Santo scese su di Lui come una colomba. Dai cieli il Padre attestò: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto» (Marco 1, 11). Perciò il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo erano presenti insieme.

Le tre Persone divine sono menzionate anche nell'incarico battesimale che Gesù diede ai suoi apostoli: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (Matteo 28, 18-19).

Anche la formula di benedizione in II Corinzi 13, 13 fa riferimento alla Trinità di Dio: «La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio [del Padre] e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.»

65 Quando fu formulata la dottrina della Trinità di Dio?

La Trinità di Dio esiste sin dall'eternità. La dottrina della Trinità di Dio fu formulata nei concili di Nicea (325 d.C.) e Costantinopoli (381 d.C.).

La dottrina della Trinità di Dio è una delle affermazioni fondamentali della fede cristiana.

↗ Concilio: vedi la spiegazione in merito alla domanda 33

66 In quale rapporto reciproco stanno il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo?

Padre, Figlio e Spirito Santo sono i nomi usati per le tre Persone divine. Benché siano distinguibili, sono ugualmente il Dio unico.

Nella tradizione cristiana si attribuisce a ognuna delle tre Persone divine una caratteristica saliente:

Dio, il Padre, è il Creatore del cielo e della terra.

Dio, il Figlio, è il Redentore che divenne uomo e portò il suo sacrificio per la redenzione dell'umanità.

Dio, lo Spirito Santo, è Colui che crea cose nuove: Lui ha cura che la salvezza di Dio sia resa accessibile agli uomini e che la nuova creatura giunga al compimento.

↗ Nuova creatura: vedi le domande 528 ss

67 Che cosa significa il termine "Padre" quando è usato riferendosi a Dio?

Se il termine "Padre" è usato con riferimento a Dio, vi si associano i concetti del creare, dell'autorevolezza e della cura premurosa. Dio è colui che ha creato e preserva ciò che ha fatto. Sotto questo aspetto ogni essere umano può usare l'appellativo "Padre" per Dio, il suo Creatore.

↗ Vedi anche figlio di Dio: spiegazione alla domanda 530

68 Che cosa sappiamo di Dio, il Creatore?

«Nel principio Dio creò i cieli e la terra» (Genesi 1, 1), ciò che è visibile, ossia la creazione materiale, è ciò che è invisibile. Tutto è sorto dall'operare di Dio nell'atto della creazione.

Dio creò dal nulla e senza un modello preesistente: «Dio […] chiama all'esistenza le cose che non sono» (Romani 4, 17). È Lui che formò pure cose ed esseri viventi dalla materia da Lui creata (cfr. Genesi 2, 7-8 e 19) e stabilì delle regole nel suo creato. A Lui è sottoposta ogni cosa che è stata creata.

"Dio il Signore formò l'uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo divenne un'anima vivente. Dio il Signore piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. […] Dio il Signore, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli del cielo, li condusse all'uomo per vedere come li avrebbe chiamati, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l'uomo gli avrebbe dato" (Genesi 2, 7-8 e 19).

69 Che cosa palesa la creazione al riguardo di Dio?

La creazione e le leggi poste in essa testimoniano della sapienza di Dio, della cui grandezza l'uomo non può farsi un'immagine. Con ammirazione il salmista esclama: «I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani» (Salmi 19, 1).

70 In quale spazio temporale Dio creò il mondo?

Dio creò il mondo nei sei «giorni della creazione». Con «giorni della creazione» sono intesi dei periodi di una durata non meglio precisata. Un giorno nella creazione di Dio non è da intendere come un giorno secondo il nostro concetto del tempo.

In Genesi 2, 2 si legge: «Il settimo giorno, Dio compì l'opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l'opera che aveva fatta.»

"Per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno" (II Pietro 3, dal versetto 8).

"Perché mille anni sono ai tuoi occhi come il giorno di ieri ch'è passato" (Salmi 90, 4).

71 Che cosa dice la Bibbia riguardo alla creazione divina?

La Bibbia riferisce che mediante la parola di Dio sono stati creati i cieli e la terra, la luce, l'aspetto della terra, il sole, la luna e le stelle, le piante, gli animali e l'uomo. E tutto era molto buono (cfr. Genesi 1, 31).

72 La creazione di Dio è soltanto ciò che l'uomo può percepire con i suoi sensi?

No, esiste anche una creazione divina invisibile. I suoi segreti, come anche Dio stesso, non possono essere scrutati dalle ricerche umane. Ma la Sacra Scrittura contiene accenni a domini, eventi, situazioni ed esseri viventi oltre la creazione materiale.

73 Che cosa fa parte della creazione invisibile?

Della creazione invisibile fanno parte il regno in cui è il trono di Dio, gli angeli, l'anima immortale dell'uomo e il regno della morte.

↗ Regno della morte: vedi le domande 537 ss

74 Il diavolo fa parte della creazione invisibile?

All'inizio il diavolo era uno degli angeli e come tale apparteneva alla creazione invisibile. Questo angelo si ribellò contro Dio e, per via della sua disubbidienza, invidia e menzogna, insieme con il suo seguito fu espulso dal cielo e dalla comunione con Dio.

↗ Il male: vedi le domande 217 ss

"Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi" (II Pietro 2, 4).

"Egli ha pure custodito nelle tenebre e in catene eterne, per il gran giorno del giudizio, gli angeli che non conservarono la loro dignità e abbandonarono la loro dimora" (Giuda 6).

75 Che cosa sono gli angeli?

Angeli sono esseri spirituali creati da Dio. Appartengono alla creazione invisibile. In certi casi, per volontà di Dio possono diventare visibili all'uomo.

76 Qual è il compito degli angeli?

Il compito degli angeli è quello di adorare Dio, di eseguire i suoi incarichi e di servirlo in tal modo.

L'amore di Dio per gli uomini si manifesta tra l'altro nel fatto che Lui manda gli angeli anche a servire gli uomini. Che soprattutto ai bambini sia concessa la protezione degli angeli è deducibile da Matteo 18, 10.

"Io sono l'angelo Raffaele, uno dei sette che stiamo davanti al Signore. […] Perché se sono stato con voi, per volontà di Dio ci sono stato: lui dunque benedite e cantatene le lodi" (Tobia 12, 15 e 18).

"Guardatevi dal disprezzare uno di questi piccoli; perché vi dico che gli angeli loro, nei cieli, vedono continuamente la faccia del Padre mio che è nei cieli" (Matteo 18, 10).

77 Gli angeli devono essere venerati?

No, perché gli angeli agiscono sempre secondo la volontà di Dio: perciò non spetta a loro il ringraziamento o l'adorazione, bensì soltanto a Dio.

"Essi non sono forse tutti spiriti al servizio di Dio, mandati a servire in favore di quelli che devono ereditare la salvezza?" (Ebrei 1, 14).

78 Perché bisogna occuparsi di ciò che è invisibile?

L'uomo è un'unità di spirito, anima e corpo (I Tessalonicesi 5, 23). Il corpo è mortale e perciò appartiene alla creazione divina visibile. L'anima e lo spirito sono immortali e appartengono quindi alla creazione divina invisibile. Siccome l'anima e lo spirito continuano a esistere anche dopo la morte, è importante occuparsi degli aspetti invisibili.

L'atteggiamento che l'uomo assume sulla terra nei confronti di Dio avrà ripercussioni sull'esistenza nell'aldilà. Tale consapevolezza può contribuire a saper resistere alle tentazioni del diavolo e a condurre una vita secondo il compiacimento di Dio.

L'apostolo Paolo sottolinea l'importanza che hanno le cose invisibili nella nostra vita: «La nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne» (II Corinzi 4, 17-18). Pertanto l'occuparsi delle cose invisibili aiuta a valutare meglio ciò che ci succede.

79 In che modo bisogna occuparsi di ciò che è invisibile?

Bisogna occuparsi di ciò che è invisibile, volgendosi verso Dio e adorandolo.

Tuttavia, l'occuparsi delle cose invisibili sotto forma di evocazione degli spiriti o dei morti (spiritismo) è contrario alla volontà di Dio (cfr. Deuteronomio 18, 10 ss; I Samuele 28).

Con "spiritismo" s'intendono pratiche di evocazione di spiriti, soprattutto di spiriti di anime defunte.

"Non si trovi in mezzo a te … chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il Signore detesta chiunque fa queste cose" (Deuteronomio 18, 10-12).

80 Quale posizione occupa l'uomo all'interno della creazione?

L'uomo appartiene in ugual misura alla creazione visibile e a quella invisibile, avendo un aspetto materiale (il corpo) e un aspetto non materiale (l'anima e lo spirito).

Tra tutte le creature Dio ha dunque conferito all'uomo una posizione di rilievo, ponendolo in uno stretto rapporto con se stesso: «Poi Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra." Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina» (Genesi 1, 26-27).

Il termine "materiale" deriva da "materia" che significa "sostanza, essenza". "Materiale" si denomina ciò che è visibile, afferrabile nella sostanza e nella corporeità. "Non materiali", invece, sono le cose invisibili all'uomo, non tangibili, spirituali.

81 Che cosa significa essere un'immagine a somiglianza di Dio?

Con la sua parola Dio ha creato ogni cosa e ha chiamato l'uomo per nome. Significa che Dio rivolge all'uomo la parola ("Mangia pure …") e il suo amore. L'uomo può dare ascolto alle parole di Dio e contraccambiare il suo amore.

Dato che Dio parla all'uomo, si prende cura di lui e gli dona parte delle caratteristiche divine di amore, intelletto, immortalità; l'uomo è un'immagine a somiglianza di Dio.

Dio è indipendente e perciò perfettamente libero. Anche alla sua immagine, all'uomo, Lui ha dato la facoltà di decidere liberamente. Insieme con questa libertà, all'uomo è pure data la responsabilità per il suo agire (cfr. Genesi 2, 16-17).

"Dio il Signore ordinò all'uomo: Mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai" (Genesi 2, 16-17).

82 L'uomo e la donna sono immagine di Dio in ugual modo?

Sì, l'uomo e la donna sono immagine di Dio nello stesso modo. Sotto questo aspetto entrambi hanno la stessa natura.

83 «Un'immagine a somiglianza di Dio» significa che Dio e l'uomo hanno la stessa natura e le stesse sembianze?

No. Il fatto che l'uomo sia stato creato a immagine di Dio non significa che dalla persona umana si possano dedurre la natura o le sembianze di Dio.

84 Quali sono i rapporti dell'uomo con il suo Creatore?

Nella sua esistenza l'uomo dipende da Dio.

All'uomo è data la facoltà di riconoscere Dio, il suo Creatore, di amarlo e di glorificarlo. Sotto questo aspetto l'uomo è orientato a Dio, indipendentemente che creda o che non creda in Lui.

85 Quale incarico ha ricevuto l'uomo all'interno della creazione visibile?

Dio assegnò all'uomo il suo ambito vitale e gli affidò l'incarico di «rendersi soggetta» la terra, ossia di gestirla e di conservarla (cfr. Genesi 1, 26-28; Salmi 8, 6).

"Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra»" (Genesi 1, 28).

86 Come deve comportarsi l'uomo, quale immagine a somiglianza di Dio, all'interno della creazione?

L'uomo è responsabile davanti a Dio, il Creatore, per come gestisce la creazione. Può servirsi della creazione liberamente, ma non in modo arbitrario. Quale immagine a somiglianza di Dio deve trattare ogni vita e lo spazio vitale così come corrisponde all'indole divina: con saggezza, bontà e amore.

87 I primi uomini potevano liberamente fare tutto ciò che volevano?

No, nel giardino dell’Eden Dio, quale Creatore, Signore e Legislatore, comandò ad Adamo ed Eva di non mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male. In tal modo Dio esaminò come gli uomini avrebbero agito riguardo alla libertà di decisione che era loro conferita nella propria condizione di immagine di Dio. Contemporaneamente li mise in guardia dalle conseguenze di una trasgressione di questo comandamento.

↗ Immagine a somiglianza di Dio: vedi la domanda 81

88 Come accadde che gli uomini commisero il primo peccato?

Per influsso del maligno, che si presentò loro sotto forma di serpente, i primi uomini furono portati in tentazione e trasgredirono il comandamento dato da Dio. In questo momento l'uomo divenne peccatore.

89 Quali furono le conseguenze del primo peccato?

Il primo peccato ebbe per conseguenza la separazione da Dio, la morte spirituale. Adesso l'uomo deve vivere sulla terra una vita piena di preoccupazioni, una vita che termina con la morte del corpo (cfr. Genesi 3, 16-19).

Dal momento del primo peccato l'uomo è un essere peccaminoso, ossia è soggetto al peccato e perciò incapace di vivere senza peccare.

↗ Morte spirituale: vedi la domanda 532

"Il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. … perché sei polvere e in polvere ritornerai" (Genesi 3, 17-19).

90 L'uomo deve restare nella morte spirituale?

Da solo l'uomo non può togliere lo stato di separazione da Dio. Ma, pur essendo peccatore, non rimane privo di consolazione e sostegno da parte di Dio. Dio non lo lascia nella morte spirituale: con l'incarnazione di Dio in Gesù Cristo, con il suo sacrificio, la sua morte e la sua risurrezione, Dio ha creato per tutti gli uomini la possibilità di essere salvati dalla morte spirituale.

L'uomo riceve un primo indizio al sacrificio di Cristo, quando Dio dice al serpente: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno» (Genesi 3, 15).

91 Che cosa significa che Dio ha creato l'uomo quale unità formata da spirito, anima e corpo?

Lo spirito, l'anima e il corpo sono in relazione tra loro, si pervadono e si influenzano a vicenda.

Il corpo nasce dal concepimento; è partecipe alle particolarità e alle sembianze dei genitori. L'anima è creata direttamente da Dio; così Dio agisce anche attualmente ed è il Creatore di ogni singola persona.

Con l'anima e lo spirito, i quali nella Bibbia non sono distinti chiaramente, l'uomo è in grado di prendere parte al mondo spirituale, di riconoscere Dio e di stare in contatto con Lui.

"Anima" e "spirito": l'anima immortale non deve essere fraintesa con la psiche dell'uomo, la quale nel linguaggio comune sovente viene anche chiamata "anima". Allo stesso modo, bisogna distinguere lo "spirito" dall’intelletto.

92 Che cosa succede dopo la morte corporale dell'uomo?

Il corpo dell'uomo è mortale, l'anima e lo spirito sono immortali. Dopo la morte del corpo, l'uomo continua a vivere come unità di anima e spirito. Ciò che caratterizza la sua persona non svanisce con la morte. La sua personalità si esprime allora nell'anima e nello spirito.

Alla risurrezione dei morti, l'anima e lo spirito saranno uniti a un nuovo corpo, proprio della risurrezione.

↗ Vita dopo la morte del corpo: vedi le domande 531 ss

93 Chi è Dio, il Figlio?

Dio, il Figlio, è la seconda Persona della Trinità divina. Tra Dio, il Padre, e Dio, il Figlio, non c'è una graduatoria, anche se i termini "Padre" e "Figlio" potrebbero darlo a intendere. Il Padre e il Figlio sono vero Dio nello stesso modo, la loro natura è identica.

94 Chi è Gesù Cristo?

In Gesù Cristo, Dio, il Figlio, si è fatto uomo, rimanendo nello stesso tempo Dio. Nacque a Betlemme dalla vergine Maria.

↗ Gesù Cristo, Dio e uomo: vedi le domande 103 ss

"In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero. Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città. Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide, per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia.» E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!»" (Luca 2, 1-14).

95 Quali accenni alla nascita di Gesù si trovano nell'Antico Testamento?

Nell'Antico Testamento troviamo tra l'altro la rivelazione del profeta Isaia: «Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele» (Isaia 7, 14).

Il profeta Michea annunciò il luogo di nascita di Gesù: «Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni» (Michea 5, 1).

Isaia profetizzò di Gesù, attribuendogli dei nomi che evidenziano le sue caratteristiche uniche e straordinarie: «Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace» (Isaia 9, 5).

↗ Emmanuele ("Dio con noi") vedi la domanda 115

"… Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge" (Galati 4, 4); vedi anche la domanda 4.

96 Chi preparò la via a Gesù?

A preparare la via a Gesù fu Giovanni il battista, che fu il suo precursore, annunciato da Dio (cfr. Malachia 3, 1). Predicò il ravvedimento e annunciò Gesù, il Redentore: «Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è più forte di me, e io non sono degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco» (Matteo 3, 11).

Giovanni il battista fu il primo di cui la Bibbia riferisce che designò Gesù espressamente come Figlio di Dio e che predicava questo al popolo.

"Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. Egli stesso non era la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce" (Giovanni 1, 6-8).

"E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio" (Giovanni 1, 34).

97 In quali termini Giovanni il battista qualificò Gesù Cristo?

Quando Gesù venne da lui, Giovanni disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!» Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli e, vedendo passare Gesù, disse di nuovo: «Ecco l'Agnello di Dio!» Allora questi due uomini seguirono Gesù e divennero suoi discepoli (cfr. Giovanni 1, 29 e 36-37).

98 Che cosa significa qui l'espressione «Agnello di Dio»?

La denominazione "Agnello" presenta Gesù quale il Redentore e ricorda Isaia 53, 7: «Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l'agnello condotto al mattatoio.» Nell'Antico Testamento gli agnelli contavano sin dai tempi più remoti tra gli animali da sacrificio preferiti. L'immagine dell’«Agnello di Dio» offerto in sacrificio è un accenno al sacrificio e alla morte di Gesù Cristo.

99 Quale significato hanno per noi il sacrificio e la morte di Gesù?

Con il suo sacrificio meritorio, il Figlio di Dio creò la via affinché i peccatori potessero essere salvati dalla morte spirituale e ottenere la vita eterna: «In questo si è manifestato per noi l'amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo. In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati» (I Giovanni 4, 9-10).

↗ Morte spirituale: vedi le domande 89 e 532

100 Che cosa significa: Gesù Cristo è «l'unigenito Figlio» di Dio?

"Unigenito Figlio" significa che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è uno solo ed eterno.

Il Figlio di Dio non è una creatura come lo è l'uomo; non è neppure paragonabile agli angeli, i quali hanno un inizio: Lui è senza inizio e senza fine, è Dio e con ciò uguale al Padre e allo Spirito Santo. Da sempre, ossia già prima della creazione, Lui è dunque in comunione con il Padre e con lo Spirito Santo (preesistenza).

Riferito a Gesù, il termine "preesistenza" significa che il Figlio di Dio esiste sin dall'eternità, ossia già prima della creazione del mondo e prima di diventare uomo.

101 Com'è da interpretare che il Figlio di Dio è chiamato «la Parola» (logos)?

Dio ha creato ogni cosa tramite la sua Parola ("Dio disse", cfr. Genesi 1, 3) e ha predisposto tutto in modo intelligente. Sotto questo aspetto la Parola è l'origine dalla quale tutto procede.

Nel primo capitolo del Vangelo di Giovanni la denominazione "Parola" (dal greco logos) è usata anche per il Figlio di Dio. Con questo si accenna al fatto che Dio, il Figlio, è Creatore nello stesso modo come lo è Dio, il Padre, e Dio, lo Spirito Santo.

"Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. […] E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre" (Giovanni 1, 1-3 e 14).

102 Che cosa significa: «La Parola è diventata carne e ha abitato fra di noi …»?

In Giovanni 1, 14 si esprime che il Figlio di Dio (la «Parola») è diventato «carne», cioè vero uomo. Lui nacque a Betlemme e nella sua infanzia visse a Nazaret, dove imparò il mestiere di falegname. Morì a Gerusalemme, crocifisso sul Golgota.

103 Quale uomo, Gesù Cristo era uguale agli altri esseri umani?

Sì, secondo la sua natura umana Gesù Cristo era uguale agli altri esseri umani. Nelle sue condizioni di uomo aveva un corpo con le rispettive necessità. Nel deserto era affamato, aveva sete quando venne al pozzo di Giacobbe. Alle nozze di Cana si rallegrava con chi era gioioso. Soffriva con chi era triste e pianse quando il suo amico Lazzaro morì. Pianse anche quando si trovava davanti a Gerusalemme e la gente non lo riconosceva quale Figlio di Dio. Le percosse dei soldati lo fecero soffrire.

Ma si distinse dagli uomini perché venne al mondo privo di peccato e non peccava mai. Era ubbidiente a Dio, il Padre, fino alla morte sulla croce.

104 Sulla terra Gesù era soltanto uomo?

No, sulla terra era nello stesso tempo uomo e Figlio di Dio, ossia vero Dio.

Gesù Cristo è vero uomo e vero Dio: ha due sembianze, una natura umana e una natura divina.

105 Quali passi della Sacra Scrittura attestano che Gesù Cristo è sempre anche vero Dio?

Soltanto come vero Dio Gesù Cristo poté dire: «Io e il Padre siamo uno» (Giovanni 10, 30) ed esprimere così la sua natura identica a quella del Padre.

Al momento del battesimo di Gesù presso il Giordano, sì udì una voce dal cielo: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto» (Matteo 3, 17). Anche in occasione della trasfigurazione di Gesù, Dio evidenziò che Gesù è suo Figlio: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo» (Matteo 17, 5). Anche le parole di Gesù: «Chi ha visto me, ha visto il Padre» (Giovanni 14, 9) attestano che Lui è Dio.

106 Quali atti dimostrano che Gesù Cristo è vero Dio?

I miracoli da Lui compiuti dimostrano che Gesù Cristo è vero Dio. La natura gli era sottomessa, perché sedò una tempesta e camminò sul lago di Gennesaret. Si rivelò essere signore sulla vita e sulla morte, guarendo malati e risuscitando dei morti. Moltiplicando pane e pesci per dare da mangiare a migliaia di persone e mutando acqua in vino, le sue opere erano superiori a tutto quello di cui sono capaci gli uomini. Era signore sul peccato: tante volte perdonava i peccati.

↗ Miracoli di Gesù: vedi le domande 140 ss

Dio "è stato manifestato in carne" (I Timoteo 3, 16).

"Egli [Gesù Cristo] è il vero Dio e la vita eterna" (I Giovanni 5, 20).

107 Che cosa significa il nome "Gesù"?

Il nome "Gesù" significa: "Dio salva".

Quando l'angelo Gabriele annunciò la nascita di Gesù, indicò anche il nome del bambino. Disse a Maria: «Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù» (Luca 1, 31). Anche a Giuseppe fu detto come il bambino doveva chiamarsi: «[…] e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati» (Matteo 1, 21).

Così, già nell'attribuzione del nome si evidenzia che Gesù è il Salvatore e Redentore promesso.

108 Da che cosa riconosciamo che Gesù Cristo è il Redentore?

Nelle sue opere Gesù Cristo si manifestò quale Redentore (ossia Salvatore) inviato da Dio: «I ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono purificati e i sordi odono; i morti risuscitano e il vangelo è annunciato ai poveri» (Matteo 11, 5). Che Gesù Cristo è il Redentore si dimostra soprattutto nel fatto che annunciava la volontà di Dio e sacrificò la sua vita per la redenzione degli uomini, per la loro liberazione da peccati e colpe.

109 Si ottiene la redenzione soltanto tramite Gesù Cristo?

Sì, la redenzione è possibile soltanto tramite Gesù Cristo. Unicamente in Lui la salvezza è accessibile per l'essere umano.

"In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti degli apostoli 4, 12).

110 Che cosa s'intende con "titoli onorifici di Gesù"?

Con "titoli onorifici" s'intendono nomi e denominazioni attribuiti al Figlio di Dio, con i quali nella Sacra Scrittura si accenna a diverse caratteristiche della sua natura straordinaria.

Titoli onorifici si danno a persone di alto rango e meritevoli, come per es. a un re o a un imperatore.

111 Che cosa significa il titolo onorifico di "Cristo"?

"Cristo" deriva dalla lingua greca (Christos) e tradotto significa "Unto".

Ai tempi dell'Antico Testamento i re venivano unti con olio (cfr. Salmi 20, 6); in questo atto avveniva la consacrazione per il loro servizio sacro. Gesù è chiamato "Unto", perché è il Signore sovrano di ogni cosa, perché riconcilia l'umanità con Dio e annuncia la volontà di Dio.

Il titolo onorifico di "Cristo" è connesso con Gesù così strettamente che è diventato un nome proprio: Gesù Cristo.

112 Che cosa significa il titolo onorifico "Messia"?

"Messia" viene dalla lingua ebraica e tradotto significa anch'esso "l'Unto". Nel Nuovo Testamento si attesta espressamente che Gesù di Nazaret è il Messia atteso da Israele.

113 Che cosa significa il titolo onorifico "Signore"?

Nell'Antico Testamento la denominazione "Signore" è usata soprattutto con riferimento a Dio. Nel Nuovo Testamento questo titolo onorifico è dato anche a Gesù Cristo. In tal caso la denominazione "Signore" caratterizza l'autorità divina di Gesù Cristo; è dunque ben più di un semplice appellativo rispettoso. Quando Gesù è chiamato «il Signore» questo avviene anche per esprimere che Gesù è Dio.

114 Che cosa significa il titolo onorifico "Figlio dell'uomo"?

Quando si usa "Figlio dell'uomo" come titolo onorifico, non s'intende il figlio di un uomo, ma un Essere celeste che governa sugli uomini e li giudica.

Ai tempi di Gesù, nelle cerchie di giudei devoti si aspettava il «Figlio dell'uomo», al quale Dio avrebbe affidato il governo del mondo. Secondo Giovanni 3, 13 Gesù si fa riconoscere come questo Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. Come tale ha autorità di perdonare i peccati e di salvare (cfr. Matteo 9, 6).

"Perché il Figlio dell'uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto" (Luca 19, 10).

115 Ci sono altri titoli onorifici per Gesù?

Sì, la Sacra Scrittura cita altri titoli onorifici per Gesù: "Emmanuele", "Servo di Dio", "Figlio di Davide".

Il nome ebraico Emmanuele significa «Dio con noi». Gesù Cristo porta il titolo onorifico di "Emmanuele", perché in Lui Dio è tra gli uomini e offre loro il suo aiuto.

La denominazione "servo di Dio" si trova nella Sacra Scrittura come titolo di persone emergenti che stanno al servizio di Dio. Se Gesù è chiamato "Servo di Dio", questo vale come accenno al suo servire e alle sue sofferenze a favore degli uomini.

"Figlio di Davide" è una denominazione per Gesù Cristo, usata nel Nuovo Testamento. Già all'inizio del Vangelo di Matteo si legge: «Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo» (Matteo 1, 1). Ciò significa che in Gesù Cristo sono adempiute le promesse che furono date a Davide (cfr. II Samuele 7; Atti degli apostoli 13, 32-37).

116 In che modo Gesù Cristo adempiva il suo incarico divino?

Gesù Cristo agiva come Re, Sacerdote e Profeta.

Nel caso di un re si pensa al governare e regnare. Ai tempi dell'Antico Testamento il sacerdote agiva per la riconciliazione degli uomini con Dio. Un profeta annuncia la volontà di Dio e predice eventi futuri. Gesù Cristo realizzava tutto questo in modo perfetto.

117 Che cosa significa: «Gesù Cristo, il Re»?

Al suo ingresso in Gerusalemme Gesù si diede a riconoscere quale Re della pace e della giustizia. Anche davanti a Pilato, rappresentante a Gerusalemme dell'Impero romano, Gesù attestò di essere re e testimone della verità.

Ma la funzione reale di Gesù non si riferisce a un regno terreno e non diventa neppure visibile con una rivelazione di potere esteriore. Che Lui sia Re si evidenzia nella plenipotenza con cui agiva e nella forza grazie alla quale compiva segni e miracoli.

La dignità reale di Gesù Cristo è evidenziata anche nell'Apocalisse di Giovanni: Gesù Cristo è «il principe dei re della terra» (Apocalisse 1, 5).

"Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce»" (Giovanni 18, 37).

Re importanti nella storia del popolo d'Israele sono:

  • Saul
  • Davide
  • Salomone
  • Ezechia

118 Che cosa significa: «Gesù Cristo, il Sacerdote»?

Il compito più importante dei sacerdoti ai tempi dell'Antico Testamento era di offrire a Dio sacrifici per indurlo alla clemenza. Gesù Cristo è un Sacerdote che sta sopra tutti gli altri; Egli è il vero sommo sacerdote. Sacrificò la sua vita priva di peccati, affinché gli uomini potessero essere salvati dalla morte spirituale e ottenere la vita eterna.

Ai tempi dell'Antico Testamento i sommi sacerdoti avevano il compito di portare i peccati degli uomini davanti a Dio. A questo scopo, una volta all'anno, al Giorno dell'espiazione, con invocazioni entravano nel luogo più sacro del tempio (il «Santissimo»). A differenza dei sommi sacerdoti dell'Antico Patto, Gesù Cristo non aveva bisogno di essere riconciliato con Dio: anzi, Lui stesso è il Conciliatore e colui che perdona i peccati.

↗ Sacrificio e morte di Gesù: vedi le domande 98 ss, 177 ss

Importanti sacerdoti nella storia del popolo d'Israele sono:

  • Melchisedec
  • Aaronne
  • Eli
  • Sadoc

119 Che cosa significa: «Gesù Cristo, il Profeta»?

Dio aveva promesso a Mosè: «Io farò sorgere per loro un profeta come te in mezzo ai loro fratelli, e metterò le mie parole nella sua bocca ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò» (Deuteronomio 18, 18). Con questo profeta è inteso Gesù Cristo.

Quale Profeta Gesù Cristo annuncia la volontà di Dio. Lui indica la via della vita e rivela cose future. Nei suoi discorsi di commiato promette lo Spirito Santo. Nel libro dell'Apocalisse predice il decorso degli avvenimenti fino alla nuova creazione.

Le sue affermazioni valgono in eterno: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (Marco 13, 31).

"Perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v'è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. Se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati" (Matteo 24, 21-22).

"Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate dal rimbombo del mare e delle onde; gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande. Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina" (Luca 21, 25-28).

Importanti profeti nella storia del popolo d'Israele sono:

  • Mosè
  • Samuele
  • Elia
  • Eliseo
  • Geremia
  • Isaia
  • Giovanni il battista

120 Dove si trovano riferimenti sulla persona e sull'operare di Gesù Cristo?

Nel Nuovo Testamento, nei quattro Vangeli secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni, si parla della vita e dell'operare di Gesù Cristo. Tuttavia, gli evangelisti (autori dei Vangeli) non intendevano scrivere la storia della vita di Gesù; volevano piuttosto affermare la fede nel fatto che Gesù di Nazaret è il Messia.

↗ Messia: vedi la domanda 112

121 In che modo il Figlio di Dio entrò nell'esistenza umana?

Il Figlio di Dio nacque quale essere umano dalla vergine Maria a Betlemme. La sua nascita è raccontata dai Vangeli secondo Matteo e Luca. Gesù nacque nel periodo in cui Erode governava quale re nella Giudea e Augusto era imperatore a Roma.

Gesù visse davvero; è un personaggio della storia universale e non una figura dal mondo della fantasia e della leggenda.

122 Quali eventi precedettero la nascita di Gesù?

L'angelo Gabriele portò alla vergine Maria il messaggio: «Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine» (Luca 1, 31-33).

L'angelo spiegò pure a Maria che sarebbe rimasta incinta per opera dello Spirito Santo: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio» (Luca 1, 35).

123 Chi erano i genitori di Gesù?

Maria era la madre naturale di Gesù e Giuseppe lo accolse come figlio. Per questo motivo anche Giuseppe è menzionato nella genealogia di Gesù.

"Gesù […] era figlio, come si credeva, di Giuseppe, di Eli" (Luca 3, 23).

124 Che cosa sappiamo della nascita di Gesù?

L'imperatore Augusto aveva indetto un censimento della popolazione. Allora ciascuno doveva recarsi nella «sua città», ossia nella località di provenienza della sua famiglia. Giuseppe, che era un discendente di Davide, andò dunque con Maria nella «città di Davide», a Betlemme, ma non vi trovarono un alloggio. Si presume che Maria abbia dato alla luce suo figlio in una stalla, perché lo coricò in una mangiatoia: «Ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo» (Luca 2, 7).

Questi avvenimenti testimoniano che Dio si fece uomo in condizioni di povertà.

125 Che cosa avvenne in concomitanza con la nascita di Gesù?

Apparvero degli angeli, i quali annunciarono la lieta notizia a pastori che sorvegliavano il proprio gregge in un campo presso Betlemme: «Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore» (Luca 2, 11; cfr. anche Michea 5, 1).

Nel Vangelo di Matteo si racconta che vi fu anche una stella a indicare la nascita di Gesù. Dall'Oriente uomini sapienti (i magi) avevano seguito la stella ed erano arrivati a Gerusalemme per adorare il re appena nato: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo» (Matteo 2, 2). Il re Erode li mandò a Betlemme. «E la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra» (Matteo 2, 9).

Questi avvenimenti indicano l'eccezionalità della nascita del Figlio di Dio.

La parola "magi" è usata per dei sapienti orientali che si dedicavano all'astrologia e all'interpretazione di sogni.

126 Che cosa avvenne dopo la nascita di Gesù?

Dato che il re Erode credeva che a Betlemme fosse nato un re che un giorno lo avrebbe scacciato dal trono, egli intendeva sopprimere il bambino. A Betlemme fece uccidere tutti i bambini maschi dall'età di due anni in giù (cfr. Matteo 2, 16-18).

127 In che modo Dio preservò il bambino Gesù?

Per mezzo di un sogno, Dio indusse Giuseppe, il marito di Maria, a fuggire con il bambino in Egitto (cfr. Matteo 2, 13-14). Dopo la morte del re Erode si trasferirono poi a Nazaret, in Galilea.

128 Che cosa si sa dell'infanzia di Gesù?

In Luca 2, 52 si legge che Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini. In Luca 2, 41-49 si racconta che il dodicenne Gesù ebbe una conversazione con gli studiosi delle Scritture, i quali «si stupivano del suo senno e delle sue risposte».

"E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini" (Luca 2, 52).

129 Che cosa avvenne prima che Gesù cominciasse a insegnare?

Gesù si fece battezzare da Giovanni il battista presso il Giordano. Subito dopo il battesimo effettuato da Giovanni, lo Spirito Santo scese visibilmente su Gesù. In una voce che venne dal cielo, Dio, il Padre, attestò: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto» (Luca 3, 22). In questo avvenimento fu reso noto che Gesù è il Figlio di Dio.

130 Perché Gesù si fece battezzare da Giovanni?

Gesù era senza peccati, ma ugualmente si fece battezzare da Giovanni, il quale presso il Giordano battezzava in vista del ravvedimento. In questo battesimo, il battesimo di ravvedimento, si evidenzia che Gesù si umiliò e permise che gli si facesse ciò che era destinato ai peccatori.

"Ma Gesù gli rispose [a Giovanni]: Sia così ora, poiché conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia" (Matteo 3, 15).

131 Che cosa avvenne dopo il battesimo di Gesù?

Gesù fu condotto dallo Spirito Santo nel deserto «per essere tentato dal diavolo» (Matteo 4, 1). Gesù vi rimase per 40 giorni e il diavolo lo indusse più volte in tentazione. Gesù resistette alle tentazioni e respinse il diavolo. In seguito si avvicinarono degli angeli e lo servirono (cfr. Matteo 4, 11).

132 Qual è il significato delle tentazioni di Gesù?

Resistendo alle tentazioni, Gesù si dimostrò vincitore sul diavolo ancor prima che cominciasse a operare in pubblico.

Il primo uomo, Adamo, non resistette alla tentazione del diavolo. Adamo divenne peccatore e con lui lo diventarono tutti gli esseri umani. Gesù, invece, rimase senza peccato. In questo modo creò la premessa affinché tutti i peccatori potessero nuovamente trovare la via che conduce a Dio.

↗ Peccato originale: vedi la domanda 482

133 A quale età Gesù iniziò a insegnare?

Gesù iniziò a insegnare all'età di circa 30 anni, in Galilea (cfr. Luca 3, 23).

134 Che cosa sta al centro dell'insegnamento di Gesù?

Al centro dell'insegnamento di Gesù sta la predica del Regno di Dio: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo» (Marco 1, 15).

135 Che cosa significa «Regno di Dio»?

Il «Regno di Dio» non è un territorio nazionale e nemmeno un dominio di potestà politica. «Regno di Dio» significa invece che Dio è presente e regna tra gli uomini.

Nella persona di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il «Regno di Dio» è venuto in mezzo agli uomini (cfr. Luca 17, 21). Gesù Cristo è il Sovrano, Lui si adopera per la giustizia, concede grazia, si prende cura dei poveri e dei bisognosi d'aiuto, Lui porta la salvezza.

Il termine «Regno di Dio» ha anche un significato futuro – inizierà con le «nozze dell'Agnello» e durerà in eterno nella nuova creazione (cfr. Apocalisse 21, 1-3).

↗ Nozze dell'Agnello: vedi le domande 566 ss

↗ Regno della pace: vedi le domande 575 ss

↗ Nuova creazione: vedi la domanda 581

↗ "Venga il tuo regno": vedi la domanda 635

Nel Vangelo di Matteo, al posto di «Regno di Dio» si adopera il termine «Regno dei cieli» con un significato analogo.

L’espressione «Regno di Dio» significa la presenza e sovranità di Dio tra gli uomini. Si manifestò e poté essere vissuto ai tempi di Gesù. Anche oggi il «Regno di Dio» è presente e può essere percepito nella Chiesa di Cristo in cui opera Gesù Cristo stesso – perciò nella parola e nei sacramenti.

D'altro canto si aspetta anche il «Regno di Dio» futuro. Esso sarà presente alle «nozze dell'Agnello», nel regno della pace e nella nuova creazione.

136 Che cosa significa "ravvedersi"?

"Ravvedersi" significa allontanarsi dal male e accostarsi a Dio. Chi si ravvede è pronto a un cambiamento della propria indole per compiere la volontà di Dio.

137 Che cosa significa "Vangelo"?

"Vangelo" [o "Evangelo"] significa "lieto messaggio, buona notizia". È il messaggio della grazia, dell'amore e della riconciliazione che Dio ci regala in Gesù Cristo.

138 Qual è la posizione di Gesù riguardo alla Legge di Mosè?

La Legge mosaica fu per il popolo d'Israele strettamente vincolante. L'adempimento della Legge era considerato una premessa per il giusto rapporto degli uomini con Dio. Gesù palesò di avere un'autorità maggiore di Mosè e di essere il sovrano della Legge. Riassunse la legge nell'unico comandamento di amare Dio e il prossimo come se stessi (Matteo 22, 37-40).

"Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento" (Matteo 5, 17).

"Gesù gli disse: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente» (cfr. Deuteronomio 6, 5). Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: «Ama il tuo prossimo come te stesso» (cfr. Levitico 19, 18). Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti" (Matteo 22, 37-40).

139 Qual è stata una delle prime azioni di Gesù all'inizio della sua attività d'insegnamento?

Gesù chiamò dei discepoli (cfr. Marco 1, 16 ss). Di questi ne istituì dodici, che chiamò anche apostoli, «per tenerli con sé» e per affidare loro l'incarico di predicare (cfr. Marco 3, 14).

Discepoli di Gesù sono quelle persone che mettono in pratica il Vangelo in parole e azioni.

140 Quali miracoli compì Gesù?

I miracoli compiuti da Gesù sono di svariata natura: guariva malati, scacciava demoni, risuscitava dei morti, compiva miracoli naturali, miracoli di moltiplicazione del cibo, miracoli di doni.

141 Perché Gesù compiva miracoli?

Gesù compiva miracoli per dimostrare che in Lui Dio, l'onnipotente Dio d'amore, si rivolge con misericordia all'uomo sofferente. I miracoli manifestano la gloria del Figlio dell'uomo e la sua plenipotenza.

↗ Figlio dell'uomo: vedi la domanda 114

142 Di quali guarigioni riferiscono i Vangeli?

I Vangeli riferiscono che Gesù guariva ciechi, invalidi, sordi e lebbrosi. Queste guarigioni testimoniano della natura divina di Gesù Cristo, il quale agiva così come Dio parlò di sé a Israele: «Io sono il Signore, colui che ti guarisce» (Esodo 15, 26). Questi miracoli di guarigione stanno sempre in uno stretto rapporto con la fede delle persone coinvolte (cfr. per es. Luca 18, 35-43).

143 Che cosa riferiscono i Vangeli riguardo a spiriti maligni che furono scacciati da Gesù?

Nei Vangeli si legge che Gesù scacciò demoni, i quali secondo la concezione di allora erano anche all'origine di malattie, guarendo così le persone. Gesù Cristo fu persino riconosciuto dai demoni quale Signore (cfr. Marco 3, 11).

Nel Nuovo Testamento, quali "demoni" si denominano spiriti maligni e contrari a Dio, i quali, secondo la concezione antica, cercavano di dominare la persona e causavano anche malattie.

144 Che cosa riferiscono i Vangeli in riguardo a morti che furono risuscitati da Gesù?

I Vangeli citano tre casi in cui Gesù richiamò in vita delle persone decedute: la figlia di Iairo (cfr. Matteo 9, 18-26), il figlio della vedova di Nain (cfr. Luca 7, 12-15) e Lazzaro, il fratello di Maria e Marta (cfr. Giovanni 11, 1-44).

Gli atti di risurrezione dalla morte testimoniano che Gesù Cristo è anche il sovrano della morte. Nello stesso tempo fanno anche riferimento alla speranza che un giorno i morti risusciteranno a vita eterna.

145 Di quali miracoli naturali riferiscono i Vangeli?

Gesù dominò i venti e il mare che «gli ubbidiscono» (cfr. Matteo 8, 27): c'era una tempesta e quando Lui le ordinò di cessare, si fece gran bonaccia e le acque si calmarono. In questo si manifestò il potere di Gesù sugli elementi naturali.

Il dominio di Gesù sulle potenze della natura evidenzia che il Figlio di Dio è Creatore, parimenti a Dio, il Padre (cfr. Giovanni 1, 1-3).

146 Di quali miracoli di moltiplicazione del cibo riferiscono i Vangeli?

In tutti i Vangeli si parla del miracolo in cui Gesù saziò cinquemila persone con cinque pani e due pesci (cfr. per Marco 6, 30-44). I Vangeli di Matteo e di Marco riferiscono anche di un episodio in cui Gesù diede da mangiare a quattromila persone (cfr. Matteo 15, 32-39 e Marco 8, 1-9).

Questi miracoli ricordano il fatto che Dio, nel cammino attraverso il deserto, procurò al popolo d'Israele del cibo (la manna). Questi avvenimenti fanno anche riferimento alla Santa Cena.

147 Di quali miracoli di doni riferiscono i Vangeli?

Gesù fece anche dei miracoli in cui la gente ricevette beni terreni in abbondanza. Un esempio è la pesca miracolosa di Pietro. Insieme con altri pescatori, Pietro aveva lavorato per tutta una notte senza catturare nulla. Ubbidendo alla parola di Gesù, i pescatori gettarono le reti un'altra volta e catturarono una tale quantità di pesci che le reti cominciarono a lacerarsi e le imbarcazioni quasi affondarono (cfr. Luca 5, 1-11).

Alle nozze di Cana Gesù trasformò dell’acqua in vino (cfr. Giovanni 2, 1-11). Anche questo è un miracolo di doni e un segno tangibile della divinità di Gesù Cristo.

148 In che modo Gesù trasmetteva il suo insegnamento alla gente?

Gesù predicava alla gente. La sua predica più conosciuta è il «sermone sul monte», del quale riferisce il Vangelo di Matteo. All'inizio del «sermone sul monte» stanno le «beatitudini».

Le beatitudini:

"Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.

Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia" (Matteo 5, 3-11).

149 Che cosa intendiamo con le «beatitudini» insegnate da Gesù?

Nel Vangelo di Matteo si trovano le «beatitudini» tratte dal sermone sul monte di Gesù. In esse Gesù dimostra come prendere parte al «Regno dei cieli», il quale grazie a Lui è divenuto realtà. Lui chiama «beate» (felici) quelle persone che vivono conformemente all'insegnamento espresso in questo sermone.

↗ Regno dei cieli: vedi la domanda 135 e la rispettiva spiegazione

150 In che modo Gesù rendeva comprensibile il Vangelo?

Nelle sue prediche Gesù parlava spesso avvalendosi di parabole, ossia di racconti figurativi. Questi racconti si riferivano alla vita quotidiana dei suoi ascoltatori, perché fossero loro ben comprensibili. Con le parabole Gesù illustrava contenuti essenziali del Vangelo.

Nei primi tre Vangeli ci sono tramandate più di 40 parabole.

"Tutte queste cose disse Gesù in parabole alle folle e senza parabole non diceva loro nulla, affinché si adempisse quello che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò in parabole la mia bocca; proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo»" (Matteo 13, 34-35).

151 Quali contenuti essenziali del Vangelo sono illustrati tramite parabole?

Nelle parabole Gesù illustrava affermazioni essenziali riguardanti il Regno di Dio, il comandamento dell'amore per il prossimo, l'indole umana e la venuta del Figlio dell'uomo.

↗ Regno di Dio: vedi la spiegazione in merito alla domanda 135

↗ Figlio dell'uomo: vedi la domanda 114

152 In che modo Gesù spiegava l'inizio e lo sviluppo del Regno di Dio?

Gesù spiegò questo nella parabola del granello di senape. Illustrò allora gli inizi modesti del Regno di Dio e il suo sviluppo.

"«Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quand'è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami.» Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata»" (Matteo 13, 32-33).

153 In che modo Gesù faceva intendere che con il Regno di Dio si offre qualcosa di veramente prezioso?

Nella parabola della perla di gran valore si parla dell'uomo che riconosce la ricchezza celata in Gesù Cristo, l'accetta e abbandona ogni altra cosa per possederla. Gesù lo ribadisce in un'altra occasione con l'esortazione: «Cercate prima il regno di Dio […]» (da Matteo 6, 33).

"Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo. Il regno dei cieli è anche simile a un mercante che va in cerca di belle perle; e, trovata una perla di gran valore, se n'è andato, ha venduto tutto quello che aveva, e l'ha comperata" (Matteo 13, 44-46).

"Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più" (Matteo 6, 33).

154 In che modo Gesù spiegava l'amore che si manifesta nel Regno di Dio?

Con la parabola della pecora perduta Gesù dimostrò che Dio si prende cura di tutti gli uomini, anche di quelli che sembrano perduti. La parabola del figlio prodigo evidenzia l'amore di Dio per il peccatore.

"Ed egli disse loro questa parabola: Chi di voi, avendo cento pecore, se ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro a quella perduta finché non la ritrova? E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; e giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta. Vi dico che così ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento" (Luca 15, 3-7).

155 Quale parabola invita ad amare il prossimo?

I comandamenti più nobili sono quelli di amare Dio e il prossimo. Con il racconto del buon samaritano Gesù evidenziò chi è il prossimo e che cosa significa amore per il prossimo, cioè non chiudere gli occhi di fronte al bisogno altrui, bensì prestare aiuto.

↗ Doppio comandamento dell'amore: vedi le domande 282 ss

"Gesù rispose: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada; e lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. Così pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. Ma un samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe pietà; avvicinatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno dopo, presi due denari, li diede all'oste e gli disse: Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno" (Luca 10, 30-35).

156 Quali sono le parabole che concernono l'indole dell'uomo?

La parabola del fariseo e del pubblicano evidenzia che: non chi si vanta di ciò che sa fare, che possiede e che è, sarà giustificato, bensì chi viene a Dio nell'umiltà e cercando la grazia.

La parabola del servo malvagio invita coloro che hanno ricevuto la grazia di Dio a usare grazia anche nei confronti degli altri. Chi riconosce la grandezza dell'amore di Dio si sente in dovere di riconciliarsi con il prossimo.

"Disse ancora questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così dentro di sé: ‘O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri; neppure come questo pubblicano. Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo.’ Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: ‘O Dio, abbi pietà di me, peccatore!’ Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s'innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato»" (Luca 18, 9-14).

"Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Perciò il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti. E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato. Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: ‘Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto’. Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: ‘Paga quello che devi!’ Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: ‘Abbi pazienza con me, e ti pagherò’. Ma l'altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito. I suoi conservi, veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro signore tutto l'accaduto. Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: ‘Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?’ E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva. Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello»" (Matteo 18, 21-35).

157 Che cosa rivelò Gesù nelle parabole della venuta del Figlio dell'uomo?

Nelle parabole della venuta del Figlio dell'uomo Gesù Cristo parlava del suo ritorno.

In Matteo 24, 37-39 propone un paragone tra il tempo prima della sua rivenuta e i giorni di Noè; ne risulta che il ritorno di Cristo avverrà in un attimo e inaspettatamente.

Questo messaggio è proposto anche dalla parabola delle vergini avvedute e stolte (cfr. Matteo 25, 1-13). Ne deduciamo di voler vegliare ed essere pronti per la rivenuta del Signore.

"Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s'andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell'uomo" (Matteo 24, 37-39).

"Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute; le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell'olio; mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avevano preso dell'olio nei vasi. Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono. Verso mezzanotte si levò un grido: «Ecco lo sposo, uscitegli incontro!» Allora tutte quelle vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute: «Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.» Ma le avvedute risposero: «No, perché non basterebbe per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene!» Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi vennero anche le altre vergini, dicendo: «Signore, Signore, aprici!» Ma egli rispose: «Io vi dico in verità: Non vi conosco.» Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora" (Matteo 25, 1-13).

↗ Figlio dell'uomo: vedi la domanda 114

158 Con quali parole metaforiche Gesù descrisse se stesso e che cosa significa questo?

Nel Vangelo di Giovanni si trovano affermazioni di Gesù, le cosiddette «parole metaforiche». In esse Gesù evidenzia la sua natura. Sette affermazioni pregnanti di Gesù iniziano con le parole «Io sono». In queste affermazioni Lui parla di sé in modo figurativo, dicendo di essere il «pane della vita» (Giovanni 6, 35), la «luce del mondo» (Giovanni 8, 12), la «porta» della salvezza (Giovanni 10, 9), il «buon Pastore» (Giovanni 10, 11) e la «vite» (Giovanni 15, 5). Inoltre Gesù Cristo definì se stesso anche come la «risurrezione», la «via, la verità e la vita» (Giovanni 11, 25; 14, 6).

Tutto questo significa che soltanto Gesù permette l'accesso al Padre e che solo Lui è la fonte della salvezza.

159 Quali discepoli avevano un particolare rapporto di vicinanza con Gesù?

I dodici apostoli avevano un rapporto di particolare vicinanza con Gesù, Lui intratteneva con loro uno speciale rapporto di fiducia:

  • Quando altri discepoli non compresero Gesù e non lo seguirono più, gli apostoli rimasero con Lui e professarono che Lui era il Cristo (Giovanni 6, 66-69).
  • Quando Lui istituì la Santa Cena, erano con Lui soltanto gli apostoli (Luca 22, 14 ss).
  • Agli apostoli, lavando i loro piedi, Gesù diede un esempio di come servire umilmente il prossimo (cfr. Giovanni 13, 4 ss).
  • È agli apostoli che prima della sua morte Lui si rivolse nei discorsi di commiato, dei quali testimonia il Vangelo di Giovanni (13-16), e a loro promise lo Spirito Santo.
  • Agli apostoli diede la promessa della sua rivenuta (cfr. Giovanni 14, 3).
  • Dopo la sua risurrezione Egli appariva ripetutamente agli apostoli (cfr. Atti degli apostoli 1, 2-3).
  • Prima della sua salita al cielo Egli affidò ai suoi apostoli l'incarico: «Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate» (Matteo 28, 19-20).

