Die Neuapostolische Kirche Schweiz

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Servizio divino a favore dei defunti a Zollikofen
06.03.2016 / Zollikofen
In occasione del servizio divino a favore dei defunti, l’apostolo di distretto Markus Fehlbaum ha visitato la comunità di Zollikofen. Egli è stato accompagnato dagli apostoli Thomas Deubel e Philipp Burren, come pure dal vescovo André Kreis e dai ministri distrettuali a riposo dell’area d’attività del vescovo.

Lasciateci essere dei fari

Durante la preparazione del servizio divino, l’apostolo di distretto ha avuto l’immagine di un faro davanti ai suoi occhi. Egli ha pensato: „Lasciateci essere dei fari. Che le anime dell’aldilà possano orientarsi secondo te e me“. Devono sentire la presenza di Gesù. Devono sentire la tua fede. Devono riconoscere come sei colmo dell’amore divino in qualità di portatore dello Spirito Santo. Devono sentire come ti dai la pena di combattere per il bene della fede. Poi l’apostolo di distretto ha posto la domanda: che cosa dicono le anime dell’aldilà quando vedono gli errori che facciamo. Li preoccupano? Sono sconvolti? Ci vuole solamente amore, fede e comprensione; anche loro devono imparare che nessuno è perfetto oltre a Gesù.

È diventato buio

Gesù ha detto a noi uomini imperfetti: voi siete la luce del mondo. Questo credo deve sempre più manifestarsi nella nostra vita. Dobbiamo sempre più sforzarci a fare la volontà di Dio, così possiamo essere dei fari. Ce n’è bisogno sempre più perchè il tempo d’oggi diventa sempre più scuro. Manca molto, manca l’amore e la fede. Gli uomini si occupano sempre più di cose terrene e non trovano più la via verso il Padre celeste. Ci vuole te e me affinchè la luce brilli fino nell’eternità. Oggi si incontrano il tempo terreno e il tempo eterno. L’anima che vive in te è la stessa che sarà nell’eternità. Quando un essere muore, l’anima si separa, ma la vita spirituale dell’anima rimane, la quale ritorna da Dio. Pertanto il servizio divino è molto importante per noi e per le anime che sono venute dall’aldilà.

Accettare l‘invito

La parola biblica per il servizio divino elaborata dall’apostolo di distretto è in Luca 14, 23: “ Il signore disse al servo: "Va' fuori per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, affinché la mia casa sia piena”.

L’apostolo di distretto sottolinea questa parola e mostra l’importanza di essa. È un’immagine della grande cena dove anche Gesù era invitato. Gesù vi ha partecipato e ha constatato parecchie cose. L’apostolo di distretto ha comparato quest’immagine con la missione vera e propria di Gesù: egli ci invita dato che si tratta della comunione eterna con Gesù. Egli invita gli uomini a vivere il Regno di Dio, ad averne parte. Però ci vuole un invito a te e a me, e questo invito lo vogliamo accettare.

Dalla parabola risulta, così dice l’apostolo di distretto, che è difficile per gli uomini di accettare l’invito. Sta scritto che il signore ha mandato i suoi servitori. Anche oggi Gesù invita tramite gli apostoli quali suoi rappresentanti. È un compito importante di invitare gli uomini e collaborare al Regno di Dio. E noi sappiamo quanto pochi accettano l’invito. In Svizzera sono pochi.

La parabola dice: invitate i miei amici, questo era il compito del signore ai servi. Dapprima si erano scelti gli ospiti ed erano pure stati informati „sei invitato da me“. I servi dissero: vieni, è tutto pronto. Nel 18.esimo versetto leggiamo che tutti hanno trovato una scusa per non rispondere all’invito.  Essi erano indaffarati, probabilmente erano agiati. Uno doveva arare il suo campo, l’altro aveva comperato una casa, un altro si era appena sposato. Il signore era molto deluso.

Questa parola ci rende attenti di quanto sia importante dare priorità al Regno di Dio; niente deve impedircelo.

Viviamo in un tempo dove tutti sono indaffarati. Ascoltiamo gli impulsi dello Spirito Santo e restiamo nell’amor primiero, dice l’apostolo di distretto. Aspirate dapprima al Regno di Dio. Gesù deve essere il più importante per noi come sta scritto in Apocalisse 19, 6. Nel tempo che ci sta davanti è molto importante accettare l’invito degli apostoli. Gesù chiama, andate ovunque e invitateli, essi non vi appartengono ancora. Anche per loro vi è la possibilità di salvezza. Ci sono molti cristiani battezzati nell’aldilà che aspettano di essere salvati. Gesù dice: chi non raccoglie con me, disperde!

Sono parole chiare dell’apostolo di distretto: è un giorno di salvezza, di grazia. Ma ognuno deve decidersi. Penso anche alla prossima Confermazione; ognuno deve decidere per sè.

Vogliamo essere una benedizione per tutte queste anime. Vogliamo essere un orientamento, un aiuto per coloro che vengono dall’aldilà. Voglio appartenere alla sposa – decidere – oggi lo faranno molti.

Essere amici

L'apostolo Burren riprende la parola dell’apostolo di distretto ed esorta i presenti a non essere solamente ascoltatori e visitatori del servizio divino. Egli riprende il tema delle scuse e pensa ad un gruppo di persone, in particolare ai paralitici.

Allorquando Gesù si trovava a Capernaum, vi era anche un paralitico che pensava Gesù potesse aiutarlo. Quattro amici salirono sul tetto della casa e lo lasciarono calare verso Gesù. Gesù ha visto la loro fede.

L'apostolo si chiede se al giorno d’oggi ci sono ancora dei paralitici, visto spiritualmente. È il peccato che pesa in ognuno. Sono le delusioni che non si riesce a dimenticare. È la perplessità che non ti porta avanti e non vedi la via.

Vogliamo essere degli amici che aiutano i paralitici. Vogliamo aprire il nostro cuore e aspirare a ciò che non ci paralizza.

Affinchè la casa sia piena

Il vescovo Kreis mostra nel suo servire come allora vi erano molti gruppi di uomini. Si restava insieme ed era una cosa particolare che si lasciava la porta di casa aperta per gli altri. Oggi, si tratta di avere un cuore aperto per tutti e di non emarginare nessuno. Sentiti coinvolto e vai ad invitare. Quand'è che ti sei sentito quale servo? domanda il vescovo. I servi d’allora andarono ad invitare sul ciglio della strada, non nelle case. Non si tratta di conoscere le condizioni di vita o di sapere cosa sta dietro. Invitiamo tutti. Quale vescovo mi sono sentito coinvolto ad invitare anche privatamente, affinchè la casa sia piena. Un invito ogni giorno.

L’apostolo di distretto completa le parole del vescovo: „e parliamo semplicemente del regno di Dio“. Qual’è il nostro compito? Quando fratelli e sorelle sono insicuri, ascoltiamoli e diamo loro coraggio. Sono cristiani anche loro, ma non vivono la loro fede. Altri hanno bisogno di un consiglio e in questi momenti siamo semplicemente presenti, come i primi cristiani e così possiamo riempire la casa.