"… ai quali anche, dopo che ebbe sofferto, si presentò vivente con molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando delle cose relative al regno di Dio" (Atti degli apostoli 1, 3).

"Si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse. Poi mise dell'acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai discepoli, e ad asciugarli con l'asciugatoio del quale era cinto. […] «Vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io»" (Giovanni 13, 4-5 e 15).

160 In che modo iniziò il periodo della Passione di Gesù?

La Passione di Gesù iniziò con l'ingresso in Gerusalemme: «Quando furono giunti vicino a Gerusalemme […], Gesù mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: "Andate nel villaggio che è di fronte a voi; appena entrati, troverete legato un puledro d'asino, sopra il quale non è montato ancora nessuno; scioglietelo e conducetelo qui da me. Se qualcuno vi dice: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua." […] Essi condussero il puledro a Gesù, gettarono su quello i loro mantelli ed egli vi montò sopra. Molti stendevano sulla via i loro mantelli; e altri, delle fronde che avevano tagliate nei campi. Coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» (Marco 11, 1-9). – Nonostante questo giubilo, Gesù Cristo sapeva che l'atteggiamento del popolo sarebbe ben presto mutato e che Lui avrebbe dovuto affrontare la via della croce.

Per il periodo delle sofferenze di Cristo si usa il termine "Passione di Cristo", il quale deriva dal verbo patire.

"Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile, in groppa a un asino, sopra un puledro, il piccolo dell'asina" (Zaccaria 9, 9).

161 Quali avvenimenti accaddero dopo l'ingresso di Gesù a Gerusalemme?

Gesù purificò il tempio, scacciando i mercanti e i cambiamonete. In questo modo fece capire che il tempio, la casa di Dio, è santo e non è un luogo adatto agli affari.

A Betania Gesù fu unto del prezioso olio di nardo. Questo avvenne, come disse Lui, in vista della sua morte vicina, perché a quei tempi i morti venivano unti di olio prezioso (cfr. Marco 14, 8).

Tra i farisei e sadducei, dei quali facevano parte i capi dei sacerdoti, Gesù aveva molti nemici. Volevano ucciderlo. Perciò la sua situazione si fece sempre più minacciosa.

Olio di nardo: il nardo è una pianta che cresce nelle regioni dell'Himalaya (per es. in India, nel Bhutan e nel Nepal). Dalle sue radici si estraeva un succo di odore gradevole, il quale veniva mescolato all'olio usato per l'unzione. Già nell'antichità il nardo fu importato nella regione del Mediterraneo, dove era rivenduto a caro prezzo.

Farisei e sadducei erano i rappresentanti dei gruppi religiosi più conosciuti nel giudaismo dei tempi di Gesù.

I farisei cercavano di osservare strettamente le prescrizioni della legge mosaica, per ottenere, tramite le opere, dei meriti davanti a Dio. Nei Vangeli questo tipo di religiosità è spesso criticato, perché può portare alla presunzione e all'ipocrisia. Dai farisei è nato il giudaismo odierno.

I sadducei rifiutarono la fede negli angeli e nella risurrezione dei morti. A loro appartenevano soprattutto gli strati più benestanti della popolazione e i sacerdoti del tempio di Gerusalemme. Dopo la distruzione del tempio, il movimento sadduceo del giudaismo si sciolse.

Oltre ai farisei e ai sadducei c'erano gli esseni, il terzo gruppo importante del giudaismo antico.

162 Chi tradì Gesù Cristo?

Prima della festa di Pasqua, uno dei dodici apostoli, Giuda Iscariota, andò dai nemici di Gesù. «Allora […] Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti, e disse loro: "Che cosa siete disposti a darmi, se io ve lo consegno?"» Ed essi gli offrirono trenta sicli d'argento. Questo era il prezzo che generalmente si pagava per uno schiavo. Con ciò si adempì una parola del profeta Zaccaria (cfr. Zaccaria 11, 12-13). Il Signore fu dunque abbassato al livello di uno schiavo (cfr. Esodo 21, 32).

"Io dissi loro: Se vi sembra giusto, datemi il mio salario; se no, lasciate stare. Ed essi mi pesarono il mio salario: trenta sicli d'argento. Il Signore mi disse: Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo con cui mi hanno valutato! Io presi i trenta sicli d'argento e li gettai nella casa del Signore per il vasaio" (Zaccaria 11, 12-13).

163 In che modo Gesù istituì la Santa Cena?

Alla festa di Pasqua Gesù era riunito con i dodici apostoli e celebrò con loro la cena della Pasqua. Era dunque presente anche Giuda Iscariota, il quale prima era andato dai nemici di Gesù per tradirlo.

Quando erano seduti alla mensa, il Signore istituì la Santa Cena: «Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: "Prendete, mangiate, questo è il mio corpo." Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati"» (Matteo 26, 26-28).

Nel corso della cena, Gesù rivelò chi fosse il suo traditore, Giuda Iscariota, il quale in seguito abbandonò il gruppo. Se ne andò «ed era notte» (Giovanni 13, 30).

↗ Santa Cena: vedi le domande 494 ss

164 Che cosa avvenne nel giardino di Getsemani?

Dopo la cena, con gli undici apostoli rimasti Gesù si recò nel giardino di Getsemani. Dalla sua paura in vista della morte sulla croce si riconosce la natura umana del Figlio di Dio. Si prostrò umilmente e in preghiera invocò: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta» (Luca 22, 42). Gesù si sottomise dunque completamente alla volontà del Padre suo ed era disposto a compiere il sacrificio. In seguito apparve un angelo per fortificarlo (cfr. Luca 22, 43). Gli apostoli, nel frattempo, dormivano. Poco dopo Gesù fu arrestato.

165 In che modo avvenne l'arresto di Gesù?

Mentre Gesù chiedeva agli apostoli di vegliare con lui, arrivò una folta schiera di gente armata, mandata dai capi dei sacerdoti. Giuda Iscariota li condusse da Gesù e lo tradì con un bacio: «Quello che bacerò, è lui; prendetelo» (Matteo 26, 48).

"Poi tornò dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me un'ora sola? Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole»" (Matteo 26, 40-41).

166 Come si comportarono gli apostoli?

Simon Pietro estrasse la spada per difendere Gesù e recise l'orecchio al servo di un capo dei sacerdoti (cfr. Giovanni 18, 10). Ma Gesù lo trattenne e guarì quel servo.

Gesù non fece uso dei suoi poteri divini, ma si lasciò catturare. In seguito gli apostoli lo abbandonarono e fuggirono.

Quando in quella notte alcuni rivolsero la parola a Simon Pietro, dicendo che pure lui fosse un discepolo di Gesù, lo negò. Rinnegò il Signore per tre volte.

"Pietro, intanto, stava seduto fuori nel cortile e una serva gli si avvicinò, dicendo: «Anche tu eri con Gesù il Galileo.» Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: «Non so che cosa dici.» Come fu uscito nell'atrio, un'altra lo vide e disse a coloro che erano là: «Anche costui era con Gesù Nazareno.» Ed egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell'uomo.» Di lì a poco, coloro che erano presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli, perché anche il tuo parlare ti fa riconoscere.» Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo!» In quell'istante il gallo cantò. Pietro si ricordò delle parole di Gesù che gli aveva dette: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte.» E, andato fuori, pianse amaramente" (Matteo 26, 69-75).

167 Più tardi Gesù rimproverò agli apostoli il loro comportamento?

No, Gesù conosceva le debolezze umane anche dei suoi apostoli, ma non li rimproverò per questo. Dopo la sua risurrezione si avvicinò a loro con il saluto di pace.

168 Che cosa avvenne dopo l'arresto di Gesù?

Il sinedrio, i capi dei sacerdoti e gli scribi, dichiararono Gesù colpevole di sacrilegio e lo condannarono a morte. Il sacrilegio era l’avere affermato di essere il Figlio di Dio.

169 Che cosa fece Giuda Iscariota dopo la condanna di Gesù?

Dopo che Gesù fu condannato a morte, Giuda Iscariota si pentì del suo tradimento e riportò i trenta sicli d'argento ai capi dei sacerdoti. Questi non vollero avere più nulla a che fare con lui. Allora Giuda buttò il denaro nel tempio, se ne andò e si impiccò (cfr. Matteo 27, 1-5).

170 Che cosa visse Gesù davanti a Pilato e a Erode?

Dopo che Gesù era stato condannato dal sinedrio, l'autorità suprema in Giudea, fu interrogato dal governatore romano Ponzio Pilato. Il caso era di sua competenza, perché allora i giudei erano sotto il dominio dei romani.

Pilato ritenne Gesù innocente e lo mandò a Erode (soprannominato Antipa), il re dei giudei. Siccome da parte dei romani ai giudei era stata proibita l'esecuzione della pena capitale, Erode riconsegnò Gesù a Pilato. Questi ordinò di flagellarlo. Il popolo pretendeva che Gesù fosse crocifisso, incolpandolo di essersi opposto all'imperatore romano quale «re dei giudei». Per questo reato era prevista la condanna a morte (cfr. Giovanni 19, 12).

Pilato pensava di intravedere una via per liberare Gesù: alla festa di Pasqua poteva essere concessa la grazia a un condannato; perciò ora spettava al popolo di decidere se concedere la libertà a Gesù o al criminale Barabba. Istigato dai capi dei sacerdoti e dagli anziani, il popolo scelse Barabba. Per esprimere che non si sentiva responsabile di ciò che sarebbe successo in seguito, Pilato lavò le sue mani davanti al popolo e disse: «Io sono innocente del sangue di questo giusto […]» (Matteo 27, 24). Fece flagellare Gesù una seconda volta e lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.

La nascita di Gesù avvenne nel tempo in cui regnava Erode I. Quando Gesù fu condotto davanti a Ponzio Pilato, nella Galilea regnava Erode Antipa, il figlio di Erode I.

La flagellazione era una punizione corporale e un metodo di tortura dell'antichità. Le persone furono tormentate dai loro aguzzini con fruste, verghe o una canna. I Vangeli raccontano della flagellazione di Gesù e, negli Atti degli apostoli, di flagellazioni inflitte agli apostoli.

171 Quale fu l'atteggiamento di Gesù durante queste sofferenze?

Gesù subì silenziosamente tutti i maltrattamenti, le umiliazioni e le ingiurie. Anche quando in segno di disprezzo gli fu posta sul capo una corona di spine, lo sopportò con dignità.

172 Dove terminò la passione di Gesù?

Gesù fu crocifisso sul Golgota. Insieme con Lui furono crocifissi anche due delinquenti. La croce di Gesù si trovava al centro. Qui si adempì la profezia di Isaia 53, 12: il Signore fu contato tra i malfattori e trattato in modo uguale a loro. Le dure sofferenze di Gesù portarono a una terribile agonia, e dopo ore spirò.

La crocifissione era un modo di esecuzione capitale consueto nell'antichità, per mezzo del quale il condannato doveva morire volutamente in modo lento e straziante. A tale scopo il condannato veniva legato o inchiodato a un palo verticale, con o senza asse traversale.

173 Chi è colpevole della morte di Gesù?

Con il coinvolgimento del governatore romano, la condanna e la crocifissione di Gesù non sono unicamente una questione che riguarda il popolo giudeo: vi sono implicati anche dei pagani.

Tutti gli esseri umani di tutti i tempi sono peccatori e si caricano di colpe. Gesù morì per i peccati di tutti gli uomini. Perciò, in ultima analisi, tutti gli uomini sono corresponsabili della morte di Gesù.

174 Quali furono le ultime parole di Gesù sulla croce?

Tradizionalmente, le ultime parole di Gesù, riferite nei Vangeli in modi differenti, sono poste nella seguente successione:

«Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!» (Luca 23, 34).

Gesù intercedette per tutti coloro che l'avevano crocifisso e i quali non si rendevano conto della portata del loro agire. Qui si adempì in modo eccellente il comandamento di Gesù dell'amore per i nemici (cfr. Matteo 5, 44-45 e 48).

«Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso» (Luca 23, 43).

Così Gesù si rivolse al malfattore pentito, il quale aveva chiesto grazia e lo aveva riconosciuto quale il Salvatore. Il «paradiso» è qui la dimora dell'aldilà dove si trovano le anime devote e giuste.

«Donna, ecco tuo figlio!» – «Ecco tua madre!» (Giovanni 19, 26-27).

Gesù affidò sua madre, Maria, all'apostolo Giovanni. Qui si dimostrano le premure e l'amore di Cristo, il quale si occupò del prossimo nonostante le proprie sofferenze.

Nella tradizione cristiana Maria è interpretata come il simbolo della Chiesa. Essa è affidata alle cure del ministero d'apostolo, di cui Giovanni è il rappresentante.

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Marco 15, 34).

Con queste parole, tratte dal Salmo 22, i giudei devoti si rivolgono a Dio nell'imminenza della morte. Da un lato deplorano di sentirsi lungi da Dio e contemporaneamente attestano la fede nella potenza e nella grazia di Dio. Anche Gesù adoperò questa esclamazione che era usata da persone nel tormento della morte.

«Ho sete» (Giovanni 19, 28).

Nella sua agonia Gesù aveva sete e voleva bere qualcosa.

Questa parola ha un suo riscontro anche in Salmi 69, 21: «Hanno messo fiele nel mio cibo, e mi hanno dato da bere aceto per dissetarmi». Questo è interpretato anche nel senso che Gesù doveva bere il «calice della sua sofferenza» fino in fondo, che doveva dunque soffrire sino alla fine.

«È compiuto!» (Giovanni 19, 30).

Era circa l'ora nona, perciò nel primo pomeriggio, quando furono pronunciate queste parole. Gesù aveva compiuto il sacrificio per la redenzione dell'umanità.

«Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio» (Luca 23, 46).

Da questo si comprende che anche nel momento della sua morte, Gesù Cristo confidava completamente nel Padre suo.

175 Quali avvenimenti si verificarono in concomitanza con la morte del Signore sulla croce?

Quando Gesù morì sulla croce, la terra tremò e le rocce si schiantarono. La cortina del tempio, la quale nascondeva la stanza più sacra («il Santissimo»), si squarciò in due. Tutto ciò evidenzia che, grazie alla morte di Gesù Cristo, ora il servizio dei sacrifici dell'Antico Patto non è più necessario. Il suo sacrificio ha aperto la via che conduce a Dio.

Quando il centurione romano e i suoi soldati, che facevano la guardia presso la croce, sentirono tremare la terra, esclamarono: «Veramente, costui era Figlio di Dio!» (Matteo 27, 54). Perciò c'erano anche dei pagani a testimoniare che Gesù è il Figlio di Dio.

Antico Patto / Nuovo Patto: sul monte Sinai Dio concluse un patto con il popolo d'Israele, cioè con i discendenti di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Il segno dell'Antico Patto era la circoncisione. All'Antico Patto appartiene anche la legge mosaica, nella quale si esprime la volontà di Dio. Con il sacrificio meritorio di Gesù fu stabilito il Nuovo Patto, che ora non vale più soltanto per i giudei, bensì per tutti gli uomini. Si diventa partecipi del Nuovo Patto mediante il Battesimo con acqua.

176 Che cosa accadde con la salma di Gesù?

Giuseppe di Arimatea, che era un membro del Consiglio, chiese a Pilato il corpo di Gesù, perché voleva sistemarlo in un sepolcro. Insieme con Nicodemo, il quale una volta era andato da Gesù di notte per ricevere l’insegnamento (cfr. Giovanni 3), Giuseppe portò il corpo in una tomba scavata nella roccia, dove nessuno era ancora stato deposto. Davanti al sepolcro rotolarono una grossa pietra. I capi dei sacerdoti fecero sorvegliare la tomba da soldati, per impedire che i discepoli di Gesù potessero portare via la salma.

"L'indomani, che era il giorno successivo alla Preparazione, i capi dei sacerdoti e i farisei si riunirono da Pilato, dicendo: Signore, ci siamo ricordati che quel seduttore, mentre viveva ancora, disse: Dopo tre giorni, risusciterò. Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente custodito fino al terzo giorno; perché i suoi discepoli non vengano a rubarlo e dicano al popolo: È risuscitato dai morti; così l'ultimo inganno sarebbe peggiore del primo. Pilato disse loro: Avete delle guardie. Andate, assicurate la sorveglianza come credete. Ed essi andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia" (Matteo 27, 62-66).

177 Perché Gesù dovette soffrire e morire?

In Gesù, Dio il Figlio si fece uomo e venne nel mondo per prendere su di sé i peccati degli uomini. Compì il suo sacrificio spontaneamente nell'amore divino, per salvare l'umanità dalla morte. Il potere del peccato è grande, ma più grande ancora è la potenza dell'amore divino, il quale si manifesta con il sacrificio della propria vita da parte di Gesù Cristo.

↗ Salvezza dalla morte spirituale / redenzione: vedi le domande 89-90, 108-109, 215-216

"Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici" (Giovanni 15, 13).

178 Quale significato hanno dunque la passione e la morte di Gesù per l'umanità?

Il sacrificio e la morte di Gesù sono le basi per un nuovo rapporto dell'uomo con Dio. L'uomo peccaminoso può nuovamente accedere a Dio.

179 Nell'Antico Testamento ci sono accenni alle sofferenze, al sacrificio e alla morte di Gesù?

Sì, in Isaia 53, 3-5 è descritto un servo di Dio che è umiliato e deve soffrire. Si legge: Lui è «disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza […] Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; […] il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e grazie alle sue ferite noi siamo stati guariti.» Questi sono accenni alla passione di Gesù Cristo, al suo sacrificio meritorio.

180 Gesù Cristo stesso accennava alla sua passione e alla sua morte?

Sì, più volte Gesù parlava della sua passione e della sua morte, come anche della sua risurrezione.

Dopo che Pietro aveva detto a Gesù: «Tu sei il Cristo di Dio!», Gesù accennò alla sua passione e alla sua morte, affermando: «Bisogna che il Figlio dell'uomo soffra molte cose e sia respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti, dagli scribi, sia ucciso, e risusciti il terzo giorno» (Luca 9, 22).

In modo simile Gesù si espresse in seguito agli avvenimenti sul monte della trasfigurazione: «Il Figlio dell'uomo sta per essere dato nelle mani degli uomini ed essi l'uccideranno; ma tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà» (Marco 9, 31).

Prima dell'ingresso a Gerusalemme disse agli apostoli: «Il Figlio dell'uomo sarà dato nelle mani dei capi dei sacerdoti e degli scribi; essi lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché sia schernito, flagellato e crocifisso; e il terzo giorno risusciterà» (Matteo 20, 18-19).

Agli scribi e farisei Gesù disse che sarebbe risuscitato dopo tre giorni, citando la storia del profeta Giona: «Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell'uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti» (Matteo 12, 40).

181 Che cosa affermano le lettere degli apostoli in merito al sacrificio e alla morte di Gesù?

In II Corinzi 5, 19 il significato del sacrificio di Gesù sulla croce è descritto in questo modo: «Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo.» In I Giovanni 3, 16 si legge: «Da questo abbiamo conosciuto l'amore: egli ha dato la sua vita per noi.»

Nella controversia con eresie che negavano l'esistenza terrena di Gesù Cristo e la sua risurrezione, l'apostolo Paolo mise in chiaro «che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture» (I Corinzi 15, 3-4).

182 Quale significato ha la croce?

La croce di Cristo è un simbolo della riconciliazione di Dio con l'uomo peccaminoso. Nell'antichità la morte sulla croce era un segno di sconfitta: la fine disonorevole di una persona disprezzata e reietta dalla comunità umana. Nel caso di Gesù, invece, l'apparente sconfitta è una vittoria: con la morte sulla croce Lui ha compiuto un'opera impareggiabile di redenzione.

"La predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio" (I Corinzi 1, 18).

183 Che cosa avvenne dopo la morte di Gesù?

Dopo il suo decesso, Gesù Cristo andò nel regno della morte. In I Pietro 3, 18-20 si legge che dopo la sua morte sulla croce, il Figlio di Dio andò a predicare a coloro che furono ribelli ai tempi di Noè. Fece questo per offrire la salvezza: «Infatti per questo è stato annunziato il vangelo anche ai morti; affinché, dopo aver subìto nel corpo il giudizio comune a tutti gli uomini, possano vivere mediante lo Spirito, secondo la volontà di Dio» (I Pietro 4, 6).

Così come il Figlio di Dio si era rivolto ai peccatori sulla terra, lo fece ora nei confronti dei morti. Da quando Lui ebbe compiuto il sacrificio, la redenzione è possibile anche per i morti.

"Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito. E in esso andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l'arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l'acqua" (I Pietro 3, 18-20).

184 In virtù di quale potenza Gesù Cristo è risorto?

La risurrezione di Gesù Cristo è opera del Dio trino:

  • Da un lato si manifesta qui la potenza di Dio, il Padre. Lui risuscitò Gesù dai morti: «Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno» (Atti degli apostoli 5, 30).
  • D'altro canto si adempiono le parole di Dio, il Figlio: «Ho il potere di deporla [la mia vita] e ho il potere di riprenderla» (Giovanni 10, 18).
  • Infine l'agire di Dio, lo Spirito Santo, è attestato nella lettera dell'apostolo Paolo ai Romani: «Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi» (Romani 8, 11).

La risurrezione di Gesù Cristo dai morti è una testimonianza del potere di Dio sulla morte.

185 Ci sono dei testimoni della risurrezione di Cristo?

Non ci fu nessun testimone oculare della risurrezione di Cristo, ma nella Sacra Scrittura ci sono tante affermazioni riguardanti la risurrezione del Figlio di Dio. Una di queste testimonianze è il sepolcro vuoto. Altri indizi rappresentano le molteplici apparizioni del Risorto nei 40 giorni tra la sua risurrezione e la sua ascensione al cielo: sono persone denominate concretamente, alle quali Lui si manifestò e le quali lo riconobbero.

La risurrezione di Gesù Cristo non è un sogno dei suoi seguaci, ma un avvenimento reale. È successa davvero.

"Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo, poi a tutti gli apostoli" (I Corinzi 15, 3-7).

186 Quale significato ha la risurrezione di Cristo per l'essere umano?

Gesù Cristo è risorto. Perciò il credente ha una speranza giustificata per la propria risurrezione e per la vita eterna: «Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati» (I Corinzi 15, 20-22).

La fede nella risurrezione di Gesù Cristo è fondamentale, perché la sua risurrezione testimonia che Gesù Cristo è il Salvatore del mondo (cfr. I Corinzi 15, 14).

↗ Salvatore: vedi la domanda 108, anche le domande 110 ss

187 Di quali apparizioni del Risorto narra il Nuovo Testamento?

Quale Risorto, Gesù appariva più volte ai suoi discepoli e alle sue discepole. Ecco alcuni esempi:

Maria Maddalena e altre donne furono i primi testimoni del Risorto. «Quand'ecco, Gesù si fece loro incontro, dicendo: Vi saluto! Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e l'adorarono» (Matteo 28, 9).

Dapprima senza essere riconosciuto, il Risorto accompagnò i discepoli che stavano recandosi al villaggio di Emmaus. Egli spiegò loro le Scritture e infine ruppe il pane davanti a loro, e allora essi lo riconobbero (cfr. Luca 24, 13-35).

La sera del giorno della sua risurrezione, Gesù venne nella cerchia dei suoi discepoli. Essendo il Risorto signore sulla morte e sul peccato, Egli conferì agli apostoli l'autorità di rendere accessibile agli uomini il perdono dei peccati: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti» (Giovanni 20, 19-23).

Un'altra volta il Signore apparve ad alcuni discepoli presso il mar di Tiberiade, e allora diede a Pietro l'incarico di «pascere gli agnelli e le pecore di Cristo», ossia di prendersi cura di tutti i membri della comunità (mansioni di Pietro; cfr. Giovanni 21, 15-17).

Il Signore risorto si presentò ai suoi apostoli «vivente con molte prove, facendosi vedere da loro per quaranta giorni, parlando delle cose relative al regno di Dio» (Atti degli apostoli 1, 3).

In I Corinzi 15, 6 l'apostolo Paolo dice che Gesù il Risorto fu visto da oltre cinquecento fratelli contemporaneamente.

↗ Perdono dei peccati, esempi di un agire per incarico plenipotenziario: vedi la spiegazione in merito alla domanda 415 e le domande 644 ss

↗ Mansioni di Pietro: vedi la domanda 457 e la rispettiva spiegazione

"Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l'altro ai piedi, lì dov'era stato il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella rispose loro: Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l'abbiano deposto. Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Gesù le disse: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Ella, pensando che fosse l'ortolano, gli disse: Signore, se tu l'hai portato via, dimmi dove l'hai deposto, e io lo prenderò. Gesù le disse: Maria! Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: Rabbunì! che vuol dire: Maestro!" (Giovanni 20, 11-16).

188 Come si comportarono i capi dei sacerdoti dopo la risurrezione di Gesù Cristo?

I capi dei sacerdoti vennero a conoscenza della risurrezione di Gesù Cristo. Corruppero i soldati con una forte somma di denaro e ordinarono loro: «Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e lo hanno rubato mentre dormivamo"» (Matteo 28, 13).

189 Quali caratteristiche ha il corpo di risurrezione di Cristo?

Il corpo di risurrezione non è perituro e mortale; non è legato allo spazio e al tempo. Il corpo di risurrezione di Cristo non è un corpo che si ammala, che invecchia e un giorno muore. È un corpo glorioso.

In questo corpo glorioso Gesù si presentò nella cerchia dei suoi discepoli. Lui passò attraverso le porte chiuse, spezzò il pane con i discepoli, mostrò loro le ferite della crocifissione e mangiò con loro. In questo modo fece capire che non era con loro come un «fantasma», ma come Gesù Cristo presente nel corpo.

"Risurrezione" non significa un ritorno all'esistenza terrena.

↗ Risurrezione: vedi le domande 535, 559

"La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: Pace a voi!" (da Giovanni 20, 19).

"Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io; toccatemi e guardate; perché un fantasma non ha carne e ossa come vedete che ho io. E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi" (Luca 24, 39-40).

190 Che cosa avvenne quando Gesù Cristo salì al cielo?

40 giorni dopo la sua risurrezione, Gesù Cristo salì al cielo. Ci sono testimoni oculari di questo avvenimento: dopo aver parlato con i suoi apostoli e dopo averli benedetti, fu elevato e una nuvola lo sottrasse ai loro sguardi. E mentre lo vedevano salire, due angeli si presentarono loro e dissero: «Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo» (Atti degli apostoli 1, 11).

"Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre" (Giovanni 16, 28).

191 Dove andò Gesù Cristo quando salì al cielo?

Gesù Cristo ritornò dal Padre suo «e sedette alla destra di Dio» (Marco 16, 19).

192 Che cosa significa: «Gesù Cristo siede alla destra di Dio»?

Nell'antichità, chi stava o sedeva alla destra di un sovrano, era partecipe dei suoi poteri e della sua autorità. L'immagine che Gesù Cristo siede alla destra di Dio indica che Lui è partecipe della plenipotenza e magnificenza di Dio, del Padre.

In futuro Gesù Cristo vorrà condividere questa magnificenza con i suoi. Infatti, nella preghiera sacerdotale Gesù pregò: «Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria» (Giovanni 17, 24). Questa preghiera sarà adempiuta quando Gesù Cristo attirerà a sé i suoi tra i morti e i viventi e quando loro infine saranno per sempre con Lui.

↗ Prelevamento, rapimento: vedi le domande 559 ss

"Poiché vi diciamo questo fondandoci sulla parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore" (I Tessalonicesi 4, 15-17).

193 Gesù Cristo è presente sulla terra anche dopo essere salito al cielo?

Sì, tramite lo Spirito Santo, che è la terza Persona della Divinità e che opera oggi nella Chiesa, Gesù Cristo è presente sulla terra anche dopo essere salito al cielo. In questo modo Gesù Cristo adempie la sua promessa: «Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente» (Matteo 28, 20).

↗ Spirito Santo: vedi le domande 197 ss

194 Che cosa intendeva dire Gesù con: «Tornerò»?

Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi» (Giovanni 14, 3). Gesù Cristo ritornerà, questa volta quale Sposo.

Alla sua rivenuta quale Sposo, tra i morti e i viventi prenderà con sé quelli che hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo e che nella comunità della sposa si sono lasciati preparare per questo evento. Il ritorno di Gesù Cristo è vicino.

↗ Speranza per il futuro: vedi le domande 549 ss

195 Quali altre denominazioni ci sono ancora per la rivenuta di Gesù Cristo?

L'evento della rivenuta di Gesù Cristo è chiamato «giorno del Signore», «giorno di Cristo», «venuta del nostro Signore», «manifestazione della gloria di Cristo», «apparizione», «rivenuta del Signore», «ritorno di Cristo».

Questo evento non è il giudizio finale, bensì il prelevamento della sposa di Cristo per le nozze dell'Agnello.

"Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello e la sua sposa si è preparata" (Apocalisse 19, 7).

196 Quali accenni alla rivenuta di Cristo troviamo nel Nuovo Testamento?

Nel Nuovo Testamento si riafferma la promessa del ritorno di Cristo soprattutto nelle lettere degli apostoli. L'apostolo Paolo conclude la sua prima lettera alla comunità di Corinto con il saluto: «Marana tha», che significa: «Il nostro Signore viene!» (cfr. I Corinzi 16, 22).

L'apostolo Giacomo esortò a essere pazienti sino alla venuta del Signore, «perché la venuta del Signore è vicina» (Giacomo 5, 8). Anche nella lettera agli Ebrei si raccomanda pazienza: «Ancora un brevissimo tempo e colui che deve venire verrà e non tarderà» (Ebrei 10, 37).

La seconda lettera di Pietro (cfr. II Pietro 3, 9) si oppone a tutti quelli che negano il ritorno di Gesù Cristo. In questa lettera si esclude pure la possibilità che l'adempimento della promessa del suo ritorno possa tardare.

197 Che cos'è lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo è vero Dio. È la terza Persona di Dio, adorata quale Dio e Signore insieme col Padre e col Figlio. Lo Spirito Santo procede da Dio, il Padre e il Figlio. Lo Spirito Santo vive in eterno nella comunione con loro, e come loro opera in modo assoluto.

↗ Trinità: vedi le domande 51, 61 ss

"Assoluto": le tre Persone della Divinità non agiscono soltanto in un determinato luogo o limitatamente, bensì sempre e ovunque vogliono, sulla terra e nell'aldilà.

198 Come si manifesta lo Spirito Santo quale Persona divina?

Lo Spirito Santo si manifesta quale Persona della Trinità di Dio, inviando, similmente a Dio, il Figlio, delle persone affinché diffondano il Vangelo. In Atti degli apostoli 13, 4 si legge: «Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là salparono verso Cipro.»

Nelle avversità lo Spirito sta al fianco di quelli che professano il Signore: «Non preoccupatevi … di quello che direte; perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento stesso quello che dovrete dire» (Luca 12, 11-12).

Lo Spirito Santo si manifesta agli inviati di Dio: «A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio» (I Corinzi 2, 10).

199 In che altro modo è chiamato lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo è chiamato anche «Spirito di Dio», «Spirito del Signore», «Spirito della verità», «Spirito di [Gesù] Cristo», «Spirito del Figlio» e «Spirito della gloria». Gesù parlò dello Spirito Santo quale Consolatore e sostegno divino.

200 Che cosa significa: «Lo Spirito Santo è Consolatore e sostegno»?

Gesù Cristo è Consolatore, sostegno e intercessore dei suoi. Nei discorsi di commiato prima del suo arresto e della sua crocifissione, Lui promise lo Spirito Santo quale ulteriore Consolatore e sostegno: «Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre» (Giovanni 14, 16). Lo Spirito Santo accompagna i credenti e li assiste in ogni circostanza della vita.

201 Che cosa significa: «Lo Spirito Santo è Spirito di verità»?

Lo Spirito Santo dà chiarezza su ciò che piace a Dio e su ciò che è contrario alla sua volontà. Quale Spirito della verità distingue la verità e la menzogna. Lo Spirito Santo ha cura affinché il messaggio del sacrificio, della morte, della risurrezione e del ritorno di Cristo rimanga conservato attraverso i tempi e sia divulgato.

"Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me" (Giovanni 15, 26).

202 Che cosa significa: «Lo Spirito Santo è Potenza dall'alto»?

La denominazione "Potenza dall'alto" accenna al fatto che l'operare dello Spirito Santo rappresenta un potente intervento di Dio. Quale «Potenza dall'alto» (Luca 24, 49), lo Spirito Santo pervade l'uomo e lo fortifica nell'intento di vivere secondo il compiacimento di Dio e di prepararsi alla rivenuta di Cristo.

203 In che modo riconosciamo l'operare dello Spirito Santo?

L'operare dello Spirito Santo si manifesta nella circostanza in cui Gesù Cristo è diventato uomo: lo Spirito Santo venne su Maria (cfr. Luca 1, 35) e lei rimase incinta.

Inoltre riconosciamo l'operare dello Spirito Santo, perché Egli concede a persone umane di accedere a verità divine (rivelazioni e conoscenze). A tal riguardo Gesù disse: «Lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto» (Giovanni 14, 26). Pertanto oggi viviamo l'operare dello Spirito Santo nella predica e perché mantiene viva la promessa del ritorno di Gesù Cristo.

Gli apostoli compiono i loro incarichi perché sono pervasi dallo Spirito Santo. «Detto questo, [Gesù] soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo!» (Giovanni 20, 22).

204 Che cos'è il dono dello Spirito Santo?

Occorre fare una distinzione tra lo Spirito Santo quale Persona della Divinità e lo Spirito Santo quale dono di Dio.

Lo Spirito Santo quale dono di Dio è un regalo di Dio e una potenza che procede dalla Trinità divina. Il credente che riceve questo dono è nello stesso tempo pervaso dall'amore di Dio.

I battezzati che ricevono lo Spirito Santo quale dono di Dio, ottengono con ciò la figliolanza di Dio.

↗ Spirito Santo: vedi le domande 198 ss

↗ Figlio di Dio: vedi la spiegazione in merito alla domanda 530

↗ Santo Suggello: vedi le domande 515 ss

205 In che modo si riceve il dono dello Spirito Santo?

Dio concede il dono dello Spirito Santo tramite l'imposizione delle mani e la preghiera di un apostolo. Un esempio in tal senso sono gli avvenimenti in Samaria.

"Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e Giovanni. Essi andarono e pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo" (Atti degli apostoli 8, 14-17).

206 Lo Spirito Santo è menzionato nell'Antico Testamento?

Sì, quando nell'Antico Testamento si legge dello «Spirito di Dio», è inteso lo Spirito Santo. Tuttavia, non è ancora presentato quale Persona divina.

207 Lo Spirito Santo operava già ai tempi dell'Antico Testamento?

Sì, nella Sacra Scrittura vi sono molteplici testimonianze concernenti l'operare dello Spirito Santo ai tempi dell'Antico Testamento. Lo Spirito Santo indusse delle persone ad agire quali strumenti secondo la volontà di Dio. Per esempio operava nei profeti dell'Antico Testamento e parlava per tramite loro. Grazie allo Spirito Santo si ebbero profezie che concernevano la venuta del Messia.

208 Anche ai tempi dell'Antico Testamento lo Spirito Santo fu concesso come dono?

No, ai tempi dell'Antico Testamento lo Spirito Santo pervadeva le persone soltanto temporaneamente. Quale dono sacramentale lo Spirito Santo poté essere ricevuto soltanto dopo il sacrificio meritorio di Gesù Cristo.

↗ Spirito Santo quale dono sacramentale: vedi le domande 428, 440, 523 ss

209 Quando si adempirono le promesse riguardanti la dispensazione dello Spirito Santo?

Il cinquantesimo giorno dopo Pasqua, a Pentecoste, lo Spirito Santo si riversò sui discepoli di Gesù riuniti a Gerusalemme.

210 In che modo avvenne la dispensazione dello Spirito Santo?

La Bibbia racconta: «Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo» (Atti degli apostoli 2, 1-4).

Lo Spirito Santo pervase gli apostoli e tutti quelli che erano con loro come un dono duraturo, quale forza dall'alto (cfr. Luca 24, 49).

211 Lo Spirito Santo operava anche oltre il tempo dei primi apostoli?

Sì, lo Spirito Santo opera fino ai giorni nostri. In questo modo noi sperimentiamo la presenza di Dio.

Il Signore stesso fece riferimento al futuro operare dello Spirito Santo, dicendo: «Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità […], dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire» (Giovanni 16, 13).

212 Oggi, dove opera lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo opera là, dove si crede in Gesù Cristo, dove si professa che Lui è il Signore e dove si conduce una vita secondo la sua volontà.

213 Lo Spirito Santo opera nei sacramenti?

Sì, tutte e tre le Persone divine operano nei sacramenti. Perciò, ogni volta che agisce la Trinità di Dio, è coinvolto anche lo Spirito Santo quale Persona della Divinità.

I sacramenti sono somministrati nel nome e nella potenza del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. In questo modo i sacramenti hanno un'efficacia che può offrire salvezza.

↗ Sacramenti: vedi le domande 472 ss

214 Quale relazione esiste tra l'operare dello Spirito Santo e l'apostolato?

Gli apostoli sono inviati da Gesù Cristo. Per tramite loro Lui offre agli uomini la salvezza. Gli apostoli esercitano il loro ministero con la forza dello Spirito Santo. Questo si esprime nella dispensazione dei sacramenti, nell'annuncio del perdono dei peccati, nella divulgazione del Vangelo e nel mantenere viva la promessa del ritorno di Cristo.

↗ Sposa di Cristo (comunità della sposa): vedi le domande 387, 555, 561 ss

4 L'uomo avente bisogno della redenzione

215 Perché gli esseri umani hanno bisogno della redenzione?

Sin dal primo peccato ogni uomo è peccatore: fu indotto nel peccato dal maligno. Nessun essere umano può vivere senza peccare, tutti sono coinvolti nel peccato. Dio vuole liberare, ossia redimere, gli uomini da questa condizione.

↗ Il primo peccato e le sue conseguenze: vedi le domande 88 ss

216 Che cosa significa "redenzione"?

"Redenzione" significa "riscatto", ovvero, in relazione con il sacrificio e la morte di Gesù, che l'uomo legato al peccato ottiene la liberazione dai vincoli del male.

217 Da dove viene il male?

Con l'intelletto non si può concepire e spiegare da dove venga il male.

218 Che cos'è il male?

Il male è una potenza che distrugge e che è contraria a Dio.

219 Come si manifesta il male?

Il male si manifesta in svariati modi, per esempio in distruzione, menzogna, invidia, avidità. In ultima analisi, il male porta alla morte.

220 Il male esiste anche quale persona?

Sì, il male appare anche quale persona e, tra l'altro, è chiamato «diavolo» o «Satana» (cfr. Matteo 4, 1; Marco 1, 13). Essendo nemico di Cristo, è chiamato anche «l'anticristo».

221 In che modo il male venne tra gli uomini?

Dio diede agli uomini la possibilità di decidersi per l'ubbidienza o la disubbidienza nei suoi confronti. Quando l'uomo si allontanò da Dio e si decise per la disubbidienza, fece la sua apparizione il male. Il male, dunque, non è stato creato da Dio, ma è da Lui permesso, non avendo Egli impedito la libera decisione dell'uomo.

222 Il male esisterà sempre?

No, il male non esisterà sempre. La potenza del male è già spezzata per opera di Gesù Cristo. In I Giovanni 3, 8 si legge al riguardo: «Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.»

Dopo il Regno della pace, al maligno sarà data un'ultima possibilità di contrastare Dio. In seguito sarà reso del tutto inoffensivo. Nella nuova creazione non ci sarà posto per il male.

↗ Regno della pace: vedi le domande 575 ss

223 Come avvenne il peccato originale?

Dio aveva comandato ad Adamo ed Eva di non mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, il quale si trovava in mezzo al giardino di Eden. Dio li rese attenti alle conseguenze di una trasgressione di questo ordine: «Nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai» (Genesi 2, 17). Il diavolo influenzò l'uomo e seminò il dubbio nei confronti della parola di Dio: «Non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male» (Genesi 3, 4-5). Adamo ed Eva si lasciarono sedurre al peccato. Si ribellarono contro Dio, trasgredirono il suo comandamento e mangiarono dei frutti dell'albero. Questa disubbidienza verso Dio fu il "peccato originale".

224 Quali conseguenze ebbe il peccato originale per gli esseri umani?

Il peccato originale portò a cambiamenti nella vita del genere umano, cambiamenti che l'uomo non poteva più revocare. Ebbe paura di Dio e si nascose davanti a Lui. Anche i rapporti degli uomini tra loro furono compromessi, come pure il rapporto degli uomini con la creazione.

Da allora la vita dell'uomo è piena di travaglio ed è limitata: «Sei polvere e in polvere ritornerai» (Genesi 3, 19).

Un'altra conseguenza del primo peccato fu la separazione tra gli uomini e Dio: Dio mandò via l'uomo dal giardino d'Eden (cfr. Genesi 3, 23-24).

"Perciò Dio il Signore mandò via l'uomo dal giardino d'Eden, perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. Così egli scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita" (Genesi 3, 23-24).

225 Qual è l'atteggiamento di Dio verso gli uomini caduti nel peccato?

L'amore di Dio per gli uomini rimane tale anche dopo il peccato originale. Nonostante la disubbidienza, Dio ebbe cura di loro; nella sua premura vestì Adamo ed Eva di tuniche di pelle (cfr. Genesi 3, 21).

L'amore di Dio per l'umanità caduta nel peccato si manifesta in maniera perfetta con la missione di Gesù Cristo, il quale vince il peccato. «Dunque, come con una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che dà la vita si è estesa a tutti gli uomini. Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l'ubbidienza di uno solo, i molti saranno costituiti giusti» (Romani 5, 18-19).

226 Qual è l'ulteriore sviluppo dell'umanità dopo il primo peccato (il peccato originale)?

Dopo il primo peccato, le trasgressioni dell'umanità aumentarono in misura spaventosa: dapprima Caino, nonostante l'avvertimento di Dio, colpì a morte suo fratello Abele (cfr. Genesi 4, 6-8).

Poi, nei tempi che seguirono, gli uomini peccarono sempre di più. Dio decise di punirli e mandò il diluvio. Soltanto Noè trovò grazia agli occhi di Dio. Per ordine di Dio, Noè costruì un'arca, nella quale lui e la sua famiglia furono salvati (cfr. Genesi 6, 5-7 e 17-18).

Anche dopo questa punizione gli uomini furono disubbidienti a Dio. Per esempio la Bibbia racconta della costruzione della torre di Babele. Dio fece fallire questo progetto a causa della superbia e della sete di gloria dei suoi costruttori: fece in modo che non riuscissero più a capirsi (cfr. Genesi 11, 1-8).

"Un giorno Caino parlava con suo fratello Abele e, trovandosi nei campi, Caino si avventò contro Abele, suo fratello, e l'uccise" (Genesi 4, 8).

227 Il primo peccato ha conseguenze per tutti gli uomini?

Sì, in seguito al primo peccato tutti gli uomini sono soggetti alla potenza del peccato. Il peccato ha per conseguenza la separazione da Dio, la morte spirituale: «Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato» (Romani 5, 12). Nell'uomo rimane l'inclinazione al peccato (concupiscenza); con le proprie forze non è in grado di tornare allo stato esente da peccati.

↗ Morte spirituale: vedi le domande 89 ss

Inclinazione al peccato (concupiscenza): con il peccato originale l'uomo divenne soggetto a un'inclinazione al peccato, che è chiamata "concupiscenza". Da essa nascono i pensieri e le azioni peccaminosi. Anche se i peccati sono perdonati, l'inclinazione al peccato rimane.

228 Il primo peccato ha anche delle conseguenze per la creazione?

Sì, dal primo peccato dell'uomo derivano notevoli conseguenze per la creazione. Il suolo è maledetto: «Poiché […] hai mangiato del frutto dall'albero circa il quale io ti avevo ordinato di non mangiarne, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e rovi, e tu mangerai l'erba dei campi» (cfr. Genesi 3, 17-18). Da allora, la creazione originariamente perfetta è danneggiata. Anche la creazione deve essere liberata dalla maledizione alla quale è sottoposta.

"La creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, […] nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione. […] Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio" (Romani 8, 20-22).

229 Che cosa è il peccato?

Il peccato è tutto ciò che si oppone alla volontà di Dio ed è contrario alla natura di Dio, vale a dire: tutte le parole, le azioni e i pensieri non conformi alla volontà e alla natura di Dio. Commette peccato anche chi tralascia intenzionalmente di fare del bene (cfr. Giacomo 4, 17). Con ogni peccato l'uomo diventa colpevole nei confronti di Dio.

230 Qual è la differenza tra peccato e colpa?

Il peccato è un concetto assoluto e non può essere relativizzato. Esso separa da Dio.

D'altro canto possiamo presupporre che Dio, nella sua giustizia e misericordia, valuti in modo differenziato la colpa che l'uomo ha assunto nei suoi confronti con il peccato.

Spiegazione per l'entità della colpa: nel valutare la colpa bisogna, per esempio, fare una distinzione se qualcuno ruba perché ha fame o se lo fa per soddisfare un desiderio di lusso. In entrambi i casi sussiste uno stesso peccato: la trasgressione del settimo comandamento. Tuttavia, la colpa che deriva dal peccato di cui l'uomo si è caricato, sarà diversa. – Nella sua onniscienza Dio giudicherà sempre giustamente fino a che punto l'uomo si sia reso colpevole con il suo peccato. Saranno valutati influssi e condizioni, ai quali l'uomo era esposto, come, per esempio, il contesto sociale, situazioni di estremo bisogno, predisposizioni patologiche.

231 Come può essere tolta la separazione da Dio?

Per potersi avvicinare a Dio, il peccato deve essere perdonato.

↗ Perdono dei peccati: vedi la domanda 652

232 Chi stabilisce che cosa rappresenta un peccato?

Dio decide che cosa rappresenta un peccato. In nessun caso l'uomo ha il diritto di deciderlo da sé.

233 Come possiamo riconoscere che cosa rappresenta un peccato?

Che cosa rappresenta un peccato, ossia che cosa si oppone alla volontà di Dio, lo possiamo dedurre dalla Sacra Scrittura:

  • trasgredire uno dei Dieci Comandamenti (cfr. Esodo 20, 20),
  • non rispettare i voti espressi a Dio (cfr. Deuteronomio 23, 22),
  • rifiutare la fede in Cristo (cfr. Giovanni 16, 9),
  • avarizia, invidia e cose simili.

Questo è manifestato nella predica, per mezzo dello Spirito Santo.

234 Con quali doni Dio aiuta l'uomo peccaminoso?

Dio ha regalato all'uomo la coscienza, l'intelletto e la fede. Se l'uomo sfrutta questi doni, risponde nel giusto modo alle attenzioni di Dio nei suoi confronti.

235 Come impiegare la coscienza, l'intelletto e la fede?

La coscienza, l'intelletto e la fede devono essere orientati su Gesù Cristo.

236 A che cosa serve la coscienza?

La coscienza può aiutare a prendere delle decisioni conformi alla volontà di Dio. Nella coscienza si valuta ciò che è bene e ciò che è male. Inoltre la coscienza, se è sorretta da intelligenza e fede, permette all'uomo di rendersi conto se con il suo comportamento si sia reso colpevole nei confronti di Dio e del prossimo.

237 A che cosa serve l'intelletto?

L'intelletto può indurre l'uomo a un comportamento che piace a Dio. L'intelletto si manifesta in modo che l'uomo possa rispondere del suo agire davanti a Dio e al prossimo. L'intelletto è necessario anche per comprendere il Vangelo e per professare la fede.

238 L'intelletto umano ha dei limiti?

Sì. Nella sua limitatezza l'intelletto umano non è in grado di comprendere Dio nella sua infinità. La natura e l'agire di Dio superano ogni intelligenza umana (cfr. Filippesi 4, 7). Pertanto l'intelletto non può essere la misura decisiva di ogni cosa.

"La pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù" (Filippesi 4, 7).

239 Che cos'è la fede?

La fede racchiude fiducia, ubbidienza e fedeltà nei confronti di Dio. Da questo l'uomo attinge speranza nella misericordia e nell'aiuto di Dio. In Ebrei 11, 1 si legge al riguardo: «Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.»

240 In che modo l'uomo giunge alla fede?

All'inizio della fede c'è sempre Dio, il quale si manifesta con la sua parola e con il suo agire. La fede è un dono di Dio. La vera fede si basa sulla grazia e sull'elezione di Dio.

Nello stesso tempo la fede è per l'uomo un compito. Infatti, se e in quale misura l'uomo giunge alla fede, dipende dal proprio contributo: l'uomo deve voler credere. Bisogna dunque pregare di poter avere fede.

"Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità" (Marco 9, 24).

241 In che cosa consiste il compito del credente?

All'uomo è rivolto l'invito di accettare la parola di Dio, di confidare in essa e di agire conformemente a questa. Gesù Cristo esortò: «Abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!» (Giovanni 14, 1). Lui promise che chiunque crede in lui non perisce, ma ha vita eterna (cfr. Giovanni 3, 16). Dichiarò molto chiaramente quali sarebbero le conseguenze dell'incredulità: «Se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati» (Giovanni 8, 24).

"Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo" (Romani 10, 17).

242 Qual è la finalità della fede?

La fede in Gesù Cristo è una condizione preliminare per la salvezza:

  • che Dio si riconcilia con il peccatore,
  • che l'uomo può diventare figlio di Dio (cfr. Giovanni 1, 12),
  • che l'uomo può accedere all'eterna comunione con Dio.

"Or senza fede è impossibile piacergli [a Dio]" (Ebrei 11, 6).

243 Che cosa s'intende con «storia della salvezza»?

Nella Sacra Scrittura il termine "salvezza" è usato nel senso di "liberazione, preservazione, redenzione". Con «storia della salvezza» s'intende l'agire di Dio che fa pervenire all'uomo la salvezza.

244 Che cosa s'intende con «piano di salvezza»?

Gli avvenimenti dal primo peccato fino alla nuova creazione sono chiamati «piano di salvezza» di Dio. Benché noi uomini non conosciamo il piano di Dio in tutta la sua estensione, dal decorso della storia di salvezza possiamo riconoscere le intenzioni di Dio e come Lui voglia aiutare l'umanità.

245 In che modo si svolge la storia della salvezza?

Il genere e la misura della salvezza sono differenti nelle diverse fasi della storia della salvezza. Sopra di tutto ciò sta la volontà di Dio di salvare, valevole per tutta la gente di tutti i tempi.

246 Verso cosa era diretta la speranza di salvezza ai tempi dell'Antico Testamento?

Ai tempi dell'Antico Testamento la speranza di salvezza era diretta verso la liberazione da disagio terreno e dalla prigionia. A poco a poco la speranza di salvezza d'Israele si spostò poi sempre più chiaramente sull'arrivo del Messia promesso.

247 Su che cosa è basata la salvezza?

Gesù Cristo è l'autore della salvezza eterna: «[…] e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna» (Ebrei 5, 9). Lui è l'unico mediatore fra Dio e gli uomini (cfr. I Timoteo 2, 5). In Atti degli apostoli 4, 12 si attesta: «In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati.»

Gesù Cristo è il Salvatore mandato da Dio, il Redentore che ha vinto il peccato. In Lui l'uomo può trovare la salvezza dal danno causato dal peccato: il sacrificio compiuto da Gesù sulla croce permette la liberazione dal peccato e l'eliminazione della separazione da Dio.

"Mediatore": da un lato Gesù Cristo è mediatore nel senso di conciliatore fra Dio e gli uomini. Significa che Lui rappresenta gli uomini davanti a Dio e Dio davanti agli uomini. Egli è l'intercessore per gli uomini davanti a Dio e fa loro conoscere la volontà divina. D'altro canto, quale mediatore Lui è la via della salvezza che riconduce nella comunione con Dio.

"Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti" (I Timoteo 2, 5-6).

248 Chi può ottenere la salvezza?

Tramite Gesù Cristo la salvezza è offerta a tutti gli uomini, sia ai viventi sia ai morti.

249 In quale epoca del divino piano di salvezza viviamo?

Oggi viviamo nel tratto del divino piano di salvezza in cui la comunità della sposa viene raccolta e preparata al ritorno di Cristo. A tal riguardo gli apostoli trasmettono salvezza con l'annuncio della parola e con la dispensazione dei sacramenti.

↗ Comunità della sposa: vedi le domande 455, 557, 561 ss

250 Come si può oggi ottenere la salvezza?

Da solo nessuno può ottenere la salvezza. L'uomo trova la salvezza, se crede in Gesù Cristo e fa agire su di sé ciò che Gesù Cristo ha dato per la salvezza degli uomini: i sacramenti e la parola di Dio.

↗ Sacramenti: vedi le domande 472 ss

251 Quale salvezza otterrà la comunità della sposa al momento in cui Cristo ritornerà?

Con le nozze in cielo, già al momento in cui Cristo ritornerà la comunità della sposa potrà accedere all'eterna comunione con Dio.

252 Quando sarà compiuto il piano di salvezza di Dio?

Secondo la Sacra Scrittura, il piano di salvezza di Dio è compiuto nella nuova creazione.

253 Da che cosa dipende l'elezione da parte di Dio?

L'elezione è sempre basata sulla volontà di Dio, nessuno può influenzare la Sua decisione.

254 Dio elegge a quale scopo?

Dio chiama persone singole o gruppi di persone tra l'umanità, perché persegue uno scopo da Lui deciso. Per questo affida loro una responsabilità.

255 Ci sono esempi di elezione nell'Antico Testamento?

Sì, già nell'atto della creazione c'è un esempio di elezione divina: Dio elesse l'uomo tra tutte le creature, dandogli il compito di rendersi soggetta la terra.

Nell'Antico Testamento si trovano molti altri esempi di elezione:

  • Noè fu eletto per costruire l'arca.
  • Abramo, Isacco e Giacobbe erano eletti, affinché tramite loro tutte le generazioni della terra fossero benedette.
  • Mosè fu eletto per liberare il popolo d'Israele dalla schiavitù in Egitto e Giosuè fu eletto per portarlo nella terra promessa.
  • Anche il popolo d'Israele fu eletto: «Infatti tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio. Il Signore, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. Il Signore si è affezionato a voi e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, anzi siete meno numerosi di ogni altro popolo, ma perché il Signore vi ama» (cfr. Deuteronomio 7, 6-8).

256 Ci sono esempi di elezione nel Nuovo Testamento?

Tra la schiera dei suoi discepoli Gesù elesse gli apostoli e li inviò in tutto il mondo con l'incarico di insegnare e di battezzare. Con ciò l'elezione al popolo di Dio non è più limitata a Israele, bensì include tutti quelli che credono in Gesù Cristo, giudei e pagani. Il popolo del Nuovo Patto è dunque eletto da Dio (cfr. I Pietro 2, 9).

Pietro fu eletto per un compito particolare all'interno della Chiesa, le mansioni di Pietro.

↗ Mansioni di Pietro: vedi la spiegazione in merito alla domanda 457

Già nell’Antico Testamento sono chiamati "pagani" tutti i popoli non israelitici, cioè persone che non servivano il Dio di Abramo, bensì altre divinità. Nel tempo del Nuovo Testamento i non giudei venivano chiamati "pagani" o "Gentili", indipendentemente che fossero battezzati o meno.

257 È possibile vantare un diritto a essere eletto da Dio?

No, nessuno può vantare un diritto a essere eletto da Dio, perché l'elezione è basata su una libera decisione di Dio. L'elezione non può essere compresa da ragionamenti umani.

258 Che cosa significa "elezione" dal punto di vista del Vangelo?

Dal punto di vista del Vangelo l'elezione è un dono dell'amore di Dio. L'uomo può decidere liberamente se vuole accettare o rifiutare questo regalo.

L'elezione per opera di Dio non significa che sia stabilito a priori come l'uomo agisce.

259 A che cosa porta l'accettazione dell'elezione da parte dell'uomo?

Dio elegge delle persone per la loro propria salvezza, ma anche per la salvezza di altri. All'elezione divina sono connessi un compito e una responsabilità. Accettare l'elezione con fede significa seguire coerentemente Gesù Cristo, l'autore della salvezza, dunque orientare la propria vita secondo il Vangelo. Da questo scaturisce benedizione divina.

Ci saranno effetti dell'elezione anche nel futuro: quando Gesù Cristo erigerà il suo regno di pace, il real sacerdozio annuncerà il lieto messaggio della salvezza in Cristo a tutti gli uomini. A questo sono eletti coloro che parteciperanno alla prima risurrezione.

↗ Salvezza: vedi le domande 243 ss

↗ Real sacerdozio: vedi la domanda 577

↗ Prima risurrezione: vedi le domande 574, 575

260 Che cosa s'intende con "benedizione"?

La benedizione è un dono di Dio che nessuno può ottenere per propri meriti. Essere benedetti significa ricevere da Dio del bene. La benedizione contiene forza divina ed è una promessa per cui Dio offre assistenza e accompagnamento. Il contrario della benedizione è la maledizione.

261 Come si ottiene benedizione e in che modo si manifesta?

Tante volte Dio concede la sua benedizione tramite delle persone da Lui incaricate in tal senso. Nessuno può benedirsi da solo.

La benedizione si manifesta se è accettata con fede. Se possa avere effetti duraturi, dipende anche dalla posizione interiore e dal comportamento della persona benedetta.

La benedizione è un regalo di Dio che può rinnovarsi continuamente. Oltre alla persona direttamente benedetta, la benedizione può ripercuotersi anche su generazioni future.

262 In che modo la benedizione si manifesta nella creazione?

Dio ha benedetto le sue creature e in ogni vita ha posto la legge della moltiplicazione. Ha affidato la creazione alle cure dell'uomo e lo ha benedetto per i compiti che vi sono connessi.

Con la maledizione del peccato, la benedizione di Dio è stata limitata nei suoi effetti, tuttavia non è stata tolta. Dopo il diluvio Dio la rinnovò. Che cosa comprenda questa benedizione si evidenzia nella promessa di Dio: «Finché la terra durerà, semina e raccolta, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno mai» (Genesi 8, 22).

Di questa benedizione nel creato testimonia il Nuovo Testamento: «Quando una terra, imbevuta della pioggia che vi cade frequentemente, produce erbe utili a quelli che la coltivano, riceve benedizione da Dio» (Ebrei 6, 7). Di questa benedizione possono usufruire tutti gli uomini.

"Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti" (da Matteo 5, 45).

263 Come si diventava partecipi di benedizione nell'Antico Testamento?

La promessa di benedizione fa parte del patto che Dio stabilì con Israele. Nell'Antico Patto la benedizione si manifestava soprattutto con benessere terreno. Di questo facevano parte, per esempio, vittoria nel combattimento contro nemici, lunga vita, ricchezza, discendenti numerosi, fertilità della terra.

Abramo era benedetto da Dio: «Io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra» (Genesi 12, 2-3). Questa benedizione andava oltre alla promessa di un benessere personale; permise ad Abramo di diventare una benedizione anche per altri.

↗ Antico Patto: vedi la spiegazione in merito alla domanda 175

264 Che cosa comportava per gli Israeliti l'accettare o il rifiutare la benedizione di Dio?

Per gli israeliti, la benedizione di Dio dipendeva dal fatto se servivano solo Dio e ubbidivano ai suoi comandamenti o se si comportavano diversamente. Se il popolo agiva nella disubbidienza verso Dio, ne risultava la maledizione. La rispettiva decisione stava nelle mani del popolo: «Guardate, io metto oggi davanti a voi la benedizione e la maledizione: la benedizione se ubbidite ai comandamenti del Signore vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non ubbidite ai comandamenti del Signore vostro Dio» (Deuteronomio 11, 26-28).

265 Da chi procede la benedizione nel Nuovo Patto?

Nel Nuovo Patto la benedizione divina procede da Gesù Cristo.

↗ Nuovo Patto: vedi la spiegazione in merito alla domanda 175

266 In quale modo benediva Gesù?

Gesù benediva per mezzo della sua parola, con i suoi miracoli, con il suo comportamento. Poneva le sue mani sui bambini e li benediva, ai peccatori perdonava i peccati. La più grande benedizione rappresenta il sacrificio della sua vita priva di peccati, offerta per la riconciliazione di tutti gli uomini.

↗ Sacrificio meritorio di Gesù: vedi le domande 90, 99, 177 ss

267 Come si manifesta soprattutto la benedizione di Gesù?

La benedizione di Dio, che diventa accessibile grazie a Gesù Cristo, si manifesta soprattutto nel campo spirituale. A questo riguardo si legge in Efesini 1, 3: «Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale».

268 In che cosa consiste questa benedizione spirituale?

Questa benedizione spirituale comprende tra l'altro

  • l'elezione da prima della fondazione del mondo (cfr. Efesini 1, 4),
  • la redenzione e il perdono dei peccati (cfr. Efesini 1, 7),
  • conoscenze riguardo alla volontà di Dio (cfr. Efesini 1, 9),
  • la vocazione a essere erede della futura magnificenza (cfr. Efesini 1, 11),
  • la comprensione della verità divina nel Vangelo (cfr. Efesini 1, 13),
  • il Santo Suggello con il dono dello Spirito Santo (cfr. Efesini 1, 13).

269 Come si può ottenere la benedizione e come bisogna usarla?

Molte benedizioni divine sono messe a disposizione dei credenti nel servizio divino. Anche offrire sacrifici porta benedizione; questa è un'esperienza basilare del cristiano.

All'uomo è rivolto l'invito di pregare per la benedizione di Dio e di comportarsi in modo da essere degno di questa benedizione.

Il credente manifesta la sua gratitudine per la benedizione di Dio, conducendo una vita caratterizzata da timor di Dio e ubbidienza di fede.

↗ Sacrificio e benedizione: vedi la domanda 738

270 In che cosa consiste la pienezza di benedizione?

La pienezza di benedizione sarà poter essere eternamente partecipe della magnificenza di Dio.

271 Nell'Antico Patto Dio diede al suo popolo una legge?

Sì, tramite Mosè Dio diede al popolo d'Israele una legge. Essa è contenuta nei cinque libri di Mosè ed è chiamata «Legge mosaica». I suoi contenuti essenziali sono riassunti nei Dieci Comandamenti. Anche i comandamenti di amare Dio e il prossimo sono inclusi nella legge mosaica.

272 Qual è lo scopo della Legge mosaica?

La Legge mosaica indica come vivere secondo il compiacimento di Dio. È un aiuto per la vita, dato da Dio, che mostra la via del bene e aiuta a evitare il male.

"O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustizia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio?" (Michea 6, 8).

273 Come fu valutata la legge mosaica ai tempi dell'Antico Testamento?

Ai tempi dell'Antico Testamento, tra il popolo d'Israele la legge mosaica era ritenuta la normativa suprema e vincolante. Era intesa come la via che porta alla salvezza. Si reputava che, rispettando la Legge, l'uomo fosse gradito a Dio e da Lui accettato.

274 Come si valuta la legge mosaica dal punto di vista del Vangelo?

Dal punto di vista del Vangelo la legge mosaica non è la via che porta alla salvezza. Però, essa indica la via che conduce alla salvezza: Gesù Cristo.

Nessuno è in grado di rispettare tutta la Legge. Ecco perché non è possibile ottenere la salvezza soltanto con i propri sforzi. L'uomo deve giungere alla consapevolezza: «Sono peccatore e ho bisogno del perdono dei peccati.» Il perdono dei peccati, a sua volta, ha come premessa la fede in Gesù Cristo.

↗ Salvezza, ottenere salvezza: vedi le domande 243, 248 ss

275 Quali sono i contenuti del Vangelo?

Il Vangelo ha per contenuto l'operare di Dio in Gesù Cristo per la salvezza dell'umanità. Il Vangelo racchiude tutto ciò che Gesù insegnava e che concerne la sua persona, dalla nascita fino alla sua morte sulla croce, la sua risurrezione e il suo ritorno. Nel Vangelo diventa evidente che Gesù Cristo è l'unica via della salvezza.

276 Quali altre denominazioni si usano per il Vangelo?

Il Vangelo è chiamato anche «predicazione della croce» (I Corinzi 1, 18) e «parola della riconciliazione» (II Corinzi 5, 19).

277 In quale rapporto stanno la Legge e il Vangelo?

Entrambi, la Legge e il Vangelo, testimoniano la volontà di Dio di aiutare il peccatore a trovare la salvezza.

La Legge contiene soprattutto comandamenti e proibizioni aventi lo scopo di guidare l'uomo a una vita secondo il compiacimento di Dio. L'unico uomo che ha adempiuto la Legge in modo perfetto, senza trasgressione, è Gesù Cristo: «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento» (Matteo 5, 17).

Della legge mosaica, quello che vale per sempre e quello che è fondamentale è stato da Gesù Cristo riassunto nel comandamento dell'amore per Dio e per il prossimo: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. […] Ama il tuo prossimo come te stesso» (Matteo 22, 37-39).

Dopo la sua risurrezione, Egli spiegò ai discepoli che in Lui erano compiute tutte le cose scritte nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi (cfr. Luca 24, 44).

Da questo si deduce che Cristo è il compimento e nello stesso tempo l'obiettivo della Legge. Tramite Cristo, il concetto dell'Antico Patto che la Legge fosse la via che conduce alla salvezza, è giunto al termine. Gesù ha posto una via nuova, la via della grazia.

"Poiché Cristo è il termine della legge, per la giustificazione di tutti coloro che credono" (Romani 10, 4).

278 Quali sono i presupposti fondamentali per ottenere la grazia che è offerta nel Vangelo?

Dapprima l'uomo deve riconoscere di essere peccatore. Poi deve riuscire a credere che per mezzo di Gesù Cristo sia diventata possibile la riconciliazione del peccatore con Dio e che, mediante la fede in Cristo, il peccatore possa ottenere la giustizia che vale dinanzi a Dio: «Dunque, come con una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che dà la vita si è estesa a tutti gli uomini» (Romani 5, 18).

Giustizia dinanzi a Dio / giustificazione: essere giusto davanti a Dio, aver dunque ottenuto la giustificazione, significa che il credente è gradito a Dio. Dio si occupa del peccatore, gli regala grazia e perdono.

279 In quale rapporto stanno le buone opere dell'uomo e la sua redenzione?

La redenzione non può essere acquisita per mezzo di buone opere, bensì proviene unicamente dalla grazia di Cristo. Al riguardo è necessaria la fede in Cristo.

Buone opere sono l'espressione di una fede viva. Infatti, per la sua fede l'uomo deve impegnarsi ad avere un comportamento santificato, il quale si manifesta anche nelle sue opere.

"Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata …" La risposta dell'uomo deve essere quella di "vivere in questo mondo … giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere b

5 I comandamenti di Dio

280 A che cosa servono i comandamenti di Dio?

Dio ha dato all'uomo dei comandamenti, nei quali annuncia la sua volontà per il bene dell'umanità. Nei comandamenti si esprime quali debbano essere le caratteristiche dei rapporti dell'uomo con Dio. Inoltre i comandamenti sono la base per una buona convivenza tra le persone.

281 Con quale atteggiamento interiore l'uomo deve osservare i comandamenti di Dio?

Chi riconosce per fede Dio quale l'Onnipotente, l'Onnisciente e il Padre dell'amore, s'interessa della sua volontà e s'impegna a orientare i propri pensieri e il proprio agire secondo la volontà di Dio e con ciò secondo i suoi comandamenti.

Nella consapevolezza che Dio ha dato i comandamenti per amore nei confronti dell'uomo, egli li adempirà non per paura di punizione, ma per amore verso Dio.

282 Qual è il più grande dei comandamenti?

Alla domanda quale fosse «nella legge, il gran comandamento» Gesù rispose con due citazioni tratte dalla legge mosaica: «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti» (Matteo 22, 36-40). Il comandamento di amare Dio e il prossimo è chiamato anche «il duplice comandamento dell'amore».

↗ Amore per il prossimo: vedi anche la domanda 155

283 Su che cosa si basa l'amore dell'uomo per Dio?

L'amore dell'uomo per Dio ha la sua origine nell'amore di Dio per gli uomini. L'uomo vuole contraccambiare questo amore: «Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo» (I Giovanni 4, 19).

284 A che cosa esorta il comandamento dell'amore per Dio e che cosa richiede?

L'amore per Dio deve dare un'impronta all'indole dell'uomo e determinare il suo comportamento.

Quello di amare Dio è un comandamento che coinvolge tutta la persona e richiede un impegno assoluto: «Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua» (Marco 12, 30). Questo significa volgersi incondizionatamente verso Dio.

285 Che cosa afferma il comandamento dell'amore per il prossimo?

«Ama il tuo prossimo come te stesso» (Marco 12, 31; cfr. Levitico 19, 18).

286 A che cosa esorta il comandamento dell'amore per il prossimo?

Il comandamento esorta a trattare amorevolmente ogni persona. Mette un chiaro limite all'egoismo.

Nella parabola del buon samaritano (cfr. Luca 10, 25-37) Gesù illustra che l'amore per il prossimo significa essere misericordiosi e agire in tal senso.

Tutta l'estensione del pensiero di Gesù risulta dalla sua richiesta di amare persino il nemico.

"Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo (Levitico 19, 18) e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici, e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli" (Matteo 5, 43-45).

287 Chi è il «prossimo»?

L'esempio del buon samaritano dimostra che: da un lato il prossimo è chi ha bisogno di aiuto, dall'altro lato il prossimo è colui che aiuta. Perciò il prossimo può essere chiunque con cui entriamo in contatto.

288 Gesù ha detto altro riguardo all'amore per il prossimo?

Oltre alla parabola del buon samaritano, Gesù ha riassunto cose fondamentali in merito all'amore per il prossimo nella cosiddetta «regola d'oro».

La locuzione «regola d'oro» fu coniata nel XVII secolo in Europa, per le parole di Matteo 7, 12. Oggi la «regola d'oro» è un principio di convivenza largamente diffuso, anche fuori dal cristianesimo.

289 Che cosa afferma la «regola d'oro»?

Con «regola d'oro» s'intendono le parole che il Signore pronunciò nel sermone sul monte: «Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge e i profeti» (Matteo 7, 12).

290 In che modo deve manifestarsi l'amore per il prossimo nella comunità?

Ciò che Gesù insegnò ai suoi apostoli vale altrettanto per la comunità: «Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri» (Giovanni 13, 34-35). Questa pretesa nei confronti dei suoi discepoli va dunque pure oltre la «regola d'oro».

Il comandamento dell'amore per il prossimo, cioè di aiutare il prossimo e di prestare aiuto in situazioni di bisogno, deve dimostrarsi soprattutto nella comunità: «Facciamo del bene a tutti; ma specialmente ai fratelli in fede» (Galati 6, 10). Tutti gli appartenenti alla comunità hanno il compito di trattarsi con cordiale misericordia, gentilezza, umiltà, mansuetudine e pazienza.

291 Che cosa produce «l'amore reciproco» nella comunità?

«L'amore reciproco» permette di accettare il fratello e la sorella così come sono (cfr. Romani 15, 7) e preserva da inconciliabilità, pregiudizi e valutazioni sprezzanti. Esso è una forza che consolida i legami nella comunità, suscita partecipazione e comprensione reciproche e promuove la disponibilità ad aiutare.

Da "l'eccellenza dell'amore": "L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa" (I Corinzi 13, 4-7).

292 Quali sono i contenuti dei Dieci Comandamenti?

Il primo comandamento: «Io sono il Signore, il tuo Dio, non avere altri dèi oltre a me.»

Il secondo comandamento: «Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.»

Il terzo comandamento: «Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo.»

Il quarto comandamento: «Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati e affinché venga a te del bene sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.»

Il quinto comandamento: «Non uccidere.»

Il sesto comandamento: «Non commettere adulterio.»

Il settimo comandamento: «Non rubare.»

L'ottavo comandamento: «Non attestare il falso contro il tuo prossimo.»

Il nono comandamento: «Non desiderare la casa del tuo prossimo.»

Il decimo comandamento: «Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo.»

[da Esodo 20, 1-17]

La denominazione "Dieci Comandamenti", rispettivamente "Decalogo", è basata sulla formulazione biblica «dieci parole» (deka logoi in greco) in Esodo 34, 28 e Deuteronomio 10, 4. La Bibbia stabilisce il loro numero a dieci, senza però numerarli. La numerazione in uso nella Chiesa Neo-Apostolica risale a una tradizione del quarto secolo dopo Cristo.

293 A chi furono dati i Dieci Comandamenti?

Dio diede i Dieci Comandamenti al popolo d'Israele tramite Mosè presso il monte Sinai (cfr. Esodo 19-20). Erano incisi su tavole di pietra.

294 Quale significato avevano i Dieci Comandamenti per il popolo d'Israele?

I Dieci Comandamenti regolavano il comportamento degli Israeliti sia nei confronti di Dio sia tra di loro. L'annuncio dei Dieci Comandamenti fa parte del patto che Dio concluse con il popolo d'Israele. L'osservanza dei Comandamenti era un dovere ed era benedetto da Dio. Nel popolo d'Israele già i bambini imparavano a memoria i Comandamenti.

Fino a oggi i Dieci Comandamenti hanno conservato la loro grande importanza nel giudaismo.

"Egli vi annunziò il suo patto, che vi comandò di osservare, cioè i dieci comandamenti, e li scrisse su due tavole di pietra" (Deuteronomio 4, 13).

295 Gesù e i suoi apostoli fecero riferimento ai Dieci Comandamenti?

Sì, Gesù riaffermò i Dieci Comandamenti, anzi persino ne inasprì alcuni, attribuendo ai comandamenti un nuovo e più profondo senso e allargando il loro iniziale ambito di validità.

Infine i suoi apostoli fecero capire che già la trasgressione di un solo comandamento rappresenta la trasgressione di tutta la legge: «Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti» (Giacomo 2, 10).

"Voi avete udito che fu detto agli antichi (Esodo 20, 13; 21, 12): Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale; ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale" (Matteo 5, 21-22).

"Voi avete udito che fu detto: Non commettere adulterio. Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore" (Matteo 5, 27-28).

296 Per chi valgono i Dieci Comandamenti?

Nei Dieci Comandamenti Dio si rivolge a tutti gli uomini. Ogni singolo è responsabile davanti a Dio di come si comporta e di come conduce la sua vita.

297 In che modo si devono considerare i Dieci Comandamenti in relazione alle leggi statali?

I Comandamenti di Dio sono superiori alle leggi statali. Soltanto la volontà di Dio è decisiva se qualcuno trasgredisce i Comandamenti di Dio, e non quella del legislatore.

298 Che cosa significa trasgredire i Comandamenti di Dio?

Ogni trasgressione dei Comandamenti di Dio rappresenta un peccato. Con il peccato l'uomo si rende colpevole davanti a Dio. L'entità della colpa derivante dal peccato può essere differente. Soltanto Dio stabilisce quanto sia grande la colpa. In singoli casi può darsi che dal peccato risulti una colpa pressoché nulla nei confronti di Dio.

↗ Rapporto tra peccato e colpa: vedi la domanda 230 e la rispettiva spiegazione

299 In che modo si adempie tutta la Legge?

Amare Dio e il prossimo in modo perfetto, significherebbe adempiere tutta la Legge (cfr. Romani 13, 8 e 10). Questo fu possibile soltanto a Gesù Cristo.

↗ Legge: vedi le domande 138, 271 ss

300 Qual è il testo del primo comandamento?

«Io sono il Signore, il tuo Dio, non avere altri dèi oltre a me.»

301 Che cosa significa il primo comandamento?

Il primo comandamento significa che Dio è Signore su ogni cosa. Soltanto a Lui, il Creatore di tutte le cose, spettano adorazione e venerazione. Bisogna ubbidire alla sua volontà.

302 Quale significato ha il primo comandamento nell'Antico Testamento?

Nei paesi attorno a Israele regnava il politeismo. Con il primo comandamento Dio fece capire di essere l'unico Dio. Perciò soltanto a Lui spetta l'adorazione e si deve servire soltanto Lui. «Ascolta, Israele: Il Signore, il nostro Dio, è l'unico Signore. Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze» (Deuteronomio 6, 4-5).

↗ Monoteismo: vedi la spiegazione in merito alla domanda 53

Il termine "politeismo" deriva dalle parole greche poly e theos, le quali significano "molto" e "dio"; è usato per denominare la venerazione di più divinità. – Persino il re Salomone, nell'età avanzata voltò le spalle al Dio vivente e fece sacrifici agli idoli dei Moabiti e degli Ammoniti (cfr. I Re 11, 7 e 8).

303 Che cosa racchiude il divieto di venerare altre divinità?

Ogni venerazione o adorazione di qualsiasi cosa che gli uomini potrebbero considerare come divinità all'infuori di Dio, il Creatore, rappresenta un peccato. Ne fanno parte la venerazione di esseri viventi, fenomeni naturali, oggetti, esseri spirituali effettivi o immaginari.

Perciò è una trasgressione del primo comandamento, considerare come divinità, per esempio: statue, raffigurazioni di animali, pietre, amuleti, nonché corpi celesti, montagne, alberi, il fuoco, la tempesta ecc.

Anche la realizzazione e la venerazione del vitello d'oro ai tempi dell'Antico Testamento, rappresentavano una trasgressione di questo comandamento di Dio: «E tutto il popolo si staccò dagli orecchi gli anelli d'oro e li portò ad Aaronne. Egli li prese dalle loro mani e, dopo aver cesellato lo stampo, ne fece un vitello di metallo fuso. E quelli dissero: O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto!» (cfr. Esodo 32, 3-4).

304 Com'è da intendere il divieto di realizzare e venerare immagini?

In Esodo 20, 4-5 si proibisce di fare immagini di ciò che Dio ha creato: «Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire.»

Il divieto di fare immagini e di venerarle deve essere considerato sullo sfondo che ci furono immagini e statue venerate e adorate quali divinità.

305 A noi è vietato realizzare dei quadri o fotografare?

No, non è vietato realizzare quadri, sculture, fotografie o filmati. Ma tali raffigurazioni non devono essere né venerate né adorate.

306 Che cosa significa il primo comandamento nel Nuovo Testamento?

Il primo comandamento afferma che c'è un Dio solo. È il Dio trino: Padre, Figlio, Spirito Santo. Nel Nuovo Testamento il primo comandamento non si riferisce soltanto a Dio, il Padre, bensì anche a Gesù Cristo e allo Spirito Santo.

↗ Trinità: vedi le domande 61 ss

307 Che cosa significa il primo comandamento per noi oggi?

Il primo comandamento ci esorta a onorare Dio per amore. Si dà onore a Dio con l'adorazione, l'ubbidienza e il timor di Dio. Il timor di Dio nasce dall'amore per Dio. Non è un'espressione di paura, bensì di umiltà, di amore e fiducia nei confronti di Dio.

Bisogna accogliere Dio nel modo in cui si è manifestato nel mondo: in Gesù Cristo (cfr. Giovanni 14, 9).

È una trasgressione del comandamento, rendere se stesso, col potere, l'onore, il denaro, tramite idoli o anche nella propria persona, simile a un dio, al quale debba subordinarsi ogni altra cosa. Altrettanto si trasgredisce il primo comandamento, facendosi delle idee di Dio secondo i propri desideri o le proprie opinioni. Nello stesso modo si trasgredisce il comandamento, se si considerano divinità statue, alberi, fenomeni naturali ecc. Atti contrari al primo comandamento sono inoltre: satanismo, vaticinio, magia, stregoneria, evocazione di spiriti o di morti.

Il termine "magia" viene dalla lingua greca e significa "incantesimo, illusione". Della magia fa parte la credenza di poter influenzare o dominare persone, animali, anche eventi e oggetti, tramite precipue azioni (rituali) e/o parole (formule magiche). Sovente la magia è messa in relazione con il male.

Vaticinatori sono persone convinte di poter vedere, rispettivamente predire il futuro. Formulano le loro previsioni, basandosi su segni misteriosi che loro interpretano. Ai tempi dell'Antico Testamento il vaticinio era una prassi consueta alle corti reali, ma nel popolo d'Israele era severamente proibito.

Evocazione dei morti è una forma particolare di vaticinio: si cerca di entrare in contatto con persone defunte, per interrogarle sul futuro; cfr. I Samuele 28, 3 ss

"Magnificate [soltanto] il nostro Dio!" (cfr. Deuteronomio 32, 3).

308 Qual è il testo del secondo comandamento?

«Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.»

309 Che cosa significa il secondo comandamento?

Il secondo comandamento ammonisce di ritenere santo tutto ciò che ha a che fare con Dio e con il suo nome.

310 Quale significato ha il secondo comandamento nell'Antico Testamento?

Quando Dio si fece riconoscere a Mosè nel pruno ardente, gli disse il suo nome: «Io sono colui che sono.» In questo caso il nome non è soltanto un segno distintivo, bensì il nome allude anche alle caratteristiche di chi lo porta. Con ciò Dio esprime che nella sua indole è immutabile ed eterno. Il singolo essere umano ha percezioni diverse nei riguardi di Dio, ma Lui rimane sempre uguale.

In nessun modo si devono ledere l'indole e la maestà di Dio. Per profondo rispetto, i giudei non esprimono del tutto il nome «Io sono colui che sono» (ebraico: Jahwe). Vogliono evitare ogni uso improprio, anche quello involontario, del nome di Dio.

"Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono. Poi disse: Dirai così ai figli d'Israele: l'IO SONO mi ha mandato da voi»" (Esodo 3, 14).

311 Che cosa significa il secondo comandamento nel Nuovo Testamento?

Gli uomini devono parlare di Dio con amore, profondo rispetto e piena consapevolezza delle loro responsabilità.

Quando Gesù insegnò a pregare, disse di rivolgersi a Dio con l'appellativo «Padre nei cieli» (cfr. Matteo 6, 9).

Dicendo in preghiera: «Io ho fatto loro conoscere il tuo nome» (Giovanni 17, 26), Gesù Cristo illustrò la natura di Dio, l'amore (cfr. I Giovanni 4, 16).

312 Che cosa significa il secondo comandamento per noi oggi?

Dobbiamo ritenere santo tutto ciò che sta in relazione con Dio e con il suo nome. Questo vale per il nostro modo di pensare, di parlare e per il modo di comportarci.

Quali cristiani siamo particolarmente in obbligo verso il nome del Signore Gesù Cristo. Quali figli di Dio, portando il nome del Padre e del Figlio, abbiamo una grande responsabilità di mantenere santo il nome di Dio.

313 Come si pronuncia il nome di Dio invano?

Un abuso lampante del nome di Dio è il sacrilegio, nel quale si schernisce e si insulta Dio consapevolmente. Anche chi bestemmia nel nome di Dio o, mentendo, si riferisce a Dio, abusa del nome di Dio. Già l'uso spensierato dei termini «Dio», «Gesù Cristo» o «Spirito Santo» in modi di dire disinvolti o in barzellette è una trasgressione del secondo comandamento.

Nel corso della storia gli esseri umani hanno abusato spesso del nome di Dio, per arricchirsi, per andare in guerra (per es. le crociate), per discriminare, torturare e uccidere altre persone – tutto questo, pronunciando il nome di Dio.

314 Quali conseguenze ha la trasgressione del secondo comandamento?

Il secondo comandamento è l'unico a considerare una punizione in caso di trasgressione. La Bibbia non menziona però il genere di questa punizione. Per noi, lo stimolo a osservare questo comandamento dovrebbe essere soprattutto l'amore e il rispetto per Dio, e non la paura di un'eventuale punizione.

315 Il giuramento nel nome di Dio rappresenta una trasgressione del secondo comandamento?

Nel sermone sul monte, Gesù ha proibito di giurare. Questo è da intendere come valido per il giurare spensierato nella vita quotidiana, ma non per il giuramento, per esempio, in tribunale.

Chi in una formula prescritta invoca Dio quale testimone («Che Dio mi aiuti!»), per attestare i propri obblighi in verità davanti a Dio, afferma con questo pubblicamente la sua fede in Dio, l'Onnipotente e l'Onnisciente.

316 Qual è il testo del terzo comandamento?

«Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo.»

317 Che cosa significa il terzo comandamento?

Con il terzo comandamento si esorta a differenziare un giorno della settimana dagli altri, per adorare Dio e per occuparsi della sua parola. Per i cristiani questo giorno è la domenica, il giorno in cui Gesù Cristo è risorto.

318 Quale significato ha il terzo comandamento nell'Antico Testamento?

Alla fine della creazione, Dio riposò e santificò il settimo e ultimo giorno. Il giorno di riposo è costituito quale giorno di festa, per ringraziare e onorare Dio per il suo agire creativo.

Già prima di dare le sue leggi sul Sinai, Dio stabilì il sabato quale giorno da ritenere santo. Durante il cammino del popolo d'Israele attraverso il deserto, Mosè proclamò: «Questo è quello che ha detto il Signore: Domani è un giorno solenne di riposo: un sabato sacro al Signore» (Esodo 16, 23).

Di sabato il popolo d'Israele doveva riposarsi dal lavoro e dedicarsi indisturbatamente a Dio. Il sabato serviva a onorare il Creatore e a commemorare la liberazione d'Israele dalla prigionia in Egitto. Benedizione era promessa a colui che onorava il sabato, evitando di fare i suoi affari (di lavoro e di «discutere le sue cause»; cfr. Isaia 58, 13-14).

319 Che cosa significa il terzo comandamento nel Nuovo Testamento?

Santificare il sabato – settimo giorno del calendario giudeo – dagli Israeliti era ritenuto parte della legge. Di sabato Gesù andò nella sinagoga e guarì dei malati, il che nella concezione degli Israeliti era considerato un lavoro e con ciò una trasgressione del comandamento. Con questo Gesù, signore del sabato, affermò che fare del bene agli uomini era da valutare più altamente di un'osservanza puramente formale del terzo comandamento.

"Sinagoghe" sono gli edifici in cui le comunità giudaiche si riuniscono per il loro servizio divino sin dalla prigionia babilonese. Erano servizi divini di sola parola, fatti di preghiere, letture dalle Scritture sacre e le rispettive interpretazioni.

"Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato" (Marco 2, 27).

320 Perché i cristiani santificano la domenica quale «giorno di festa»?

I cristiani santificano la domenica quale «giorno di festa», perché Gesù è risuscitato dai morti di domenica. Perciò la santificazione della domenica da parte dei cristiani è anche un professarsi per la risurrezione di Gesù Cristo.

Un accenno al significato della domenica quale giorno festivo si trova in Atti degli apostoli 20, 7: «Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo, […] parlava ai discepoli.» Qui e anche in I Corinzi 16, 2 è messo in risalto il primo giorno della settimana, la domenica.

321 In che modo santifichiamo la domenica?

La domenica sia un giorno di quiete, un giorno di festa per l'anima. Santifichiamo la domenica soprattutto adorando Dio nel servizio divino, accettando con fede la sua parola, ricevendo il perdono dei peccati con un cuore pentito e gustando degnamente il corpo e il sangue di Cristo nel sacramento della Santa Cena. Santificare la domenica significa anche che siano approfonditi e preservati gli effetti del servizio divino.

Chi non può recarsi al servizio divino santifica la domenica, cercando in preghiera il collegamento con Dio e con la comunità. Questo vale per esempio per chi deve lavorare e per chi è malato, invalido o anziano.

Il comandamento di santificare il giorno di festa invita il credente a esaminare fino a che punto le sue attività sono conciliabili con il significato del giorno consacrato al Signore.

322 Qual è il testo del quarto comandamento?

«Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati e affinché venga a te del bene sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.»

323 Che cosa significa il quarto comandamento?

Il quarto comandamento si rivolge a persone di qualsiasi età e chiede loro di dare al padre e alla madre il dovuto rispetto e la giusta stima. È l'unico comandamento che promette un compenso.

324 Quale significato ha il quarto comandamento nell'Antico Testamento?

Il quarto comandamento, come anche tutta la legge mosaica, ha un riferimento con il cammino degli Israeliti nel deserto. I membri più anziani del clan dovevano essere aiutati sul faticoso cammino, dando loro il dovuto onore. La promessa di benessere era interpretata per la vita terrena.

In Israele questo comandamento era inteso anche come disposizione rivolta a persone adulte, di prendersi cura dei loro genitori diventati anziani e di assisterli in caso di malattia.

↗ Legge mosaica: vedi le domande 272 ss

325 Che cosa significa il quarto comandamento nel Nuovo Testamento?

Di Gesù dodicenne leggiamo che si sottometteva con ubbidienza a sua madre Maria e al marito di lei, Giuseppe: «Discese con loro, andò a Nazaret, e stava loro sottomesso» (Luca 2, 51). L'affetto di Gesù per sua madre è riconoscibile da come Lui, nell'ora della sua morte, la affidò alle cure dell'apostolo Giovanni (cfr. Giovanni 19, 27).

Nelle lettere dell'apostolo Paolo i bambini sono espressamente esortati all'ubbidienza verso i loro genitori.

326 Che cosa significa il quarto comandamento per noi oggi?

Ai figli di qualsiasi età è dato il compito di onorare i genitori. A dipendenza dell'età, del contesto sociale e dei costumi nel rispettivo ambito di vita, l'applicazione del comandamento può presentarsi in modi differenti.

Un limite al dovere d'ubbidienza del figlio possono rappresentare le parole dell'apostolo Pietro: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini» (Atti degli apostoli 5, 29).

Con la locuzione "contesto sociale" si intendono le condizioni di vita di una persona, delle quali fanno parte le origini, la famiglia e il parentado, il reddito e la sostanza, la formazione, la professione, l'appartenenza religiosa e altre circostanze della sua vita.

327 In che modo è da interpretare la promessa di una lunga vita?

Se i figli onorano i propri genitori per amore e gratitudine, se li stimano, ubbidiscono a loro e si prendono cura di loro, questo sarà premiato con la benedizione di Dio.

Nella comprensione del popolo ai tempi dell'Antico Testamento «lunga vita» era sinonimo di benedizione divina. Nel Nuovo Testamento la benedizione di Dio si manifesta soprattutto in beni spirituali.

Beni spirituali provengono da Dio e rendono il credente "ricco". Beni spirituali sono, tra le altre cose, l'amore, la pazienza, la gioia proveniente dallo Spirito Santo, la conoscenza della verità del Vangelo, la figliolanza di Dio, il perdono dei peccati, i sacramenti, la speranza nell'adempimento delle promesse di Dio e nel poterne essere partecipe.

↗ Benedizione spirituale: vedi la domanda 268

328 Dal quarto comandamento risultano anche dei doveri per i genitori?

Sì, per quanto riguarda la loro conduzione di vita e il loro incarico educativo, i genitori hanno una grande responsabilità e, con un comportamento secondo il compiacimento di Dio, devono aver cura affinché ai figli non sia reso difficile stimare i propri genitori. Se non adempiono questi doveri, non possono neppure aspettarsi ubbidienza dai propri figli.

Certamente dal quarto comandamento non si può dedurre un dovere d'ubbidienza dei figli verso i genitori, se in tale contesto i genitori o i figli trasgredissero dei comandamenti divini.

329 Qual è il testo del quinto comandamento?

«Non uccidere.»

330 Che cosa significa il quinto comandamento?

La vita è un dono di Dio. Lui solo è Signore della vita e della morte. Nessuno ha il diritto di mettere fine a una vita umana.

331 Quale significato ha il quinto comandamento nell'Antico Testamento?

La traduzione letterale dall'ebraico è: «Non commettere omicidio.» Perciò il quinto comandamento vietava l'uccisione arbitraria di un essere umano. Esplicitamente non si riferiva al servizio in guerra né alla pena capitale.

332 Che cosa significa il quinto comandamento nel Nuovo Testamento?

Gesù non limitava l'osservanza di questo comandamento soltanto all'adempimento letterale. Essenziale era per Lui la posizione interiore, l'indole dell'uomo.

Perciò disse: «Voi avete udito che fu detto agli antichi: Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale; ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale» (Matteo 5, 21-22). In I Giovanni 3, 15 si legge inoltre: «Chiunque odia suo fratello è omicida».

333 Che cosa significa il quinto comandamento per noi oggi?

L'inizio e la fine della vita umana stanno unicamente nella mano di Dio. Soltanto Lui è il Signore della vita e della morte.

Anche se oggi molte volte sulla terra regna la violenza e molte persone danno solo poco valore alla vita altrui, il comandamento è tuttora valido. Oltre alla proibizione di porre fine a una vita umana, esso comprende contemporaneamente il compito di apprezzare, proteggere e preservare la vita umana.

Ogni trasgressione del quinto comandamento rappresenta un peccato. La colpa che ne deriva davanti a Dio può variare.

334 L'interruzione di una gravidanza trasgredisce il quinto comandamento?

Sì. La vita non ancora venuta al mondo è da stimare e proteggere, perché si deve partire dal presupposto che sin dall'attimo del concepimento sia presente una vita umana data da Dio.

335 Il suicidio è una trasgressione del quinto comandamento?

Sì, perché si mette fine a una vita donata da Dio.

336 Uccidere per legittima difesa è una trasgressione del quinto comandamento?

Sì, anche l'uccisione per legittima difesa rappresenta una trasgressione del quinto comandamento.

337 Che cosa è dell'uccisione in guerra?

Uccidere in guerra è una trasgressione del quinto comandamento. Dal comandamento deriva per ognuno la responsabilità di evitare il più possibile l'uccidere. Nel singolo caso può darsi che dall'azione risulti davanti a Dio una colpa pressoché nulla.

↗ Colpa nei confronti di Dio: vedi la domanda 230

338 L'eutanasia rappresenta una trasgressione del quinto comandamento?

Chi pratica eutanasia attiva, vale a dire chi agisce in modo da provocare la morte di una persona in fin di vita, trasgredisce il quinto comandamento.

In osservanza di severe condizioni, l'eutanasia passiva, cioè l'interruzione di misure atte a prolungare la vita, non è considerata una trasgressione del quinto comandamento. La decisione di rinuncia a misure per prolungare la vita spetta in prima linea al paziente stesso. In mancanza di una rispettiva dichiarazione, questa decisione dovrà essere presa di comune accordo tra i medici e i parenti, unicamente tenendo conto, in modo responsabile, degli interessi del morente.

339 Com'è da valutare la pena di morte dal punto di vista del quinto comandamento?

Nessun uomo ha il diritto di porre termine a una vita umana. Sotto questo aspetto l'esecuzione della pena di morte è contraria all'ordinamento divino. Inoltre la Chiesa Neo-Apostolica non considera la pena capitale un mezzo idoneo di prevenzione e di protezione della società.

340 Il quinto comandamento si riferisce anche all'uccisione di animali?

No, l'uccisione di animali non è considerata nel quinto comandamento. Dio permette esplicitamente che gli animali servano al nutrimento dell'uomo (cfr. Genesi 9, 3). Tuttavia, anche la vita degli animali va rispettata; questo risulta dalla corresponsabilità dell'uomo nel proteggere la creazione.

341 Qual è il testo del sesto comandamento?

«Non commettere adulterio.»

342 Che cosa significa il sesto comandamento?

Il matrimonio è la comunione tra uomo e donna, voluta da Dio e intesa per tutta la vita. Esso è basato su una libera decisione e volontà di entrambe le parti. È dichiarato pubblicamente con una promessa di reciproca fedeltà.

Commette adulterio la persona sposata che ha un rapporto sessuale con qualcuno che non è il proprio coniuge. Parimenti commette adulterio la persona non sposata che ha un rapporto sessuale con qualcuno che è vincolato in un matrimonio.

343 Quale significato ha il sesto comandamento nell'Antico Testamento?

Già ai tempi dell'Antico Testamento il matrimonio era considerato un patto protetto da Dio e veniva benedetto per mezzo di una preghiera. L'adulterio veniva punito con la pena di morte.

"Noi siam figli di santi, e non possiamo unirci come i Gentili che non conoscono Dio. Stando alzati tutti e due si misero a pregare con fervore, per essere incolumi" (Tobia 8, 5-6).

344 Che cosa significa il sesto comandamento nel Nuovo Testamento?

Gesù Cristo si dichiara decisamente a favore della monogamia che rappresenta la forma di convivenza tra uomo e donna, voluta da Dio e la quale si addice al cristiano credente.

Gesù interpretò anche il sesto comandamento oltre il suo significato iniziale: nel sermone sul monte disse: «Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Matteo 5, 28). Questo significa che si possa commettere adulterio «nel cuore», ossia nel pensiero, pur vivendo una vita irreprensibile.

"Monogamia" significa che un uomo è sposato con una donna sola e una donna con un solo uomo. – L'Antico Testamento riferisce spesso di "poligamia", nel senso che un uomo era sposato con diverse donne.

345 Che cosa afferma il Nuovo Testamento in merito al divorzio?

Nel Nuovo Testamento il divorzio è valutato come trasgressione del sesto comandamento: «L'uomo, dunque, non separi quel che Dio ha unito» (Marco 10, 9). L'unica eccezione, per la quale si ammette il divorzio, è data nel caso di adulterio del coniuge (cfr. Matteo 19, 9).

Le affermazioni del Nuovo Testamento sul divorzio servivano soprattutto a migliorare la situazione della donna, la quale nell'antichità aveva soltanto dei diritti molto limitati. Si cercava di proteggere la donna dalla possibilità di essere arbitrariamente ripudiata dal marito.

346 Che cosa significa il sesto comandamento per noi oggi?

Il matrimonio è contratto come indissolubile (cfr. Matteo 19, 6; Marco 10, 9). Su questo sfondo si comprende che bisogna proteggere e promuovere il matrimonio.

Dal comandamento risulta anche che i coniugi devono avere reciproco affetto ed essersi fedeli. Fa parte dei vincoli risultanti dal comandamento che i coniugi si impegnino seriamente ad andare insieme sulla via della vita nel timor di Dio e nell'amore.

347 Come si comporta la Chiesa Neo-Apostolica nei confronti di persone divorziate?

Persone divorziate o in fase di divorzio hanno il loro posto nella comunità e vengono curate dai loro assistenti spirituali senza pregiudizio. Chi è divorziato o sta divorziando non è escluso dalla ricezione dei sacramenti.

Se lo desiderano, a persone divorziate che vogliono contrarre un nuovo matrimonio, si dispensa la benedizione nuziale. In questo modo si vuole dare loro l'opportunità di un nuovo inizio.

Bisogna sempre tenere presente che Gesù veniva incontro agli uomini non con punizione severa, bensì con amore e grazia (cfr. Giovanni 8, 2-11).

348 Qual è il testo del settimo comandamento?

«Non rubare.»

349 Che cosa significa il settimo comandamento?

È vietato mettere le mani sui ciò che è del prossimo. Non è permesso appropriarsi illecitamente di quello che è di proprietà del prossimo, o danneggiarlo.

350 Quale significato ha il settimo comandamento nell'Antico Testamento?

Inizialmente il comandamento di non rubare si riferiva soprattutto al sequestro di persona. Si trattava allora di proteggere le persone libere dall'essere rapite, vendute o tenute in schiavitù. I delitti contro la proprietà potevano essere regolati (espiati) con un indennizzo materiale, mentre il ratto di persone in Israele era punito con la morte: «Chi rapisce un uomo - sia che poi lo abbia venduto sia che lo tenga ancora prigioniero - dev'essere messo a morte» (Esodo 21, 16).

Anche il furto di possedimenti altrui era passibile di punizione; la legge mosaica pretendeva il risarcimento. «Se uno ruba un bue o una pecora e li ammazza o li vende, restituirà cinque buoi per il bue e quattro pecore per la pecora» (Esodo 22, 1).

351 Che cosa significa il settimo comandamento nel Nuovo Testamento?

Gesù designò il furto come peccato. Il rubare prende origine dalla posizione interiore dell'uomo. «Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l'uomo» (Matteo 15, 19-20).

352 Che cosa significa il settimo comandamento per noi oggi?

Rappresenta un furto nel vero senso della parola quando si sottrae un possedimento altrui di natura materiale o spirituale. Ma anche l'inganno, l'usura, lo sfruttamento di una situazione precaria, la malversazione, la frode fiscale, la corruzione e lo sperpero di beni affidati sono da considerarsi una trasgressione del settimo comandamento.

Inoltre il settimo comandamento esorta a non derubare il prossimo del suo onore e di non intaccare la sua buona reputazione e dignità quale persona umana.

Gli usurai sfruttano un'altra persona pretendendo un prezzo maggiorato e inadeguato per un prodotto o una prestazione. Una malversazione è data quando qualcuno sottrae dei beni che gli erano affidati. Con il termine "corruzione" si intende da un lato che qualcuno offre prestazioni (soprattutto del denaro) per ottenere qualcosa che non gli spetta (corruzione attiva). D'altro canto significa anche che qualcuno si lascia corrompere (corruzione passiva).

353 Qual è il testo dell'ottavo comandamento?

«Non attestare il falso contro il tuo prossimo.»

354 Che cosa significa l'ottavo comandamento?

«Attestare il falso» è l'affermazione non veritiera che riguarda un'altra persona. Ogni «falsa testimonianza» è una menzogna. Il contenuto basilare del comandamento è l'esortazione di parlare e agire conformemente alla verità.

355 Quale significato ha l'ottavo comandamento nell'Antico Testamento?

Inizialmente l'ottavo comandamento concerneva la falsa testimonianza in tribunale. Sia una falsa accusa sia una deposizione come testimone non veritiera potevano essere considerate come «falsa testimonianza» nei sensi del comandamento. Se davanti al tribunale si constatò che un testimone aveva attestato il falso, lui fu punito della punizione che sarebbe stata inflitta all'accusato in caso di condanna (cfr. Deuteronomio 19, 18-19).

356 Che cosa significa l'ottavo comandamento nel Nuovo Testamento?

Gesù Cristo si riferiva più volte all'ottavo comandamento, dichiarando che la trasgressione di questo comandamento è dovuta a una posizione interiore sbagliata e rende l'uomo impuro (cfr. per es. Matteo 15, 18-20).

357 Che cosa significa l'ottavo comandamento per noi oggi?

Oggi, oltrepassando il senso originario, l'ottavo comandamento significa la proibizione di ogni parlare e agire non veritiero. Così anche le bugie ufficiose o "necessarie", le mezze verità, le affermazioni fatte per nascondere il vero stato delle cose e le calunnie sono trasgressioni dell'ottavo comandamento. Anche la vanteria e le esagerazioni, il parlare ambiguo e l'ipocrisia, la diffusione di dicerie, la diffamazione e le adulazioni sono l'espressione di un atteggiamento non veritiero.

Tutti sono tenuti a impegnarsi nella sincerità e veridicità. Anche il comportamento nella vita sociale e professionale deve orientarsi sull'ottavo comandamento.

Affermazioni riguardo a un'altra persona che non siano vere e gli nocciano, che ledano il suo onore o l'offendano, sono chiamate "calunnia" o "diffamazione".

358 Quale compito deriva per il cristiano dall'ottavo comandamento?

I cristiani sono chiamati a dare una «testimonianza veritiera», avendo fede nel Vangelo, professandolo e conducendo una vita conforme a esso.

359 Quali sono i testi del nono e del decimo comandamento?

«Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo.»

360 Perché il nono e il decimo comandamento sono spesso presi in considerazione insieme?

Gli ultimi due comandamenti del Decalogo sono molto simili nei contenuti. Perciò spesso sono considerati come un unico comandamento.

Nella Bibbia questi due comandamenti esistono in due versioni. In Esodo 20, 17 si cita dapprima la casa del prossimo, mentre in Deuteronomio 5, 21 si parla prima della moglie.

361 Quale significato hanno il nono e il decimo comandamento?

Al centro del nono e del decimo comandamento sta l'affermazione: «Non desiderare.» Con questo non si vieta ogni forma di desiderio umano, ma il desiderio peccaminoso per il coniuge del prossimo o per i suoi averi. Un simile desiderio, come anche la trasgressione degli altri comandamenti, è contrario al comandamento dell'amore per il prossimo (cfr. Romani 13, 9).

Se il desiderio concerne ciò che appartiene al prossimo e diventa una brama peccaminosa, ha effetti distruttivi. La brama può accrescere fino a diventare cupidigia e solitamente nasce dall'invidia.

362 Quale significato hanno il nono e il decimo comandamento nell'Antico Testamento?

Sin dal principio Satana cerca di sedurre l'uomo al peccato, suscitando in lui il desiderio e la voglia di cose proibite.

Nell'Antico Testamento è descritto un esempio di conseguenze estreme del desiderio per la moglie del prossimo, quando il re Davide commise raggiro, adulterio e assassinio per questo motivo (cfr. II Samuele 11).

363 Quale significato hanno il nono e il decimo comandamento nel Nuovo Testamento?

Se un desiderio peccaminoso non è vinto, segue la rispettiva azione. Le conseguenze sono descritte in Giacomo 1, 15: «La concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte.»

In Galati 5, 19-25 si dimostra che il desiderio peccaminoso porta ad azioni peccaminose. Queste sono chiamate «opere della carne». Alla cupidigia la Bibbia contrappone il termine di "castità". La castità si manifesta in autocontrollo e rinuncia.

"Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche guidati dallo Spirito" (Galati 5, 19 ss).

364 Che cosa significano il nono e il decimo comandamento per noi oggi?

Il nono e il decimo comandamento danno all'uomo il compito di vegliare sulla purezza del cuore. L’uomo deve respingere la tentazione all’agire peccaminoso.

"Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell'ignoranza; ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta

6 La Chiesa di Gesù Cristo

365 Che cosa significa "Chiesa" in generale?

Nell'uso linguistico generale, il termine "Chiesa" ha tre significati distinti. Innanzitutto si intende la casa del Signore (per es. la chiesa quale edificio), dove i fedeli si riuniscono per il servizio divino. In secondo luogo indica la comunità religiosa di credenti. Inoltre, con "Chiesa" si denomina un'associazione religiosa (confessione), come per esempio la Chiesa Neo-Apostolica o la Chiesa Cattolica.

"Confessione", dal latino confessus ("confessato, professato"), è un termine privo di giudizio usato per un'associazione religiosa.

366 Che cosa significa "Chiesa" con riferimento alla fede?

"Chiesa" con riferimento alla fede non significa in prima linea la casa del Signore, bensì l'istituzione che ha per compito di trasmettere agli uomini la salvezza in Cristo. Le persone che appartengono alla Chiesa hanno l'intento di giungere all'eterna comunione con Dio.

Oltre a questo, "Chiesa" significa avere già oggi comunione con la Trinità di Dio, siccome Lui si rivolge ai credenti in parola e sacramento e loro gli offrono adorazione e lode. Nella Chiesa i credenti hanno comunione tra loro. Il centro della vita ecclesiastica è il servizio divino.

367 La Chiesa è necessaria?

Sì, per essere cristiano ci vuole una Chiesa, perché soltanto in chiesa udiamo la parola di Dio, riceviamo i sacramenti e viviamo in comunione con Dio e tra noi. Questi elementi nel loro insieme sono indispensabili per ottenere la salvezza. Senza Chiesa per l'uomo ciò è impossibile.

↗ Salvezza: vedi le domande 243, 248 ss

368 Chi ha fondato la Chiesa?

È Gesù Cristo che ha fondato la Chiesa. Non ha soltanto lasciato ai posteri un insegnamento, bensì ha pure creato un'istituzione per mezzo della quale possa essere trasmessa la salvezza, vale a dire la sua Chiesa. Perciò essa ha la sua origine nel Figlio di Dio, il quale era venuto sulla terra e agiva quale uomo tra gli uomini: Egli chiamò degli uomini a essere suoi seguaci, predicò, compì miracoli, perdonò peccati, promise e inviò lo Spirito Santo.

La persona e l'operare di Gesù Cristo sono la premessa basilare per l'esistenza della Chiesa.

369 Chi è il "capo" della Chiesa di Gesù Cristo?

Gesù Cristo è il "capo" della sua Chiesa.

370 Quali sono i compiti della Chiesa di Gesù Cristo?

La Chiesa di Gesù Cristo ha due compiti: il primo è di rendere accessibili agli uomini la salvezza e l'eterna comunione con Dio; il secondo consiste nel fatto che in essa gli uomini offrono a Dio adorazione e lode.

371 C'è una differenza tra la Chiesa di Gesù Cristo e la Chiesa Neo-Apostolica?

Sì, tra le due Chiese c'è una differenza. La Chiesa di Gesù Cristo, che è una sola, si manifesta in modo differente e in ampiezza diversa nella Chiesa Neo-Apostolica e nelle altre Chiese cristiane.

↗ Vedi anche la domanda 386

372 Con quali azioni Gesù Cristo fondò la Chiesa?

Gesù Cristo fondò la Chiesa, con atti importanti:

  • riuniva attorno a sé discepoli e discepole (cfr. Marco 1, 16 ss),
  • predicava del Regno di Dio (cfr. Marco 1, 14-15),
  • elesse gli apostoli (cfr. Luca 6, 12-16),
  • definì le mansioni di Pietro (cfr. Matteo 16, 18),
  • celebrò la prima Santa Cena (cfr. Matteo 26, 20-29),
  • compì il suo sacrificio il Venerdì Santo (cfr. Matteo 27, 50),
  • risuscitò dai morti a Pasqua (cfr. Matteo 28, 1 ss),
  • conferì agli apostoli l'incarico di annunciare il Vangelo e di battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (cfr. Matteo 28, 19-20),
  • inviò lo Spirito Santo a Pentecoste (cfr. Atti degli apostoli 2, 1 ss).

373 Nell'Antico Testamento ci sono degli accenni alla Chiesa di Gesù Cristo?

Sì, nell'Antico Testamento ci sono accenni alla Chiesa di Gesù Cristo, come per esempio:

  • l'arca, nella quale Noè e la sua famiglia furono salvati dal diluvio. L'arca serviva per la salvezza di Noè e della sua famiglia. Nello stesso modo la Chiesa di Gesù Cristo serve per la salvezza dei peccatori (cfr. I Pietro 3, 20-21);
  • i Dieci Comandamenti che Mosè ricevette sul monte Sinai: in essi si esprime la volontà divina, la quale fu annunciata all'adunanza del popolo, tramite Mosè, il servo di Dio. Nella Chiesa di Gesù Cristo la volontà divina è annunciata anche a un'adunanza, cioè alla comunità, tramite la predicazione del Vangelo.

374 Com'è descritta la Chiesa di Gesù Cristo nel Nuovo Testamento?

Nel Nuovo Testamento la natura della Chiesa di Gesù Cristo è descritta con svariate immagini ed esempi. Una delle più importanti immagini della Chiesa è «Il corpo di Cristo»; in questa immagine la Chiesa è paragonata a un corpo: «Come in un solo corpo abbiamo molte membra e tutte le membra non hanno una medesima funzione, così noi, che siamo molti, siamo un solo corpo in Cristo» (Romani 12, 4-5).

375 Che cosa significa l'immagine del corpo di Cristo?

L'immagine del corpo di Cristo si riferisce a tutti coloro che appartengono a Gesù Cristo, essendo stati battezzati, credendo in Lui e professando che Lui è il loro Signore. Così come le membra di un corpo nell'insieme appartengono a un organismo, i battezzati appartengono insieme alla Chiesa di Gesù Cristo.

376 Quale analogia esiste tra la Chiesa e la persona di Gesù Cristo?

Gesù Cristo ha due nature. Queste si riflettono anche nella Chiesa.

Se si parla delle due nature di Gesù, è inteso il fatto che Gesù Cristo era contemporaneamente vero Dio e vero uomo. Questo può essere dimostrato con esempi tratti dalla sua vita: quando richiamò in vita Lazzaro che era deceduto, lo fece quale vero Dio (Giovanni 11, 43-47). Quale vero uomo sentiva, per esempio, fame e sete come tutti gli altri uomini (Giovanni 4, 7).

La natura divina di Gesù era invisibile, la sua natura umana era visibile.

Questo è il caso anche della Chiesa: essa ha un lato invisibile e un lato visibile. Entrambi i lati sono un insieme indissolubile, come le due nature di Gesù Cristo.

↗ Le due nature di Cristo: vedi le domande 103 ss

377 In che modo si percepisce il lato invisibile della Chiesa di Gesù Cristo?

Si percepisce il lato invisibile della Chiesa nelle azioni di salvezza, le quali sono per l'uomo invisibili e possono essere afferrate soltanto mediante la fede.

Esempi di azioni di salvezza sono:

  • quando Dio perdona i peccati;
  • quando nel Battesimo viene tolto il peccato originale;
  • quando Dio elargisce il dono dello Spirito Santo;
  • quando nella Santa Cena si riceve corpo e sangue di Cristo;
  • quando si dispensano i sacramenti a defunti;
  • quando si eseguono atti di benedizione (confermazioni, ordinazioni ecc.);
  • quando Dio, nella predica, opera per mezzo di parole umane;
  • quando la comunità riceve la benedizione.

378 In che modo si percepisce il lato visibile della Chiesa di Gesù Cristo?

Si percepisce il lato visibile della Chiesa tra l'altro al momento in cui uomini agiscono nella Chiesa. Questo può essere vissuto, per esempio:

  • quando delle persone professano Gesù Cristo;
  • quando si celebra il servizio divino;
  • quando si consacra l'acqua per il Battesimo e quando si esegue questo atto;
  • quando i ministri consacrano pane e vino per la Santa Cena e la dispensano;
  • quando gli apostoli impongono le loro mani ed effettuano il Santo Suggello;
  • quando si predica;
  • quando si prega;
  • quando si agisce nell'amore per il prossimo.

379 Il lato invisibile della Chiesa di Gesù Cristo è perfetto?

Sì, il lato invisibile della Chiesa di Gesù Cristo è perfetto. In questo modo corrisponde alla natura divina di Gesù Cristo. La grandezza, l'ampiezza e la perfezione della Chiesa di Gesù Cristo sono per noi uomini inimmaginabili e non possono essere concepite interamente nemmeno da colui che crede.

380 Il lato visibile della Chiesa di Gesù Cristo è perfetto?

No, il lato visibile della Chiesa di Gesù Cristo non è perfetto. Perché non sempre chi vi agisce lo fa manifestando l'amore, la misericordia, la veracità e la bontà di Gesù.

Nella Chiesa operano uomini peccaminosi che commettono errori. Per questo motivo si trovano nella Chiesa anche sbagli, percorsi errati e sviamenti, tipici degli esseri umani.

In questo punto il lato visibile della Chiesa è fondamentalmente diverso dalla natura umana di Gesù. Contrariamente al lato visibile della Chiesa, che presenta delle lacune, Gesù Cristo era perfetto ed esente da peccati anche nella sua natura umana.

381 Quali caratteristiche ha la Chiesa di Gesù Cristo?

Nel suo lato visibile come anche nel lato invisibile, la Chiesa di Cristo ha quattro caratteristiche: unità, santità, universalità e apostolicità. Queste caratteristiche della Chiesa sono chiamate notae ecclesiae.

382 Che cosa significa «unità della Chiesa di Gesù Cristo»?

La Chiesa è una sola, perché esiste il solo Dio. La Chiesa rende testimonianza dell'unità di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che opera in essa. Gesù disse che l'essere uniti reciprocamente e l'amore tra di loro è il segno che caratterizza quelli che sono suoi e che lo seguono. Così nella Chiesa si manifesta la natura di Dio: «Dio è amore; e chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui» (I Giovanni 4, 16).

↗ Trinità: vedi le domande 61 ss

383 Che cosa significa «santità della Chiesa di Gesù Cristo»?

La Chiesa è santa, perché la Trinità di Dio è santa. Essa opera nella Chiesa di Cristo mediante la parola e il sacramento.

384 Che cosa significa «universalità della Chiesa di Gesù Cristo»?

La Chiesa è universale, perché Dio si adopera per tutti gli uomini, i vivi e i morti. Per l'annuncio del Vangelo non esistono confini.

385 Che cosa significa «apostolicità della Chiesa di Gesù Cristo»?

La Chiesa è apostolica, perché in essa si trasmette un insegnamento apostolico e in essa agisce il ministero apostolico.

386 In che modo si manifestano le quattro caratteristiche della Chiesa di Gesù Cristo?

Nelle varie associazioni religiose cristiane le quattro caratteristiche della Chiesa di Gesù Cristo – unità, santità, universalità e apostolicità – sono realizzate in modo diverso e in ampiezza diversa.

Queste caratteristiche della Chiesa di Gesù Cristo si manifestano nel modo più chiaro là dove operano gli apostoli: loro dispensano i tre sacramenti a persone viventi e anime defunte e annunciano la parola di Dio, dando particolare importanza al vicino ritorno di Cristo. Qui è eretta l'Opera di redenzione del Signore.

Con l’espressione «Opera di redenzione del Signore» s'intende generalmente l'Opera salvifica di Gesù e anche quella parte della Chiesa in cui operano gli apostoli e trasmettendo i doni di salvezza che servono per la preparazione della sposa di Cristo.

387 Quali compiti svolge l'Opera di redenzione del Signore?

L'Opera del Signore, per mezzo di apostoli di Gesù Cristo, raccoglie e prepara la comunità della sposa in vista del suo vicino ritorno. Troviamo questi apostoli nella Chiesa Neo-Apostolica.

↗ Preparazione della comunità della sposa: vedi le domande 214, 402, 562 ss

388 Da quando si è manifestata la Chiesa di Gesù Cristo?

All'inizio, la Chiesa di Gesù Cristo si manifestò a Pentecoste, quando fu sparso lo Spirito Santo. L'apostolo Pietro predicò e circa 3'000 persone giunsero alla fede. Si fecero battezzare e insieme con gli apostoli formarono la prima comunità cristiana. Questo avvenne a Gerusalemme.

389 In che cosa si distinguevano i primi cristiani?

I primi cristiani «erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere» (Atti degli apostoli 2, 42). Questo ha un'importanza fondamentale nella Chiesa di Gesù Cristo.

390 Dove apprendiamo fatti essenziali sullo sviluppo delle prime comunità?

Il Nuovo Testamento ci offre uno sguardo sullo sviluppo delle prime comunità negli Atti degli apostoli e nelle lettere degli apostoli.

391 In che modo si sviluppò la Chiesa di Gesù Cristo?

Dopo Pentecoste, quando fu sparso lo Spirito Santo, la Chiesa di Gesù Cristo si sviluppò ulteriormente: in essa operavano apostoli e altri ministri. Si predicava il Vangelo e si dispensavano i sacramenti.

Ovunque nell'Impero romano sorsero delle comunità, il cristianesimo si diffondeva tra i giudei e i pagani.

Ai tempi dei primi cristiani l'Impero romano era la potenza che dominava il mondo. Abbracciava l'intera area mediterranea, unitamente al Medio Oriente. Per la diffusione del Vangelo l'Impero romano, con il suo valido sistema di strade e la lingua veicolare greca, e più tardi quella latina, era di grande vantaggio.

392 Dove fu portato il Vangelo per opera degli apostoli?

Adempiendo l'incarico missionario ricevuto da Gesù – di insegnare e battezzare tutti i popoli – gli apostoli erano attivi in svariate regioni. Gli apostoli Pietro e Giacomo annunciarono il Vangelo soprattutto tra i giudei, mentre gli apostoli Paolo e Barnaba si recarono in paesi dell'area mediterranea abitati da pagani. Il Vangelo si diffuse anche in paesi dell'Asia e dell'Africa; sorsero comunità in Egitto, nella Turchia, in Grecia, Italia, Libia, Macedonia, Siria e Cipro.

↗ Incarico missionario: vedi le domande 159, 434, 486

393 Come si svolgeva l'attività missionaria?

Al servizio di Cristo, gli apostoli sopportavano stenti, fatiche e sofferenze. In II Corinzi 11, 25-28 l'apostolo Paolo descrive le sue vicissitudini: «Tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini. Spesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli; in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità. Oltre a tutto il resto, sono assillato ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese.»

A causa di persecuzioni, molti credenti fuggirono da Gerusalemme (cfr. Atti degli apostoli 8, 1; 11, 19). Anche nel nuovo ambito di vita, essi avvicinarono la gente alla fede cristiana e annunciarono la parola di Dio, come per esempio Filippo nella capitale della Samaria.

"Missione" deriva dal latino e significa "mandato, incarico". Si adopera questo termine, quando a gente non cristiana si annuncia la fede in Gesù, il Vangelo.

394 Che cosa sappiamo della fine dei primi apostoli?

Nella Sacra Scrittura ci sono soltanto pochi indizi al riguardo. Da testi non biblici risulta che molti apostoli morirono quali martiri. Tra tutti gli apostoli, quello che visse più a lungo fu probabilmente l'apostolo Giovanni. Dopo la distruzione di Gerusalemme (nell'anno 70 d.C.), egli soggiornava nell'Asia Minore e operava prevalentemente nella comunità di Efeso.

"Martire" deriva dalla parola greca "martys" che significa "testimone". "Martiri" ("testimoni di sangue") sono chiamate le persone che a causa della loro fede subiscono sofferenze o persino una morte violenta. Un esempio rappresenta il diacono Stefano, il quale fu lapidato a causa della sua confessione per Gesù Cristo. La sua lapidazione è descritta in Atti degli apostoli 7.

395 Che cosa avvenne dopo la morte dei primi apostoli?

Dopo la morte dei primi apostoli, il ministero al quale Gesù aveva affidato la dispensazione dei sacramenti, il perdono dei peccati e l'annuncio del Vangelo, non era più ricoperto. Perciò non poteva più essere dispensato il dono dello Spirito Santo. Non potevano più neppure sorgere nuovi doni ministeriali dall'apostolato. Ma il Vangelo si diffondeva nonostante ciò. Persone credenti divulgavano ulteriormente il Vangelo e i valori cristiani.

396 Quale fu la sorte dei membri delle prime comunità cristiane?

Nei paesi pagani, i membri delle prime comunità cristiane furono perseguitati quali eretici, perché non veneravano gli dèi nei quali si credeva in quei luoghi. Ai cristiani si dava pure la colpa di cattivi raccolti, di terremoti o inondazioni, il che fu sempre di nuovo motivo per perseguitarli. Gli imperatori romani cercarono di sterminare il cristianesimo; la prima persecuzione dei cristiani si ebbe nell'anno 64 d.C. a Roma, per opera dell'imperatore Nerone.

397 La Chiesa di Gesù Cristo continuava a crescere?

Sì, anche dopo la morte dei primi apostoli e nonostante le persecuzioni dei cristiani, la Chiesa cresceva. Le persone che credevano in Gesù Cristo e lo riconoscevano quale il loro Signore ricevevano il sacramento del Santo Battesimo con acqua e così venivano aggiunte al corpo di Cristo. In tal modo la Chiesa di Gesù Cristo si è diffusa su tutta la terra.

↗ Corpo di Cristo: vedi le domande 374 e 375

398 Quale fu l'evoluzione della dottrina cristiana?

A poco a poco, nelle prediche l'attesa del prossimo ritorno di Cristo passava in secondo piano. Tuttavia, la fede nella vita e nell'operare del Figlio di Dio, nella sua morte e nella sua risurrezione, era tenuta viva.

Sotto l'impulso dello Spirito Santo furono scritte le professioni di fede della Chiesa primordiale. In riunioni della Chiesa (concili) si definirono e si dichiararono vincolanti per la fede cristiana le dottrine della Trinità di Dio e della duplice natura di Gesù Cristo.

↗ Trinità di Dio: vedi le domande 61 ss

↗ Professioni di fede della Chiesa primordiale: vedi le domande 33 ss

↗ Concilio: vedi la spiegazione in merito alla domanda 33

399 Quando furono dati nuovamente degli apostoli alla Chiesa di Cristo?

Dopo la morte degli apostoli del primo tempo apostolico, non c'era più alcun portatore di questo ministero. Ma il ministero stesso di apostolo continuava a esistere senza mutamento. Nell'anno 1832 Dio donò nuovamente questo ministero.

400 In che modo avvenne la nuova assegnazione dell'apostolato?

In Inghilterra, Scozia e Germania, credenti di diverse confessioni pregavano e speravano che lo Spirito Santo fosse nuovamente attivo in modo più incisivo, come ai tempi dei primi apostoli. A questo si aggiunse la speranza che Dio avesse nuovamente inviato degli apostoli.

Finalmente, nell'anno 1832, a Londra un uomo credente, John Bate Cardale, fu vocato dallo Spirito Santo nel ministero d'apostolo e designato quale apostolo da Henry Drummond. A Natale del 1832, in una consacrazione, John Bate Cardale eseguì il suo primo atto ministeriale quale apostolo.

↗ Confessione: vedi la spiegazione in merito alla domanda 36

401 Che cosa significava questo per la Chiesa di Cristo?

Con la nuova vocazione di apostoli, nella Chiesa di Cristo c'erano nuovamente portatori del ministero d'apostolo. Ora, come nelle fasi di fondazione della Chiesa di Cristo, era nuovamente attivo il ministero che ha l'autorità di somministrare tutti i sacramenti, che mantiene viva la certezza del vicino ritorno di Cristo e che prepara la comunità della sposa a questo evento: si dispensava di nuovo il dono dello Spirito Santo. Anche il perdono dei peccati veniva nuovamente annunciato per mezzo di apostoli, e si svolgevano ancora delle ordinazioni.

402 Quali compiti hanno gli apostoli nella Chiesa di Gesù Cristo?

È Gesù Cristo che governa la sua Chiesa. A questo scopo si avvale degli apostoli. L'apostolato è il ministero originale della Chiesa. È l'unico ministero dato da Gesù stesso. I compiti più importanti degli apostoli sono la predicazione del Vangelo in tutto il mondo, l'annuncio del perdono dei peccati, la dispensazione dei sacramenti a persone viventi e anime defunte, l'ordinazione di ministri. In questo modo, per mezzo dell'operare degli apostoli, viene raccolta la comunità della sposa e preparata al ritorno di Cristo.

↗ Apostolato: vedi le domande 424 ss, 433 ss, 453 ss

403 Dove operano attualmente degli apostoli?

Attualmente gli apostoli operano nella Chiesa Neo-Apostolica. Ma il ministero d'apostolo non è istituito soltanto per la Chiesa Neo-Apostolica, bensì per tutta la Chiesa di Gesù Cristo. Il ministero d'apostolo ha l'incarico di operare in tutte le parti della Chiesa.

Gli apostoli sono inviati a tutti i popoli e adempiono questo incarico, recandosi in tutti i paesi della terra, per fondare delle comunità e guidare i credenti verso Gesù Cristo.

404 Chi dispensa i sacramenti nella Chiesa di Gesù Cristo?

La dispensazione di tutti i sacramenti (Santo Battesimo con acqua, Santa Cena e Santo Suggello) è affidata all'apostolato. Gli apostoli dispensano i sacramenti anche per le anime dei defunti.

Il Santo Suggello è elargito unicamente da apostoli.

Nella Chiesa Neo-Apostolica la Santa Cena e il Santo Battesimo con acqua sono dispensati anche dai ministri sacerdotali, nell'incarico degli apostoli.

Il Santo Battesimo con acqua è affidato a tutta la Chiesa di Cristo: ovunque si effettua il Battesimo nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e con acqua, persone credenti vengono a far parte della Chiesa di Gesù Cristo.

↗ Sacramenti: vedi la domanda 472

↗ Santo Suggello: vedi la domanda 440

405 Che cosa succede con la Chiesa al ritorno di Cristo?

Al ritorno di Cristo una parte della Chiesa, la comunità della sposa (le primizie), sarà prelevata e vivrà con Gesù Cristo le «nozze» in cielo (cfr. Apocalisse 19, 6 e 7).

L'altra parte della Chiesa rimane sulla terra e deve dare buona prova nelle avversità che si rivolgeranno contro i cristiani rimasti sulla terra (cfr. Apocalisse 12).

↗ Comunità della sposa, nozze in cielo: vedi le domande 214, 251, 402, 562 ss

"Alleluia! Perché il Signore, nostro Dio, l'Onnipotente, ha stabilito il suo regno. Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello e la sua sposa si è preparata" (Apocalisse 19, 6-7).

"Quando il dragone si vide precipitato sulla terra, perseguitò la donna che aveva partorito il figlio maschio. Allora il dragone s'infuriò contro la donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù" (Apocalisse 12, 13-17).

406 Tutti i battezzati appartengono alla Chiesa di Gesù Cristo?

Alla Chiesa di Gesù Cristo appartengono le persone che credono in Gesù Cristo, che professano il Figlio di Dio quale il loro Signore e che sono battezzate nel nome del Dio trino, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Ma ormai non tutti i battezzati credono e professano. Pertanto non tutti i battezzati appartengono alla Chiesa di Cristo.

407 Perché esistono Comunità religiose differenti?

La moltitudine delle Comunità religiose (Confessioni) è dovuta a interpretazioni diverse del Vangelo e anche a differenze di natura culturale, sociale e storica.

↗ Confessione: vedi la spiegazione in merito alla domanda 365

Nel senso più vasto può essere denominato "cultura" tutto ciò che gli uomini allestiscono. La gente e i popoli hanno un bagaglio culturale diverso, dovuto al proprio modo di vivere, alla propria storia, alle proprie esperienze, alla rispettiva provenienza religiosa e politica, alle proprie abitudini, ai propri concetti dei valori, alle diverse convinzioni ecc.

La parola "sociale" deriva dalla parola latina socius che significa "insieme, unito, alleato". È usato quando si vuole esprimere che qualcuno è rivolto al prossimo, alla collettività e si prende cura di altri.

408 Dove si può trovare la Chiesa di Gesù Cristo?

La Chiesa di Cristo può essere sperimentata laddove, in varia misura, sono presenti l'unità, la santità, l'universalità e l'apostolicità.

Nella misura più completa la Chiesa di Gesù Cristo si manifesta laddove sono presenti l'apostolato, la dispensazione dei tre sacramenti a persone viventi e anime defunte, e l'annuncio veritiero della parola. Ecco l'Opera di redenzione del Signore, in cui la sposa di Cristo viene preparata alle nozze in cielo.

↗ Caratteristiche della Chiesa (unità, santità, universalità, apostolicità): vedi le domande 381 ss

↗ Opera di redenzione del Signore: vedi le domande 386 e 387

409 Che cosa si può affermare per quanto riguarda il futuro della Chiesa di Gesù Cristo?

Al ritorno di Cristo una parte della Chiesa, la comunità della sposa, sarà prelevata. Un'altra parte della Chiesa rimarrà sulla terra e dovrà subire l'avversità dell'anticristo. Nel regno della pace, la Chiesa si manifesterà in modo che, tramite il real sacerdozio, tutti gli uomini di tutti i tempi verranno a conoscenza del Vangelo. Nella nuova creazione sarà data in eterno adorazione e lode a Dio.

↗ Regno della pace: vedi le domande 575 ss

↗ Real sacerdozio: vedi le domande 574, 577

↗ Nuova creazione: vedi la domanda 581

410 Che cosa hanno in comune le singole Comunità religiose?

Elementi comuni delle singole Comunità religiose sono il battesimo nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, la professione per Gesù Cristo e la fede nella Trinità di Dio.

Tramite i battezzati che vivono conformemente alla loro fede e che professano Cristo quale il loro Signore, la Chiesa può essere percepita come comunione di fede, di speranza e d'amore.

7 Il ministero

411 Che cosa si deve intendere con il termine "ministero"?

In senso generale con "ministero" s'intende una funzione o una posizione ufficiale connessa a compiti e responsabilità concreti. In un senso più esteso chi ha un ministero detiene l'autorità di condurre una collettività e di prendere decisioni adeguate.

412 Che cos'è un ministero spirituale?

Un ministero spirituale consiste nell'autorità, nella benedizione e santificazione per un servizio nella Chiesa di Cristo, ricevute tramite un'ordinazione (istituzione ministeriale). L'esercizio del ministero spirituale avviene in virtù della potenza dello Spirito Santo.

↗ Autorità: vedi la spiegazione in merito alla domanda 415

↗ Benedizione e santificazione: vedi le domande 416 e 417

↗ Ordinazione: vedi le domande 462 ss

413 Qual è l'origine del ministero spirituale?

L'origine del ministero spirituale sta nel fatto che Dio, il Padre, ha inviato Gesù Cristo sulla terra. Gesù Cristo è dunque l'inviato di Dio. Come tale, Lui è stato autorizzato, consacrato e santificato per la redenzione degli uomini. Gli apostoli sono gli inviati di Gesù Cristo.

Il ministero spirituale è sempre in relazione con Gesù Cristo e con gli apostoli da Lui inviati. Perciò il ministero e l'apostolato sono connessi. Il ministero spirituale esiste là, dove opera l'apostolato.

414 Ci sono accenni al ministero spirituale già nell'Antico Testamento?

Già nell'Antico Testamento, nell'agire dei re, dei sacerdoti e dei profeti si possono intravvedere accenni al ministero spirituale: il re governa, il sacerdote impartisce la benedizione di Dio e il profeta annuncia la volontà divina. Queste funzioni sono accenni al ministero spirituale.

In Gesù Cristo si ritrova tutto ciò che era stabilito nel ministero dell'Antico Testamento: Lui è nello stesso tempo re, sacerdote e profeta.

415 Che cosa intendiamo con "autorità a svolgere un ministero spirituale"?

Un ministero spirituale è assegnato dall'apostolo nell'incarico di Gesù Cristo. Con ciò, chi riceve il ministero diventa partecipe della plenipotenza (autorità) dell'apostolo. Lui è chiamato a far uso di questa autorità nell'incarico dell'apostolo. Chi riceve un ministero agisce perciò in nome dell'apostolo e rappresenta quest'ultimo nelle competenze stabilite per il proprio ministero. L'apostolo dà dunque un mandato al ministro. Chi ha ricevuto un mandato è responsabile e in obbligo nei confronti del mandante.

Esempi per un agire nell'autorità ricevuta

Quando l'apostolo annuncia il perdono dei peccati, agisce nell'autorità conferitagli da Gesù Cristo (vedi anche la domanda 424). Ecco perché l'apostolo annuncia il perdono dei peccati con le parole: «Vi annuncio la lieta novella: nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, Figlio dell'Iddio vivente, i vostri peccati vi sono perdonati.»

Quando il ministro sacerdotale annuncia il perdono dei peccati, agisce in rappresentanza dell'apostolo. Perciò il ministro sacerdotale annuncia il perdono dei peccati con le parole: «Nell'incarico del mio mandante, l'apostolo, vi annuncio la lieta novella: nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, Figlio dell'Iddio vivente, i vostri peccati vi sono perdonati.»

416 Che cosa intendiamo con "consacrazione" per il ministero spirituale?

Con l'ordinazione, i doni esistenti nel destinatario del ministero si risvegliano, si moltiplicano e sono dedicati al servizio del Signore. Inoltre, con l'ordinazione e con la consacrazione gli si trasmettono forze supplementari.

417 Che cosa intendiamo con "santificazione" per il ministero spirituale?

Con l'ordinazione, il ministro diventa partecipe della santità di Dio. Il ministero è santo, chi lo esercita rimane un uomo peccaminoso. Il ministro può anche eseguire atti sacri in virtù dello Spirito Santo e servire Dio e la comunità.

418 Che cosa intendiamo con "servizi" all'interno della Chiesa di Gesù Cristo?

A ogni battezzato è rivolto l'appello di servire il Signore nell'amore attivo per il prossimo e nel professare la propria fede (cfr. Giovanni 12, 26).

Se nella Chiesa di Gesù Cristo a singoli fedeli si assegnano dati incarichi e ambiti d'attività, i quali contribuiscono al bene dei credenti e all'annuncio del Vangelo, lo chiamiamo "servizi". Tali servizi si compiono dappertutto, dove persone battezzate professano, con le parole e con il loro agire, la propria fede in Gesù Cristo quale il loro Signore.

419 In che modo si differenziano i servizi nella Chiesa di Gesù Cristo dal ministero spirituale?

I servizi si differenziano dal ministero spirituale perché possono essere svolti senza un'ordinazione.

420 Nella Chiesa Neo-Apostolica si svolgono servizi senza un'ordinazione?

Sì, nella Chiesa Neo-Apostolica si svolgono servizi senza un'ordinazione. Di questi fanno parte gli incarichi, nell'ambito della Chiesa, per l'istruzione religiosa dei bambini e dei giovani, per l'abbellimento musicale dei servizi divini e per visite ai malati.

421 Qual è il ministero istituito da Gesù Cristo?

Gesù Cristo ha dato alla sua Chiesa soltanto un ministero, il ministero d'apostolo. Conferì ai suoi apostoli la necessaria autorità, li benedì, li santificò e donò loro lo Spirito Santo: «"Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi." Detto questo, soffiò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti"» (Giovanni 20, 21-23). Affidò agli apostoli l'amministrazione dei sacramenti. Così il suo sacrificio diventa accessibile agli uomini (cfr. Matteo 28, 19-20).

Il concetto di «apostolato» è usato soprattutto quando s'intendono i portatori del ministero di apostolo nel loro insieme (apostolato = gli apostoli di Gesù). I ministri sacerdotali e i diaconi agiscono nell'incarico «dell'apostolato» e assolvono compiti di cura delle anime, di annuncio della parola e di dispensazione di sacramenti.

L'autorità degli apostoli per «l'amministrazione dei sacramenti» significa che gli apostoli sono da Gesù incaricati di dispensare i sacramenti. Pur non essendo tutti i sacramenti donati dagli apostoli in persona, essi stanno comunque sempre in relazione con l'apostolato (vedi anche la domanda 424).

422 Quando iniziò l'attività dell'apostolato in seno alla Chiesa?

L'attività del ministero d'apostolo nella Chiesa iniziò a Pentecoste. Il ministero stesso, però, era già stato dato prima da Gesù Cristo ai suoi apostoli.

"Ne costituì dodici per tenerli con sé e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i dodici …" (Marco 3, 14-16).

423 Che cosa significa "apostolo"?

"Apostolo" significa "inviato" e proviene alla parola greca apóstolos. Gli apostoli sono gli inviati di Gesù Cristo. Lui stesso mise la sua missione in un immediato rapporto con la loro missione: «Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi» (Giovanni 20, 21).

424 Quali sono i compiti degli apostoli?

Gli apostoli sono inviati da Gesù Cristo per trasmettere agli uomini il sacrificio da Lui compiuto e la salvezza che ne consegue.

Dopo la sua risurrezione, Gesù diede ai suoi apostoli l'autorità di annunciare il perdono dei peccati. Nel suo incarico devono dispensare i sacramenti, predicare il Vangelo e preparare i fedeli al suo ritorno.

425 In quale autorità agiscono i portatori del ministero d'apostolo?

Gli apostoli sono inviati di Gesù Cristo; agiscono a suo nome. Lui ha dato agli apostoli l'autorità di compiere le mansioni che scaturiscono dai suoi ministeri di re, sacerdote e profeta. Loro sono chiamati a esercitare il dominio di Cristo, a dispensare la benedizione divina e ad annunciare il Vangelo di Cristo.

L'autorità che possiede l'apostolato proviene unicamente da Gesù Cristo. Sotto ogni aspetto il ministero d'apostolo dipende da Gesù Cristo.

426 Quali denominazioni troviamo nel Nuovo Testamento per il ministero d'apostolo?

Il ministero d'apostolo è chiamato «ministero del Nuovo Patto», «ministero dello Spirito», «ministero della giustizia», «ministero della riconciliazione», «ministero della Parola».

427 Che cosa significa «Ministero del Nuovo Patto»?

Con questa denominazione, che si basa su II Corinzi 3, 6, si fa una distinzione rispetto all'Antico Patto, nel quale vigeva la Legge mosaica che era limitata al popolo d'Israele. Nel Nuovo Patto diventa determinante il messaggio della grazia di Dio, il Vangelo che è annunciato dai rappresentanti del ministero d'apostolo. Inoltre il ministero del Nuovo Patto agisce tra tutti i popoli.

428 Che cosa significa «Ministero dello Spirito»?

Il «ministero dello Spirito» è il «ministero che dona lo Spirito» (II Corinzi 3, 8). Con la dispensazione del dono dello Spirito Santo, chi è già battezzato con acqua diventa figlio di Dio e ottiene la premessa per essere primizia.

L'immagine delle "primizie" è tratta da Apocalisse 14, 4. Con questo termine si definiscono le persone che Gesù Cristo prende con sé al suo ritorno. Sono l'equivalente della «comunità della sposa»; vedi le domande 562 ss

429 Che cosa significa «Ministero della giustizia»?

L'apostolato evidenzia che l'uomo è peccatore e che ha bisogno della grazia di Dio. La fede in Gesù Cristo e l'accettazione del suo sacrificio procurano la giustizia che vale davanti a Dio. Perciò il ministero d'apostolo è il «ministero che porta alla giustizia» (II Corinzi 3, 9).

430 Che cosa significa «Ministero della riconciliazione»?

Il ministero d'apostolo «che proclama la riconciliazione» (II Corinzi 5, 18-19) esorta al pentimento e, nel perdono dei peccati e nella celebrazione della Santa Cena, permette al credente di essere partecipe del sacrificio di Cristo. La «riconciliazione» ha per obiettivo il ristabilimento dei giusti e buoni rapporti tra l'uomo e Dio, come pure degli uomini tra loro.

431 Che cosa significa «Ministero della Parola»?

In Giovanni 1, 1-14 il Figlio di Dio è chiamato «la Parola» (Logos). Per mezzo di questa Parola è stata creata ogni cosa.

Il ministero d'apostolo è partecipe della «Parola», perché il Signore (Logos) gli ha conferito l'incarico di insegnare. In questo senso è pure da interpretare Atti degli apostoli 6, 4: «Quanto a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola.»

↗ Logos: vedi la domanda 101

432 Quali altre denominazioni per gli apostoli ci sono?

Gli apostoli sono anche chiamati

  • «ambasciatori di Cristo»: l'affermazione «Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo […]» (II Corinzi 5, 20) esprime che Gesù Cristo opera nella sua Chiesa per mezzo degli apostoli;
  • «amministratori dei misteri di Dio»: un «amministratore» (I Corinzi 4, 1) è responsabile per la casa, ossia per la comunità. In essa gli apostoli hanno cura, affinché l'annuncio della parola avvenga in conformità al Vangelo e i sacramenti siano dispensati secondo il sentimento di Gesù Cristo. Gli apostoli ordinano i ministri e si preoccupano che nella comunità tutto avvenga nel giusto ordine.

433 Quale altra importante caratteristica ha il ministero d'apostolo?

Un'altra importante caratteristica del ministero d'apostolo è la preparazione dei fedeli alla rivenuta di Cristo (II Corinzi 11, 2).

434 Chi mandò gli apostoli?

Gesù Cristo stesso mandò gli apostoli. Dalla cerchia dei suoi discepoli elesse dodici uomini e li istituì quali apostoli (cfr. Marco 3, 13-19). Per loro valevano le parole di Gesù:

  • «Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato» (Matteo 10, 40).
  • «Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente» (Matteo 28, 19-20).

435 Quali erano i nomi dei primi dodici apostoli?

I primi apostoli si chiamavano: Simone detto Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Tommaso, Matteo, Giacomo, Taddeo, Simone il Cananeo, Giuda l'Iscariota (cfr. Matteo 10, 2-4). Questi apostoli sono chiamati «i dodici», anche dopo il tradimento di Giuda l'Iscariota.

436 Oltre a questi, vi furono ancora altri apostoli nella Chiesa primordiale?

Sì, oltre ai dodici, il Nuovo Testamento menziona ancora: Mattia (cfr. Atti degli apostoli 1, 15-26), Barnaba (cfr. Atti degli apostoli 13, 1-4; 14, 4-14), Paolo (cfr. I Corinzi 9, 1-16; II Corinzi 11) e Giacomo, il fratello del Signore (cfr. Galati 1, 19; 2, 9). Anche Silvano e Timoteo sono citati come apostoli (cfr. I Tessalonicesi 1, 1; 2, 6), come pure Andronico e Giunia (cfr. Romani 16, 7).

C'è da notare che unicamente nel caso di Mattia, quale presupposto per essere nominato apostolo si pretendeva che fosse stato testimone oculare dell'operare di Gesù (Atti degli apostoli 1, 21-22).

437 A uno degli apostoli fu assegnata una posizione di particolare rilievo?

Sì, alla presenza degli altri apostoli, Gesù Cristo conferì a Simone Pietro un'autorità particolare: Simone fu chiamato «la pietra» (Pietro) e a lui fu dato il «potere delle chiavi». A lui il Signore affidò anche la cura dei suoi «agnelli» e delle sue «pecore», ossia della sua comunità (cfr. Giovanni 21, 15-17). Il Signore gli rivolse poi le parole: «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli» (Luca 22, 31-32).

↗ Potere delle chiavi, ministero della roccia: vedi le spiegazioni e le domande 457 e 458

"Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno dei morti non la potranno vincere" (da Matteo 16, 18).

438 Dopo l'ascensione del Signore al cielo, in che modo fu visibile il primato di Pietro?

Dopo l'ascensione del Signore al cielo, il primato di Pietro si dimostrava nei seguenti modi:

  • per sua iniziativa Giuda l'Iscariota fu rimpiazzato nella cerchia degli apostoli (cfr. Atti degli apostoli 1, 15-26);
  • tenne lui il discorso di Pentecoste (cfr. Atti degli apostoli 2, 14);
  • a lui il Signore rivelò che la salvezza in Cristo è destinata anche ai pagani (cfr. Atti degli apostoli 10).

439 Quale libro del Nuovo Testamento descrive nel modo più dettagliato l'operare degli apostoli?

È Luca che negli Atti degli apostoli descrive nel modo più dettagliato l'operare degli apostoli. Così, in Atti degli apostoli 11, 1-18 e 15, 1-29 leggiamo di riunioni svoltesi sotto la direzione di apostoli, nelle quali, tra l'altro, fu stabilito che anche i pagani credenti potessero far parte della comunità di Cristo. Insieme, gli apostoli presero dunque importanti decisioni che avevano effetti di vasta portata per la comunità cristiana.

440 Secondo il Nuovo Testamento, da chi veniva dispensato il dono dello Spirito Santo?

Da Atti degli apostoli 8, 14-17 risulta che la dispensazione del dono dello Spirito Santo sia vincolata al ministero d'apostolo: Filippo predicò in Samaria e battezzò i credenti con acqua. Gli apostoli, venuti a conoscenza di questo, mandarono Pietro e Giovanni in Samaria. Questi «pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo».

Questo è confermato in Atti degli apostoli 19, 6: «[…] e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro.»

441 Quali altri compiti importanti spettavano agli apostoli?

Un importante compito degli apostoli era di annunciare che Gesù Cristo aveva operato in mezzo a loro, che morì e risuscitò dai morti (cfr. Atti degli apostoli 13, 26-41; 17, 1-4). Gli apostoli si opposero a false dottrine che invece lo negavano (cfr. I Corinzi 15, 3-8; I Giovanni 4, 1-6).

442 Quale attesa stava già allora al centro dell'insegnamento apostolico?

Gli apostoli aspettavano il ritorno di Cristo durante il tempo della loro vita ed essi preparavano i fedeli a questo evento (cfr. I Tessalonicesi 4, 14-18). Ciò dimostra che una caratteristica del ministero d'apostolo è l'annuncio della rivenuta di Cristo e l'adeguata preparazione delle comunità.

443 Quale ministero scaturì per primo dall'apostolato?

Dopo Pentecoste gli apostoli cominciarono a svolgere le loro mansioni e a predicare il Vangelo. Già dopo poco tempo si manifestò che avevano bisogno di aiutanti: per questo furono scelti sette uomini. Mediante la preghiera e l'imposizione delle mani degli apostoli, ricevettero la benedizione per il loro servizio. Questi sette uomini sono conosciuti come i primi diaconi.

"Li presentarono agli apostoli, i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani" (Atti degli apostoli 6, 6).

444 Che cosa si può desumere da questo modo di agire degli apostoli?

Da questo modo di agire si può desumere che per le ordinazioni sono necessarie l'imposizione delle mani e la preghiera di un apostolo.

445 Dall'apostolato scaturirono altri ministeri?

Sì. Gli apostoli e altri fedeli fondarono nuove comunità, per la cura spirituale delle quali occorrevano dei ministri. A questo scopo gli apostoli istituirono dei conducenti di comunità, che furono chiamati vescovi o anziani. Inoltre, nelle comunità cristiane dei tempi iniziali operavano profeti, evangelisti, pastori, dottori (cfr. Efesini 4, 11).

446 In che modo avvenne la cura spirituale delle comunità dopo la morte dei primi apostoli?

Dopo la morte dei primi apostoli si istaurarono servizi con svariati compiti e con molte denominazioni. Per tramite loro erano curati i membri delle comunità.

↗ Servizi: vedi le domande 418 ss

447 Dopo la morte dei primi apostoli, il ministero d'apostolo cessò di esistere?

No, non cessò. Anche se i primi apostoli morirono, il ministero d'apostolo è rimasto. È istituito da Gesù Cristo per la sua Chiesa; perciò, anche nel tempo in cui sulla terra non c'erano rappresentanti di questo ministero, questo era presente.

Gli apostoli dovevano essere testimoni di Cristo sino alla fine del mondo (cfr. Matteo 28, 19-20). Per adempiere questo incarico universale in vista del suo ritorno, Gesù Cristo manda anche oggi degli apostoli.

"Fine del mondo": nel testo originale greco, Matteo 28, 20 cita il termine Äon, che ha il significato di un'epoca, di un lungo periodo o anche della «fine dei tempi». In Atti degli apostoli 1, 8 si legge «fino all'estremità della terra», il che in quel versetto è inteso con un significato geografico.

448 Fino a quando durò l'interruzione nell'operare di apostoli?

Stando a fonti non bibliche, quale ultimo degli apostoli del cristianesimo primordiale, Giovanni morì verso la fine del primo secolo. Fino al nuovo inizio d'attività dell'apostolato nel XIX secolo, l'operare di apostoli era dunque interrotto.

↗ Nuovo inizio d'attività del ministero d'apostolo: vedi le domande 400, 603

449 Perché ci fu questa interruzione nell'attività di apostoli?

L'interruzione nell'attività di apostoli sta nella volontà di Dio; per noi uomini questo rimane un segreto.

Tuttavia, lo Spirito Santo operava anche nel tempo senza apostoli, avendo cura che il Vangelo rimanesse conservato e che si sviluppasse.

450 Quando il ministero d'apostolo fu nuovamente attivato?

Il ministero d'apostolo divenne nuovamente attivo tramite delle persone, quando, secondo la volontà di Dio, era venuto il tempo per la raccolta finale e la preparazione della comunità della sposa per la rivenuta di Cristo: dal 1832 in poi vi furono di nuovo uomini portatori del ministero d'apostolo.

Apostoli operano dunque all'inizio della Chiesa di Cristo e nel tempo prima del ritorno di Cristo, con le mansioni di preparare la comunità della sposa.

↗ Comunità della sposa: vedi le domande 562 ss

Gli «uomini portatori del ministero d'apostolo» sono persone chiamate a questo ministero per esercitarlo nel sentimento e spirito di Gesù Cristo.

451 Riguardo all'autorità spirituale esiste una differenza tra il ministero d'apostolo del primo tempo e quello nel tempo finale dell'Opera di redenzione di Dio?

No, essendo presente la stessa autorità spirituale, non esiste una differenza in quanto all'incarico e all'azione; perché il ministero d'apostolo è stato dato da Gesù Cristo alla sua Chiesa una sola volta.

↗ Opera di redenzione di Dio / Opera di redenzione del Signore: vedi la spiegazione in merito alla domanda 386

452 Quali livelli ministeriali e ministeri esistono nella Chiesa Neo-Apostolica?

Nella Chiesa Neo-Apostolica ci sono tre livelli ministeriali con competenze spirituali differenti: apostoli, ministri sacerdotali e diaconi.

  • Del livello ministeriale d'apostolo fanno parte: sommoapostolo, apostolo di distretto e apostolo.
  • Del livello ministeriale dei ministri sacerdotali fanno parte: vescovo, anziano di distretto, evangelista di distretto, pastore, evangelista di comunità e sacerdote.
  • Del livello ministeriale dei diaconi fanno parte: diacono e suddiacono.

↗ Autorità / plenipotenza: vedi le domande 412, 415 e la spiegazione in merito alla domanda 415

453 Quali sono i compiti dell'apostolato?

Agli apostoli Gesù Cristo ha dato il compito di «sciogliere» e di «legare» (Matteo 18, 18), ossia di dichiarare ciò che è lecito e ciò che e vietato. In questo modo loro definiscono la dottrina e stabiliscono il giusto ordine nelle comunità.

Conformemente all'esempio di Gesù, gli apostoli sono dei servitori (cfr. Giovanni 13, 15). Non signoreggiano sulla fede della comunità, ma sono collaboratori della gioia (II Corinzi 1, 24) e alla comunità devono dare un esempio nel seguire Cristo (cfr. I Corinzi 11, 1).

454 Da che cosa deriva l'autorità del ministero d'apostolo?

L'autorità del ministero d'apostolo deriva dalla vocazione degli apostoli per opera di Gesù Cristo e dalle plenipotenze che il Signore ripose in questo ministero. L'importanza del ministero è riconoscibile nella preghiera sacerdotale di Gesù: «Come tu hai mandato me nel mondo, anch'io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso, affinché anch'essi siano santificati nella verità» (Giovanni 17, 18-19).

455 A che cosa mira l'attività degli apostoli?

L'attività degli apostoli mira a edificare l'Opera di redenzione del Signore e a portarla al compimento. Questo comporta che i sacramenti siano dispensati secondo la volontà di Gesù Cristo. Gli apostoli vegliano che il Vangelo sia predicato inalteratamente e che la comunità abbia una condotta che piace a Dio.

Oltre a ciò, per mezzo della predicazione del Vangelo, l'annuncio del perdono dei peccati, il Battesimo con acqua e con lo Spirito Santo e la Santa Cena, gli apostoli devono preparare la comunità della sposa alla rivenuta del Signore.

↗ Opera di redenzione del Signore: vedi la spiegazione in merito alla domanda 386

456 Il ministero d'apostolo è stato dato per l'intera Chiesa di Cristo?

Sì, il ministero d'apostolo è stato dato per l'intera Chiesa di Cristo. Esso ha il compito di offrire la salvezza a tutti gli uomini. L'apostolo Paolo descrive il suo incarico quale apostolo nel seguente modo: «Così infatti ci ha ordinato il Signore, dicendo: "Io ti ho posto come luce dei popoli, perché tu porti la salvezza fino all'estremità della terra"» (Atti degli apostoli 13, 47).

La salvezza è possibile unicamente grazie al Figlio di Dio. Fino al ritorno di Cristo l'elargizione di salvezza avviene per mezzo degli apostoli tramite la parola e i sacramenti.

457 Su che cosa si basa il ministero di sommoapostolo?

La base del ministero di sommoapostolo è l'incarico che Gesù espresse quando definì le mansioni di Pietro. Gesù disse a Simon Pietro: «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno dei morti non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli» (Matteo 16, 18-19).

↗ Le «mansioni di Pietro» sono le funzioni fondamentali di cui Gesù Cristo incaricò l'apostolo Pietro. Delle mansioni di Pietro fa parte prendersi cura di coloro che appartengono alla Chiesa di Cristo, secondo quanto Gesù, quand'era risorto, comandò a Pietro: «Pasci i miei agnelli. Pastura le mie pecore.» Allo stesso modo fa parte delle mansioni di Pietro il «potere delle chiavi»; a tale riguardo vedi la domanda 459.

458 Perché il ministero di sommoapostolo è chiamato anche «ministero della roccia»?

Gesù chiamò l'apostolo Simone la «pietra» [roccia], sulla quale Lui avrebbe edificato la sua Chiesa. Perciò il Figlio di Dio ha creato un nesso indissolubile tra il ministero di Pietro, il «ministero della roccia», e la Chiesa di Cristo. Oggi è il sommoapostolo a rappresentare il «ministero della roccia».

Petrus è l'espressione latina della parola greca petros, che significa "roccia". La roccia è sinonimo di solidità, indistruttibilità, stabilità, di cui il Signore Gesù parlò anche nel sermone sul monte (cfr. Matteo 7, 24-25).

459 Quali sono i compiti del sommoapostolo?

Il sommoapostolo mantiene l'unione tra gli apostoli; fortifica gli apostoli (cfr. Luca 22, 32) e «pasce» il gregge di Cristo (cfr. Giovanni 21, 15-17); vigila che il Vangelo sia annunciato senza alterazioni. In virtù dello Spirito Santo lui evidenzia conoscenze e contesti della dottrina della Chiesa ed è responsabile per la loro divulgazione unitaria. Stabilisce anche i regolamenti propri della Chiesa.

Tutti questi compiti rappresentano il «potere delle chiavi» conferito al ministero di sommoapostolo.

Il sommoapostolo ordina gli apostoli e dirige la Chiesa insieme con loro.

"Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno" (Giovanni 17, 20-21).

"Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli" (Matteo 16, 19).

460 Quali sono i compiti dell'apostolo di distretto?

Oltre ai compiti spettanti a tutti gli apostoli, l'apostolo di distretto è responsabile di garantire le cure spirituali delle comunità in una determinata area di lavoro (area dell'apostolo di distretto). Inoltre è responsabile di dare ai ministri le necessarie dotazioni spirituali.

"Dotazione spirituale" per un ministero significa che una persona riceve le facoltà ministeriali e la benedizione di Dio per svolgere il servizio quale diacono o ministro sacerdotale nella rispettiva plenipotenza e secondo le intenzioni del suo mandante. Inoltre le dotazioni spirituali significano che per i loro compiti i ministri ricevono istruzioni e appoggio.

461 Chi procede alla vocazione a un ministero spirituale?

La vocazione a un ministero spirituale non si basa sulla volontà umana, bensì sulla volontà divina. È compito dell'apostolo riconoscere la volontà divina e agire di conseguenza.

462 Che cosa intendiamo con "ordinazione"?

Con "ordinazione" intendiamo l'istituzione in un ministero spirituale. Non è un sacramento, bensì un atto di benedizione.

↗ Sacramento: vedi le domande 472 ss

↗ Atto di benedizione: vedi le domande 660 ss

463 Come avviene l'ordinazione?

L'ordinazione avviene tramite l'apostolo nel nome della Trinità di Dio, mediante imposizione delle mani e preghiera. Il ministro può svolgere il suo compito soltanto in stretta unione con il ministero d'apostolo.

464 Che cosa avviene nell'ordinazione?

Nell'ordinazione si trasmette la benedizione di Dio. La persona chiamata al ministero riceve la santificazione per il suo ministero. Dall'apostolato si trasmettono le rispettive facoltà ministeriali e le plenipotenze proprie del ministero, per il servizio sia quale diacono sia quale ministro sacerdotale sia per il servizio quale apostolo. Il ministro riceve l'incarico di svolgere il suo ministero negli ambiti prestabiliti.

↗ Santificazione: vedi la domanda 417

465 Quali sono i doveri che il singolo si assume con l'ordinazione?

Davanti all'apostolo la persona destinata all'ordinazione promette a Dio fedeltà, di seguire Cristo e di dimostrare ubbidienza di fede.

466 Come deve essere esercitato un ministero spirituale?

Chi è insignito di un ministero spirituale deve corrispondere a certi requisiti in quanto alla condotta di vita e alle doti spirituali. Di queste fanno parte buone conoscenze della dottrina, fermezza di fede, consapevolezza del proprio mandato, capacità di sopportazione, riservatezza, sincerità, prontezza al sacrificio e umiltà. In ogni cosa il ministro deve orientarsi sull'esempio di Gesù.

Per far sì che i doni ricevuti possano svilupparsi per il bene della comunità, il ministro deve mettere in pratica quello che gli è stato affidato al momento dell'ordinazione con la benedizione e santificazione.

La persona chiamata a un ministero spirituale si rende conto di essere servitore e strumento nella mano di Dio.

467 Quando termina l'incarico ministeriale?

Di regola l'incarico di esercitare un ministero termina con la messa a riposo; il ministero stesso rimane assegnato al ministro. In caso di rinuncia al ministero e di destituzione, il ministro perde il ministero.

468 Quali sono i compiti di tutti i ministri?

Ogni ministro ha il compito di annunciare il Vangelo di Cristo e di dichiararsi per esso. Si prende cura dei membri della comunità affidati alla sua assistenza spirituale e li rafforza nella fede. Quale curatore d'anime è partecipe dei loro quesiti personali e li accompagna nei gravami della vita quotidiana.

↗ Assistenza spirituale: vedi le domande 688 ss

469 Quali sono i compiti dei ministri sacerdotali?

I ministri sacerdotali hanno ricevuto l'incarico e l'autorità di somministrare il Santo Battesimo con acqua, di annunciare il perdono dei peccati e di consacrare e dispensare la Santa Cena. Fa parte dei loro compiti anche lo svolgimento di servizi divini, di atti di benedizione e cerimonie funebri, nonché di offrire assistenza spirituale ai membri della comunità.

↗ Battesimo con acqua: vedi le domande 404, 481 ss

↗ Perdono dei peccati: vedi le domande 507, 629, 644 ss

↗ Santa Cena: vedi le domande 494 ss

↗ Atto di benedizione: vedi le domande 660 ss

↗ Cerimonia funebre: vedi le domande 685 ss

470 Qual è il compito dei diaconi?

Il diacono collabora nella comunità in molteplici modi. Un compito dei diaconi consiste anche nel sostenere i sacerdoti nel lavoro di cura delle anime. I diaconi possono cooperare nell'annuncio della parola durante il servizio divino.

471 Che cos'è un incarico?

Un incarico è l'assegnazione di un compito ben definito. L'incarico può essere limitato nel tempo e geograficamente.

Con l'incarico in relazione a un ministero spirituale s'intende il mandato quale conducente di comunità, conducente distrettuale, aiutante d'apostolo di distretto, aiutante del sommoapostolo. Una simile assegnazione di un incarico non è da parificare a un'ordinazione. Non è vincolata al periodo dell'attività ministeriale, ma può concludersi già prima; al più tardi termina con la messa a riposo del ministro.

Si conferiscono incarichi che non dipendono da un ministero spirituale a sorelle e a fratelli, per l'adempimento degli svariati compiti nelle comunità e nei distretti.

8 I sacramenti

472 Che cosa sono i sacramenti?

I sacramenti sono fondamentali elargizioni di grazia di Dio. Questi atti sacri sono dispensati da uomini a uomini; in essi Dio dona salvezza a chi li riceve.

↗ Salvezza: vedi le domande 243 ss

Elargizione di grazia: il termine "elargizione" ha il significato di "dono".

473 A che cosa servono i sacramenti?

I sacramenti servono a trasmettere salvezza all'uomo: con i sacramenti l'uomo è accolto e preservato nella comunione vitale con Dio.

La ricezione dei tre sacramenti, Santo Battesimo con acqua, Santo Suggello e Santa Cena, schiude la possibilità di essere unito al Signore quando Cristo ritornerà.

↗ Ritorno di Cristo: vedi le domande 550 ss

474 Che cosa fa parte di un sacramento?

Un sacramento ha quattro elementi: il simbolo, il contenuto, chi lo dispensa, la fede.

475 Qual è il «simbolo» nel caso di un sacramento?

Il «simbolo» è l'elemento visibile di un sacramento. Nel Santo Battesimo con acqua è l'acqua. Nella Santa Cena lo sono il pane e il vino. Nel Santo Suggello il «simbolo» è l'imposizione delle mani dell'apostolo.

476 Qual è il «contenuto» nel caso di un sacramento?

Il «contenuto» è rappresentato dagli effetti che trasmettono salvezza. Nel Santo Battesimo con acqua il «contenuto» è che il peccato originale viene tolto e il battezzato si avvicina a Dio. Nella Santa Cena è la ricezione di corpo e sangue di Gesù. Nel Santo Suggello il «contenuto» consiste nella ricezione del dono dello Spirito Santo.

477 Che cosa significa «chi lo dispensa» nel caso di un sacramento?

«Chi lo dispensa» è la persona che esegue l'atto sacramentale. Gli apostoli somministrano tutti e tre i sacramenti, i ministri sacerdotali dispensano il Santo Battesimo con acqua e la Santa Cena nell'incarico del loro apostolo.

478 Quale significato ha «la fede» nel caso di un sacramento?

Soltanto se crede nei rispettivi effetti, l'uomo riceve il sacramento per la sua salvezza.

479 Quali sacramenti sono stati istituiti da Gesù Cristo?

Gesù Cristo ha istituito tre sacramenti: Santo Battesimo con acqua, Santo Suggello e Santa Cena.

"Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il sangue, e i tre sono concordi" (I Giovanni 5, 7-8).

↗ Santo Battesimo con acqua: vedi le domande 481 ss

↗ Santo Suggello: vedi le domande 515 ss

↗ Santa Cena: vedi le domande 494 ss

480 A chi Gesù affidò l'amministrazione dei sacramenti?

Gesù Cristo affidò l'amministrazione dei sacramenti agli apostoli.

481 Che cosa avviene nel Santo Battesimo con acqua?

Mediante il Santo Battesimo con acqua, il rapporto dell'uomo con Dio cambia sostanzialmente. Grazie all'eliminazione del peccato originale, il battezzato è condotto dalla lontananza da Dio vicino a Dio: diventa cristiano.

In virtù della sua fede e della sua professione per Cristo, il battezzato appartiene alla Chiesa di Cristo.

482 Che cosa significa "peccato originale"?

L’espressione "peccato originale" si riferisce alle condizioni venutesi a creare con il primo peccato, per cui l'uomo è separato da Dio (lontananza da Dio). Sin dalla prima trasgressione, il peccato grava su tutti gli uomini (cfr. Genesi 3, 17, 23-24; Salmi 51, 7; Romani 5, 12, 18-19): ogni uomo è peccatore già prima che possa agire o pensare.

↗ Primo peccato: vedi le domande 88 ss

483 Quale significato ha l'acqua nel Santo Battesimo con acqua?

L'acqua è un elemento indispensabile per la vita e un mezzo per la purificazione. Nel Battesimo l'acqua è il simbolo esteriore per la purificazione interiore dell'uomo.

484 Nell'Antico Testamento ci sono accenni al Santo Battesimo con acqua?

Sì, la preservazione di Noè nell'arca, che era sorretta dall'acqua, è un accenno al Battesimo con acqua. Anche nell'immersione di Naaman per sette volte nel Giordano (cfr. II Re 5, 1-14) si può intravvedere un simbolo per l'eliminazione del peccato originale nel Battesimo con acqua.

"… quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l'arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l'acqua. Quest'acqua era figura del battesimo. […] Esso ora salva anche voi ..." (I Pietro 3, 20-21).

485 Perché Gesù si fece battezzare?

Non era necessario che Gesù fosse battezzato, perché Lui era senza peccato. Ciononostante si sottomise al battesimo di Giovanni il battista. In questo modo si parificò ai peccatori, mostrando su quale via sia possibile giungere alla giustizia nei confronti di Dio (cfr. Matteo 3, 15).

Il battesimo di Giovanni era un battesimo per il ravvedimento. È un accenno al sacramento del Santo Battesimo con acqua eseguito nel nome della Trinità di Dio.

↗ Giustizia nei confronti di Dio: vedi la spiegazione in merito alla domanda 278

↗ Ravvedimento: vedi le domande 136, 651

486 Che cosa disse Gesù ai suoi apostoli in merito al battesimo?

Dopo la sua risurrezione, Gesù diede ai suoi apostoli la missione: «Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (Matteo 28, 19). Il battezzare fa dunque parte dei compiti degli apostoli.

In tale contesto, nel Nuovo Testamento s'intende con "battesimo" spesso il duplice Battesimo con acqua e con lo Spirito Santo (cfr. Atti degli apostoli 8, 14 ss). Il Santo Battesimo con acqua e il Santo Battesimo con lo Spirito sono strettamente correlati.

↗ Incarico missionario: vedi le domande 159, 434

"… ai quali disse: «Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo.» Egli disse loro: «Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di Giovanni.» Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù.» Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano" (Atti degli apostoli 19, 2-6).

487 Chi può ricevere il Santo Battesimo con acqua?

Ognuno può ricevere il Santo Battesimo con acqua. La premessa è che creda in Gesù Cristo e nel suo Vangelo.

488 In che modo è somministrato il Santo Battesimo con acqua?

Il Battesimo si esegue con acqua e nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

L'acqua battesimale viene consacrata nel nome della Trinità di Dio. In seguito l'officiante disegna con l'acqua tre volte una croce sulla fronte del battezzando, mentre pronuncia le parole: «Ti battezzo nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.»

Se il Battesimo è stato somministrato in questo modo, con acqua e nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (rite), esso è valido e può sviluppare i suoi effetti.

Il termine rite viene dal latino e significa "nella giusta forma, conformemente al rito".

489 Perché i bambini possono essere battezzati?

L'affermazione di Gesù: «Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro» (Marco 10, 14) è un indizio che anche ai bambini debbano essere rese accessibili le benedizioni di Dio, delle quali fanno parte i sacramenti.

Il Nuovo Testamento afferma che furono battezzate delle comunioni familiari: «E subito fu battezzato lui con tutti i suoi […] e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio» (Atti degli apostoli 16, 33-34, cfr. anche 16, 15). Nelle comunioni familiari c'erano dei bambini. Così è nata la tradizione cristiana di battezzare anche i bambini.

Nel battesimo di bambini sono i preposti all'educazione ad assumersi la confessione di fede in Gesù Cristo e la responsabilità riguardante un'educazione nel senso del Vangelo.

"Ma Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia. Molti Corinzi, udendo, credevano e venivano battezzati" (Atti degli apostoli 18, 8).

490 Quali effetti ha il Santo Battesimo con acqua?

Il Santo Battesimo con acqua significa la fine della vita in lontananza da Dio e l'inizio della vita in Cristo. Esso dona forze per lottare contro il peccato.

Il Battesimo compiuto in forma trinitaria unisce i cristiani. Chi è stato battezzato nella Chiesa Neo-Apostolica è ammesso a ricevere la Santa Cena in modo permanente.

↗ Santo Battesimo con acqua: vedi le domande 481 ss

↗ Nuovo Patto: vedi la spiegazione in merito alla domanda 175

Il termine "trinitario" (dal latino trinitas) si riferisce alla Trinità divina. Essere battezzato in forma trinitaria significa essere battezzato nel nome del Dio trino. Il battezzando viene battezzato con la cosiddetta «formula trinitaria», vale a dire nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

491 Quale rapporto esiste tra il Santo Battesimo con acqua e il Santo Suggello?

Il Santo Battesimo con acqua e il Santo Suggello sono due sacramenti distinti che stanno in uno stretto rapporto tra loro: con la ricezione di entrambi i sacramenti avviene la rinascita d'acqua e di Spirito. Il Santo Suggello è sempre preceduto dal Santo Battesimo con acqua.

↗ Rinascita d'acqua e di Spirito: vedi le domande 528 e 529

492 Chi può eseguire il Santo Battesimo con acqua?

Il Figlio di Dio risorto impartì ai suoi apostoli l'ordine di battezzare (cfr. Matteo 28, 18-20). Nella Chiesa Neo-Apostolica gli apostoli hanno conferito anche ai ministri sacerdotali l'autorità di battezzare con acqua.

493 Il Battesimo avvenuto in un'altra Comunità religiosa è valido?

Sì, la dispensazione del Santo Battesimo con acqua è valida e ha efficacia in tutti gli ambiti della Chiesa di Cristo. Il Santo Battesimo con acqua è il primo passo sulla via verso la redenzione completa. Il Battesimo è valido dappertutto dove si battezza con acqua nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il Battesimo con acqua è dunque affidato alla Chiesa nel suo insieme. Questo deriva dalla volontà generale di Dio per la salvezza.

↗ Chiesa di Cristo: vedi le domande 365 ss

↗ Redenzione: vedi le domande 89-90, 108-109, 215-216

494 Da dove viene il termine "Santa Cena"?

Il termine "Cena" indica le circostanze in cui Gesù Cristo istituì questo sacramento: la sera prima della sua crocifissione, celebrò infatti con i suoi apostoli la cena della Pasqua.

Per ordine di Dio, la prima cena di Pasqua fu celebrata dagli Israeliti la sera prima della partenza dall'Egitto. Si macellarono e si prepararono agnelli privi di difetti, consumati dagli Israeliti insieme con pane non lievitato. Dio ordinò di celebrare la cena di Pasqua ogni anno, in ricordo della liberazione dalla schiavitù in Egitto (festa di Pasqua).

495 Quali altre denominazioni si usano ancora per la Santa Cena?

La Santa Cena è chiamata anche «Eucarestia» (gratitudine), «Cena del Signore» o «Rompere il pane».

496 Esiste un nesso tra la cena di Pasqua e la Santa Cena?

Sì, c'è un nesso: secondo il racconto dei primi tre Vangeli, Gesù istituì la Santa Cena durante il banchetto della Pasqua con i suoi apostoli. Come la cena di Pasqua, anche la Santa Cena ha un carattere di commemorazione. Nel banchetto di Pasqua si commemora la liberazione degli Israeliti dalla prigionia in Egitto. La Santa Cena allude a una liberazione di ben più grande portata: la liberazione dell'umanità dalla schiavitù del peccato.

497 Nel Nuovo Testamento ci sono altre testimonianze della Santa Cena?

Sì, in I Corinzi 11, 23-26 troviamo un'altra testimonianza della Santa Cena: «Il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me." Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga."»

Su queste parole è basato il testo che si recita per la consacrazione della Santa Cena.

"Consacrazione" è la separazione di pane e vino dall'uso quotidiano, abbinata a una dedicazione e santificazione. (Vedi anche la spiegazione in merito alla domanda 503.)

498 Che cosa significano le sostanze pane e vino?

Le due sostanze pane e vino sono entrambe necessarie per la celebrazione della Santa Cena. Il pane, come anche il vino, sono simboli per il nutrimento dell'uomo. In Israele il vino è anche simbolo di gioia e della futura salvezza.

"Simbolo" viene dalla lingua greca e significa spesso "metafora", ma anche "immagine" o "segno caratteristico".

499 Quale avvenimento richiama la Santa Cena alla memoria del credente?

La Santa Cena è un atto di commemorazione: in essa si commemora la morte di Gesù Cristo quale avvenimento straordinario e valevole per tutti i tempi. Gesù Cristo incaricò gli apostoli di celebrare la Santa Cena, con le parole: «Fate questo in memoria di me […]» (Luca 22, 19).

500 Che cosa professano coloro che partecipano alla Santa Cena?

Chi partecipa alla Santa Cena professa con ciò la sua fede nella morte, la risurrezione e il ritorno di Gesù Cristo. Chi prende parte alla Santa Cena nella Chiesa Neo-Apostolica in modo permanente, professa con ciò anche la fede negli apostoli di Gesù che operano nel nostro tempo. Da questo punto di vista la Santa Cena è anche un atto di professione.

501 In quale modo la Santa Cena è un atto di comunione?

Nella Santa Cena Gesù Cristo ha comunione dapprima con gli apostoli e poi anche con i fedeli. Inoltre, nella celebrazione della Santa Cena i fedeli hanno comunione tra loro.

502 Esiste un nesso tra la Santa Cena e la futura «Cena delle nozze» in cielo?

Sì, la Santa Cena fa riferimento alla futura «Cena delle nozze» in cielo. Perciò la Santa Cena ha anche un carattere associato alla fine dei tempi.

Al momento in cui istituì la Santa Cena nella cerchia degli apostoli, Gesù disse: «Non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio» (Luca 22, 18).

Fino al congiungimento della comunità della sposa con Gesù Cristo, nella Santa Cena la comunità gode un'intima comunione con il Signore.

↗ Nozze in cielo: vedi le domande 251, 562 ss

503 Che cosa avviene nella consacrazione delle ostie?

Nella consacrazione diventano presenti il corpo e il sangue di Gesù Cristo.

Con la consacrazione, il pane e il vino non subiscono un cambiamento della loro sostanza, cioè il pane e il vino non sono trasmutati. Ma al pane e al vino si aggiunge la sostanza di corpo e sangue di Gesù. Questo fenomeno è chiamato «consustanziazione».

Nella Santa Cena il pane e il vino non sono metafore o simboli per il corpo e il sangue di Gesù, bensì dopo la consacrazione il corpo e il sangue di Gesù Cristo sono veramente presenti.

↗ Simbolo: vedi la spiegazione in merito alla domanda 498

"Consacrazione" deriva dalla parola latina consecrare che significa "rendere sacro", "santificare".

"Sostanza" deriva dalla parola latina substantia e significa "essenza, consistenza, realtà". In questo modo si precisa in che cosa consiste una materia.

504 Il sacrificio di Gesù Cristo è presente nella Santa Cena?

Sì, il sacrificio di Gesù Cristo è presente nella Santa Cena. Ma questo sacrificio non è ripetuto, perché è dato «una volta per sempre» (Ebrei 10, 10-14).

505 Perché si celebra la Santa Cena in ogni servizio divino?

Contrariamente ai sacramenti del Santo Battesimo con acqua e del Santo Suggello, la Santa Cena si celebra in ogni servizio divino, perché mantiene il credente nella comunione vitale con Gesù Cristo. Assimiliamo così l'indole di Gesù.

506 Per quanto tempo il corpo e il sangue di Gesù rimangono presenti nelle ostie consacrate?

Il corpo e sangue di Cristo rimangono presenti nelle ostie consacrate fino al momento in cui giungono al rispettivo destinatario.

507 In quale rapporto stanno il perdono dei peccati e la Santa Cena?

Il perdono dei peccati e la Santa Cena stanno in stretta relazione tra loro, perché entrambi sono basati sul sacrificio di Gesù Cristo.

Il sacramento della Santa Cena non produce simultaneamente anche il perdono dei peccati. Il perdono dei peccati è necessario, affinché in seguito si possa celebrare la Santa Cena in modo degno, ossia in condizioni di un'avvenuta purificazione dai peccati.

508 A chi Gesù Cristo ha affidato la Santa Cena?

Gesù Cristo ha istituito la Santa Cena nella cerchia degli apostoli, affidandola a loro. Là, dove operano apostoli o ministri sacerdotali da loro incaricati, sono presenti tutti gli aspetti della Santa Cena.

509 Quali sono le parole di consacrazione usate per la Santa Cena?

Per la consacrazione della Santa Cena si pronuncia un testo predefinito, il quale si basa su I Corinzi 11, 23 ss e Matteo 26, 26 ss:

«Nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, consacro pane e vino alla celebrazione della Santa Cena e vi depongo il sacrificio unico, eternamente valido, di Gesù Cristo. Poiché il Signore prese del pane e del vino, rese grazie e disse: "Questo è il mio corpo che è dato per voi. Questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. Mangiate e bevete! Fate questo in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga." Amen.»

510 In che modo si svolge la celebrazione della Santa Cena durante il servizio divino?

Dapprima si consacrano le ostie. A questo scopo il ministro autorizzato in tal senso, stende le sue mani sopra i calici scoperchiati e pronuncia le parole di consacrazione.

Poi i ministri e la comunità ricevono corpo e sangue di Gesù Cristo, sotto forma di ostie con alcune gocce di vino. La somministrazione avviene con le parole: «Il corpo e il sangue di Gesù dati per te.»

511 Quali sono le premesse per una degna ricezione della Santa Cena?

Premessa per una degna ricezione della Santa Cena è, oltre l'avvenuto perdono dei peccati, la fede in Gesù Cristo e nel suo sacrificio.

↗ Perdono dei peccati: vedi le domande 415, 507, 629, 644 ss

512 Quali effetti ha la Santa Cena?

La Santa Cena crea un'intima comunione con Gesù Cristo. Trasmette natura e forze del Figlio di Dio. La ricezione della Santa Cena serve anche per l'unione dei fedeli tra loro, perché insieme si sviluppano nell'indole di Gesù Cristo. In questo modo la Santa Cena è un importante mezzo per la preparazione al ritorno di Cristo.

"Siccome vi è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico" (I Corinzi 10, 17).

513 Chi ha il diritto di partecipare alla Santa Cena?

Le persone battezzate nella Chiesa Neo-Apostolica, i suggellati e chi è assunto nella comunità, hanno il diritto di partecipare alla Santa Cena in modo permanente.

Cristiani battezzati nella giusta forma (rite) possono essere ammessi alla Santa Cena quali ospiti.

↗ Santo Battesimo con acqua: vedi le domande 404, 481 ss

↗ Rite: vedi la spiegazione in merito alla domanda 488

↗ Santo Suggello: vedi le domande 404, 515 ss

↗ Assunzione: vedi le domande 662, 669

514 Quale significato hanno i riti di Santa Cena celebrati in altre Chiese?

Nei riti di Santa Cena celebrati in altre Chiese sono presenti importanti elementi della Santa Cena. Anche là si commemorano con gratitudine e fede la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. Tuttavia, i cristiani neo-apostolici dovrebbero tenere presente che con una partecipazione permanente alla celebrazione della Santa Cena in un'altra Chiesa, in fondo loro dichiarano di professare quella dottrina.

515 Che cos'è il Santo Suggello?

Il Santo Suggello è il sacramento mediante il quale il credente riceve il dono dello Spirito Santo con l'imposizione delle mani e la preghiera di un apostolo. Diventa figlio di Dio ed è chiamato a essere primizia.

↗ Primizia: vedi le domande 428, 530

↗ Figlio di Dio: vedi la spiegazione in merito alla domanda 530

516 Che cosa significa l'espressione "suggellare" ("sigillo") nelle lettere del Nuovo Testamento?

Nelle lettere del Nuovo Testamento "suggellare" ("sigillo") ha il significato di elargizione del dono dello Spirito Santo: «Or colui che con voi ci fortifica in Cristo e che ci ha unti, è Dio; egli ci ha pure segnati con il proprio sigillo e ha messo la caparra dello Spirito nei nostri cuori» (II Corinzi 1, 21-22).

«In lui [Cristo] voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo» (Efesini 1, 13).

«Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione» (Efesini 4, 30).

517 Lo Spirito Santo agiva già ai tempi dell'Antico Testamento?

Sì, lo Spirito Santo, quale Persona della Trinità di Dio, opera sin dall'eternità, parimenti al Padre e al Figlio. Nell'Antico Patto pervase singole persone che da Dio erano destinate a determinati compiti.

↗ Antico Patto e Nuovo Patto: vedi la domanda 175

"Allora Samuele prese il corno dell'olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno lo spirito del Signore investì Davide" (I Samuele 16, 13).

"Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito" (Salmi 51, 11).

518 Nell'Antico Testamento ci sono accenni che riguardano la dispensazione dello Spirito Santo nel Nuovo Patto?

Sì, nell'Antico Testamento si trovano diversi accenni (per es. Ezechiele 36, 27) che lo Spirito di Dio sarà elargito a molte persone. Un importante accenno si legge in Gioele 2, 28-29: «Dopo questo, avverrà che io spargerò il mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni. Anche sui servi e sulle serve, spargerò in quei giorni il mio Spirito» (vedi anche Atti degli apostoli 2, 15 ss).

519 Gesù aveva promesso l'invio dello Spirito Santo?

Sì, ai suoi apostoli Gesù aveva promesso più volte che avrebbe mandato lo Spirito Santo, come per esempio in Giovanni 15, 26: «Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me».

520 Quando si adempì la promessa dell'invio dello Spirito Santo?

La promessa si adempì a Pentecoste, quando a Gerusalemme lo Spirito Santo si riversò sugli apostoli, sui discepoli e sulle discepole.

"Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi" (Atti degli apostoli 2, 1-4).

521 Quando avvenne l'unzione di Gesù con lo Spirito Santo?

Dopo il battesimo di Gesù, lo Spirito Santo scese su di Lui. Giovanni il battista ne rese testimonianza, dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui» (Giovanni 1, 32). Questo avvenimento può essere chiamato «unzione».

"Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio sigillo" (Giovanni 6, 27).

↗ Battesimo di Gesù: vedi le domande 129 ss

522 Che cosa significano il battesimo di Gesù e la successiva unzione con lo Spirito Santo?

Il battesimo di Gesù tramite Giovanni il battista e la discesa dello Spirito Santo su Gesù sono indizi dei sacramenti del Santo Battesimo con acqua e del Santo Suggello.

L'unzione di Gesù con lo Spirito Santo lo designa quale Messia. Essa accenna al sacramento del Santo Suggello. A questo fa riferimento anche Atti degli apostoli 10, 37-38: «Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza.»

Già nell'Antico Patto, mediante l'unzione si consacravano delle persone per certe funzioni, cospargendole di olio. L'unzione fu data a profeti, re e sacerdoti. Vedi anche «Messia» (= «l'Unto») nelle domande 111 e 112.

523 Da che cosa risulta che il Battesimo con acqua è una premessa per la ricezione del dono dello Spirito Santo?

Alla domanda che cosa dovessero fare, l'apostolo Pietro rispose a coloro che avevano sentito la predica di Pentecoste: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo» (Atti degli apostoli 2, 38).

524 Che cosa leggiamo negli Atti degli apostoli riguardo al Santo Suggello?

Un importante accenno al Santo Suggello è rappresentato da Atti degli apostoli 8, 14 ss: «Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e Giovanni. Essi andarono e pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo.»

Stando a questa testimonianza della Sacra Scrittura, il Santo Suggello è legato al ministero d'apostolo. Questo trova conferma anche in Atti degli apostoli 8, 18: Simone, il quale un tempo aveva praticato le arti magiche e poi era giunto alla fede, facendosi battezzare (cfr. Atti degli apostoli 8, 9-11), vedeva «che per l'imposizione delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito Santo.»

Da questi avvenimenti si comprende che i sacramenti del Santo Battesimo con acqua e del Santo Suggello sono due atti da distinguere chiaramente. Affermazioni simili troviamo anche in Atti degli apostoli 19, 1-6. A Efeso i discepoli avevano ricevuto soltanto il battesimo di Giovanni per il ravvedimento. Giunti alla fede in Gesù, furono dapprima battezzati nel nome del Signore Gesù. In seguito, tramite l'apostolo ricevettero il dono dello Spirito Santo: «E, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro.»

↗ Battesimo per il ravvedimento: vedi la domanda 485

525 In quale modo viene dispensato il sacramento del Santo Suggello?

Il sacramento del Santo Suggello viene dispensato da apostoli che trasmettono alla persona battezzata il dono dello Spirito Santo, nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Per fare questo, pregando impongono le mani sul capo del suggellando.

526 Quali sono le premesse per la ricezione del Santo Suggello?

Il Santo Suggello richiede dal ricevente la fede nella Trinità di Dio e negli apostoli inviati da Gesù Cristo. Deve già essere stato battezzato con acqua nella giusta forma. Deve professare la sua fede e promettere di voler seguire Cristo.

↗ "Nella giusta forma" (rite): vedi la spiegazione in merito alla domanda 488

527 Chi può ricevere il Santo Suggello?

Chiunque abbia i necessari requisiti può ricevere il Santo Suggello. Questo sacramento è somministrato sia ad adulti sia a bambini. Nel Santo Suggello di bambini, i genitori, rispettivamente le persone preposte all'educazione religiosa, devono professare la fede in rappresentanza dei bambini. Devono promettere di educare i bambini nella fede neo-apostolica.

528 Che cosa intendiamo con «rinascita d'acqua e di Spirito»?

Insieme, i due sacramenti del Santo Battesimo con acqua e del Santo Suggello rappresentano la «rinascita d'acqua e di Spirito», per mezzo della quale Dio forma la «nuova creatura», cioè vita proveniente da Dio.

"Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio»" (Giovanni 3, 5).

"Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove" (II Corinzi 5, 17).

529 Quale rapporto esiste tra il Santo Suggello e la rinascita d'acqua e di Spirito?

Il Santo Suggello è una parte della rinascita d'acqua e di Spirito. Con il Santo Suggello si porta a compimento ciò che Dio ha iniziato nel Battesimo con acqua. Il rinnovamento dell'uomo avviene tramite Dio, lo Spirito Santo, il quale si rivela quale Creatore di cose nuove.

↗ Santo Battesimo con acqua: vedi le domande 404, 481 ss

530 Quali effetti ha il Santo Suggello?

Nel Santo Suggello l'uomo è pervaso in modo permanente dallo Spirito Santo. Dio gli dona parte della sua indole; allora si concedono all'uomo la forza di Dio, la vita di Dio e l'amore di Dio: «L'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato» (Romani 5, 5).

Chi è stato suggellato appartiene a Dio; lo Spirito di Dio abita in lui in modo duraturo (cfr. Romani 8, 9).

Ora l'uomo è un figlio di Dio, chiamato a essere primizia: perciò la rinascita ha un effetto per il presente, nella figliolanza di Dio, e un effetto per il futuro, nella vocazione a essere primizia.

Quale figlio di Dio il credente è erede di Dio e coerede di Cristo. Lo «Spirito di adozione» che agisce nell'uomo grazie al Santo Suggello, si rivolge a Dio fiduciosamente con «Caro Padre».

Se la persona suggellata concede allo Spirito Santo spazio per svilupparsi, ne scaturiscono virtù divine che sono chiamate simbolicamente il «frutto dello Spirito Santo» (cfr. Galati 5, 22).

↗ Primizie: vedi la domanda 428

"Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo" (Galati 5, 22).

Il termine "figlio di Dio" ha vari aspetti:

  • Ogni uomo è figlio di Dio, essendo creato da Dio, e pertanto può dire «Padre» all'Onnipotente.
  • Ai tempi dell'Antico Testamento Dio ebbe cura del popolo d'Israele come un padre. Infatti, Israele fu da Dio chiamato «mio figlio, il mio primogenito» (cfr. Esodo 4, 22-23). Israele sta dunque in un rapporto di figliolanza con Dio. Quando, nel sermone sul monte, Gesù si rivolse ai giudei, Lui parlò di Dio chiamandolo anche il loro «Padre che è nei cieli».
  • A noi cristiani è stato dato il «Padre Nostro» e in questa preghiera fiduciosamente ci rivolgiamo a Dio, nostro Padre.
  • Infine, con «figliolanza di Dio» s'intende la condizione davanti a Dio che è contraddistinta dalla ricezione di tutti i sacramenti, dalla fede e dall'orientamento della vita sul ritorno di Cristo. La figliolanza di Dio si ottiene mediante la rinascita d'acqua e di Spirito. Quali «figli di Dio», ai rinati è promesso che potranno diventare eredi dell'Altissimo.

"… avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cris

9 La vita dopo la morte

531 Esiste una continuazione della vita dopo la morte?

Sì, l'essere umano è un essere corporale e anche un essere spirituale; è un'unità formata da corpo, anima e spirito.

Il corpo dell'uomo è mortale e sottostà alla fugacità. È tolto dalla terra e ridiventa terra (cfr. Genesi 3, 19). Per contro l'anima e lo spirito continuano a vivere anche dopo la morte corporale, sono immortali. Perciò la personalità dell'essere umano – l'essenziale, ciò che lui è, quello che ha vissuto, percepito, creduto e pensato – rimane anche dopo la morte del corpo.

"Infatti Dio creò l'uomo per l'immortalità, e lo fece a sua immagine e somiglianza" (Sapienza 2, 23).

532 Che cos'è la morte?

Si fa distinzione tra la morte corporale e la morte spirituale dell'uomo. La morte corporale significa la fine della vita terrena. Quando subentra, l'anima e lo spirito hanno lasciato il corpo. La morte spirituale è la separazione dell'uomo da Dio. Essa è una conseguenza del peccato.

Quando la Bibbia parla della morte «seconda» (cfr. Apocalisse 20, 6; 21, 8), s'intende la separazione da Dio, la quale diventa effettiva dopo il giudizio finale.

↗ Giudizio finale: vedi le domande 579-580

"Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 6, 23).

533 Che altro si deve ancora intendere con il termine "morte" nella Bibbia?

Nella Bibbia si usa il termine "morte" anche quale denominazione della potenza contraria a Dio, la quale minaccia la vita corporale e spirituale e la vuole distruggere. In un'immagine dell'Apocalisse di Giovanni la morte è descritta quale persona: «Guardai e vidi un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava si chiamava Morte; e gli veniva dietro il soggiorno dei morti» (Apocalisse 6, 8).

534 Chi ha potere sulla morte?

Il Dio trino è Signore della vita e della morte. Con la sua risurrezione Gesù Cristo ha vinto la morte. In questo modo ha reso possibile all'uomo l'accesso alla vita eterna: «[…] Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l'immortalità mediante il vangelo» (II Timoteo 1, 10).

535 Qual è il significato della risurrezione di Gesù Cristo?

La risurrezione di Gesù Cristo rappresenta il fondamento per la risurrezione dei morti. Essendo Lui risorto, anche i morti risusciteranno, «gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per una eterna infamia» (Daniele 12, 2).

"Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati" (I Corinzi 15, 51-52).

536 Nella Sacra Scrittura ci sono accenni a una continuazione della vita dopo la morte?

A una continuazione della vita dopo la morte si accenna già nell'Antico Testamento e nel Nuovo Testamento ci sono varie testimonianze in tal senso. Per esempio leggiamo in I Pietro 3, 19-20: «E in esso [Gesù Cristo] andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l'arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l'acqua.»

537 Dove si trovano gli esseri umani dopo la morte del corpo?

L'anima e lo spirito di persone decedute giungono nel regno dei morti, che chiamiamo anche «aldilà».

538 Che cosa intendiamo con «l'aldilà»?

Generalmente il termine "aldilà" si riferisce a tutti gli ambienti, eventi e condizioni situate fuori del mondo materiale. In un senso più stretto s'intende con «aldilà» il soggiorno dei morti (ebraico scheol, greco hades).

539 Esiste una reincarnazione dei morti?

No, ipotesi di una vita terrena ripetitiva (reincarnazione), sia quale uomo, animale o pianta, sono in contrasto con le affermazioni bibliche e perciò con i contenuti del Vangelo. «È stabilito che gli uomini muoiano una volta sola» (Ebrei 9, 27).

Con il termine "reincarnazione" si denominano ipotesi di una ripetizione della vita terrena dell'uomo in varie forme; esse non sono in sintonia con la dottrina cristiana.

540 Possiamo entrare in contatto con defunti?

Ricordandoci di persone defunte e pregando per loro, siamo collegati con loro.

Entrare in contatto con defunti, evocando o interrogando dei morti, è proibito da Dio e rappresenta dunque un peccato: «Non si trovi in mezzo a te chi […] esercita la divinazione, […] né incantatore, né chi consulta gli spiriti, […] perché il Signore detesta chiunque fa queste cose» (Deuteronomio 18, 10-12).

541 In quali condizioni si trovano le anime nell'aldilà?

Le condizioni delle anime nelle sfere dell'aldilà sono caratterizzate da vicinanza a Dio o lontananza da Dio. Con la morte del corpo l'anima dell'uomo non ha subito un cambiamento. Fede o incredulità, prontezza alla riconciliazione o inconciliabilità, amore o odio caratterizzano l'uomo non soltanto in questo mondo, ma anche nell'aldilà.

Questo stato di cose è evidenziato pure nella parabola di Gesù dell'uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr. Luca 16, 19-31), dove si parla di un luogo in cui si sta bene e di un luogo di tormento. I defunti possono rendersi conto delle proprie condizioni. Quelli che sono tormentati sperano in un aiuto.

542 Chi sono i «morti in Cristo»?

In I Tessalonicesi 4,16 si legge dei «morti in Cristo». Sono i defunti che hanno ricevuto la rinascita d'acqua e di Spirito e che si lasciano preparare alla rivenuta di Cristo. Anche loro appartengono alla comunità del Signore e si trovano in uno stato di giustizia con Dio, una condizione che si ottiene per grazia e per fede.

↗ Rinascita d'acqua e di Spirito: vedi le domande 528 e 529

"Le anime dei giusti sono in mano di Dio, e il tormento della morte non li potrà toccare; agli occhi degli stolti parve che essi morissero e la loro partenza fu stimata una sciagura e la loro separazione da noi una distruzione; ma essi sono nella pace" (Sapienza 3, 1-3).

543 Le condizioni delle anime nell'aldilà possono essere cambiate?

Sì, da quando Cristo ha portato il suo sacrificio, le condizioni delle anime nell'aldilà possono essere cambiate e migliorare.

Dopo la sua morte, Gesù Cristo si recò nel regno dei morti, dove predicò. Per chi la accetta con fede, la predicazione del Vangelo implica la possibilità di un cambiamento.

La salvezza può dunque essere ottenuta anche dopo la morte corporale dell'uomo.

↗ Salvezza: vedi le domande 243 ss, 546

544 In che modo per le anime nell'aldilà è possibile un cambiamento?

Nell'aldilà le anime che non hanno mai sentito parlare del Vangelo, che non hanno ottenuto il perdono dei peccati e non hanno ricevuto alcun sacramento, si trovano in una condizione di lontananza da Dio. Questa condizione può essere mutata soltanto mediante la fede in Gesù Cristo e nel suo sacrificio e con la ricezione dei sacramenti.

545 Quali affermazioni si trovano nella Sacra Scrittura riguardo a un aiuto per anime defunte?

In II Maccabei 12 si legge di uomini che avevano venerato degli idoli ed erano caduti nel combattimento. Si pregava dunque per loro perché ottenessero un aiuto nelle condizioni peccaminose delle loro anime. Si fece una colletta per comprare animali da sacrificio, perché si potesse offrire un sacrificio d'espiazione.

Il riferimento biblico alla dispensazione dei sacramenti a defunti è il passaggio di I Corinzi 15, 29: a Corinto si battezzavano dei viventi a favore dei morti. Questa consuetudine è stata proseguita dagli apostoli del nuovo tempo. Si istaurarono i servizi divini a favore dei defunti come li conosciamo oggi.

546 Noi possiamo essere un aiuto per i defunti?

Sì, possiamo intercedere in preghiera per le anime non redente e invocare che il Signore dia loro un aiuto. Possiamo anche pregare che le anime giungano alla fede in Gesù Cristo e che siano ben disposte in tal senso e pronte ad accettare la salvezza che Dio vuole loro donare.

I morti e i viventi in Cristo formano un insieme e a favore delle anime non redente operano nel sentimento di Cristo, sia nell'aldilà sia in questo mondo.

La redenzione stessa, però, avviene unicamente per mezzo di Gesù Cristo.

↗ Redenzione: vedi le domande 215 ss

↗ Salvezza: vedi le domande 243, 248 ss

La locuzione "in questo mondo" si riferisce in generale a tutti gli ambienti, eventi e condizioni situati nell'ambito del mondo materiale.

547 In che cosa consiste l'elargizione di salvezza ai defunti?

Gesù Cristo è il Signore dei morti e dei viventi. È volontà di Dio che tutti gli uomini siano salvati (cfr. I Timoteo 2, 4-6). Questo avviene per mezzo della predica, dei sacramenti e del perdono dei peccati. A questo riguardo è indispensabile credere in Gesù Cristo; questo vale in ugual misura per morti e viventi.

Che si debba annunciare il Vangelo anche ai defunti, è deducibile da I Pietro 4, 6: «Infatti per questo è stato annunziato il vangelo anche ai morti; affinché, dopo aver subìto nel corpo il giudizio comune a tutti gli uomini, possano vivere mediante lo Spirito.»

"Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3, 16).

548 In che modo e per mezzo di chi avviene l'elargizione di salvezza a defunti?

La somministrazione del Santo Battesimo con acqua, del Santo Suggello e della Santa Cena a favore di defunti avviene per mezzo di apostoli, i quali eseguono questi atti visibilmente su persone viventi. In questo caso gli effetti di salvezza non sono a beneficio dei viventi, bensì dei defunti.

Gesù Cristo ha compiuto il suo sacrificio sulla terra, e così anche l'elargizione di salvezza tramite gli apostoli avviene sulla terra.

↗ Santo Battesimo con acqua: vedi le domande 481 ss

↗ Santa Cena: vedi le domande 494 ss

↗ Santo Suggello: vedi le domande 515 ss

10 La dottrina riguardante le cose future

549 Da quali fonti attingiamo cognizioni riguardanti gli eventi futuri?

La dottrina degli eventi che avverranno nel futuro (escatologia) si basa sulla Sacra Scrittura. Molti accenni al futuro della storia della salvezza sono racchiusi nei Vangeli e nelle lettere degli apostoli. Affermazioni basilari si trovano nell'Apocalisse di Giovanni, la quale parla in forma metaforica delle cose che avverranno.

↗ Escatologia: vedi la spiegazione in merito alla domanda 40

550 Quale avvenimento futuro è la meta della fede dei cristiani neo-apostolici?

Gesù Cristo ritorna: questa è un'affermazione fondamentale del Vangelo. Gli apostoli predicano il ritorno del Signore sin dalla sua ascensione al cielo. Essere accettati da Lui in questo evento è la meta della fede dei cristiani neo-apostolici.

551 Chi ha promesso il ritorno di Gesù Cristo?

Gesù Cristo stesso ha promesso ai suoi apostoli: «Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi» (Giovanni 14, 3).

Alla sua ascensione questa promessa fu confermata da angeli: «Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo» (Atti degli apostoli 1, 11).

552 Chi conosce il momento del ritorno di Cristo?

Né uomini né angeli possono sapere in quale giorno e in quale ora Gesù Cristo tornerà; lo sa unicamente il Dio trino.

553 Che cosa consegue dal fatto che nessun uomo conosce il momento del ritorno di Cristo?

Dato che nessun uomo conosce il momento della rivenuta di Cristo, il credente è esortato a tenersi pronto per questo avvenimento ogni giorno. Il Figlio di Dio lo riassume nelle parole: «Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà» (Matteo 24, 42). Anche con parabole Gesù illustrava che si debba essere desti nella fede in ogni ora e aspettarlo.

↗ Parabole in merito al ritorno di Cristo: vedi la domanda 157

"Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrare lo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque avvedute […]"

Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono. Verso mezzanotte si levò un grido: «Ecco lo sposo, uscitegli incontro!» Allora tutte quelle vergini si svegliarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle avvedute: «Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.» […] Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui nella sala delle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi vennero anche le altre vergini […] Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora" (Matteo 24, 43-51; 25, 1-30).

554 Quale fu l'atteggiamento dei primi apostoli in merito alla promessa del ritorno di Cristo?

La promessa del ritorno di Cristo aveva un ruolo importante nella predicazione dei primi apostoli. Accanto al sacrificio meritorio e alla risurrezione di Gesù, essa faceva parte dei più importanti contenuti della loro fede. Erano convinti che Gesù sarebbe tornato nella loro epoca: «Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati» (I Corinzi 15, 51).

L'apostolo Paolo si rivolse alla comunità di Corinto con il saluto: «Marana tha», il che significa: «Il nostro Signore viene!», oppure «Vieni, nostro Signore!» (cfr. I Corinzi 16, 22).

L'appello di essere sempre pronti alla rivenuta di Cristo si manifesta anche nell'Apocalisse di Giovanni, nelle parole del Signore: «Io vengo presto!» (cfr. Apocalisse 3, 11; 22, 7, 12 e 20).

555 Che cosa significa la promessa del ritorno di Cristo per noi?

Che Gesù Cristo tornerà e prenderà con sé la comunità della sua sposa, è una delle certezze basilari del Vangelo. Lui stesso ha promesso che ritornerà (cfr. Giovanni 14, 3).

↗ Comunità della sposa: vedi le domande 562 ss

556 Perché crediamo che la rivenuta di Cristo sia vicina?

Il fatto che il ministero d'apostolo sia stato ristabilito è un segno che la rivenuta di Cristo è vicina. L'aspettazione che si adempia questa promessa del Signore sta oggi al centro della fede neo-apostolica, nello stesso modo come la speranza del singolo di vivere personalmente il ritorno di Cristo e di essere rapito e unito a Lui.

↗ Trasfigurazione e prelevamento: vedi le domande 559 ss

557 Come avviene la preparazione al ritorno di Cristo?

Gli apostoli preparano i fedeli al ritorno di Cristo con la parola e i sacramenti. Questi vi orientano consapevolmente la propria vita.

558 Come descrive l'apostolo Paolo la rivenuta di Cristo nelle sue lettere?

In I Tessalonicesi 4, 15-17 leggiamo: «Poiché vi diciamo questo fondandoci sulla parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore.»

In I Corinzi 15, 51-52 sta scritto: «Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati.»

In Filippesi 3, 20-21 si legge: «Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore, che trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, mediante il potere che egli ha di sottomettere a sé ogni cosa.»

559 Che cosa avviene al ritorno di Cristo?

Riassumendo, da queste affermazioni dell'apostolo Paolo risulta che:

al ritorno del Signore, dapprima risusciteranno incorruttibili coloro che sono morti in Cristo. I viventi che si sono lasciati preparare alla rivenuta di Cristo, saranno trasmutati senza dover subire la morte del corpo;

i morti e i viventi riceveranno il «corpo della gloria» che è paragonabile al corpo di risurrezione di Cristo. Insieme saranno rapiti presso Gesù Cristo e giungeranno così nell'eterna comunione con la Trinità di Dio.

Questi avvenimenti appartengono alla prima risurrezione, di cui si parla in Apocalisse 20, 5-6.

↗ Risurrezione: vedi le domande 574 ss

↗ Corpo di risurrezione di Cristo: vedi la domanda 189

"Incorruttibile" significa "immortale, non soggetto a deperimento". A differenza del nostro corpo attuale, il corpo della risurrezione non sarà soggetto al degrado.

560 Come si giustifica la speranza del fedele di non dover subire la morte del corpo?

La speranza del credente di non dover subire la morte del corpo si basa sull'affermazione dell'apostolo Paolo: «Perciò in questa tenda gemiamo, desiderandointensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste […], desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. Or colui che ci ha formati per questo è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito» (II Corinzi 5, 2 e 4-5).

Con «abitazione» l'apostolo si riferisce al «corpo della gloria» che sarà dato non soltanto a quelli che risusciteranno, bensì anche a coloro che saranno trasmutati al momento del ritorno di Cristo. «Essere rivestiti» significa ricevere un nuovo corpo senza dover dapprima morire. Qui la dicitura «essere spogliati» è sinonimo di «morire».

561 Chi sarà prelevato al ritorno di Cristo?

Al ritorno di Cristo il prelevamento è dapprima promesso a coloro che sono rinati d'acqua e di Spirito, che credono in Gesù Cristo e lo seguono. Questa schiera è chiamata anche «la comunità della sposa» o «il figlio maschio» (Apocalisse 12, 5).

Se Dio concede la grazia del prelevamento ad altre persone, si sottrae alla valutazione umana e sta alla sola decisione di Dio.

↗ Rinascita d'acqua e di Spirito: vedi la domanda 528

Con "prelevamento" o "rapimento" s'intende che al ritorno di Cristo persone umane giungono direttamente nell'immediata comunione con Dio.

562 Chi fa parte della «comunità della sposa»?

Ai suoi apostoli Gesù Cristo ha affidato l'incarico di preparare la Chiesa di Cristo al congiungimento con Lui nel suo ritorno. L'apostolo Paolo scrive in merito: «Sono geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo» (II Corinzi 11, 2). L'immagine della «casta vergine» si allaccia all'immagine della «sposa» (Apocalisse 19, 7). Chi ne farà parte e chi sarà unito a Gesù Cristo, si saprà soltanto al ritorno di Cristo.

563 Ci sono segni caratteristici che contraddistinguono quelli che appartengono alla comunità della sposa?

Sì, una caratteristica saliente è che aspettano giornalmente il ritorno di Cristo e sono perseveranti nel pregare: «Signore, vieni presto!» (cfr. Apocalisse 22, 17-20).

564 Nella Bibbia sono menzionate altre caratteristiche della comunità della sposa?

Sì, altre caratteristiche della comunità della sposa sono menzionate in Apocalisse 14, 1-5. Qui, per la comunità della sposa si adopera l'immagine di una schiera di «centoquarantaquattromila». La cifra non è da intendersi letteralmente, perché ha un carattere simbolico; deriva dal numero dodici delle tribù d'Israele. Questa schiera è descritta con le seguenti immagini: «L'Agnello che stava in piedi sul monte Sion e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulla fronte. […] Essi sono quelli che seguono l'Agnello dovunque vada. Essi sono stati riscattati tra gli uomini per esser primizie a Dio e all'Agnello. Nella bocca loro non è stata trovata menzogna: sono irreprensibili.»

565 Quale significato hanno le metafore in Apocalisse 14, 1-5?

Il contrassegno (sigillo) del nome «dell'Agnello» e del Padre significa che i centoquarantaquattromila sono possedimento di Dio.

«Essere irreprensibili», «non aver trovato menzogna nella loro bocca» e «seguire l'Agnello» sono espressioni che significano una vita vissuta secondo il Vangelo nella parola e nelle azioni.

Il termine "primizie" è inteso per quelli che Cristo prenderà con sé al suo ritorno: sono loro che riceveranno per primi la salvezza perfetta.

Con «Agnello» s'intende Gesù Cristo: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!» (Giovanni 1, 29).

In Apocalisse 5, 12 si dice che l'Agnello immolato avrà la vittoria. Questo significa che il Figlio di Dio, umiliato e crocifisso, trionferà e vincerà.

↗ Salvezza: vedi le domande 243 ss

"Degno è l'Agnello, che è stato immolato, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l'onore, la gloria e la lode" (Apocalisse 5, 12).

566 Quando saranno le «nozze dell'Agnello»?

Le «nozze dell'Agnello», ossia il congiungimento della comunità della sposa con lo Sposo Gesù Cristo, avverranno quando Lui sarà tornato e quando la comunità della sua sposa sarà stata trasmutata e prelevata.

567 Che cosa avverrà alle «nozze dell'Agnello»?

La comunità della sposa potrà essere partecipe della magnificenza di Cristo e sarà in comunione immediata e indissolubile con Dio.

↗ Comunità della sposa: vedi le domande 562 ss

"Alleluia! Perché il Signore, nostro Dio, l'Onnipotente, ha stabilito il suo regno. Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell'Agnello e la sua sposa si è preparata. Le è stato dato di vestirsi di lino fino, risplendente e puro; poiché il lino fino sono le opere giuste dei santi. E l'angelo mi disse: «Scrivi: Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello»" (Apocalisse 19, 6-9).

568 Che cosa avverrà sulla terra dopo il ritorno di Cristo?

Dopo il ritorno di Cristo inizierà un tempo in cui la gente e il creato avranno da soffrire, essendo esposti al potere di Satana. Questo periodo è chiamato la «grande tribolazione».

↗ Grande tribolazione: vedi le domande 405, 409

569 Nel tempo della «grande tribolazione» ci sarà un riparo?

Sì, nel tempo della «grande tribolazione» ci sarà un riparo spirituale per quelli che appartengono alla Chiesa di Cristo, ma che non saranno stati prelevati da Gesù Cristo.

Nell'Apocalisse essi sono raffigurati con l'immagine della donna rivestita del sole, che ha partorito un figlio maschio. Loro riceveranno anche ulteriormente un accompagnamento divino e cure spirituali, in modo che la loro fede rimanga preservata (cfr. Apocalisse 12, 6).

Nel periodo della «grande tribolazione» saranno uccise delle persone che si professano per Cristo. Questi testimoni irremovibili diventeranno dunque dei martiri (testimoni di sangue).

570 Che cosa succede con i martiri del periodo della «grande tribolazione»?

Le persone che nel periodo della «grande tribolazione» avranno professato Cristo e saranno state uccise per questo motivo, parteciperanno alla prima risurrezione, come già prima l'avrà fatto la comunità della sposa.

↗ Prima risurrezione: vedi le domande 574 ss

571 Che cosa avverrà dopo le «nozze dell'Agnello» e dopo la «grande tribolazione»?

Dopo le «nozze dell'Agnello» Gesù Cristo ritornerà sulla terra insieme con la comunità della sposa e porrà fine al tempo della «grande tribolazione».

572 Che cosa succederà a Satana dopo il tempo della «grande tribolazione»?

Stando ad Apocalisse 20, 1-3, Satana sarà «legato» con tutti i suoi seguaci, ossia le potenze contrarie a Dio, e «gettato nell'abisso». Quindi gli sarà tolta ogni potestà e più nessuno potrà essere sedotto da Satana.

573 Che cosa avverrà quando Satana sarà legato e non avrà più potere?

Quando Satana sarà legato e sarà tolta ogni potestà alle potenze contrarie a Dio, avverrà la risurrezione dei martiri venuti dalla «grande tribolazione». In questo modo i martiri partecipano alla prima risurrezione.

574 Quali avvenimenti sono racchiusi nella prima risurrezione?

Nella prima risurrezione risusciteranno i «morti in Cristo» e saranno prelevati insieme con i viventi che appartengono alla comunità della sposa.

Dopo le «nozze in cielo» i martiri venuti dalla «grande tribolazione» risusciteranno e saranno annoverati al real sacerdozio.

Questi due eventi sono chiamati «prima risurrezione»: «Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni» (Apocalisse 20, 6).

↗ Prelevamento, rapimento / trasfigurazione, trasmutazione: vedi le domande 559 ss

↗ Grande tribolazione: vedi le domande 569 ss

575 Che cosa succederà al termine della prima risurrezione?

Terminata la prima risurrezione, Cristo erigerà sulla terra il suo regno di pace e governerà per «mille anni». Questi «mille anni» significano simbolicamente un periodo lungo ma limitato.

576 In quel periodo la gente commetterà ancora peccati?

Sì. Pur essendo stato tolto il potere a Satana, che non potrà più sedurre nessuno al peccato, gli uomini rimarranno sempre ancora peccatori e saranno mortali, perché l'inclinazione al peccato non sarà abolita. Questo non vale per chi avrà partecipato alla prima risurrezione.

↗ Inclinazione al peccato: vedi la domanda 227 e la rispettiva spiegazione

↗ Prima risurrezione: vedi la domanda 574

577 Che cosa avverrà sulla terra durante il regno della pace?

Nel periodo del regno della pace di Cristo, Gesù Cristo, assieme al real sacerdozio, annuncerà il Vangelo indisturbatamente. Il Vangelo sarà proclamato a tutta la gente che vive sulla terra e anche a tutte le anime nei domini dei defunti. Alla fine del regno di pace tutti gli uomini di tutti i tempi saranno venuti a conoscenza del Vangelo di Gesù Cristo.

↗ Real sacerdozio: vedi le domande 259, 409 e 574

578 Che cosa avverrà alla fine del regno di pace?

Alla fine del regno di pace, Satana sarà sciolto e avrà un'ultima opportunità di sedurre gli uomini. Dopo la vittoria di Cristo, sarà «gettato nello stagno di fuoco e di zolfo» (cfr. Apocalisse 20, 7-10). Allora il male avrà perso il suo potere per ogni eternità.

579 Che cosa succederà quando il male avrà perso il suo potere per sempre?

Quando il male avrà perso il suo potere per sempre, avverrà la risurrezione dei morti per il giudizio. Allora Gesù Cristo giudicherà tutti gli uomini che hanno vissuto. Unicamente quelli che avranno partecipato alla prima risurrezione non dovranno sottostare a questo giudizio finale.

Il "giudizio finale" è il giudizio conclusivo su tutti gli uomini che non sono stati partecipi alla prima risurrezione. Questo Giudizio è descritto in Apocalisse 20, 11-15.

"E i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere" (Apocalisse 20, 12).

580 Che cosa succederà a coloro che dovranno sottostare al giudizio finale?

Quelli che nel giudizio finale troveranno grazia, saranno abitanti della nuova creazione di Dio, insieme con quelli che saranno stati partecipi alla prima risurrezione. Tutti questi potranno avere eterna comunione con Dio, gli altri rimarranno nella desolazione della lontananza da Dio.

581 Che cosa afferma la Bibbia sulla nuova creazione di Dio?

Dopo il giudizio finale, Dio porrà una nuova creazione al posto di quella precedente: «Egli [Dio] abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio» (Apocalisse 21, 3). Con questo si adempie la speranza espressa in II Pietro 3, 13: «Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.» Questo regno di Dio sarà eterno; allora Dio sarà tutto in tutti (cfr. I Corinzi 15, 28).

11 Aspetti storici del Cristianesimo

582 Come nacquero le prime comunità cristiane?

La prima comunità cristiana nacque il giorno di Pentecoste a Gerusalemme (cfr. Atti degli apostoli 2, 37 ss); essa era formata unicamente da giudei. A causa di persecuzioni, molti credenti fuggirono da Gerusalemme (Atti degli apostoli 8, 1; 11, 19). Anche nel loro nuovo ambiente annunciarono con successo il Vangelo. In questo modo si formarono comunità cristiane anche altrove.

583 In quale modo il Vangelo giunse ai pagani?

Dapprima gli apostoli furono del parere che il Vangelo dovesse essere annunciato soltanto ai giudei. Ma Dio, con un'apparizione, fece capire all'apostolo Pietro che il Vangelo è destinato anche ai pagani (cfr. Atti degli apostoli 10 e 11).

Nella riunione degli apostoli a Gerusalemme si chiarirono questioni riguardanti la missione tra i pagani e il significato della Legge mosaica per i pagani battezzati (cfr. Atti degli apostoli 15, 1-29). Queste decisioni contribuirono a far sì che alla fine le comunità cristiane si scostassero da molte tradizioni della fede giudaica.

↗ Pagani: vedi la spiegazione in merito alla domanda 256

↗ Legge mosaica: vedi le domande 272 ss

In casi particolari, per mezzo di una apparizione Dio mostra la sua volontà a persone da Lui prescelte al riguardo. Una simile apparizione è chiamata anche "visione".

584 Quale apostolo annunciava il Vangelo ai pagani?

Soprattutto l'apostolo Paolo annunciava il Vangelo ai pagani. Per questo viaggiava, in parte accompagnato dall'apostolo Barnaba, nell'odierna Turchia, in Grecia, a Cipro e infine anche in Italia.

585 Dove nacque la denominazione di "cristiano"?

Fu ad Antiochia che i seguaci di Cristo furono chiamati "cristiani" per la prima volta (cfr. Atti degli apostoli 11, 26).

586 Per quanto tempo operarono gli apostoli?

Nella Chiesa primordiale, gli apostoli operarono presumibilmente fin verso lo scadere del primo secolo dopo Cristo. Giovanni è considerato l'ultimo apostolo della Chiesa primordiale. Poi iniziò il tempo in cui, pur esistendo ancora il ministero d'apostolo, non c'erano più persone a rappresentarlo. Soltanto nel XIX secolo avvenne la nuova istituzione di persone nel ministero d'apostolo.

↗ Istituzione di persone nel ministero d'apostolo: vedi la domanda 450 e la rispettiva spiegazione

↗ Continuità del ministero d'apostolo: vedi le domande 447 ss

587 In quale modo si manifestò l'operare dello Spirito Santo dopo la morte dei primi apostoli?

Lo Spirito Santo ebbe cura perché fosse realizzata la raccolta vincolante degli scritti dell'Antico e del Nuovo Testamento (canone).

Per mezzo dell'operare dello Spirito Santo, in riunioni ecclesiastiche (concili) si giunse a formulare importanti principi basilari della dottrina cristiana. Di questi fanno parte, tra l'altro, l'assioma della Trinità di Dio, l'attestazione che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, nonché la cognizione dell'importanza decisiva del sacrificio di Gesù e della sua risurrezione per la salvezza e la redenzione dell'umanità.

Inoltre è da attribuire all'opera dello Spirito Santo attraverso i secoli, la realtà che il cristianesimo si è potuto affermare in tutto il mondo.

↗ Bibbia, canone: vedi le domande 12 ss

↗ Concilio: vedi la spiegazione in merito alla domanda 33

↗ Trinità di Dio: vedi le domande 61 ss

↗ Le due nature di Gesù Cristo: vedi le domande 103 ss

588 Come avvenne in questo tempo l'elargizione di salvezza?

La salvezza fu elargita soprattutto con l'annuncio del Vangelo e con la somministrazione del Santo Battesimo con acqua.

↗ Salvezza: vedi le domande 243 ss

589 Quale sviluppo ebbe il cristianesimo a partire dal II secolo?

Ciò che era iniziato con la lapidazione del diacono Stefano, assumeva dimensioni di vere ondate di persecuzioni: molti cristiani furono uccisi a causa della propria fede, diventando dei martiri.

Nonostante le persecuzioni e numerose ostilità, la fede cristiana si diffuse in tutto l'Impero romano.

↗ Martiri: vedi la spiegazione in merito alla domanda 394

590 Chi trasmetteva il messaggio dei primi apostoli ai posteri?

Il messaggio originale degli apostoli era trasmesso e continuato dai "Padri apostolici". Si trattava di insegnanti ecclesiastici di grande influenza. Di loro fanno parte Clemente di Roma (morto attorno all'anno 100), Ignazio di Antiochia (morto attorno all'anno 115), Policarpo, vescovo di Smirne (nato attorno all'anno 69, morto attorno all'anno 155), e Papia di Ierapoli (nato attorno all'anno 70, morto attorno agli anni 130-140). Si premuravano di difendere la fede cristiana tra pagani e giudei e di conservare i principi basilari della dottrina cristiana.

Una personalità che diede una particolare impronta alla Chiesa era Anastasio il Grande (circa 295-373), sotto l'influsso del quale, nell'anno 325, fu formulata la professione di fede di Nicea.

591 Chi furono i Padri della Chiesa?

I «Padri della Chiesa» erano studiosi che dopo i Padri apostolici formularono le verità fondamentali cristiane. Di loro fanno parte Ambrogio da Milano (339-397), Gerolamo (347-420) e Agostino d'Ippona (354-430).

592 In quale anno il cristianesimo divenne religione di Stato nell'Impero romano?

Dopo gravi tempi di persecuzione, nell'anno 313 l'imperatore romano Costantino il Grande proclamò per i cristiani la libertà di religione.

Nell'anno 381 l'imperatore Teodosio elevò il cristianesimo a religione di Stato e vietò la venerazione di divinità pagane.

"Libertà di religione" significa che qualcuno possa scegliere, professare ed esercitare liberamente la propria religione e ideologia.

593 In che modo si sviluppava il cristianesimo fino al medioevo?

Ai tempi delle Invasioni barbariche (IV-V secolo), il cristianesimo ebbe un rinvigorimento in Europa e in Asia.

Nella diffusione del cristianesimo ebbe un ruolo importante il monachesimo, il quale era sorto sin dal III secolo, dapprima in Egitto. Un compito predominante dei monaci era di vivere in povertà, conformemente all'esempio di Gesù e di divulgare la fede cristiana. Nel medioevo monaci e monache davano sovente un importante contributo in campo scientifico ed erano impegnati nei settori dell'agricoltura e delle opere sociali.

In Europa il cristianesimo caratterizzava sempre di più la vita del popolo, la cultura, la politica e la società.

Nell'anno 1054 avvenne lo scisma tra una Chiesa occidentale (cattolica-romana) e una Chiesa orientale (cattolica-ortodossa).

Il monachesimo è una forma di vita in cui, distaccati da ciò che è mondano, si cerca di dedicare la propria esistenza unicamente alla religione. Al monachesimo appartengono uomini (monaci) e donne (monache).

594 Con che cosa i cristiani si vedevano confrontati sempre di più a partire dal VII secolo?

A partire dal VII secolo, i cristiani in parti dell'Asia, dell'Africa e anche dell'Europa erano confrontati con una nuova religione, l'Islam. Vaste regioni andavano perse alla fede cristiana, come per esempio il Medio Oriente e l'Africa del Nord.

Ci furono combattimenti, per esempio le crociate, tra il 1095 e il 1270, in Oriente, aventi lo scopo di riconquistare Gerusalemme e la Terra Santa per la cristianità.

L'Islam è la più recente grande religione mondiale. Fu fondato da Maometto nel VII secolo dopo Cristo. L'Islam proclama la fede in un unico Dio, ma non sotto forma di Trinità. Gesù ha per loro lo stato di un profeta. La sacra scrittura dell'Islam è il Corano.

Crociate: la Palestina con Gerusalemme era sotto il dominio islamico. Tra l'XI e il XIII secolo vi furono dei papi che invitarono a riportare questi territori sotto la sovranità cristiana. Queste campagne sono chiamate "crociate" e i combattenti, "crociati", perché partivano in nome e in onore della croce di Cristo.

595 Perché ci furono sforzi per una riforma della Chiesa?

Nel medioevo, all'interno della Chiesa ci fu un processo di sempre più marcato secolarismo: la fede e l'insegnamento perdevano sempre di più il loro valore. Questo è da ricondurre a una mancanza di orientamento sul Vangelo.

Aumentavano quindi gli sforzi atti a riformare la Chiesa. Da un lato il monachesimo si adoperò a favore di una riforma della Chiesa, dall'altro lato anche uomini come il francese Pietro Valdo (1140, morto prima del 1218), il teologo inglese John Wyclif (1330-1384) e il rettore dell'università di Praga, Jan Hus (1369-1415). Tutti loro criticavano energicamente la Chiesa secolarizzata. I movimenti da loro iniziati e sostenuti si diffusero in vaste parti dell'Europa e portarono infine alla Riforma.

596 Che cos'è la Riforma?

La Riforma (dal latino reformatio "ripristino, rinnovo") è un movimento religioso di rinnovamento, fondato sul desiderio di un ritorno al pensiero del Vangelo.

È legata strettamente al monaco tedesco Martin Lutero (1483-1546). Secondo la sua convinzione, l'unica base della dottrina doveva essere la testimonianza biblica di Gesù Cristo. Lutero tradusse la Bibbia dalla lingua ebraica e greca in tedesco, rendendola così accessibile al popolo.

Autonomamente, nel 1534 nacque in Inghilterra la Chiesa di Stato anglicana.

597 Chi erano i più importanti riformatori?

Oltre a Martin Lutero di Wittenberg c'erano il riformatore Ulrico Zwingli (1484-1531), che operava a Zurigo, e Giovanni Calvino, che a Ginevra iniziò un movimento autonomo di riforma.

598 Come reagì la Chiesa Cattolica-romana alla riforma?

Come reazione alla riforma, il concilio di Trento (dal 1545) diede avvio a un rinnovamento della Chiesa, preparando il terreno alla controriforma. Questo portò a un rinvigorimento del papato.

Con il termine "controriforma" si denomina il movimento di opposizione della Chiesa Cattolica-romana alla riforma.

599 Quali furono le conseguenze della controversia tra protestantesimo e cattolicesimo?

In seguito alla controversia tra Protestanti e Cattolici, in Europa ci fu la Guerra dei trent'anni (1618-1648), che tra l'altro ebbe per conseguenza un rafforzamento dell'influsso dello Stato sulla Chiesa. Il regnante decideva a quale religione dovevano aderire i suoi sudditi.

Con "protestanti" si denominano gli aderenti alla riforma.

600 Com'era la situazione del Cristianesimo nell'Europa del XVIII secolo?

Nel XVIII secolo la fede cristiana era spesso associata a un'ideologia che considerava come unico criterio di giudizio l'intelletto umano (illuminismo). In reazione a questo, guadagnò importanza il pietismo, un movimento all'interno della Chiesa riformata. I pietisti si dedicano a un intenso studio della Bibbia e sono impegnati in campo sociale e missionario.

↗ Missionario, Missione: vedi la spiegazione in merito alla domanda 393

601 Com'era la situazione del Cristianesimo nel XIX secolo?

Nel XIX secolo ci furono degli sforzi atti a riguadagnare per il Vangelo quelle persone che, a causa della loro povertà e ignoranza, si erano allontanate dalla fede cristiana ("missione interna"). Si fondavano anche "società missionarie" che si occupavano di un'ulteriore diffusione del cristianesimo in paesi extraeuropei, soprattutto in Africa.

602 Quali importanti sviluppi si ebbero nel Cristianesimo del XIX secolo?

Di grande importanza, soprattutto nel protestantesimo in Inghilterra e negli Stati Uniti, furono i cosiddetti «movimenti di risveglio»: cristiani credenti lanciarono l'appello di ritornare, da un cristianesimo abitudinario, a una fede cristiana piena di vita. A questo richiamo di rivalorizzazione del Vangelo si abbinava spesso la speranza nella rivenuta di Cristo.

Questo è lo sfondo storico, davanti al quale Dio stava preparando il ripristino dell'attività di apostoli.

603 In che modo si svolse la riattivazione del ministero d'apostolo nel XIX secolo?

Tra il 1826 e il 1829 uomini credenti si riunivano in conferenze ad Albury (Inghilterra meridionale) per studiare insieme l'Apocalisse di Giovanni. Queste conferenze si svolgevano su invito del banchiere Henry Drummond (1786-1860), in stretta collaborazione con Edward Irving (1792-1834), un ecclesiastico della Chiesa nazionale scozzese. I partecipanti alle conferenze volevano ottenere chiarezza su affermazioni bibliche concernenti l'operare dello Spirito Santo e il ritorno di Cristo.

Anche in Scozia alcuni credenti, appartenenti a diverse confessioni, aspettavano un operare più concreto dello Spirito Santo. In queste cerchie, nel 1830 si manifestarono delle guarigioni, l'esprimersi in lingue sconosciute e profezie, fenomeni che fecero notevole scalpore.

Nell'autunno 1832, a Londra John Bate Cardale (1802-1877) fu vocato apostolo tramite lo Spirito Santo e denominato da Henry Drummond quale apostolo.

Dal settembre 1833 furono vocati altri undici apostoli tramite profezie, soprattutto per opera del profeta Oliver Taplin (1800-1862).

604 Come si formò la Chiesa Cattolica-apostolica?

Nel 1835 gli apostoli si ritiravano per un anno ad Albury, per intense consultazioni tra loro. Elaborarono il Grande Testimonium (1837), un documento di confessione che recapitarono a tutte le guide spirituali e laiche del Cristianesimo.

Nel Testimonium gli apostoli invitavano i cristiani a unirsi sotto la loro guida e a prepararsi alla rivenuta di Cristo. Non s'intendeva dunque creare una nuova Chiesa, bensì riunire nell'apostolato le diverse Chiese esistenti.

Ma la maggioranza dei cristiani non accettò l'invito degli apostoli. I pochi cristiani che prestarono fede agli apostoli, si unirono in una nuova Chiesa, la Chiesa Cattolica-apostolica.

605 Quando avvennero i primi Suggelli?

I primi Suggelli, allora chiamati «imposizione apostolica delle mani» furono nel 1847 in Inghilterra, Canada e Germania.

606 Che cosa accadde quando alcuni degli apostoli morirono?

Nell'anno 1855 morirono tre apostoli. I profeti Edward Oliver Taplin (1800-1862) e Heinrich Geyer (1818-1896) designarono dei successori nel ministero d'apostolo, ma queste vocazioni non furono riconosciute dagli apostoli rimanenti. Non ci furono altre ordinazioni di apostoli.

Questo modo di considerare le cose ebbe come conseguenza che, dopo la morte dell'ultimo apostolo ancora in vita, Francis V. Woodhouse, nell'anno 1901 non c'erano più apostoli. Non si eseguirono più neppure ordinazioni di ministri.

607 Com'è nata la Chiesa Neo-Apostolica?

Il 10 ottobre 1862, a Königsberg il sacerdote Rudolf Rosochacky (1815-1894), conducente della comunità cattolica-apostolica di quella località, fu nominato apostolo tramite il profeta Heinrich Geyer (1818-1896). Ma gli apostoli della Chiesa Cattolica-apostolica non riconobbero questa vocazione.

Tuttavia, il profeta Geyer e la guida della comunità cattolica-apostolica di Amburgo, Friedrich Wilhelm Schwartz (1815-1895), erano convinti che questa vocazione fosse opera dello Spirito Santo.

Il 4 gennaio 1863 la comunità di Amburgo accettò questa nomina al ministero d'apostolo e per questo fu poi estromessa dalla Chiesa Cattolica-apostolica.

Perciò l'inizio della Chiesa Neo-Apostolica è da collocare nel gennaio 1863.

Anche quando l'apostolo Rosochacky si dimise dal suo ministero poco più tardi, Geyer, Schwartz e la comunità di Amburgo rimasero fermi sulla posizione che si era trattata di una vocazione divina.

608 Che cosa avvenne in seguito?

Furono designati quali apostoli il sacerdote Carl Wilhelm Louis Preuss (1827-1878) e poco dopo Friedrich Wilhelm Schwartz. L'apostolo Preuss operava nella Germania settentrionale, mentre l'apostolo Schwartz aveva per area di attività i Paesi Bassi.

A brevi intervalli seguivano altre vocazioni di apostoli. La comunità che si era formata si chiamava «Missione generale cristiana apostolica».

Nell'anno 1872 Friedrich Wilhelm Menkhoff (1826-1895) fu designato quale apostolo per la Vestfalia e la Renania.

Nel 1884 l'apostolo Menkhoff creò in Germania il periodico ecclesiastico «Der Herold» [L'Araldo]. Da lui consigliato, l'apostolo Schwartz eliminò, dapprima nella sua area di attività, i paramenti liturgici e molti elementi della liturgia tipici della Chiesa Cattolica-apostolica. Nell'anno 1885 questi cambiamenti furono applicati anche in tutte le altre comunità.

"Liturgia" è la definizione dello svolgimento di servizi divini.

609 Com'è nato il nome "Chiesa Neo-Apostolica"?

Per distinguersi dalle comunità cattoliche-apostoliche, nella corrispondenza ufficiale le comunità sorte dal 1863 in poi si chiamarono già presto «comunità neo-apostoliche». Nel 1907 si giunse alla denominazione ufficiale «Comunità neo-apostolica», e attorno al 1930 a quella di «Chiesa Neo-Apostolica».

610 Per quanto tempo operò il ministero di profeta?

Verso la fine del XIX secolo, nella Chiesa il ministero d'apostolo emergeva sempre più quale ministero centrale che detiene ogni autorità. Contemporaneamente l'importanza del ministero di profeta passava in secondo piano. Dalla fine degli anni 1920 nelle comunità non operano più dei profeti.

611 Chi fu il primo sommoapostolo?

Nel 1881 Friedrich Krebs (1832-1905) di Braunschweig (Germania) fu nominato apostolo. Dopo la morte degli apostoli Schwartz e Menkhoff, assunse funzioni direttive nella Chiesa. Gli stava particolarmente a cuore l'unione tra gli apostoli. A partire dal 1897 si delineò il ministero di sommoapostolo. Friedrich Krebs fu il primo sommoapostolo secondo i concetti odierni.

612 Quali altri rappresentanti del ministero di sommoapostolo ci sono?

  • Hermann Niehaus (1848-1932, sommoapostolo dal 1905 al 1930),
  • Johann Gottfried Bischoff (1871-1960, sommoapostolo dal 1930 al 1960),
  • Walter Schmidt (1891-1981, sommoapostolo dal 1960 al 1975),
  • Ernst Streckeisen (1905-1978, sommoapostolo dal 1975 al 1978),
  • Hans Urwyler (1925-1994, sommoapostolo dal 1978 al 1988),
  • Richard Fehr (1939-2013, sommoapostolo dal 1988 al 2005),
  • Wilhelm Leber (nato nel 1947, sommoapostolo dal 2005 al 2013),
  • Jean-Luc Schneider (nato nel 1959, sommoapostolo dal 2013).

12 Servizio divino, atti di benedizione e cura delle anime

613 Che cos'è un servizio divino?

Il servizio divino è un operare di Dio a favore dell'uomo. Nello stesso tempo è un'opera dell'uomo verso Dio.

Al servizio divino si riuniscono delle persone per adorare insieme Dio, per lodarlo e ringraziarlo. Nello stesso tempo si riuniscono anche per ascoltare la parola di Dio e per ricevere i sacramenti.

In questo modo il servizio divino è un incontro tra Dio e l'uomo. Nel servizio divino la comunità percepisce la presenza della Trinità di Dio e sperimenta che Dio la serve con amore.

614 Come si svolgeva il servizio divino ai tempi dell'Antico Testamento?

Ai tempi dell'Antico Testamento il servizio divino consisteva prevalentemente nel rito dei sacrifici, nel quale i sacerdoti offrivano a Dio dei doni. Inoltre, i sacerdoti avevano l'incarico di trasmettere al popolo la benedizione di Dio (cfr. Numeri 6, 22-27).

Dei tempi del re Davide si racconta che nel servizio divino cooperavano cantori e musicisti che lodavano Dio con salmi (cfr. I Cronache 25, 6).

Ai tempi dell'esilio babilonese, dal 597 a.C. fino al 539 a.C., giudei credenti si riunivano in edifici costruiti a tale scopo (sinagoghe), per pregare insieme, leggere e interpretare le sacre scritture. Da questo prende origine la forma in cui più tardi si celebravano i servizi divini cristiani.

615 Quali elementi conteneva il servizio divino nelle prime comunità cristiane?

Come si svolgesse esattamente il servizio divino nelle prime comunità cristiane, non ci è stato tramandato. C'erano in esso l'annuncio del Vangelo, professioni della comunità, preghiere in comune, canti e celebrazioni della Santa Cena.

616 Come si sviluppò ulteriormente il servizio divino cristiano?

Per secoli il servizio divino cristiano ebbe un carattere liturgico. Questo significa che il servizio divino era contraddistinto prevalentemente da rituali, ossia da parole prestabilite e canti.

Dopo la riforma, questo cambiò in molte Comunità religiose. Da allora, il punto centrale fu la predicazione. A questa tradizione si unisce anche la Chiesa Neo-Apostolica, con la predica pronunciata in un discorso libero.

↗ Predica, annuncio della parola: vedi le domande 623 ss

↗ Riforma: vedi le domande 595 ss

617 Dio è presente nel servizio divino?

Sì, all'inizio del servizio divino si proclama: «Nel nome di Dio, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Questo appellarsi a Dio è denominato «formula iniziale trinitaria». In questo modo si evidenzia al partecipante del servizio divino che Dio è presente, come ha promesso il Figlio di Dio (cfr. Matteo 18, 20).

618 Quali sono gli elementi basilari del servizio divino?

Dei primi cristiani di Gerusalemme si attesta: «Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere» (Atti degli apostoli 2, 42). Da questo si deducono gli elementi basilari del servizio divino: l'insegnamento degli apostoli, la comunione, il rompere il pane e le preghiere.

619 Che cosa s'intende con «insegnamento degli apostoli»?

Con «insegnamento degli apostoli» s'intende che gli apostoli annunciano l'insegnamento di Gesù Cristo, cioè il Vangelo che proclama la morte, la risurrezione e il ritorno del Figlio di Dio. Nel servizio divino questo insegnamento è annunciato anche dai ministri che operano per incarico degli apostoli.

620 Che cosa intendiamo con «rompere il pane»?

«Rompere il pane» è la celebrazione della Santa Cena. Essa è l'avvenimento centrale nel servizio divino ed è festeggiata nella gratitudine per il sacrificio di Gesù.

↗ Santa Cena: vedi le domande 494 ss

621 Che cosa significa «comunione» nell'ambito del servizio divino?

«Comunione» nel servizio divino significa vivere l'adempimento delle parole di Gesù Cristo: «Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Matteo 18, 20).

«Comunione» nel servizio divino significa anche che i credenti, uniti, adorano Dio, offrendogli lode e ringraziamento. In questo modo anch'essi hanno comunione tra loro.

622 Qual è il ruolo della preghiera nel servizio divino?

Le preghiere sono un elemento irrinunciabile nel servizio divino.

Nel servizio divino la comunità si unisce alle preghiere dell'officiante. Si esprimono allora adorazione di Dio, ringraziamento, intercessione e invocazione.

Prima del perdono dei peccati si pronuncia insieme la preghiera del «Padre Nostro». Dopo aver ricevuto la Santa Cena, il credente ringrazia Dio in una preghiera silenziosa.

623 Che cosa intendiamo con «annuncio della parola» (predica)?

Nei servizi divini è annunciata la parola di Dio. I ministri esprimono pensieri che lo Spirito Santo suscita in loro. Questo è chiamato «annuncio della parola» o «predica».

Nei servizi divini neo-apostolici la predica non è un testo preparato in anticipo, bensì si basa su una parola tratta dalla Bibbia, sulla quale si sviluppa il discorso libero del ministro.

624 Quali effetti può avere la predica?

Dato che la predica è ispirata da Dio, gli ascoltatori possono sperimentare che la parola annunciata è "viva": vale a dire che

  • si ottengono risposte su domande della vita e della fede,
  • si rafforza la fede,
  • si riceve consolazione,
  • si trasmette fiducia,
  • si propongono aiuti per le decisioni da prendere e anche ammonimenti.

La parola che proviene dall'altare offre un orientamento per vivere conformemente alla volontà di Dio.

La predica è "cibo" per l'anima, secondo le parole di Gesù: «Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio» (Matteo 4, 4).

625 Chi è autorizzato ad annunciare la parola nel servizio divino?

Gli apostoli e i ministri da loro incaricati in tal senso, sono autorizzati ad annunciare la parola di Dio nel servizio divino.

626 Quali sono il contenuto principale e l'obiettivo della predica?

Il contenuto principale della predica è il Vangelo di Gesù Cristo, la lieta novella che proclama che Gesù ha compiuto il sacrificio, che è risorto e che ritornerà.

È lo Spirito Santo che parla attraverso il ministro. Così viene risvegliata e rafforzata la fede. L'annuncio della parola ha sempre l'obiettivo di preparare la comunità alla venuta di Gesù Cristo (II Corinzi 11, 2).

627 Errori nell'annuncio e nell'ascolto della predica sono da escludere?

Ogni uomo che annuncia la parola di Dio è peccatore, è soggetto a errori e commette errori. Ma il ministero che lui porta è dato da Dio e perciò è santo. Se ora l'uomo imperfetto annuncia la parola di Dio, sono possibili degli errori. Ciò nonostante Dio ripone la sua forza nelle parole pronunciate dall'uomo.

Anche l'ascoltatore è peccatore; è soggetto a errori e commette errori. Quindi non sono da escludere errori da parte sua nella comprensione di ciò che ascolta. Ma se accetta la parola con fede, nonostante le imperfezioni e gli errori umani potrà accogliere nell'anima le forze divine racchiuse nella predica.

628 Qual è il compito che hanno gli ascoltatori della predica?

Prima della predica, gli ascoltatori devono pregare che nella parola il Signore doni loro rafforzamento e pace. Hanno il compito di accettare la parola con fede e di realizzarla nella vita quotidiana: nel pensare, parlare e agire. Sono dunque esortati a condurre una vita quali seguaci di Cristo.

629 Come si preparano il perdono dei peccati e la celebrazione della Santa Cena?

Con parole adeguate l'officiante prepara gli ascoltatori al perdono dei peccati e alla celebrazione della Santa Cena. Per l'intonazione diretta serve un inno di penitenza cantato insieme. In esso la comunità esprime la confessione della propria peccaminosità e di avere bisogno di aiuto.

630 Qual è la preghiera che nel servizio divino si pronuncia testualmente?

Il «Padre Nostro» è la preghiera insegnata da Gesù. Nel servizio divino è l'unica preghiera che i credenti pronunciano insieme testualmente.

Questa preghiera è stata tramandata in una versione con cinque invocazioni (Luca 11, 2-4) e in una versione più estesa con sette invocazioni (Matteo 6, 9-13).

631 Con quali parole si prega il «Padre Nostro» nel servizio divino?

Nel servizio divino si prega il «Padre Nostro» secondo la versione del Vangelo di Matteo:

«Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome;

venga il tuo regno;

sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano;

rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;

e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.

Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno.

Amen.»

632 Che cosa significa l'appellativo «Padre nostro»?

L'appellativo «Padre nostro» dimostra che questa preghiera è una preghiera di comunione. Quando delle persone si rivolgono a Dio con l'appellativo «Padre», si esprime con ciò che Lui li ha creati, è il loro Signore e si prende cura di loro. Senza paura, con amore e fiducia possono chiamare Dio «Padre».

↗ Figlio di Dio: vedi la spiegazione in merito alla domanda 530

633 Che cosa significa «[…] che sei nei cieli»?

Le parole «[…] che sei nei cieli» mettono in risalto che Dio è più grande e più alto di tutto ciò che è terreno. Eppure, nella sua onnipresenza, Lui è vicino agli uomini.

634 Che cosa significa «Sia santificato il tuo nome»?

Questa è la prima invocazione nel «Padre Nostro». Dio è santo. I credenti santificano il suo nome, dando a Lui ogni onore e impegnandosi a vivere secondo la sua volontà. Questa invocazione ricorda anche il secondo comandamento.

635 Che cosa significa «Venga il tuo regno»?

Con Cristo il regno di Dio è venuto tra gli uomini. Invocando «Venga il tuo regno», si prega che l'indole di Cristo sia sempre più percepibile nella comunità. Con queste parole si prega inoltre che abbia a manifestarsi il futuro regno di Dio, il quale inizia con la rivenuta di Cristo per il prelevamento della comunità della sua sposa.

636 Che cosa significa «Sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo»?

Nel cielo, nell'ambito in cui regna Dio, la sua volontà vale incondizionatamente. La preghiera esprime il desiderio che anche sulla terra tutto abbia a svolgersi secondo la volontà di Dio. Con queste parole i credenti pregano anche di poter riuscire a compiere la volontà di Dio.

637 Che cosa significa «Dacci oggi il nostro pane quotidiano»?

Con questo si prega di ricevere tutto ciò di cui l'uomo ha bisogno per vivere. La preghiera include anche che Dio voglia preservare il creato. In un senso più esteso questa preghiera esprime che Dio ci doni la sua parola quale "cibo" per l'anima immortale.

638 Che cosa significa «Rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori»?

A causa dei loro peccati tutti gli uomini si rendono colpevoli davanti a Dio. Con queste parole i credenti confessano a Dio di essere peccatori e invocano il suo perdono. Dandoci la sua grazia e perdonandoci, Dio si aspetta che anche noi perdoniamo coloro che ci hanno recato un torto. Pertanto otteniamo il perdono solo se anche noi stessi siamo pronti alla riconciliazione e al perdono.

"Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette»" (Matteo 18, 21-22).

639 Che cosa significa «Non ci esporre alla tentazione»?

I credenti chiedono che Dio li aiuti a resistere al peccato con tutte le loro forze. Con questo si esprime anche la preghiera che Dio abbia a preservarci da dure prove nella fede.

640 Che cosa significa «Liberaci dal maligno»?

Questa preghiera esprime il desiderio che Dio ci liberi dalla potenza del maligno. Preghiamo perché Dio ci conceda la redenzione definitiva, liberandoci dal male per sempre. Nel Figlio di Dio risiede «la redenzione, il perdono dei peccati» (cfr. Colossesi 1, 14).

↗ Il male, maligno: vedi le domande 217 ss

641 Che cosa significa «A te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno»?

Queste parole sono un'espressione di somma lode a Dio ("dossologia"). Con esse si glorifica l'Onnipotente, dando a Lui l'onore che gli spetta. Lo sguardo è diretto al compimento del suo piano di redenzione, quando i redenti potranno vivere in eterno presso Dio nella magnificenza.

↗ Piano di redenzione: vedi le domande 243 ss

642 Che cosa significa «Amen»?

Questa parola viene dall'ebraico e significa «Così sia!» Con essa termina il «Padre Nostro» e si conferma ancora una volta tutto ciò che è stato espresso in questa preghiera.

643 Quando avviene l'annuncio del perdono dei peccati nel servizio divino?

L'annuncio del perdono dei peccati avviene immediatamente dopo che la comunità ha pregato insieme il «Padre Nostro».

644 Con quali parole si annuncia il perdono dei peccati?

Gli apostoli annunciano il perdono dei peccati, facendo riferimento direttamente a Gesù Cristo: «Vi annuncio la lieta novella: nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, Figlio dell'Iddio vivente, i vostri peccati vi sono perdonati. La pace del Risorto sia con voi. Amen.»

I ministri sacerdotali annunciano il perdono dei peccati, facendo riferimento al ministero d'apostolo: «Nell'incarico del mio mandante, l'apostolo, vi annuncio la lieta novella: nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, Figlio dell'Iddio vivente, i vostri peccati vi sono perdonati. La pace del Risorto sia con voi. Amen.»

↗ Ministri sacerdotali: vedi le domande 415, 508, 661

645 Il perdono dei peccati è un sacramento?

No, il perdono dei peccati ("assoluzione") non è un sacramento. Ma esso è una delle premesse per la degna ricezione dei sacramenti.

646 Qual è il presupposto, grazie al quale possono essere perdonati dei peccati?

I peccati possono essere perdonati perché Dio, essendo il Dio d'amore, ha mandato suo Figlio tra gli uomini sulla terra. Con la sua morte sulla croce, ha compiuto il sacrificio eternamente valido per il perdono dei peccati. Con l'immolazione della sua vita di spontanea volontà, Gesù Cristo ha infranto il potere di Satana, vincendo lui e le sue opere che sono il peccato e la morte. Da allora è data la possibilità che gli uomini possono essere liberati dai peccati (cfr. Matteo 26, 28).

Gesù ha sacrificato la sua vita, affinché possano essere perdonati i nostri peccati e non dobbiamo rimanere sotto il dominio del peccato.

"Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!" (Giovanni 1, 29).

"Siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo" (Romani 5, parte del versetto 10).

647 Chi perdona i peccati?

 

È il Dio trino che perdona i peccati. Con le proprie forze l'uomo non è in grado di perdonare dei peccati né di liberarsi dal peccato. «Beato l'uomo al quale il Signore non addebita affatto il peccato» (Romani 4, 8).

648 È necessario un annuncio del perdono dei peccati?

Sì, il perdono dei peccati deve essere pronunciato. Gli apostoli annunciano il perdono dei peccati nell'incarico di Gesù, secondo le sue parole: «A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati» (Giovanni 20, 23). Così rendono accessibile il sacrificio di Gesù ai credenti. I ministri sacerdotali sono dagli apostoli autorizzati ad agire nello stesso modo.

649 Che cosa deve fare l'uomo per ottenere il perdono dei peccati?

Per ottenere il perdono dei peccati sono necessari i seguenti presupposti:

  • l'uomo deve credere in Gesù Cristo quale il suo Redentore (Giovanni 8, 24);
  • è necessaria la fede che il perdono dei peccati è annunciato dagli apostoli;
  • occorre la consapevolezza di aver peccato e di essersi reso colpevole, avendo perciò bisogno della grazia;
  • nel cuore deve stare il desiderio di essere riconciliato con Dio;
  • il peccatore deve pentirsi dei suoi peccati e nel «Padre Nostro» confessare a Dio: «Rimettici i nostri debiti […]»;
  • deve avere il sincero proponimento di vincere le debolezze e gli errori;
  • il peccatore deve voler riconciliarsi con chi gli ha fatto un torto e perciò si è reso colpevole nei suoi confronti.

"Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati" (Giovanni 8, 24).

650 Che cosa fa parte della consapevolezza di aver peccato?

Della consapevolezza di aver peccato fa parte il discernimento delle proprie debolezze e dei propri errori. Questo presuppone un esame di se stessi.

Questa consapevolezza porta al ravvedimento e al pentimento.

651 Che cosa significano "ravvedimento" e "pentimento"?

"Ravvedimento" significa rendersi conto di essersi comportati in modo sbagliato, pentirsene e avere il sincero proponimento di vincere gli errori e le debolezze.

"Pentimento" significa sentirsi addolorati del torto commesso sia con un'azione sia con un'omissione. Il sincero pentimento si manifesta anche nel desiderio di riconciliarsi con il prossimo e di rimediare possibilmente a un danno provocato.

652 Quali effetti ha il perdono dei peccati?

Il perdono dei peccati purifica dai peccati ed elimina la colpa nei confronti di Dio.

Ai credenti, ai quali sono stati perdonati i peccati, viene elargita la pace di Gesù Cristo, con le parole: «La pace del Risorto sia con voi!» Se si accoglie questa pace in un cuore credente, può scomparire il timore delle conseguenze del peccato.

Indipendentemente dal perdono dei peccati, l'uomo deve affrontare le conseguenze e responsabilità derivanti dal suo comportamento peccaminoso, per esempio di natura materiale o giuridica.

653 Esistono peccati che non sono perdonati?

Sì, la bestemmia contro lo Spirito Santo è un peccato per il quale non c'è perdono. Il Figlio di Dio disse in merito: «Ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno» (Marco 3, 29).

654 Chi commette una bestemmia contro lo Spirito Santo?

Commette una bestemmia contro lo Spirito Santo chi, motivato da sentimenti ostili e meschini, consapevolmente e intenzionalmente dichiara che lo Spirito Santo sia diabolico e ingannatore.

655 Chi somministra i sacramenti nel servizio divino?

I sacramenti del Santo Battesimo con acqua e della Santa Cena sono elargiti da apostoli o da ministri sacerdotali per incarico degli apostoli. Il sacramento del Santo Suggello è somministrato unicamente da apostoli.

656 Quante volte si dispensano i sacramenti?

Il Santo Battesimo con acqua e il Santo Suggello sono dati all'uomo una sola volta. La Santa Cena viene dispensata ripetutamente.

657 La Santa Cena è celebrata in ogni servizio divino?

Di regola la Santa Cena è celebrata in ogni servizio divino.

In certe occasioni (per es. matrimonio, funerale) si svolgono servizi divini di sola parola, ossia servizi divini senza celebrazione della Santa Cena (servizio divino matrimoniale, cerimonia funebre).

658 Anche i bambini ricevono i sacramenti?

Sì, anche i bambini possono ricevere tutti e tre i sacramenti. Se è possibile, i bambini partecipano alla celebrazione della Santa Cena insieme con la comunità.

I bambini ricevono i sacramenti del Santo Battesimo con acqua, del Santo Suggello e della Santa Cena in osservanza alle parole di Gesù: «Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate» (Marco 10, 14).

↗ Battesimo di bambini: vedi la domanda 489

659 Si dispensano i sacramenti anche a defunti?

Sì, nel servizio divino della domenica e in occasione di festività cristiane, dopo la celebrazione della Santa Cena con la comunità, il sommoapostolo, gli apostoli di distretto o apostoli da loro incaricati dispensano questo sacramento anche a defunti. Allora due ministri ricevono corpo e sangue di Cristo in rappresentanza di persone decedute.

Tre volte all'anno – ogni prima domenica dei mesi di marzo, luglio e novembre – si celebrano servizi divini in cui il sommoapostolo, gli apostoli di distretto o apostoli da loro incaricati dispensano tutti i tre i sacramenti a defunti. Anche questi atti sono eseguiti su due ministri in rappresentanza dei defunti.

Da I Corinzi 15, 29 risulta che la somministrazione di sacramenti per anime defunte si praticava già allora: "Altrimenti, che faranno quelli che sono battezzati per i morti? Se i morti non risuscitano affatto, perché dunque sono battezzati per loro?"

↗ Aiuto a favore di defunti: vedi la domanda 545

660 Che cosa sono «atti di benedizione»?

Dio accompagna l'uomo con benedizioni nelle più svariate situazioni della vita. Con «atti di benedizione» intendiamo tutti quegli atti della Chiesa che si svolgono in determinate occasioni. Atti di benedizione non sono sacramenti.

↗ Sacramenti: vedi le domande 472 ss

661 Che cosa avviene in un atto di benedizione?

In un atto di benedizione Dio agisce a favore della persona che sinceramente chiede la benedizione. Tramite apostoli e ministri sacerdotali Dio benedice chi lo richiede, offrendogli aiuto, grazia e misericordia.

In un senso più esteso, anche la consacrazione di un edificio di culto, rispettivamente di un locale di riunione per una comunità, rappresenta un atto di benedizione.

662 Quali atti di benedizione avvengono nel corso del servizio divino?

Nel servizio divino avvengono i seguenti atti di benedizione: Confermazione, assunzione nella Chiesa Neo-Apostolica, dispensazione della benedizione per il fidanzamento, per il matrimonio e per giubilei di matrimonio. Anche ordinazioni o altri atti concernenti il ministero spirituale si svolgono nel servizio divino.

663 Che cos'è la Confermazione?

La Confermazione (dal latino confirmare "rafforzare, assicurare") è l'atto di benedizione in cui giovani cristiani si assumono i doveri dei quali, al momento del loro Santo Battesimo con acqua e del Santo Suggello, in loro rappresentanza si erano fatti garanti i preposti alla loro educazione.

I confermandi dichiarano la loro fedeltà nei confronti di Dio e pubblicamente, davanti alla comunità, professano la fede neo-apostolica.

Quali cristiani maggiorenni, dopo la Confermazione si assumono ora davanti a Dio la responsabilità per la propria vita di fede.

↗ Preposti all'educazione, responsabilità al momento del Battesimo: vedi la domanda 489

↗ Preposti all'educazione, responsabilità al momento del Suggello: vedi la domanda 527

664 Quali requisiti occorrono per essere confermato?

La prima premessa per essere confermato è che si abbia ricevuto il Santo Battesimo con acqua e il Santo Suggello. Altre premesse sono la presenza regolare ai servizi divini e alla dottrina per i confermandi.

I confermandi devono conoscere i principi della fede neo-apostolica e gli articoli di fede, e devono essere pronti a condurre la loro vita secondo il Vangelo.

665 Come si svolge l'atto di benedizione della Confermazione?

La Confermazione avviene nel corso di un servizio divino. Dapprima, pronunciando il loro «Sì» davanti all'altare, i confermandi rispondono alla domanda se in futuro vogliano percorrere la loro via della vita quali cristiani neo-apostolici nella fedeltà verso Dio. Dopo questa confessione davanti a Dio e alla comunità, i giovani cristiani dicono il voto di Confermazione, con il quale promettono pubblicamente di accettare Gesù Cristo quale il loro Signore e di voler vivere conformemente.

In seguito, dopo una preghiera dell'officiante, i confermandi ricevono la benedizione che viene loro impartita con l'imposizione delle mani.

666 Quali effetti ha la benedizione della Confermazione?

La benedizione rafforza il confermando nell'impegno di mantenere il voto della Confermazione e di professare Gesù Cristo nelle parole e nelle azioni.

667 Qual è il testo del voto di Confermazione?

Il voto di Confermazione afferma: «Rinuncio al demonio e a tutte le sue opere e mi affido a te, Trinità divina, Padre, Figlio e Spirito Santo, in fede e ubbidienza, e col fermo proponimento di esserti fedele sino alla fine. Amen.»

Con ciò si esprime che il confermando ha la ferma volontà di evitare ogni male e ogni cosa contraria a Dio e di percorrere risolutamente la via del Vangelo. Lui professa la fede nella Trinità di Dio e di voler condurre tutta la sua vita in fede e ubbidienza nei confronti di Dio.

668 Che cosa intendiamo con l'atto di benedizione dell’assunzione?

L'assunzione rappresenta l'atto durante il servizio divino nel quale a cristiani di altre confessioni si dà il benvenuto nella Chiesa Neo-Apostolica.

↗ Confessione: vedi la domanda 365

669 Che cosa avviene nell'assunzione?

Nell'assunzione di cristiani, questi si dichiarano pubblicamente per la fede neo-apostolica. Dopo una preghiera, vengono assunti nella Chiesa Neo-Apostolica nel nome della Trinità di Dio. Le persone assunte hanno ora il diritto di partecipare regolarmente alla celebrazione della Santa Cena. Possono pure accedere a tutti gli altri atti di benedizione della Chiesa.

670 Che cos'è la benedizione del fidanzamento?

La benedizione per il fidanzamento è una benedizione che si impartisce quando una coppia si è fidanzata. Il fidanzamento è una promessa impegnativa di matrimonio. Nell'atto di benedizione la coppia dei fidanzati promette davanti a Dio e davanti alla comunità di volersi preparare al matrimonio secondo il compiacimento di Dio, e riceve la rispettiva benedizione.

671 Che cos'è la benedizione nuziale?

La benedizione nuziale è una benedizione che si elargisce dopo l'avvenuto matrimonio.

Ai coniugi si domanda se vogliano assistersi reciprocamente, con fedeltà e amore, in tutte le circostanze e percorrere insieme la via della vita. I due promettono questo davanti a Dio e alla comunità con il loro «Sì». In seguito ricevono la benedizione della Trinità di Dio. Questa benedizione deve aiutarli a mantenere il loro voto, a condurre la loro vita in modo armonioso e ad affrontare, con l'aiuto di Dio, anche le situazioni difficili.

672 Per quali giubilei di matrimonio è prevista una benedizione?

Se le coppie lo desiderano, può essere dispensata una benedizione per i seguenti giubilei matrimoniali:

  • nozze d'argento (dopo 25 anni)
  • nozze di rubino (dopo 40 anni)
  • nozze d'oro (dopo 50 anni)
  • nozze di diamante (dopo 60 anni)
  • nozze di ferro (dopo 65 anni)
  • nozze di grazia (dopo 70 anni)
  • nozze di platino (dopo 75 anni)

In quest'occasione si pone nuovamente la benedizione di Dio sull'unione matrimoniale e si affidano i coniugi all'ulteriore cura e assistenza divina.

673 Che cosa avviene nella consacrazione di un edificio di culto?

In occasione del primo servizio divino, un edificio di culto viene destinato alla sua funzione. Nella preghiera di consacrazione, nel nome della Trinità di Dio lo si consacra quale luogo in cui lo Spirito Santo si manifesta, ossia quale luogo dove si annuncia la parola di Dio e dove si elargiscono i sacramenti.

La chiesa consacrata è un luogo di adorazione di Dio e anche di rifugio per chi cerca salvezza. Qui, tramite i servizi divini, si offrono grazia e consolazione divina, rafforzamento della fede e pace per l'anima.

674 Che cosa avviene nella sconsacrazione di un edificio di culto?

Se una chiesa consacrata non è più utilizzata per dei servizi divini, viene sconsacrata: nell'ultimo servizio divino si toglie la destinazione dell'edificio a luogo santo di manifestazione di Dio, che le era stata data alla consacrazione. Dopo la sconsacrazione, la precedente chiesa è di nuovo un edificio normale che può essere destinato a un uso differente.

675 Quando, durante il servizio divino, si elargiscono sacramenti e si eseguono atti di benedizione?

Nel servizio divino i sacramenti si elargiscono dopo il perdono dei peccati e la preghiera successiva.

Per principio gli atti di benedizione avvengono dopo la celebrazione della Santa Cena. Dato che la Confermazione è in relazione diretta con i sacramenti del Santo Battesimo con acqua e del Santo Suggello, essa avviene prima della celebrazione della Santa Cena. Anche l'assunzione, che dà diritto alla partecipazione alla Santa Cena, si svolge prima di festeggiare la Santa Cena.

676 Quando, durante il servizio divino, si eseguono ordinazioni, incarichi, conferme nel ministero e messe a riposo?

L'ordinazione, ossia l'istituzione in un ministero spirituale, l'incarico quale conducente di una comunità o di un distretto, la conferma di un ministro in un ministero e la messa a riposo di un ministro, seguono dopo la dispensazione dei sacramenti. Perciò avvengono dopo la celebrazione della Santa Cena.

↗ Ordinazione: vedi le domande 462 ss

677 Come si svolge l'ordinazione?

Le ordinazioni sono effettuate esclusivamente da apostoli. Dopo un’allocuzione, al fratello in questione si chiede se è disposto ad accettare il ministero. Gli si chiede anche se vuole servire Dio fedelmente e con ubbidienza, impegnarsi per il Vangelo di Gesù Cristo e svolgere il ministero conformemente alla professione di fede neo-apostolica. Gli si domanda anche se è disposto a svolgere il ministero nel sentimento di Gesù Cristo, con amore per i fedeli e nell'ubbidienza di fede.

Con un «Sì», lui promette tutto questo davanti a Dio, il quale lo chiama a tale servizio, e davanti alla comunità. Stando in ginocchio riceve il ministero tramite l'imposizione delle mani e la preghiera dell'apostolo.

678 Quale funzione ha la musica nel servizio divino?

Con la musica nel servizio divino si vuole offrire a Dio lode e onore (cfr. Salmi 150). Perciò la musica ha la funzione di offrire un servizio.

In questo modo essa può toccare nell'intimo, prepara la comunità all'annuncio della parola e dà risalto alla parola di Dio. Per mezzo del canto della comunità e del coro o con musica strumentale si esprimono e si trasmettono coraggio, forza e fiducia. In tristezza e afflizione la musica può dare consolazione.

Prima del servizio divino, la musica e il raccoglimento servono alla concentrazione spirituale dei visitatori del servizio divino e li preparano all'annuncio della parola. Con il canto della comunità tutti i presenti sono coinvolti attivamente nello svolgimento del servizio divino.

Prima della celebrazione della Santa Cena, la comunità può esprimere con un inno un atteggiamento di penitenza. Nell'inno cantato durante la celebrazione della Santa Cena la comunità esprime l’amore e la gratitudine nei confronti di Dio.

679 In che modo termina il servizio divino?

Al termine del servizio divino si elargisce la benedizione della Trinità di Dio a tutti i presenti. Insieme con la formula trinitaria iniziale, la benedizione finale rappresenta la cornice che racchiude gli avvenimenti del servizio divino. Con questo si evidenzia che tutto ciò che avviene nel servizio divino procede dalla Trinità di Dio.

↗ Trinitario: vedi la spiegazione in merito alla domanda 490

680 Quali sono le parole della benedizione finale?

La benedizione finale è impartita alla comunità con le parole da II Corinzi 13, 13: «La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi!»

681 Che cosa induce i credenti a visitare regolarmente i servizi divini?

I credenti vogliono adorare Dio stando in comunione. Sanno che nel servizio divino si riceve un rafforzamento della fede e della speranza nel vicino ritorno di Cristo. A questo evento si lasciano preparare in ogni servizio divino. Vogliono anche ricevere il perdono dei peccati e celebrare la Santa Cena. Inoltre, nel servizio divino vengono benedetti.

682 Quali sono le conseguenze, quando si manca al servizio divino?

A colui che tralascia spensieratamente i servizi divini vengono a mancare la benedizione, la grazia e le forze che sono racchiuse nella parola di Dio e nella Santa Cena.

Se si rimane sovente lontani dai servizi divini senza motivo urgente, potrebbe darsi che la fede diminuisca e si riduca il desiderio per la parola di Dio.

È da considerare peccato il consapevole rifiuto o deprezzamento del servizio divino e della grazia.

683 Ci sono atti di benedizione che non avvengono nel servizio divino?

Sì, la dispensazione della benedizione prenatale non si svolge nel servizio divino; di regola avviene nella cerchia della famiglia.

684 Che cos'è la benedizione prenatale?

La benedizione prenatale è il primo atto visibile di Dio a favore dell'essere umano non ancora nato. La benedizione è a beneficio dell'anima della creatura che si sta sviluppando. L'atto di benedizione si esegue sulla madre in attesa. Con la benedizione prenatale Dio dona alla madre forze per promuovere e curare lo sviluppo prenatale del suo bambino sotto il punto di vista della fede.

Con la benedizione prenatale è connessa l'assistenza di Dio per il periodo della gravidanza e per la nascita del bambino. Ma questo non significa a priori la promessa per una gravidanza senza problemi o per la nascita di un bambino sano.

685 Che cos'è una cerimonia funebre da parte della Chiesa?

La cerimonia funebre da parte della Chiesa è un servizio divino che serve a consolare e fortificare i superstiti. La consolazione sta soprattutto nella speranza per la rivenuta di Cristo, la conseguente risurrezione dei morti in Cristo e la riunificazione con loro (cfr. I Tessalonicesi 4, 13-18).

La parola annunciata nella cerimonia funebre vale anche per l'anima immortale del defunto, la quale è affidata alla grazia di Dio.

La comunità riunita circonda i presenti in lutto per testimoniare loro la compartecipazione e trasmettere un sentimento di sicurezza affettiva. Con la sua partecipazione essa tributa anche l'ultimo onore al defunto.

686 Che cosa avviene durante una cerimonia funebre da parte della Chiesa?

Nella cerimonia funebre si onora la vita del defunto in modo adeguato. Con parole benedicenti l'anima e lo spirito del defunto vengono affidati all'amore del Redentore Gesù Cristo, perché abbia a preservarli fino alla risurrezione per la vita eterna. Il corpo, ormai privo dell'anima, viene affidato alla sua destinazione.

"Mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai" (Genesi 3, 19).

687 Le circostanze dell'inumazione hanno un influsso sulla risurrezione dai morti?

Non ha importanza per la risurrezione dai morti se e in quale modo una salma sia stata inumata.

688 Che cosa significa cura delle anime?

Che cosa significhi cura delle anime è riconoscibile dal comportamento di Gesù: Lui si volgeva verso i peccatori senza alcun riguardo alla persona e faceva loro sentire il suo amore. Lui ascoltava, consolava, dava consigli, ammoniva, fortificava, pregava, insegnava.

689 Come svolgono le mansioni di cura delle anime i ministri della Chiesa?

La cura delle anime tramite i ministri ha come obiettivo di assistere i credenti e di prepararli alla rivenuta di Cristo. I curatori d'anime accompagnano i fratelli e le sorelle di fede nelle più svariate situazioni della vita. Di questo fa parte anche il fatto che pregano per loro.

A ogni cristiano neo-apostolico si offre una cura dell'anima personale, la quale avviene soprattutto per mezzo di visite da parte dei ministri sacerdotali (curatori d'anime). Ma anche i diaconi possono eseguire visite pastorali.

690 Qual è lo scopo della visita pastorale?

Nella visita pastorale sta in primo piano l'intenzione di approfondire l'amore per Dio e per la sua Opera, di promuovere la vita di fede e di aumentare la conoscenza dell'operare di Dio per la salvezza. Questo avviene soprattutto tramite uno scambio di pensieri riguardanti questioni della fede. Parte integrante della visita pastorale è la preghiera in comunione.

In caso di malattia, il cristiano neo-apostolico è assistito da visite, a casa o in ospedale. Il ministro fortifica nella fede, consola, prega e, laddove è possibile, celebra con il malato la Santa Cena.

L'esempio per l'assistenza spirituale personale è l'operare di Gesù Cristo, il quale faceva più volte delle visite: così per esempio presso Maria, Marta e Lazzaro o presso il pubblicano Zaccaria: «Gesù gli disse: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa"» (Luca 19, 9).

691 Nella cura delle anime consentiamo la confessione?

Sì, consentiamo la confessione, con la quale s'intende l'ammissione di una colpa al cospetto di un ministro della Chiesa.

Pur non essendo necessaria alcuna confessione per il perdono dei peccati, esiste tuttavia la possibilità di confessarsi, se, nonostante il perdono dei peccati, la colpa è percepita ancora come peso e non si giunge ad avere la pace interiore. In tal caso la confessione si fa davanti a un apostolo. Se in un caso urgente non è raggiungibile un apostolo, eccezionalmente ogni ministro sacerdotale può ricevere la confessione e annunciare il perdono nell'incarico dell'apostolo e nel nome di Gesù Cristo.

692 La cura delle anime è soltanto un compito dei ministri?

In un senso più esteso, la cura delle anime è un compito per tutta la comunità. Si riferisce anche a un aiuto pratico nella vita quotidiana.

Sono da tenere presenti le parole di Gesù: «Ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi. […] In quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me» (Matteo 25, 35-36 e 40).

693 In che modo avviene la cura delle anime a favore dei bambini?

La cura delle anime dei bambini è soprattutto compito dei genitori, che sono chiamati a trasmettere ai loro figli i valori fondamentali del Vangelo. Di questo fa parte insegnare loro l'amore per Dio e per il prossimo ed essere per i figli un esempio nella vita di preghiera e nella fedeltà in riguardo ai sacrifici.

Ministri e fratelli e sorelle incaricati quali insegnanti nella Chiesa sostengono i genitori nelle loro responsabilità, in modo che i bambini possano svilupparsi a diventare poi cristiani neo-apostolici convinti e pienamente responsabili.

694 Quali sono gli obiettivi degli insegnamenti offerti dalla Chiesa?

Negli insegnamenti offerti dalla Chiesa, gli adolescenti sono istruiti nei contenuti della fede e preparati per condurre la loro vita con senso di responsabilità davanti a Dio. Questo obiettivo è basato sul Vangelo di Gesù Cristo. Si promuovono anche la comunione e il senso di reciproca unione tra gli adolescenti.

L'offerta degli insegnamenti è commisurata all'età e al livello di sviluppo dei bambini.

695 Qual è il compito della predottrina domenicale?

La predottrina domenicale ha come obiettivo un approccio a Dio e al suo operare, a misura del bambino. Così i bambini non ancora in età scolastica possono sviluppare un rapporto di fiducia con Dio. Nella predottrina domenicale non si tratta in prima linea di trasmettere delle conoscenze. Piuttosto si dovrà porre nei cuori dei bambini un sentimento di sicurezza affettiva e gioia per la fede.

696 Qual è il compito della dottrina domenicale?

Con l'inizio dell'età scolastica, i bambini frequentano la dottrina domenicale. Il compito della dottrina domenicale è:

  • suscitare e rafforzare la gioia nella comunione dei figli di Dio e nei servizi divini;
  • sulla base di storie bibliche, trasmettere ai bambini l'operare di Dio in modo consone alla loro età;
  • consolidare la fede nelle promesse divine;
  • spiegare ai bambini lo svolgimento del servizio divino, l'importanza dei sacramenti, degli atti di benedizione e delle festività della Chiesa.

697 Quali sono i contenuti e gli obiettivi dei servizi divini per bambini?

Accanto alla dottrina domenicale, di tanto in tanto si svolgono servizi divini per i bambini in contesti più o meno grandi. Ministri sacerdotali annunciano allora la parola di Dio in modo comprensibile ai bambini. Così i ministri aiutano i bambini a comprendere Dio e la sua Opera. Ciò che i bambini possono vivere di propria esperienza, diventa un fondamento di fede sulla loro via della vita.

Il servizio divino per i bambini tiene conto delle necessità dei bambini. Loro si sentono compresi, protetti e amati. Diventa per loro un'esperienza particolare celebrare il servizio divino e anche festeggiare la Santa Cena nella loro cerchia.

698 Quali sono i compiti dell'insegnamento religioso della Chiesa?

Nell'insegnamento religioso i bambini imparano udendo dei racconti di esperienze che persone umane potevano fare con Dio: la storia della salvezza è trattata con riferimento alla vita di fede dei bambini. Si approfondiscono concetti della fede, si promuovono le conoscenze e si spiegano correlazioni del divino piano di salvezza. Così si trasmettono ai bambini dei valori duraturi.

Oltre a questo, l'insegnamento religioso li deve mettere in grado di parlare liberamente della propria fede.

↗ Piano di salvezza, storia della salvezza: vedi le domande 243 ss

699 Quali sono i compiti della dottrina per i confermandi?

Nella dottrina per i confermandi gli adolescenti si preparano a deporre, al momento della loro Confermazione, il proprio voto di fedeltà davanti a Dio e davanti alla comunità, e di assumersi la responsabilità per la loro vita di fede quali cristiani maggiorenni. Punto centrale della dottrina per i confermandi è occuparsi della professione di fede, del «Padre Nostro» e dei Dieci Comandamenti.

700 Come avviene l'assistenza spirituale a favore dei giovani?

I giovani ricevono un'assistenza e un accompagnamento adeguato alla loro età. Assistenti della gioventù sono a loro disposizione quali interlocutori personali, per colloqui confidenziali nelle più svariate situazioni della vita e nelle questioni riguardanti la fede.

 

701 Quali sono i compiti dell'assistenza spirituale della gioventù?

L'assistenza spirituale dei giovani serve a far sì che loro si sviluppino quali personalità forti nella fede e consapevoli delle proprie responsabilità. I giovani devono essere radicati nei valori della fede cristiana ed esserne entusiasti. In questo modo trovano le necessarie basi per le decisioni da prendere nella conduzione della propria vita. Sono incoraggiati a praticare la loro fede, a dichiararla e a difenderla nell'ambiente in cui vivono. Inoltre si promuove la disponibilità di dare un contributo di collaborazione nella comunità.

Un compito importante dell'assistenza alla gioventù è anche quello di promuovere la comunione reciproca tra i giovani.

Per i giovani si svolgono servizi divini particolari. Di regola avvengono a livello distrettuale e, oltre gli ambiti regionali, in giornate per la gioventù.

702 Come si svolge la cura delle anime nel caso di malati terminali e morenti?

Malati terminali e morenti hanno bisogno di particolari cure.

Anche persone credenti hanno paura del morire e della morte. Questa paura non deve essere interpretata come sintomo di poca fede. Il curatore d'anime deve assistere il morente nelle sue paure e angosce sulla via difficile che deve percorrere.

Si tratta di mantenere viva la speranza in una vita con Dio e di tenere viva la consolazione che questa speranza offre.

Dell'accompagnamento in punto di morte fa parte il fatto che il curatore d'anime annuncia al morente il perdono dei peccati, gli trasmette la pace del Risorto e celebra con lui la Santa Cena. La ricezione di corpo e sangue del Signore garantisce la comunione vitale con il Figlio di Dio. Così il morente è consolato e rafforzato sull'ultimo tratto del suo cammino terreno.

Anche la speranza di rivedere quelli che sono già preceduti nell'aldilà sorregge il morente nella fase del suo commiato.

↗ Santa Cena: vedi le domande 494 ss

↗ Vita dopo la morte: vedi la domanda 531

703 Come si svolge l'assistenza spirituale per i familiari di un morente?

Occorre l'assistenza spirituale anche dei familiari di un morente. In una fase in cui si rendono conto che perderanno uno dei loro cari, devono avere la certezza di non essere lasciati soli. Un particolare rafforzamento offrono le preghiere fatte insieme.

La certezza di rivedersi aiuta a portare il peso del commiato. Offre anche un aiuto ai familiari, se vengono resi attenti a ciò che hanno fatto e che possono fare a favore del morente.

704 Che cosa fa parte dell'accompagnamento nel lutto?

Il lutto deve essere accettato. È importante visitare i familiari in lutto, testimoniare loro la nostra partecipazione e pregare con loro. Chi è nel cordoglio deve poter sentire sincera compassione. Nonostante gli eventuali timori di mettersi in contatto con loro, bisogna andare loro incontro. «Non mancare di porger consolazione a chi piange, e tieni compagnia agli afflitti» (Siracide 7, 38).

Nell'affrontare un lutto è di aiuto soprattutto spiegare che anche Gesù Cristo ha sofferto ed è morto. Sulla sua risurrezione si basa anche la risurrezione del defunto, che è partecipe della vittoria di Cristo sulla morte (Romani 14, 7-9).

705 A che cosa serve l'accompagnamento nel lutto?

L'accompagnamento nel lutto ha lo scopo di infondere coraggio a chi è nel cordoglio, di parlare della perdita e che il superstite possa esprimere i suoi sentimenti. Può parlare di tristezza, paura, collera, rimproveri a Dio e sensi di colpa, manifestando questi sentimenti senza reticenze al curatore d'anime.

Per l'accompagnamento nel lutto è anche di grande aiuto ricordare le cose positive, le esperienze e vicende felici vissute con il defunto.

Un'assistenza spirituale, per offrire consolazione a chi è in lutto, può protrarsi per settimane e mesi, talvolta persino anni oltre la morte della persona amata, finché il cordoglio sia superato.

706 Quali festività si celebrano nella Chiesa Neo-Apostolica?

Nella Chiesa Neo-Apostolica si celebrano le seguenti festività: Natale, Domenica delle Palme, Venerdì Santo, Pasqua, Ascensione, Pentecoste e Ringraziamento per il raccolto.

707 Quale significato ha il Natale?

Alla festa di Natale ricordiamo la nascita di Gesù Cristo; è una festa che rievoca un avvenimento centrale nel corso della storia della redenzione. La commemorazione della prima apparizione del Figlio di Dio rafforza anche la nostra fede nel suo vicino ritorno.

↗ Storia della redenzione: vedi le domande 243 ss

708 Quale significato ha la Domenica delle Palme?

Alla Domenica delle Palme si ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, in occasione della festa giudaica della Pasqua.

↗ Pasqua: vedi la spiegazione in merito alla domanda 496

709 Quale significato ha il Venerdì Santo?

Al Venerdì Santo ricordiamo con gratitudine la crocifissione, il sacrificio e la morte di Gesù Cristo. Con il suo sacrificio meritorio il Figlio di Dio ha infranto il potere di Satana e del peccato.

"… disse: «È compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito" (Giovanni 19, 30).

710 Quale significato ha la Pasqua?

Questa festa è basata sulla realtà che Gesù Cristo è risuscitato dai morti.

La risurrezione di Gesù Cristo dai morti avvenne il primo giorno della settimana, la domenica. Più tardi, per la celebrazione della festa di Pasqua fu stabilita una determinata domenica nel corso dell'anno.

Con la sua risurrezione, Gesù Cristo dimostra di aver vinto anche il potere della morte. Sulla risurrezione di Gesù Cristo dai morti si basa la fede nella risurrezione dei morti e la speranza nella vita eterna.

↗ Risurrezione di Cristo: vedi le domande 184, 535

↗ Risurrezione dei morti: vedi le domande 92, 186, 535, 579

711 Quale significato ha l'Ascensione?

All'Ascensione si commemora che, il quarantesimo giorno dopo Pasqua, Gesù Cristo salì in cielo dalla cerchia degli apostoli. «Fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi.» Da due angeli agli apostoli fu data la promessa: «Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo» (Atti degli apostoli 1, 3-11).

712 Quale significato ha la Pentecoste?

La festa di Pentecoste, cinquanta giorni dopo la risurrezione di Gesù, si commemora in ricordo del giorno in cui fu sparso lo Spirito Santo. La Pentecoste è anche chiamata «giorno della nascita della Chiesa di Cristo». Dopo lo spargimento dello Spirito Santo, l'apostolo Pietro pronunciò una predica al cui centro stava Cristo, colui che era stato crocifisso, che era risorto e salito al cielo.

Inoltre, la Pentecoste è anche una festa di gioia perché lo Spirito Santo è presente e opera nella Chiesa.

↗ Pentecoste: vedi le domande 209, 422, 520, 582

713 Quale significato ha il giorno di Ringraziamento per il raccolto?

Il Ringraziamento per il raccolto è la festa in cui ringraziamo Dio, il Creatore.

Una domenica all'anno, nel giorno di Ringraziamento per il raccolto, si celebra un servizio divino nel quale l'argomento centrale è il ringraziamento a Dio per tutti i doni che Lui concede a noi uomini.

Per gratitudine i credenti offrono a Dio un sacrificio particolare: «Chi mi offre come sacrificio il ringraziamento, mi glorifica, e a chi regola bene il suo comportamento, io farò vedere la salvezza di Dio» (Salmi 50, 23).

714 Come avvengono i servizi divini in occasione delle festività della Chiesa?

Per principio, i servizi divini nelle festività della Chiesa sono celebrati nello stesso modo come i servizi divini con Santa Cena.

Letture bibliche evidenziano l'avvenimento storico e si dà risalto al suo significato per la salvezza degli uomini.

↗ Salvezza: vedi le domande 243 ss

13 Il cristiano neo-apostolico e la sua vita di fede

715 Che cosa intendiamo con preghiera?

La preghiera è un'opportunità che Dio ha dato all'uomo perché possa entrare in contatto con Lui. Nella preghiera il credente percepisce: Dio è presente, Dio ascolta, Dio risponde. Perciò l'uomo credente si china umilmente davanti alla maestà e all'amore di Dio. Lo Spirito Santo dà impulsi per pregare nel modo giusto.

716 È necessario pregare?

A volte il pregare è chiamato il «respiro dell'anima». Questa immagine illustra quanto il pregare è necessario per la fede.

Una fede senza preghiera non è una fede viva. Una preghiera senza fede non è una vera preghiera.

717 Quali accenni alla preghiera si trovano nell'Antico Testamento?

Nell'Antico Testamento si trovano molte testimonianze di adorazione di Dio. Quale esempio si cita il cantico di Mosè: «Io proclamerò il nome del Signore. Magnificate il nostro Dio! Egli è la rocca, l'opera sua è perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia. È un Dio fedele e senza iniquità. Egli è giusto e retto» (Deuteronomio 32, 3-4).

Un'importante particolarità dei Salmi è di ringraziare Dio con preghiere, di lodarlo e glorificarlo. Nell'Antico Testamento si trovano anche molte preghiere in cui si invocano l'aiuto e l'assistenza di Dio.

718 Quali riferimenti alla preghiera sono stati dati da Gesù?

Nel sermone sul monte Gesù propose importanti riferimenti a come pregare (cfr. Matteo 6, 5-8): non si deve ostentare il proprio pregare e nemmeno usare tante parole. Ci si può rivolgere a Dio con l'appellativo "Padre". La preghiera deve venire dal cuore.

Riferendosi al suo ritorno, Gesù ammonì: «Vegliate dunque, pregando in ogni momento, affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per venire, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo» (Luca 21, 36).

719 Che cosa racconta la Bibbia di come Gesù viveva la preghiera?

I Vangeli attestano che Gesù si ritirava spesso per pregare. Nel Vangelo di Luca si afferma che Gesù pregava soprattutto prima di avvenimenti decisivi:

  • prima che scendesse su di Lui lo Spirito Santo (cfr. Luca 3, 21-22);
  • prima di chiamare i dodici apostoli (cfr. Luca 6, 12);
  • prima che il Padre lo glorificasse davanti ai testimoni viventi e venuti dall'aldilà (cfr. Luca 9, 28-36);
  • prima che cominciasse la sua passione (cfr. Luca 22, 41-46);
  • prima di morire sulla croce (cfr. Luca 23, 46).

C'è da notare che Gesù ringraziava già prima che la sua preghiera fosse stata esaudita (cfr. Giovanni 11, 41-42).

720 Che cos'è la preghiera sacerdotale?

In Giovanni 17 ci è tramandata la «preghiera sacerdotale». È la grande preghiera che Gesù pronunciò prima di affrontare la via della sua passione. Lui pregò per gli apostoli e per la comunità futura, perciò anche per noi: «Non prego soltanto per questi [gli apostoli], ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno» (Giovanni 17, 20-21).

721 Che cosa sappiamo della preghiera dei primi cristiani?

I primi cristiani pregavano in comunione: «Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù e con i fratelli di lui» (Atti degli apostoli 1, 14).

Di preghiere intense si riferisce in concomitanza con avvenimenti salienti, come per esempio in occasione della nomina di Mattia quale apostolo o nell'istituzione dei primi sette diaconi.

Gli apostoli erano anche accompagnati da preghiere della comunità nei momenti di pericolo (cfr. Atti degli apostoli 12, 1-12).

↗ Diaconi: vedi la domanda 470

"Quanto a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola" (Atti degli apostoli 6, 4).

722 Come dobbiamo pregare?

La preghiera non è vincolata a una forma esteriore. Ma l'intensità del modo di pregare può essere accresciuta per esempio chiudendo gli occhi, congiungendo le mani o stando in ginocchio. In questo modo colui che prega si allontana dalle faccende della vita quotidiana, si sofferma e si china con umiltà davanti a Dio.

I cristiani neo-apostolici iniziano e terminano la giornata con preghiera. Pregano anche prima di mangiare e più volte nel corso della giornata si rivolgono a Dio, per sentire la sua vicinanza e per cercare il suo aiuto.

Nelle famiglie i genitori pregano con i loro figli e li familiarizzano così con una propria vita di preghiera.

723 Quali contenuti ha la preghiera?

Il contenuto della preghiera consiste in adorazione, ringraziamento, invocazione e intercessione.

724 In che modo avviene l'adorazione?

La consapevolezza della maestà di Dio induce l'uomo ad adorarlo: «Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti al Signore, che ci ha fatti» (Salmi 95, 6).

725 Che cosa racchiude il ringraziamento nella preghiera?

Il ringraziamento nella preghiera racchiude tutto ciò che è proceduto dalla bontà di Dio: parola, grazia e sacramenti, e anche doni terreni come cibo, vestiti, abitazione.

726 Quali sono le invocazioni che presentiamo a Dio?

Nelle invocazioni si presenta a Dio tutto ciò che ci occorre. Questo concerne la preservazione nella fede, la protezione degli angeli o il suo aiuto nella vita quotidiana. L'invocazione più importante riguarda il vicino ritorno di Cristo e il desiderio di essere allora accettati per grazia.

727 Perché facciamo intercessioni?

Nell'intercessione si esprime l'amore per il prossimo. Essa non si limita alla propria famiglia o alla comunità; racchiude invece tutti quelli che hanno bisogno dell'aiuto di Dio, qui sulla terra e nell'aldilà.

728 Quali effetti produce la preghiera?

La preghiera rafforza la fede e la fiducia in Dio e offre la certezza di essere al sicuro in Dio. Dopo la preghiera, il credente è persuaso che ora tutte le sue questioni sono nella mano di Dio: «Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà» (Salmi 37, 5).

729 Che cos'è «prontezza al sacrificio»?

In generale con «prontezza al sacrificio» s'intende la disponibilità interiore della persona a usare le sue doti e capacità per il bene di altri, relegando in secondo piano i propri interessi.

730 Che cosa s'intende generalmente con «sacrificio»?

Nell'uso linguistico comune i «sacrifici» sono doni che si offrono a Dio. Parimenti, con questo termine si possono intendere anche azioni di persone che si sacrificano al servizio altrui. Anche mezzi finanziari che si donano per scopi ecclesiastici sono sacrifici, nel linguaggio religioso.

731 In che modo consideriamo il nostro sacrificio?

Come "sacrificio" intendiamo l'impiego di talenti e capacità, di tempo e forze che si mettono a disposizione di Dio e della sua Opera.

Rappresenta un sacrificio anche il fatto di rinunciare a qualcosa per amore dell'Opera di Dio.

Per il credente è importante esprimere la sua gratitudine e il suo amore nei confronti di Dio anche con doni concreti (offerte), in denaro o in beni naturali. Secondo Malachia 3, 10 si doveva portare nella casa del Signore la «decima» di tutti gli introiti. La «decima» può servire come punto di riferimento per le offerte dei fratelli e delle sorelle di fede.

In ultima analisi è un sacrificio tutto ciò che il credente fa o tralascia per amore verso Dio.

"«Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo», dice il Signore degli eserciti; «vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla»" (Malachia 3, 10).

732 Quale significato ha il sacrificio nell'Antico Patto?

Nell'Antico Patto i sacrifici hanno un'importanza rilevante. Con il sacrificio s'intende esprimere la gratitudine, evitare la punizione divina o anche ottenere riconciliazione.

I sacrifici erano offerti sotto molteplici forme. La Legge mosaica stabiliva tutti i dettagli del servizio dei sacrifici (cfr. Levitico 1-7).

↗ Antico Patto: vedi la spiegazione in merito alla domanda 175

↗ Legge mosaica: vedi le domande 272 ss

733 Quale significato ha il sacrificio nel Nuovo Patto?

Con il sacrificio di Cristo, il servizio dei sacrifici dell'Antico Testamento, con cui l'uomo doveva essere riconciliato con Dio, ha perso il suo significato (cfr. Ebrei 8-10). Nei sensi del Nuovo Testamento, "sacrificio" significa condurre la vita secondo il Vangelo. Così l'apostolo Paolo esortò i cristiani «a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio» (Romani 12, 1).

↗ Nuovo Patto: vedi la spiegazione in merito alla domanda 175

"Ora, dove c'è perdono di queste cose, non c'è più bisogno di offerta per il peccato" (Ebrei 10, 18).

734 Chi è il grande esempio di prontezza al sacrificio?

Gesù Cristo è l'esempio della prontezza al sacrificio. Per amore verso gli uomini ha dato se stesso quale dono e sacrificio.

Anche se nessun altro sacrificio può essere paragonato a quello del Signore, ugualmente la sua prontezza al sacrificio vale come esempio che chiede di essere seguito.

"Siate dunque imitatori di Dio, perché siete figli da lui amati; e camminate nell'amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato sé stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio …" (Efesini 5, 1-2).

735 Qual è il movente della prontezza al sacrificio?

Il sacrificio nel senso cristiano non deve essere un dovere imposto e non deve neppure pretendere una contropartita. La prontezza al sacrificio, invece, nasce da fede, gratitudine e amore nei confronti di Dio.

736 Come si manifesta la prontezza al sacrificio nella vita della comunità?

La prontezza al sacrificio si manifesta direttamente nella vita della comunità: numerosi fratelli e sorelle di fede impegnano senza rimunerazione una gran parte del loro tempo libero, delle loro forze e capacità al servizio della comunità. Molti collaborano nel campo musicale e negli insegnamenti della Chiesa. Salvo poche eccezioni, anche i ministri operano a titolo onorifico.

737 Che cos'è un "sacrificio spirituale"?

Un "sacrificio spirituale" consiste nel sottoporre la propria volontà alla volontà di Dio, lasciandosi guidare da ciò che Dio vuole.

738 Quale nesso esiste tra sacrificio e benedizione?

Fondamentalmente l'uomo può sacrificare soltanto perché Dio l'ha già benedetto. I sacrifici sono dunque un'espressione di gratitudine per il bene ricevuto.

Ciò che conta in tutti i sacrifici è l'indole. Se il sacrificio è offerto per gratitudine e amore, produce anche benedizione. Questa può essere vissuta nel campo terreno, per esempio nel benessere. Ma in prima linea la benedizione è di natura spirituale, intesa come elargizione di salvezza divina proveniente dal merito di Cristo (Efesini 1, 3-7).

"Chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina abbondantemente mieterà altresì abbondantemente. Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso. Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quel che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona" (II Corinzi 9, 6-8).

739 Che cos'è il matrimonio?

Il matrimonio è la comunione vitale di un uomo e una donna, sulla quale Dio pone la sua benedizione. È la base della famiglia. Si fonda su una promessa ufficiale di fedeltà che entrambi i coniugi hanno espressa di spontanea volontà. Per la buona riuscita del matrimonio sono indispensabili l'amore e la fedeltà reciproci.

La poligamia non è in sintonia con l'insegnamento e le tradizioni cristiani.

740 Che cosa si può dedurre dalla storia della creazione riguardo al matrimonio?

«Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Dio li benedisse; e Dio disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta"» (Genesi 1, 27-28). Entrambi, l'uomo e la donna, sono creati a immagine di Dio. In modi differenti, ma sullo stesso livello, entrambi stanno sotto la benedizione di Dio.

L'essere umano è concepito per stare in comunione; nel coniuge l'uomo e la donna hanno una controparte, alla quale sono chiamati a essere un aiuto. «Poi Dio il Signore disse: "Non è bene che l'uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui"» (Genesi 2, 18).

Con il matrimonio, l'uomo e la donna si congiungono a un'unità che è destinata per tutta la vita: «Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne» (Genesi 2, 24).

741 Quale significato ha la benedizione nuziale?

La benedizione nuziale può produrre molteplici effetti: rafforza l'amore e la fedeltà, affinché durino; incrementa la prontezza a servire, aiutare e comprendersi; dà un contributo affinché gli errori siano perdonati e ci si riconcili. Tuttavia, la benedizione ricevuta può produrre i suoi effetti soltanto se i coniugi hanno un atteggiamento confacente.

↗ Atti di benedizione, benedizione nuziale: vedi le domande 660 ss, 671

742 Quale importanza ha la fede cristiana per la stabilità del matrimonio?

È auspicabile che i coniugi siano concordi nelle questioni di fede. Tuttavia, il fatto che i coniugi siano cristiani non garantisce a priori una vita matrimoniale armoniosa.

Soprattutto quando uno dei due coniugi appartiene a un'altra cultura, un'altra religione o confessione, prima di contrarre il matrimonio si dovrebbero chiarire tutte le questioni concernenti la vita in comune.

743 Quale importanza ha la sessualità nel matrimonio?

Se stanno in primo piano il consenso reciproco e l'amore, la sessualità, quale importante anello di congiunzione, può rafforzare la comunione matrimoniale e contribuire al benessere di entrambi i partner. La sessualità nel matrimonio dovrebbe essere caratterizzata da reciproca stima e capacità d'immedesimazione.

744 Che cosa dice la Chiesa Neo-Apostolica riguardo alla pianificazione familiare?

La pianificazione familiare è una questione che riguarda i coniugi. D'altro canto, la Chiesa disapprova metodi e mezzi contraccettivi che hanno per effetto principale la soppressione di ovuli già fecondati. Per principio la fecondazione artificiale è ammessa; ma si disapprovano tutte le misure per mezzo delle quali, secondo criteri stabiliti dagli uomini, si sopprime una vita.

745 Che cosa dice la Chiesa Neo-Apostolica in merito all'adempimento dei propri doveri nella vita del lavoro e della società?

I Dieci Comandamenti danno l'orientamento per quanto riguarda l'adempimento di doveri nella vita del lavoro e della società.

Il cristiano ha il compito di contribuire al bene della collettività. Ogni singolo ne è corresponsabile.

"Rendete a ciascuno quel che gli è dovuto: l'imposta a chi è dovuta l'imposta, la tassa a chi la tassa […]" (Romani 13, 7).

746 In che modo la Chiesa Neo-Apostolica si assume delle responsabilità all'interno della società?

Nei limiti delle sue possibilità e dei suoi compiti, la Chiesa Neo-Apostolica collabora a promuovere il bene comune dell'umanità. La Chiesa Neo-Apostolica si impegna per la pace nel mondo, esorta alla riconciliazione e al perdono. Essa è contraria a qualsiasi forma di violenza.

747 I cristiani neo-apostolici sono attivi nella vita pubblica?

Sì, i cristiani neo-apostolici sono attivi nella vita pubblica. La Chiesa non esercita alcuna influenza sulle convinzioni e attività politiche dei suoi membri.

La Chiesa Neo-Apostolica esorta i suoi membri ad andare incontro a tutte le persone con rispetto e tolleranza, indipendentemente dalla loro estrazione sociale, dall'età, dalla lingua o da altre diversità.

748 Quale posizione assume la Chiesa Neo-Apostolica nei riguardi dello Stato?

La Chiesa Neo-Apostolica ritiene importante avere dei rapporti aperti e costruttivi con governi e autorità. Verso i partiti politici assume un atteggiamento di neutralità. Nel suo operare si adegua alle leggi del rispettivo paese, conformemente alle parole di Romani 13, 1: «Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono stabilite da Dio.» Questo presuppone che anche le autorità statali abbiano un nesso con i comandamenti divini.

La Chiesa adempie i suoi impegni derivanti dalle leggi e dagli ordinamenti del rispettivo paese. Da canto suo si aspetta di essere rispettata e accettata nella sua posizione.

I rapporti con le autorità: vedi il 10° articolo di fede

749 Quali sono i rapporti della Chiesa Neo-Apostolica con altre Chiese, Comunità religiose e Religioni?

La Chiesa Neo-Apostolica e i suoi membri rispettano le abitudini religiose di altre persone e non si esprimono in modo sprezzante nei riguardi di chi ha una convinzione diversa, di altre Religioni e Comunità religiose. Si impegnano di avere con loro rapporti buoni e pacifici, basati sul reciproco rispetto. La Chiesa è contraria a qualsiasi fanatismo religioso.

Nel dialogo con altre Chiese cristiane, indipendentemente dalle varie posizioni dovute a concetti dottrinali diversi, si evidenziano i punti in comune derivanti dalla fede cristiana.

750 Qual è l'impegno sociale della Chiesa Neo-Apostolica?

La Chiesa Neo-Apostolica è basata sul Vangelo. Tra le altre cose, essa considera suo compito «l'amore attivo per il prossimo», del quale devono poter beneficiare tutti gli uomini senza riguardo alla persona. L'impegno sociale è sorretto da molti collaboratori che operano a titolo onorifico nelle comunità, ma anche attraverso aiuti materiali concreti.

Nei limiti delle sue possibilità la Chiesa pianifica, promuove e sostiene progetti, istituzioni e azioni d'aiuto di utilità pubblica e umanitari, spesso anche in collaborazione con organizzazioni umanitarie.

14 Appendice

14.1 La professione di fede neo-apostolica

Il primo articolo di fede:

Credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra.

Il secondo articolo di fede:

Credo in Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nostro Signore, concepito dallo Spirito Santo, che nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto, discese nel regno dei morti, il terzo giorno risuscitò dai morti, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente, donde ritornerà.

Il terzo articolo di fede:

Credo nello Spirito Santo, nella Chiesa una, santa, universale e apostolica, nella comunione dei santi, nella remissione dei peccati, nella risurrezione dei morti, nella vita eterna.

Il quarto articolo di fede:

Credo che il Signore Gesù governa la sua Chiesa e che a tale scopo ha mandato e manda ancora, fino al suo ritorno, gli apostoli con la missione di insegnare e di rimettere i peccati nel suo nome e di battezzare con acqua e Spirito Santo.

Il quinto articolo di fede:

Credo che coloro che Dio ha scelto per esercitare un ministero, ricevono l’investitura unicamente dagli apostoli e che dall’apostolato procedono il potere, la benedizione e la santificazione necessari all’esercizio del loro ministero.

Il sesto articolo di fede:

Credo che il Santo Battesimo d’acqua è il primo passo per il rinnovo dell’essere umano nello Spirito Santo. Con il Battesimo, il battezzando è accolto nella comunione di coloro che credono in Gesù Cristo e lo professano come loro Signore.

Il settimo articolo di fede:

Credo che la Santa Cena è stata istituita dal Signore stesso, in memoria del suo sacrificio unico, pienamente valido, delle sue amare sofferenze e della sua morte. La degna partecipazione alla Santa Cena ci garantisce la comunione vitale con Gesù Cristo, nostro Signore. La Santa Cena si celebra con pane azzimo e vino; queste sostanze devono essere consacrate e distribuite da un ministro incaricato dall’apostolo.

L'ottavo articolo di fede:

Credo che, per ottenere la figliolanza divina e soddisfare la condizione necessaria a essere primizie, i battezzati con acqua devono ricevere il dono dello Spirito Santo per mezzo di un apostolo.

Il nono articolo di fede:

Credo che il Signore Gesù tornerà così certamente come Egli è salito al cielo e che Egli trasmuterà e prenderà con sé le primizie dei morti e dei viventi, che hanno sperato nella sua venuta e si sono preparate, che dopo le nozze in cielo Egli tornerà con loro sulla terra per erigere il regno della pace e che i suoi regneranno con lui come real sacerdozio. Quando sarà terminato il regno della pace, Egli presiederà al Giudizio Finale. Infine, Dio creerà un nuovo cielo e una nuova terra e dimorerà con il suo popolo.

Il decimo articolo di fede:

Credo di dover obbedienza alle autorità temporali, nella misura in cui ciò non sia in contrasto con le leggi divine.

14.2 I Dieci Comandamenti

(cfr. Esodo 20, 2-17; Deuteronomio 5, 6-21)

Il primo comandamento

Io sono il Signore, il tuo Dio, non avere altri dèi oltre a me.

Il secondo comandamento

Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.

Il terzo comandamento

Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo.

Il quarto comandamento

Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati e affinché venga a te del bene sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.

Il quinto comandamento

Non uccidere.

Il sesto comandamento

Non commettere adulterio.

Il settimo comandamento

Non rubare.

L'ottavo comandamento

Non attestare il falso contro il tuo prossimo.

Il nono e decimo comandamento

Non desiderare la casa del tuo prossimo.

Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo.

14.3 Il Padre Nostro

(secondo Matteo 6, 9-13)

"Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà anche in terra come è fatta in cielo.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano;
rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;
e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno. Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno.
Amen."

14.4 Indice analitico

Locuzionedomanda n°
Abramo255, 263
Adorazione di Dio301, 302, 303, 307, 321, 366, 370, 409, 622, 673, 717, 723, 724
Accompagnamento nel decesso702
Accompagnamento nel lutto704, 705
Adulterio342-345
Agnello di Dio97, 98, 564-566, 646
Albero della conoscenza81, 87, 223
Aldilà197, 537, 538, 541, 543-546, 702, 727
Altezza110
Amare il nemico174
Amen642
Amministratori divini24, 432
Amore di Dio57, 76, 81, 99, 154, 156, 204, 225, 258, 281, 283, 530, 646, 680
Amore per Dio81, 281, 283, 284, 299, 302, 307, 314, 690, 693, 735, 731
Amore per il prossimo138, 155, 271, 277, 285-291, 299, 378, 727, 746, 750, 361
Amore reciproco290, 291
Angeli73-77, 94, 100, 107, 122, 125, 131, 164, 187, 190, 551, 552, 711
Anima73, 78, 80, 91, 92, 531, 532, 537, 541, 543, 544, 546
Annuncio della parola
vedi anche "Predica"
408, 431, 432, 623, 625
Antico Patto
vedi: "Patto, Antico e Nuovo Patto"
 
Antico Testamento16, 17, 19, 25, 30,
Anticristo220
Anziano di distretto452
Apocrifi20, 21
Apostolato413, 421, 453, 455
Apostolato – Chiesa di Cristo378, 385, 386, 399, 401-403, 408, 456, 562,
Apostolato – continuità447, 586
Apostolato – denominazioni426-432
Apostolato – nessun rappresentante447-449
Apostolato – ripristino (nuovi portatori del ministero)400, 448, 450, 586, 603
Apostolato (ministero degli apostoli)8, 37, 174, 385, 395, 399-404, 408, 413, 421, 422, 425-431, 433, 440, 447, 448, 450, 451, 454, 456, 464, 556, 586, 603, 610
Apostoli24, 37, 38, 44, 139, 159,162-167, 187, 190, 203, 205, 210, 214, 249, 256, 295, 372, 386, 387, 391, 392, 394, 399, 401-404, 413, 415, 421, 423, 424, 425, 432, 434, 439, 442, 444, 447, 450, 453, 455, 477, 480, 486, 492, 494, 508, 548, 554, 557, 603, 604, 606, 648
Apostoli – compiti387, 421, 424, 425, 430, 432, 433, 439, 440, 441, 453, 455, 461, 480, 486, 492, 524, 557, 619, 655
Apostoli – i primi dodici435
Apostoli – missione44, 159, 392, 422, 423, 425, 434, 447, 486
Apostoli – morte dei primi apostoli394, 395
Apostoli – plenipotenza / vocazione187, 401, 415, 421, 424, 425, 434, 451, 454, 464, 492
Apostoli – primi apostoli 435, 436, 586
Apostoli – riunione degli apostoli583
Apostoli – vicinanza a Gesù Cristo 159, 508
Apostolicità381, 385, 386, 408
Apostolicum 33, 34, 40
Apostolo di distretto, aiutante d'apostolo di distretto452, 460, 471, 659
Appropriazione indebita / malversazione352
Arca157, 183, 226, 255, 373, 484, 536,
Arresto di Gesù165, 166
Articoli di fede
vedi "Professione di fede neo-apostolica"
 
Ascensione al cielo190, 191, 193, 550, 551, 711
Assoluzione
vedi: "Prodono dei peccati"
645
Assunzione662, 668, 669
Atti di benedizione660-663, 669-671, 676, 683, 684
Atti miracolosi di Gesù
vedi: "Gesù - miracoli"
 
Attività didattica di Gesù133, 134, 139
Attività missionaria392, 393, 403, 434, 447, 584, 600, 601
Autorità (le autorità)37, 40, 748
  
Bambini76, 266, 294, 325-328, 420, 489, 527, 658, 693, 695-698, 722
Battesimo con acqua, Santo35, 37, 46, 175, 377, 378, 397, 404, 473, 475, 476, 477, 479, 481, 483-493, 522-524, 528, 529, 548, 588, 658
Battesimo di bambini489, 658
Battesimo di Spirito
vedi anche "Suggello, Santo"
486
Battesimo per il ravvedimento96, 130, 485
Battezzati37, 204, 375, 406, 410, 418, 476, 481, 513, 525
Beatitudini148, 149
Benedizione63, 259-267, 269, 270, 327, 416, 660-662, 666, 679, 738
Benedizione finale679, 680
Benedizione prenatale683, 684
Benedizione spirituale267, 268
Beni spirituali327
Bestemmia contro Dio168, 313
Bestemmia contro lo Spirito Santo653
Bibbia / Sacra Scrittura6, 12-16, 19, 20, 22-27, 71, 72, 96, 115, 292, 360, 533, 545, 587, 596, 623
Bramosia359, 361-364
  
Calunnia357
Canone15, 587
Casa di Dio365, 366, 673, 674
Cattolico34, 35, 593, 598
Cena di commemorazione37, 496, 499
Centoquarantaquattromila564, 565
Centro della Scrittura25
Cerimonia funebre469, 657, 685, 686
Chiesa – occidentale e orientale593
Chiesa – Riforma595-598
Chiesa Cattolica-apostolica604, 606, 607, 609
Chiesa di Gesù Cristo44, 135, 365-410, 418, 450, 456-458, 481, 493, 562, 569, 712
Chiesa di Gesù Cristo – accenni alla Chiesa di Cristo373
Chiesa di Gesù Cristo – apostolicità381, 385, 386, 408
Chiesa di Gesù Cristo – capo369
Chiesa di Gesù Cristo – caratteristiche
(notae ecclesiae)
381, 386, 408
Chiesa di Gesù Cristo – compiti370, 387
Chiesa di Gesù Cristo – fondazione, istituzione368, 372
Chiesa di Gesù Cristo – preservazione569
Chiesa di Gesù Cristo – santità381, 383, 386, 408
Chiesa di Gesù Cristo – sviluppo390-392, 395-397, 593
Chiesa di Gesù Cristo – unità381, 382, 386, 408
Chiesa di Gesù Cristo – universalità381, 384, 386, 408
Chiesa di Gesù Cristo, invisibile377, 379
Chiesa di Gesù Cristo, visibile378, 380
Chiesa Neo-Apostolica23, 36-40, 371, 387, 403, 404, 420, 452, 492, 500, 607-609, 746-750
Christos111
Cielo34, 35, 37, 64, 190, 191, 457, 581, 633, 711
Colpa229, 230, 236, 298, 333, 337, 631, 638, 652
Colpa per la morte di Gesù173
Comandamento 
• primo300-307
• primo - divieto di raffigurazioni (immagini)304, 305
• secondo308-315
• terzo316-321
• quarto322-328
• quarto - doveri dei genitori328
• quinto329-340
• quinto - atteggiamento interiore332
• quinto - protezione della vita333, 744
• quinto - suicido335
• sesto341-347
• sesto - divorzio345, 347
• settimo348-352
• ottavo353-358
• nono - e decimo359-364
Comandamento
vedi anche: "Doppio comandamento dell'amore", "Dieci comandamenti"
4, 87, 138, 155, 223, 233, 264, 271, 277, 280-282, 284-286, 292-298, 373, 745
Comunione37, 366, 367, 501, 502, 618, 621, 680
Comunione con Dio, eterna242, 251, 366, 370, 559, 567, 580
Comunione dei santi34, 37
Comunione familiare489
Comunità18, 290, 291, 365-367, 373, 388, 390, 403, 432, 554, 582, 583, 613
Comunità – cura spirituale442, 445, 446, 453, 460, 468, 469, 626, 692, 736
Comunità religiosa29, 36
Concilio33, 65, 398, 587, 598
Concupiscenza227, 576
Condanna di Gesù168, 169, 173
Conducente – comunità, distretto471, 676
Conducente di comunità445, 471
Conducente distrettuale471
Confermazione377, 662-666, 675, 699
Confermazione – voto di confermazione665-667
Confessione (Chiesa)36, 365, 400, 407, 410, 603, 668, 749
Confessione (dei peccati)691
Consacrazione 497, 503, 661, 673, 674
Consacrazione (ostie) 497, 503, 509, 510
Consacrazione (Santa Cena) 497, 503, 509, 510
Consustanziazione503
Contesto sociale326
Controriforma598
Corpo di Cristo374, 375, 397
Corpo di risurrezione92, 189, 559
Corpo e sangue di Gesù321, 377, 476, 503, 506, 509, 510, 659, 702
Corruzione352
Coscienza234-236
Cose materiali80
Creatore di cose nuove66, 529
Creazione5, 17, 55, 68-72, 78, 80, 85, 86, 224, 228, 262
Creazione invisibile72-80
Creazione – preservamento, responsabilità 85, 86, 262, 340
Cristianesimo – sviluppo391, 589-594, 601, 602
Cristiani28, 36, 62, 312, 320, 358, 405, 406, 410, 481, 490, 513, 585, 604
Cristiani – i primi cristiani389, 396, 582, 583, 585, 589, 615, 721
Cristiani – persecuzioni394, 396, 397, 582, 589
Croce103, 172, 174, 181, 182, 276, 488
Crociate313, 594
Crocifissione170, 172, 174, 175, 709
Culti satanici307
Cultura407, 593
Cupidigia219, 361
Cura delle anime – accompagnamento nel decesso e nel lutto702-705
Cura delle anime – bambini e giovani693, 700, 701
Cura delle anime – malati690
Cura delle anime / visite pastorali688-690, 692
  
Decalogo292
Deceduti
vedi "Defunti"
 
Decima731
Defunti183, 377, 537, 540-548, 577, 659, 704
Defunti – redenzione, elargizione di salvezza, aiuto per defunti183, 543-548, 659, 588
Dèi, altri
vedi "Idoli, venerazione di idoli"
 
Demone143
Deuterocanonici, libri20, 21
Diacono394, 421, 443, 452, 470, 689
Diavolo / Satana74, 78, 131, 132, 220, 222, 223, 362, 437, 568, 572, 573, 576, 578, 646, 709
Dieci Comandamenti
vedi anche "Comandamento" (dal primo al decimo)
292-296, 745
Diffamazione357
Dignità dell'uomo352
Dio – Colui che dà grazia52, 58
Dio – il Creatore3, 5, 9, 34, 37, 41, 55, 56, 66-69, 84, 86, 87, 91, 101, 145, 301, 303, 318, 713
Dio – il Giusto52, 59, 230
Dio – il Perfetto52, 60
Dio – il Santo52, 54
Dio – l'Amore57, 154, 225, 258, 283, 382, 530
Dio – l'Eterno51, 52, 56
Dio – l'Onnipotente34, 35, 37, 52, 55, 141, 281, 315, 530, 641
Dio – l'Unico51-53, 61, 66
Dio, il Figlio5, 28, 64, 66, 93, 94, 100-102, 105, 106, 113, 121, 129, 135, 141, 175, 177, 198
Dio, il Padre5, 28, 37, 51, 41, 64, 66, 67, 93, 101, 105, 129, 145, 413
Dio, lo Spirito Santo5, 51, 66, 100, 101, 197, 198
Dio rivela se stesso6
Discepoli di Gesù97, 139, 159, 187, 189, 209, 256, 368, 372, 434
Dispensazione dello Spirito Santo209, 210, 388, 518-520, 712
Disponibilità al sacrificio466, 729, 735, 736
Disponibilità al sacrificio – esempio di Gesù734
Disubbidienza nei confronti di Dio74, 221, 223, 225, 226, 264
Divieto di raffigurazioni (immagini)304, 305
Divorzio345, 347
Divorzio, divorziati345, 347
Domenica – giorno di festa317, 320, 321
Domenica delle Palme160, 706, 708
Doppio comandamento dell'amore138, 155, 277, 282
Dossologia (lode e gloria a Dio)641
Dotazione spirituale460
Dottrina domenicale696, 697
Duplice natura di Gesù Cristo, dottrina della duplice natura104-106, 164, 376, 398
  
Eden,
vedi: giardino "Eden"
 
Edificio di culto – consacrazione661, 673
Edificio di culto – sconsacrazione674
Elargizione di grazia472
Elargizione di salvezza
vedi anche "Defunti - redenzione, elargizione di salvezza, aiuto per defunti"
588
Elezione253-259, 268
Emmanuele95, 115
Eresia31, 181, 441
Escatologia37, 40, 49, 549 (per la dottrina riguardante le cose future, anche: 550 a 581)
Essere umano – fugacità228, 531
Essere umano – unità di corpo, anima e spirito78, 91, 531
Eucarestia495
Eutanasia (suicidio assistito)338
Evangelista di comunità452
Evangelista di distretto452
Evangelista – prime comunità445
Evangelista – Vangelo120
Evocazione dei morti79, 307, 540
Evocazione di spiriti79, 540
  
Falsa testimonianza355
Famiglia722, 727, 739, 744
Fecondazione artificiale744
Fede 10, 11, 26, 142, 234, 235, 239-241, 716
Fede in Dio1, 9, 10, 11, 28, 53, 186, 240-242, 250, 274, 278, 279
Fidanzamento, benedizione per il fidanzamento662, 670
Figlio dell'uomo114, 151, 157, 180
Figliolanza di Dio37, 204, 428, 515, 530
Fine del mondo447
Flagellazione170
Frode fiscale352
Frutto dello Spirito363, 530
Furto348-352
  
Genitori, educatori322-328, 527, 663, 693, 722
Genitori, educatori – incarico, responsabilità328, 489, 527, 663
Gesù – accenni alla sua morte e alla sua risurrezione180
Gesù – battesimo105, 129, 130, 131, 485, 521, 522
Gesù – figlio di Davide115
Gesù – infanzia127, 128, 325
Gesù – l'Unto, unzione 111, 112, 521, 522
Gesù – miracoli106, 117, 140-147, 266, 386
Gesù – nascita16, 95, 107, 121, 122, 124-126, 170, 275, 707
Gesù – nel regno dei morti34, 37, 183, 536
Gesù – parole sulla croce174
Gesù – servo di Dio115, 179
Gesù – vittoria sul peccato182, 247, 565, 578, 704
Gesù Cristo4, 7, 25, 28, 34-37, 42, 59, 60, 64, 90, 94, 100, 103-106, 108, 109, 111, 112, 135, 184, 186, 190, 192, 194, 247, 275, 368, 376, 479, 550, 571, 577, 579
Gesù Cristo – alla destra di Dio34, 37, 191, 192
Gesù Cristo – comunione vitale con Gesù Cristo 37, 473, 505, 702
Gesù Cristo – Dio e uomo94, 102, 103-106
Gesù Cristo – il buon Pastore158
Gesù Cristo – il Creatore101, 145
Gesù Cristo – il Profeta116, 119, 414
Gesù Cristo – il Re116, 117, 414, 575
Gesù Cristo – il Sacerdote, Sommo Sacerdote116, 118, 414
Gesù Cristo – lo Sposo194, 566
Gesù Cristo – Mediatore247
Gesù Cristo – plenipotenza114, 117, 141
Gesù Cristo – Re, Sacerdote e Profeta116, 414
Gesù Cristo – ritorno
vedi "Rivenuta del Signore, ritorno di Cristo"
 
Gesù Cristo – ubbidienza103, 164, 225
Gesù Cristo – Vincitore132, 225, 247, 534, 565, 646
Getsemani164
Giardino Eden68, 87, 223, 224
Giorno del Signore / giorno di Cristo195, 552, 553
Giorno di creazione70
Giorno festivo292, 316, 318, 320, 321, 659, 696, 706
· Ascensione711
· Domenica delle Palme708
· Natale707
· Pasqua710
· Pentecoste712
· Venerdì Santo709
Giorno festivo – ringraziamento per il raccolto713
Giorno festivo religioso706, 714
Giovanni il battista96, 97, 119, 129, 130, 485, 521
Giubilei matrimoniali – benedizione per giubilei matrimoniali661, 662, 672
Giuda l'Iscariota162, 163, 165, 169
Giudizio37, 315, 355, 579, 580
Giudizio finale37, 532, 579-581
Giuramento, formula di giuramento315
Giurare315
Giustificazione225, 278
Giustizia davanti a Dio278, 429, 485, 542
Giustizia di Dio59, 117, 230
Grande tribolazione – tempo della grande tribolazione568-574
Gratitudine, ringraziamento, sacrificio di ringraziamento269, 713, 738
Grazia di Dio58, 59, 135, 137, 156, 240, 277-279, 427, 429, 542, 580, 682, 726
Guarigione di malati142, 603
  
Idoli, venerazione di idoli300, 302, 303, 307, 363, 396, 545, 592
Immagine a somiglianza di Dio81-83, 86, 87, 740
Immarcescibilità559
Immortale, immortalità73, 78, 81, 91, 92, 531, 636, 685
Impero Romano391, 589, 592
Imposizione apostolica delle mani605
Imposizione delle mani205, 444, 463, 475, 515, 605, 665, 677
Incarico da parte della Chiesa420, 471, 676
Incarico ministeriale467
Incarico / ordine di battezzare64, 434
Incarico / ordine missionario37, 159, 256, 392, 403, 421, 434, 447, 486
Incarnazione di Dio (Dio si fa uomo)90, 94, 100, 102, 103, 121, 124, 177, 203
Inclinazione al peccato (concupiscenza)227, 576
Incredulità241, 541
Indole136, 156, 332, 351, 356, 358, 738
Inferno74, 437, 457, 533
Inganno352, 362
Ingresso a Gerusalemme117, 160, 161, 708
Insegnamenti religiosi694-696, 698, 699, 736
Insegnamento degli apostoli389, 618, 619
Insegnamento di Gesù134, 148, 619
Insegnamento religioso698
Insegnanti ecclesiastici, Padri della Chiesa590, 591
Intercessione546, 622, 723, 727
Interpretazione della Sacra Scrittura24, 38
Interruzione della gravidanza334
Invidia74, 219, 233, 361, 363
Ipocrisia161, 357
Islam53, 594
Ispirazione13
Israele4, 17, 30, 57, 95, 138, 175, 255, 256, 263, 264, 294, 373, 427, 530
  
Lavaggio dei piedi159
Legge37, 277, 295, 297, 299
Legge di causa ed effetto59, 68, 69
Legge mosaica161, 138, 271-274, 277, 282, 324, 350, 583, 732
Libertà di religione592
Liturgia608
Lode e gloria a Dio (dossologia)641
Logos101, 431
  
Magia307
Magnificenza / gloria37, 101, 141, 192, 195, 199, 268, 270, 567, 631, 641
Mago125
Male – il maligno, rispettivamente il male88, 136, 215-222, 578, 579, 631, 640
Maledizione228, 260, 262, 264
Malversazione352
Mansioni di Pietro187, 256, 372, 437, 457, 458, 459
Marana tha30, 196, 554
Maria (madre di Gesù)34-37, 94, 95, 107, 121-124, 127, 174, 203, 325, 721
Martire394, 569, 570, 573, 574, 589
Matrimonio342-344, 346, 739-743
Matrimonio – pianificazione familiare744
Menzogna74, 201, 219, 354, 357
Messa a riposo467, 471, 676
Messia25, 112, 120, 207, 246, 522
Meta della fede550, 553-558, 560, 563
Ministero37, 45, 214, 385, 395, 399-402, 411, 412, 421, 422, 443, 445, 464, 467, 627
Ministero – conferma del ministero676
Ministero – consacrazione, benedizione412, 416
Ministero – plenipotenza, autorità412, 413, 415, 425,
Ministero – santificazione412, 417
Ministero della roccia437, 457, 458
Ministero spirituale – livelli ministeriali452
Ministero spirituale, ecclesiastico412-417, 419, 460-466, 471, 662, 676
Ministri – compiti468
Ministri – destituzione467
Ministri – messa a riposo467
Ministri – rinuncia al ministero467
Ministri, diaconi – compiti470
Ministri per la gioventù, cura della gioventù700, 701
Ministri sacerdotali – compiti469, 477, 492, 644, 648, 689, 690
Miracoli della natura140, 145
Miracolo di doni140, 147
Miracolo di moltiplicazione del cibo140, 146
Missione393, 486, 582, 583
Monachesimo593, 595
Mondo di qua197, 546, 719,
Monogamia344
Monoteismo53, 302
Morire702, 703
Morte59, 81, 219, 223, 227, 363, 531-534, 702
Morte del corpo89, 92, 531, 532, 536, 537, 541, 543, 559, 560, 686
Morte spirituale89, 90, 99, 118, 227, 532
Mosè255, 271, 293, 310, 373
Movimento di risveglio602
Musica614, 678
  
Nardo, olio di161
Natale706, 707
Natura / indole di Dio5, 6, 51-61, 83, 86, 238, 310, 311, 382
Nazione50, 297, 748
Noè226, 255, 373, 484, 536
Nome di Dio308-313
Nome di Dio – abuso, usare invano292, 313, 314
Nomi di Dio309-312
Nomi di Dio – abuso, usare invano308, 309, 313
Non materiale80
Non veritiero357
Notae ecclesiae
vedi: "Chiesa di Cristo - caratteristiche"
 
Nozze dell'Agnello / nozze in cielo37, 135, 195, 251, 405, 408, 502, 566, 567, 571, 574
Nuova creatura66, 528
Nuova creazione55, 135, 222, 252, 580, 581
Nuovo Patto
vedi: "Patto, Antico e Nuovo Patto"
 
Nuovo Testamento15, 16, 18, 22, 25, 30,
  
Offerta / sacrificio269, 614, 713, 729-731, 735-738
Offerta – "la decima"731
Onnipotenza di Dio38, 55, 184
Onniscienza di Dio55, 230
Opera di redenzione del Signore386, 387, 408, 451, 455
Ordinazione400-402, 412, 415-417, 443, 444, 461-465, 661, 662, 676, 677
Ordine missionario
vedi "Incarico / ordine missionario"
 
Ostia503, 506, 510
  
Pace167, 363, 691, 746
Pace – saluto di pace 644, 652, 702
Padre Nostro530, 630-642, 649
Padri apostolici e Padri della Chiesa590, 591
Pagani173, 175, 256, 391, 438, 439, 583, 584, 590
Pane e vino37, 378, 475, 497, 498, 503, 509
Parabole di Gesù150-157, 286, 288, 541, 553
Parola di Dio54, 71, 241, 250, 386, 613, 623,626, 627
Parole metaforiche di Gesù158
Partecipazione alla salvezza38, 327
Pasqua317, 372, 706, 710, 711
Pasqua – festa di Pasqua, banchetto di Pasqua 162, 163, 170, 494, 496, 708
Passione160
Passione di Gesù160, 171, 172, 174, 177-180
Pastore – ministero445, 452
Pastore, il buon Pastore158
Patto – Antico Patto, Nuovo Patto57, 163, 175, 256, 263, 265, 271, 277, 294, 327, 427, 497, 509, 517, 732, 733
Pazienza196, 290, 327, 363
Peccaminosità629
Peccato89, 97, 132, 177, 181, 216, 225-227, 229-233, 241, 247, 262, 298, 303, 333, 351, 362, 363, 490, 507, 532, 653
Peccato – il primo peccato, peccato originale88, 89, 215, 223-228, 244, 482
Peccato – inclinazione al peccato (concupiscenza)227, 576
Peccato originale377, 476, 481, 482, 484
Peccatore, peccare59, 88-90, 99, 132, 173, 215, 225, 242, 277, 278, 373, 429, 482, 576
Pena di morte331, 339
Penitenza96, 130, 134, 136, 430, 651,
Pentimento650, 651
Pentecoste209, 210, 372, 388, 391, 422, 443, 520, 582, 706, 712
Perdono dei peccati34, 35, 37, 58, 106, 114, 118, 163, 187, 214, 225, 231, 266, 268, 274, 377, 401, 402, 415, 421, 430, 455, 507, 511, 629, 644-649, 652
Perdono dei peccati – annuncio424, 643, 644, 648
Perdono dei peccati – effetti652
Perdono dei peccati – premesse649
Perseveranza389, 458
Personalità dell'individuo92, 531
Piano di salvezza di Dio244, 249, 252, 641
Pietismo600
Pietro147, 166, 180, 187, 388, 435, 437, 438, 523, 583
Pilato si lava le mani170
Plenipotenza / autorità
vedi anche: Gesù Cristo - plenipotenza" e "Apostoli – plenipotenza / vocazione"
15, 37, 452, 460, 469
Poligamia344
Politeismo302
Potere delle chiavi437, 457, 459
Predica11, 23, 148, 203, 233, 241, 377, 378, 455, 616, 623, 625-627
Predica – compiti degli ascoltatori628
Predica – effetti543, 547, 624, 626, 681
Preesistenza100
Preghiera27, 164, 192, 240, 321, 622, 690, 693, 703, 715, 716, 718, 722
Preghiera – adorazione724
Preghiera – Antico Testamento717
Preghiera – contenuti717, 718, 722-727
Preghiera – effetti728
Preghiera – intercessione546, 622, 723, 727
Preghiera – invocazione726
Preghiera – primi cristiani389, 615, 618, 721
Preghiera – ringraziamento725
Preghiera del «Padre Nostro»
vedi "Padre Nostro"
 
Preghiera sacerdotale192, 454, 720
Preghiere di Gesù164, 192, 454, 718-720
Prelevamento della sposa di Cristo195, 535, 635
Prelevamento, prelevare, rapimento194, 556, 558-561, 566, 574
Presenza al servizio divino681, 682
Prima risurrezione259, 559, 570, 573-576, 579, 580
Primizie37, 405, 428, 515, 530, 564, 565
Principe, Re della pace95, 117
Professione, professare53, 315, 320, 410, 418, 481, 489, 500, 615, 629, 665, 669, 691
Professione di fede29-33, 35-40, 677, 699
Professione di fede – Apostolicum33, 34, 40
Professione di fede – Nicea-Costantinopoli33, 35, 65, 590
Professione di fede neo-apostolica36-40
Profeta95, 116, 119, 207, 414, 610
Proprietà349, 350, 352
Proprietà di Dio279, 530, 565
Protestanti599, 602
Protezione degli angeli76, 726
Psiche91
Purificazione del tempio161
  
Ragione, la ragione81, 234-238
Real sacerdozio37, 259, 409, 574, 577
Redentore4, 5, 66, 98, 107-109, 247, 413, 546, 649, 686
Redenzione, redimere66, 108, 109, 174, 182, 183, 214-216, 243, 268, 279, 413, 493, 496, 546, 587, 640
Regno dei morti537, 538, 543
Regno della morte34, 37, 73, 183
Regno della pace37, 135, 222, 259, 409, 575, 577, 578
Regno di Dio73, 135, 149, 151-154, 372, 581, 635
Regno di pace37, 134, 135, 222, 259, 409, 575, 577, 578
Regola d'oro288-290
Reincarnazione539
Religioni, altre594, 749
Riconciliazione con Dio99, 116, 118, 137, 181, 182, 242, 266, 276, 278, 426, 430, 646
Riconciliazione tra le persone156, 430, 651, 746
Riforma595, 596, 598, 599, 616
Rinascita491, 528-530, 542, 561
Ringraziamento per il raccolto706, 713
Rinnegamento166
Rinnovamento dell'uomo37, 529
Risurrezione189
Risurrezione dei morti34, 35, 36, 92, 186, 535, 558-560, 574, 579, 685-687, 710
Risurrezione di Cristo37, 90, 184-189, 320, 441, 534, 535, 710
Risurrezione di Cristo – testimoni, testimonianze185, 187-189
Risuscitamento di morti140, 144
Rite488, 513, 526
Ritorno del Signore – promessa159, 196, 203, 214, 551, 554, 555, 718
Ritorno di Cristo – momento552-554, 556
Rivelazione di Dio1-12, 203
Rivenuta del Signore / ritorno di Cristo7, 18, 36, 37, 49, 157, 194, 195, 201, 202, 214, 249, 251, 275, 386, 401, 402, 405, 409, 424, 428, 433, 442, 447, 450, 455, 456, 473, 512, 530, 542, 550-553, 556-563, 565, 568, 604, 619, 635, 681, 685, 689, 726
  
Sabato318, 319
Sacerdote116, 118, 414, 452, 469, 655, 661
Sacra Scrittura – interpretazione24, 25, 38, 407
Sacra Scrittura
vedi: "Bibbia"
 
Sacramento6, 36, 40, 135, 213, 214, 249, 250, 367, 401, 402, 472-480, 491, 525, 527, 528, 530
Sacramento – bambini489, 658
Sacramento – contenuti476
Sacramento – defunti377, 544, 545, 547, 548, 659
Sacramento – dispensazione401, 402, 404, 424, 434, 455, 477, 525, 548, 655, 656
Sacramento – fede478
Sacramento – simbolo475, 483, 498
Sacrificio – Antico e Nuovo Patto732, 733
Sacrificio di Cristo
vedi anche "Crocifissione"
37, 66, 90, 98, 99, 174, 175, 177, 178, 179, 181-183, 216, 247, 266, 372, 421, 424, 504, 543, 544, 548, 646, 648, 709
Sacrificio / offerta269, 614, 713, 729-731, 735-738
Saggezza69, 86, 128
Salvatore125, 174, 186, 108, 247, 558
Salvezza8, 30, 35, 38, 57, 66, 109, 158, 183, 242, 243, 245-247, 250, 251, 259, 274, 275, 277, 366-368, 370, 377, 424, 456, 472, 473, 476, 543, 546-548, 565, 588
Samaritano155, 286-288
Santa Cena37, 47, 146, 159, 372, 377, 404, 455, 469, 473, 475, 477, 479, 490, 494, 496-505, 507, 508, 656, 681, 682
Santa Cena – associata alla fine dei tempi502
Santa Cena – atto di commemorazione37, 496, 499
Santa Cena – atto di comunione 501
Santa Cena – atto di professione500
Santa Cena – bambini658, 697
Santa Cena – celebrazione505, 510, 620, 629, 657, 714
Santa Cena – cena delle Nozze502
Santa Cena – consacrazione378, 497, 503, 509, 510
Santa Cena – defunti659
Santa Cena – denominazione495
Santa Cena – diritto di partecipazione490, 513, 669
Santa Cena – dispensazione510, 655
Santa Cena – effetti512
Santa Cena – elementi498
Santa Cena – istituzione159, 163, 496, 508
Santa Cena – malati, morenti690, 702
Santa Cena – perdono dei peccati507, 511
Santa Cena – premesse511
Santa Cena, celebrazione – altre Confessioni514
Santificazione321, 412, 417, 464, 466
Santità54, 381, 383, 386, 408, 417
Santo Suggello di bambini527, 658
Satana
vedi: "Diavolo"
 
Sconsacrazione674
Scritto di testimonianza, Testimonium604
Seguire Cristo259, 368, 382, 453, 465, 561, 628, 734
Sepoltura di Gesù176
Sermone sul monte148, 149, 289, 315, 344, 530, 718
Servizio418-420, 471, 719
Servizio divino269, 321, 366, 378, 613-623, 625, 681, 682
Servizio divino – atto di benedizione675
Servizio divino – di sola parola657
Servizio divino – dispensazione di sacramenti659, 675
Servizio divino – introduzione (appellarsi a Dio)617
Servizio divino – musica614, 678
Servizio divino – nell'Antico Testamento614
Servizio divino – nelle prime comunità cristiane615, 616, 618
Servizio divino – per defunti 545, 659
Servizio divino per i bambini697
Servizio in guerra331
Sicli d'argento162, 169
Sigillo565
Signore30, 37, 106, 107, 111, 113, 135, 143, 144, 187, 292, 300, 301, 330, 534, 547
Simbolo498, 575
Sinagoga319, 614
Sinodo15
Sociale, ambito sociale326, 407, 750
Società, vita pubblica357, 593, 745-750
Sommoapostolo, ministero del sommoapostolo 452, 457-459, 611, 612
Sommo sacerdote118, 161, 165, 166, 168-!70, 176, 188
Sostanza503
Spezzare il pane389, 495, 497, 620
Spiritismo79, 599
Spirito Santo5, 13, 28, 43, 51, 64, 66, 101, 122, 129, 193, 197-204, 206, 207, 209-213, 388, 400, 449, 486, 517-521, 524, 530, 587, 712
Spirito Santo – che crea cose nuove66, 529
Spirito Santo – consolatore5, 28, 199, 200, 519
Spirito Santo – denominazioni199
Spirito Santo – dono204, 205, 208, 210, 268, 401, 428, 440, 515, 523-525, 530, 476
Spirito Santo – dispensazione, discesa209, 210, 388, 518-520, 712
Spirito Santo – frutto dello Spirito Santo363, 530
Spirito Santo – operare203, 207, 211, 214, 587, 603
Spirito Santo – potenza122, 202, 204, 210, 530
Spirito Santo – verità199, 201, 211, 519
Spirito umano91,92
Sposa di Cristo / comunità della sposa194, 195, 214, 249, 251, 387, 401, 402, 405, 408, 409, 428, 450, 455, 555, 561-567, 570, 571, 574, 635
Sposalizio – benedizione nuziale / benedizione per il matrimonio347, 662, 657, 671, 741
Stella di Betlemme125
Storia della salvezza40, 119, 243-245, 549, 707,
Strage dei bambini a Betlemme126
Stregoneria307
Suggello, Santo48, 205, 268, 404, 440, 473, 479, 486, 491, 515, 516, 522, 524, 525, 529, 530, 605, 658
Suggello, Santo – dispensazione205, 440, 525, 548, 655, 656
Suggello, Santo – effetti476, 530
Suggello, Santo – imposizione delle mani dell'apostolo205, 378, 475, 515, 524, 525, 548, 605, 655
Suggello, Santo – premesse523, 526, 527
Suicidio335
  
Tempio118, 175
Tentazione78, 88, 131, 132, 223, 364, 639
Testimoni della risurrezione di Cristo
vedi: "Risurrezione di Cristo - testimoni, testimonianze"
 
Testimonium604
Timor di Dio27, 269,307
Titoli onorifici di Gesù110-115
Tradimento162, 163, 165, 169
Tradizione, tradizionale66, 174, 292, 489, 583, 616, 739
Trasfigurazione105, 180
Trasfigurazione, essere trasmutato7, 554, 558-560, 566
Trinità5, 28, 31, 33, 36, 51, 61-66, 93, 184, 204, 213, 306, 383, 406, 410, 517, 587, 667
Trinità, trinitario62, 198, 490, 617, 679
  
Ubbidienza di fede269, 465, 677
Uccidere in guerra337
Uccidere per legittima difesa336
Uccisione di animali340
Umiltà, umile156, 159, 164, 272, 290, 307, 466, 715, 722
Unzione521, 522
Usura352
  
Vangelo – divulgare, annunciare183, 198, 358, 372, 392, 395, 425, 443, 455, 459, 468, 547, 577, 582-584, 588, 601, 619, 626, 677
Vangelo, Evangelo15, 120, 137, 150, 151, 214, 237, 258, 259, 274-277, 358, 427, 455, 459, 543, 547, 550, 555, 583, 588, 619, 626
Vaticinio307
Venerdì Santo372, 706, 709
Verità60, 117, 199, 201, 203, 354
Vescovo452
Visione / apparizione (nel sogno)583
Vita dopo la morte92, 531, 536
Vita dopo la morte / continuazione della vita dopo la morte del corpo
vedi anche "Defunti" e "Defunti - redenzione, elargizione di salvezza, aiuto per defunti"
531, 536, 537, 541
Vita eterna, immortalità186, 531, 534-536
Vitello d'oro303
Voto233, 665-667, 671, 699
Voto di confermazione665-667

 

 

14.5 Indice delle citazioni bibliche

Passo biblicodomanda n°
Genesi 15
Genesi 1, 168
Genesi 1, 3101
Genesi 1, 2663
Genesi 1, 26.2780
Genesi 1, 26.2885
Genesi 1, 27.28740
Genesi 1, 2885
Genesi 1, 3171
Genesi 2, 270
Genesi 2, 7.8.1968
Genesi 2, 16.1781
Genesi 2, 17 223
Genesi 2, 18 740
Genesi 2, 24 740
Genesi 3, 4.5223
Genesi 3, 1590
Genesi 3, 16-1989
Genesi 3, 17.18 228
Genesi 3, 17-1989
Genesi 3, 19224, 531, 686
Genesi 3, 21225
Genesi 3, 23.24224, 482
Genesi 4, 6-8 226
Genesi 4, 8 226
Genesi 6, 5-7.17.18226
Genesi 8, 21.225
Genesi 8, 22 262
Genesi 11, 1-8 226
Genesi 12, 2.3 263
Genesi 1863
 
Esodo 3, 14 310
Esodo 15, 26142
Esodo 16, 23 318
Esodo 19, 20 293
Esodo 20, 4.5 304
Esodo 20, 17 360
Esodo 20, 20 233
Esodo 21, 16 350
Esodo 21, 32162
Esodo 22, 1350
Esodo 32, 3.4 303
Esodo 34, 28 292
 
Levitico 1-7 732
Levitico 19, 18138, 285, 286
 
Numeri 6, 22-27 614
Numeri 6, 24-2663
 
Deuteronomio 4, 13 294
Deuteronomio 5, 21 360
Deuteronomio 6, 430
Deuteronomio 6, 4.5 302
Deuteronomio 6, 5138
Deuteronomio 7, 6-8 255
Deuteronomio 10, 4 292
Deuteronomio 11, 26-28 264
Deuteronomio 18, 10 ss79
Deuteronomio 18, 10-1279, 540
Deuteronomio 18, 18119
Deuteronomio 19, 18.19 355
Deuteronomio 23, 22 233
Deuteronomio 32, 3 307
Deuteronomio 32, 3.4 717
Deuteronomio 32, 459
 
I Samuele 16, 13 517
I Samuele 2879
I Samuele 28, 3 ss 307
 
II Samuele 7115
II Samuele 11 362
 
I Re 11, 7.8 302
 
II Re 5, 1-14 484
 
I Cronache 25, 6 614
 
Salmi 8, 785
Salmi 18, 3160
Salmi 19, 169
Salmi 20, 7111
Salmi 22 174
Salmi 37, 5 728
Salmi 50, 23 713
Salmi 51, 7 482
Salmi 51, 11517
Salmi 69, 21174
Salmi 90, 256
Salmi 90, 470
Salmi 95, 6 724
Salmi 104, 13.143
Salmi 119, 16059
Salmi 150 678
 
Isaia 6, 354
Isaia 7, 1495
Isaia 9, 595
Isaia 44, 653
Isaia 53, 3-5179
Isaia 53, 798
Isaia 53, 12172
Isaia 58, 13.14 318
 
Geremia 31, 357
 
Ezechiele 36, 27 518
 
Daniele 12, 2 535
 
Gioele 2, 28.29518
 
Michea 5, 1125
Michea 6, 8 272
 
Zaccaria 9, 9160
Zaccaria 11, 12.13162
 
Malachia 3, 196
Malachia 3, 10731
 
Sapienza 2, 23 531
Sapienza 3, 1-3542
 
Tobia 8, 5.6 343
Tobia 12, 15.1876
 
Siracide 7, 38 704
 
II Maccabei 12545
 
Matteo 1, 1115
Matteo 1, 21107
Matteo 2, 2125
Matteo 2, 9125
Matteo 2, 13.14127
Matteo 2, 16-18126
Matteo 3, 1196
Matteo 3, 15130, 485
Matteo 3, 17105
Matteo 4, 1131, 220
Matteo 4, 4 624
Matteo 4, 11131
Matteo 5, 3-11148
Matteo 5, 17138, 277
Matteo 5, 21.22 295, 332
Matteo 5, 27.28 295
Matteo 5, 28 344
Matteo 5, 43-45 286
Matteo 5, 44.45.48 174
Matteo 5, dal versetto 45262
Matteo 6, 5-8 718
Matteo 6, 9 311
Matteo 6, 9-13 630
Matteo 6, 33153
Matteo 7, 12 288, 289
Matteo 7, 24.25 458
Matteo 8, 27145
Matteo 9, 18-26144
Matteo 9, 6114
Matteo 10, 2-4 435
Matteo 10, 40 434
Matteo 11, 5108
Matteo 12, 40 180
Matteo 13, 31-33152
Matteo 13, 34.35150
Matteo 13, 44-46153
Matteo 15, 18-20 356
Matteo 15, 19.20 351
Matteo 15, 32-39146
Matteo 16, 18372, 437
Matteo 16, 18.19457
Matteo 16, 19459
Matteo 17, 5105
Matteo 18, 1076
Matteo 18, 18 453
Matteo 18, 20 617, 621
Matteo 18, 21.22638
Matteo 18, 21-35156
Matteo 19, 6346
Matteo 19, 9 345
Matteo 20, 18.19 457
Matteo 22, 36-40 282
Matteo 22, 37.39277
Matteo 22, 37-40138
Matteo 24, 21.22119
Matteo 24, 37-39157
Matteo 24, 42 553
Matteo 24, 43-51 553
Matteo 25, 1-13157
Matteo 25, 1-30 553
Matteo 25, 35.36.40 692
Matteo 26, 14.15162
Matteo 26, 20-29 372
Matteo 26, 26 ss 509
Matteo 26, 26-28163
Matteo 26, 28 646
Matteo 26, 40-41165
Matteo 26, 48165
Matteo 26, 69-75166
Matteo 27, 1-5169
Matteo 27, 24170
Matteo 27, 50 372
Matteo 27, 54175
Matteo 27, 62-66 176
Matteo 28, 1 ss 372
Matteo 28, 9 187
Matteo 28, 13188
Matteo 28, 18.1964
Matteo 28, 18-20 492
Matteo 28, 1928, 486
Matteo 28, 19.20159, 372, 421, 434, 447
Matteo 28, 20 193, 447
 
Marco 1, 10.11 64
Marco 1, 13 220
Marco 1, 14.15 372
Marco 1, 15134
Marco 1, 16 ss139, 372
Marco 2, 27 319
Marco 3, 11143
Marco 3, 13-19 434
Marco 3, 14139
Marco 3, 14-16 422
Marco 3, 29 653
Marco 6, 30-44146
Marco 8, 1-9146
Marco 9, 24 240
Marco 9, 31 180
Marco 10, 9 345, 346
Marco 10, 14 489, 658
Marco 11, 1-9160
Marco 12, 2953
Marco 12, 30 284
Marco 12, 31 285
Marco 13, 31 119, 285
Marco 14, 8161
Marco 15, 34 174
Marco 16, 19 191
 
Luca 1, 31107
Luca 1, 31-33122
Luca 1, 35122, 203
Luca 2, 1-1494
Luca 2, 7124
Luca 2, 11125
Luca 2, 41-49128
Luca 2, 51 325
Luca 2, 52128
Luca 3, 21-22 719
Luca 3, 2228, 129
Luca 3, 23123, 133
Luca 5, 1-11147
Luca 6, 12 719
Luca 6, 12-16372
Luca 7, 12-15144
Luca 9, 22 180
Luca 9, 28-36 719
Luca 9, 35 28
Luca 10, 25-37 286
Luca 10, 30-35155
Luca 11, 2-4630
Luca 12, 11.12 198
Luca 15, 3-7154
Luca 16, 19-31541
Luca 17, 21135
Luca 18, 9-14156
Luca 18, 2755
Luca 18, 35-43142
Luca 19, 9 690
Luca 19, 10114
Luca 21, 25-28119
Luca 21, 36 718
Luca 22, 14 ss159
Luca 22, 18 502
Luca 22, 19 499
Luca 22, 31.32 437
Luca 22, 32 459
Luca 22, 41-46 719
Luca 22, 42164
Luca 22, 43164
Luca 23, 34174
Luca 23, 43174
Luca 23, 46174, 719
Luca 24, 13-35 187
Luca 24, 3430
Luca 24, 39-40 189
Luca 24, 44 277
Luca 24, 49 202, 210
 
Giovanni 1, 1-3145
Giovanni 1, 1-3.14101
Giovanni 1, 1-14 431
Giovanni 1, 12 242
Giovanni 1, 14102
Giovanni 1, 6-896
Giovanni 1, 29 565, 646
Giovanni 1, 29.36.3797
Giovanni 1, 32 521
Giovanni 1, 3496
Giovanni 2, 1-11147
Giovanni 3, 1.2176
Giovanni 3, 5 528
Giovanni 3, 13114
Giovanni 3, 1657, 241, 547
Giovanni 4, 7 376
Giovanni 6, 27 521
Giovanni 6, 35158
Giovanni 6, 66-69159
Giovanni 8, 2-11 347
Giovanni 8, 12158
Giovanni 8, 24 241, 649
Giovanni 10, 9158
Giovanni 10, 11158
Giovanni 10, 18 184
Giovanni 10, 30105
Giovanni 11, 1-44144
Giovanni 11, 25158
Giovanni 11, 41.42 719
Giovanni 11, 43-47 376
Giovanni 12, 26 418
Giovanni 13, 4 ss159
Giovanni 13, 4.5.15159
Giovanni 13, 15 453
Giovanni 13-16159
Giovanni 13, 30163
Giovanni 13, 34.35 290
Giovanni 14, 1 241
Giovanni 14, 3 7, 159, 194, 551, 555
Giovanni 14, 6158
Giovanni 14, 9105, 307
Giovanni 14, 16 200
Giovanni 14, 26 28, 203
Giovanni 15, 5158
Giovanni 15, 13177
Giovanni 15, 26 201, 519
Giovanni 16, 9 233
Giovanni 16, 135, 211
Giovanni 16, 28 190
Giovanni 17720
Giovanni 17, 18.19454
Giovanni 17, 20.21 459, 720
Giovanni 17, 24 192
Giovanni 17, 26 311
Giovanni 18, 10166
Giovanni 18, 37117
Giovanni 19, 12170
Giovanni 19, 26.27174
Giovanni 19, 27 325
Giovanni 19, 28174
Giovanni 19, 30174, 709
Giovanni 20, 11-16 187
Giovanni 20, 19189
Giovanni 20, 19-23187
Giovanni 20, 21 423
Giovanni 20, 21-23 421
Giovanni 20, 22 203
Giovanni 20, 23 648
Giovanni 21, 15-17187, 437, 459
 
Atti degli apostoli 1, 2.3159
Atti degli apostoli 1, 3159, 187
Atti degli apostoli 1, 3-11 711
Atti degli apostoli 1, 8 447
Atti degli apostoli 1, 11 190, 551
Atti degli apostoli 1, 14 721
Atti degli apostoli 1, 15-26 436, 438
Atti degli apostoli 1, 21.22 436
Atti degli apostoli 2, 1 ss 372
Atti degli apostoli 2, 1-4 210, 520
Atti degli apostoli 2, 14 438
Atti degli apostoli 2, 15 ss 518
Atti degli apostoli 2, 37 ss 582
Atti degli apostoli 2, 38 523
Atti degli apostoli 2, 42 389, 618
Atti degli apostoli 4, 12109, 247
Atti degli apostoli 5, 29 326
Atti degli apostoli 5, 30 184
Atti degli apostoli 6, 4 431, 721
Atti degli apostoli 6, 6 443
Atti degli apostoli 7 394
Atti degli apostoli 8, 1 393, 582
Atti degli apostoli 8, 9.11 ss524
Atti degli apostoli 8, 14 ss 486, 524
Atti degli apostoli 8, 14-17 205, 440
Atti degli apostoli 8, 18 524
Atti degli apostoli 10438, 583
Atti degli apostoli 10, 37.38 522
Atti degli apostoli 11 583
Atti degli apostoli 11, 1-18 439
Atti degli apostoli 11, 19 393, 582
Atti degli apostoli 11, 26 585
Atti degli apostoli 12, 1-12 721
Atti degli apostoli 13, 1-4 436
Atti degli apostoli 13, 4 198
Atti degli apostoli 13, 26-41 441
Atti degli apostoli 13, 32-37115
Atti degli apostoli 13, 47 456
Atti degli apostoli 14, 4.14 436
Atti degli apostoli 15, 1-29 439, 583
Atti degli apostoli 16, 15 489
Atti degli apostoli 16, 33.34 489
Atti degli apostoli 17, 1-4 441
Atti degli apostoli 18, 8 489
Atti degli apostoli 19, 1-6 524
Atti degli apostoli 19, 2-6 486
Atti degli apostoli 19, 6 440
Atti degli apostoli 20, 7 320
 
Romani 1, 19.201
Romani 3, 2459
Romani 4, 8 647
Romani 4, 1768
Romani 5, 5 530
Romani 5, 10 parziale 646
Romani 5, 12 227
Romani 5, 12.18.19 482
Romani 5, 18 278
Romani 5, 18.19 225
Romani 6, 23 59, 532
Romani 8, 9 530
Romani 8, 11 184
Romani 8, 20-22 228
Romani 10, 4 277
Romani 10, 930
Romani 10, 9.1030
Romani 10, 17 11, 241
Romani 12, 1 733
Romani 12, 4.5 374
Romani 13, 1 748
Romani 13, 7 745
Romani 13, 8.10 299
Romani 13, 9 361
Romani 14, 7-9 704
Romani 15, 7 291
Romani 16, 7 436
 
I Corinzi 1, 18182, 276
I Corinzi 2, 10 198
I Corinzi 4, 124, 432
I Corinzi 9, 1-16 436
I Corinzi 10, 17 512
I Corinzi 11, 1 453
I Corinzi 11, 23 ss 509
I Corinzi 11, 23-26 497
I Corinzi 13, 4-7 291
I Corinzi 15, 3.4 181
I Corinzi 15, 3-7 185
I Corinzi 15, 3-8 441
I Corinzi 15, 6 187
I Corinzi 15, 14186
I Corinzi 15, 20-22186
I Corinzi 15, 28 581
I Corinzi 15, 29 545, 659
I Corinzi 15, 51 554
I Corinzi 15, 51.52 535, 558
I Corinzi 16, 2 320
I Corinzi 16, 22 30, 196, 554
 
II Corinzi 1, 21.22 516
II Corinzi 1, 24 453
II Corinzi 3, 6 427
II Corinzi 3, 8 428
II Corinzi 3, 9 429
II Corinzi 4, 17.1878
II Corinzi 5, 2.4.5 560
II Corinzi 5, 17 528
II Corinzi 5, 18.19 430
II Corinzi 5, 19 181, 276
II Corinzi 5, 20 432
II Corinzi 9, 6-8 738
II Corinzi 11 436
II Corinzi 11, 2 433, 562, 626
II Corinzi 11, 25-28 393
II Corinzi 13, 13 64, 680
 
Galati 1, 19436
Galati 2, 9 436
Galati 4, 44, 95
Galati 5, 19 ss 363
Galati 5, 19-25 363
Galati 5, 22 530
Galati 6, 759
Galati 6, 10 290
 
Efesini 1, 3 267
Efesini 1, 3-7 738
Efesini 1, 4 268
Efesini 1, 7 268
Efesini 1, 9 268
Efesini 1, 11 268
Efesini 1, 13 268, 516
Efesini 4, 11 445
Efesini 4, 30 516
Efesini 5, 1.2 734
 
Filippesi 3, 20.21 558
Filippesi 4, 7 238
 
Colossesi 1, 14 640
 
I Tessalonicesi 1, 1436
I Tessalonicesi 2, 7 436
I Tessalonicesi 4, 13-18 7, 685
I Tessalonicesi 4, 14-18 442
I Tessalonicesi 4, 15-17 192, 558
I Tessalonicesi 4, 16 542
I Tessalonicesi 5, 2378
I Tessalonicesi 5, 2459
 
I Timoteo 2, 4-6 547
I Timoteo 2, 5 247
I Timoteo 2, 5.6 247
I Timoteo 3, 16106
 
II Timoteo 1, 10 534
 
Tito 2, 11-14 279
 
Ebrei 1, 1477
Ebrei 5, 9 247
Ebrei 6, 7 262
Ebrei 8-10733
Ebrei 9, 27 539
Ebrei 10, 10.14504
Ebrei 10, 18 733
Ebrei 10, 37 196
Ebrei 11, 110, 239
Ebrei 11, 355
Ebrei 11, 6 10, 242
 
Giacomo 1, 15 363
Giacomo 2, 10 295
Giacomo 4, 17 229
Giacomo 5, 8 196
 
I Pietro 1, 14.15 364
I Pietro 2, 9 256
I Pietro 3, 18-20183
I Pietro 3, 19.20 536
I Pietro 3, 20.21373, 484
I Pietro 4, 6183, 547
 
II Pietro 2, 474
II Pietro 3, dal versetto 870
II Pietro 3, 9 196
II Pietro 3, 13 581
 
I Giovanni 3, 1.27
I Giovanni 3, 8 222
I Giovanni 3, 15 332
I Giovanni 3, 16181
I Giovanni 4, 1-6 441
I Giovanni 4, 9.1099
I Giovanni 4, 1657, 311, 382
I Giovanni 4, 19 283
I Giovanni 5, 7.8 479
I Giovanni 5, 205, 106
 
Giuda 674
 
Apocalisse 1, 5117
Apocalisse 3, 11554
Apocalisse 5, 12 565
Apocalisse 6, 8 533
Apocalisse 12 405
Apocalisse 12, 5 561
Apocalisse 12, 6 569
Apocalisse 12, 13.17 405
Apocalisse 14, 1-5 564, 565
Apocalisse 14, 4 428
Apocalisse 16, 759
Apocalisse 19, 6.7405
Apocalisse 19, 6-9 567
Apocalisse 19, 7 195, 562
Apocalisse 20, 1-3 572
Apocalisse 20, 5.6 559
Apocalisse 20, 6 532, 574
Apocalisse 20, 7-10 578
Apocalisse 20, 11-15 579
Apocalisse 20, 12 579
Apocalisse 21, 1-3135
Apocalisse 21, 3 581
Apocalisse 21, 8 532
Apocalisse 22, 7.12.20 554
Apocalisse 22, 17.20 563